giovedì 26 maggio 2016

Più d'un secolo vista cupola.Parte II(cap.37/50)









Cap.37

La partenza liberatoria della sora Camilla

      Ora la sora Camilla cerca di farsi notare il meno possibile. Ha
 persino pensato di andare ad abitare,con sollievo inconfessato del
 sor Armando,per un po’,dalla sorella Marisa,sposata in Ciociaria,
 consapevole  forse delle tante cattiverie gratuite di cui si è resa
 responsabile,che,se ne affiorasse anche un parziale ricordo tra i
cittadini del quartiere,in questo momento potrebbe  esserne
danneggiata assai.
                   Il marito,al contrario,pensa seriamente di cessare l’attività
per comprarsi una casa tranquilla in campagna,magari in riva a un lago
 e godersi finalmente un po’di pace;se sua moglie non dovesse volerlo
seguire,beh!,tanto meglio.
                  Anche i figli dell’avvocato Monteleone devono aver preso
le loro precauzioni perché sono come evaporati. Devono aver scelto
angoli di mondo dove  nessuno li conosce ,né le loro persone e nemmeno
quelle sordide imprese di cui avevano creduto di potersi vantare perfino
nelle discussioni furenti col padre.
               L’avv. Monteleone continua a seguire con grande attenzione
le notizie su molti giornali italiani e stranieri. L’esito del referendum
per la scelta tra Monarchia o Repubblica lo ha  interessato in modo
particolare.

 Cap.38          

La promulgazione della Costituzione della Repubblica

                    La nuova Costituzione Repubblicana che entra
in vigore il I gennaio del '48 stabilisce anche il divieto di
ricostituzione  del partito fascista.
                   L’appuntamento decisivo delle elezioni politiche
del 18 aprile 1948 è preceduto da una campagna elettorale
durissima,senza risparmio di colpi. Vistosa è la grossolana
contrapposizione scelta tra libertà e tirannide,tra dialettica  
parlamentare e ritorno al partito unico già sperimentato nel
ventennio .
Anche la Chiesa partecipa direttamente - e con intermediari
meno raffinati come i comitati civici di Gedda - alla campagna
elettorale. Celebre lo slogan di questi ultimi:”Nella cabina
elettorale Dio ti vede!”.Il Corriere della sera  esulta per i
risultati che la DC ha conseguito e invita De Gasperi a tener
conto del fatto che la valanga di voti ottenuti ha voluto premiare
una generale battaglia di libertà e non un programma di partito
 specifico. Un invito in sostanza a riproporre un governo
quadripartito sostenuto da repubblicani,socialdemocratici,
liberali e democristiani,come era già accaduto nella fase  
preelettorale. Nel mese successivo al capo provvisorio dello
Stato  De Nicola subentra  Einaudi.
Ricostruzione e rinascita aprono una stagione rigorosa - il
neorealismo -  anche nel mondo della cultura.Eloquente è
l'osservazione di un intellettuale come Franco Fortini:"In
quel tempo gli uomini delle parole,gli scrittori,furono investiti
da una incredibile responsabilità politica.Insieme all'agitatore
politico,al giornalista ,al regista,lo scrittore fu,per tutte le 
categorie  degli Italiani che lo sconvolgimento della guerra
civile aveva portato a sinistra, un testimone e un formatore
 di speranze."



Cap.39

Il V piano del condominio

                 L’appartamento all’ultimo piano,il quinto,è rimasto
 molto  a lungo in carico all’impresa immobiliare che aveva
 rilevato dal padre di Ester l’intero palazzo. L’imprenditore
 aveva deciso allora in alternativa di organizzare quegli spazi
 per gli uffici della sua impresa. Aveva in seguito a lungo
provato a esercitare pressione sugli acquirenti degli appartamenti
già venduti con i quali era rimasto in buoni rapporti,perché era
dell’idea che quello sarebbe stato uno spazio particolarmente
adatto all’utilizzazione per le camere della servitù. Un’opinione
probabilmente anche sensata,ma che non tiene conto di quelli
che dovrebbero esserne gli acquirenti. I condomini del palazzetto
infatti sono talmente lontani dal sentirsi una comunità che non
sono mai riusciti a mettersi d’accordo,non sono mai riusciti
nemmeno lontanamente a rendersi conto che la gestione
comune  di quello spazio avrebbe risolto un  problema che è
di tutti loro,soluzione che  si sarebbe rivelata molto più vantaggiosa
per ognuno. Naturalmente l’impresario non demorde,ma comincia
a prendere in considerazione in alternativa l’offerta in affitto. E ha
proceduto alla separazione delle camere dell’appartamento dotandole
dei rispettivi servizi,riservandosi però ancora uno  spazio per  gli
uffici .Ma non ha avuto per il momento risposte soddisfacenti.
                  Luca intanto ha ripreso a frequentare anche i teatri e a
lavorare a nuove scenografie. Al Teatro dell’Opera ha conosciuto
tra gli altri Aisha,una violinista, arrivata da poco da Algeri, una
bella signora dai lucidi e ondulati  lunghi capelli corvini ,senza
alcun velo,dai luminosi occhi malinconici e dall’incedere flessuoso
e morbido,che fa parte dell’orchestra. Vive ancora in albergo nei
pressi della stazione Termini ed è alla ricerca di un’abitazione
economica ,non  troppo lontana dal teatro.
              E’ proprio Luca che ha l’opportunità,per caso,di proporle
la soluzione al quinto piano del palazzetto di piazza dell’Unità e
che lei trova subito perfetta .E’ una donna interessante con una
vita  complicata nel suo paese,che si è voluta lasciare alle spalle.
Si è portata solo una traccia di quel passato che vuole  dimenticare:
la sua piccola,ma affascinante  collezione di strumenti africani
come un vecchio liuto che accompagna le canzoni dei trovatori
dell’Africa bianca,araba,come il khalam[1], il tama[2],i tabalas[3],
la kôra[4], il rîti[5]e il balafong[6], suonati dai dyâli[7]dell’Africa
sub-sahariana. Sono i primi oggetti che porta nel suo minuscolo
appartamento di una camera e servizi,ma con una  splendida
finestra con vista cupola. L’ambiente appare  subito in tutta la
sua suggestione con  quegli splendidi strumenti  appoggiati con
amore sui  morbidi tappeti dai colori caldi che coprono le nude
pareti .E il primo a scoprirne  il fascino è Luca ,quando viene
invitato per un tradizionale tè alla  menta e pinoli .Un semplice
 ringraziamento per l’informazione rivelatasi  particolarmente
opportuna e un modo gentile per inaugurare uno stile di vita
che sperano entrambi più accettabile nel loro futuro.
E’ proprio lì che Luca  legge con emozione grande la notizia
dell’entrata in vigore della  Costituzione Repubblicana. Ora
finalmente è sicuro che si è aperta una stagione davvero nuova.
                     Anche la stampa sembra concordare con  le notizie
sulla  Costituzione Un po’ più confusa,contraddittoria quando si
occupa della campagna  elettorale.

Cap.40

Eventi fasti e nefasti:l’attentato a Togliatti,la morte di Giuliano e l’incoronazione di Elisabetta

                        Il grave attentato del 14 luglio del ’48 a Palmiro
Togliatti,segretario del PCI ,innesca un reazione molto violenta
dei militanti di quel partito,dei lavoratori sindacalizzati e non solo.
Vittime ci sono sia tra i dimostranti che tra le forze dell’ordine. Il
ministro degli Interni,Scelba,impartisce disposizioni severissime
per la difesa dell’ordine  democratico. La vittoria di Gino Bartali
al Tour de France contribuisce incredibilmente a sedare gli animi .
Tuttavia sono soprattutto i leader del  PCI  che si adoperano per
il ritorno alla calma e la conseguenza più incisiva è la fine dell’unità
sindacale che deve  portare alla nascita della CISL e della UIL.
                        Una battaglia parlamentare molto aspra,nel’49 ,
 prepara l’adesione dell’Italia  al nascente Patto Atlantico,con
l’intento  difensivo dei paesi occidentali. La risposta sovietica
 è la contrapposizione nel ’55 del Patto di Varsavia tra i  paesi
satelliti dell’est.
                   All’inizio di maggio del’49 si assiste impotenti alla
tragedia di Superga,quando la squadra campione d’Italia ,che
forma gran parte della Nazionale,muore nell’impatto dell’aereo
contro la collina familiare  di Superga.
                   Ai primi di luglio del’50,muore il bandito Giuliano. Un
personaggio oscuro le cui imprese delittuose dalla fine della  guerra
restano da chiarire nei loro intrighi complicati che vedono coinvolti
americani e non solo. Certo è che Salvatore Giuliano è stato l’autore
prezzolato della strage di Portella della Ginestra,un’aggressione
brutale contro una manifestazione di lavoratori che festeggiava
la vittoria della sinistra alle elezioni amministrative.
                  L’anno successivo si assiste alla prima grande catastrofe
 naturale del dopoguerra in Polesine,tanto drammatica da coinvolgere
la solidarietà nazionale e internazionale.
                 l 9 febbraio del’52 sale al trono Elisabetta II  nel
 Regno  Unito.            
                Il 6 Novembre  del ’52 Eisenhower,comandante in
capo delle truppe alleate nel vittorioso scontro col nazismo è
eletto presidente degli USA nelle liste repubblicane.
                E,sempre nello stesso mese del‘52,scompare Benedetto
Croce grande filosofo,dall’importanza ad un tempo culturale e politica.

Cap.41

L’uscita dal tunnel buio del passato

                           Passano molti mesi perché il rapporto di amicizia
tra Luca e Aisha si consolidi e la fiducia diventi reciproca e forte
 tanto da permettere confidenze,racconti,confessioni importanti
sul proprio passato.
                           Aisha decide allora di liberarsi del pesante fardello
che  l’ha spinta a tagliare in modo netto e drammatico ogni rapporto
con  la sua terra e con  la sua gente. Riesce a farlo un pomeriggio
quando entrambi sono nello studio dell’appartamento di Luca,con
i quadri dipinti di recente,appesi alle pareti,che con le loro vivaci
tonalità di colore e con gli studi molto interessanti della  città,
contribuiscono a creare un’atmosfera distesa,che incoraggia le
confidenze più profonde e difficili.
                           Luca ha appena finito di raccontarle i momenti
più dolorosi del suo periodo di lotta nella clandestinità e come,
per quanto assurdo possa sembrare,quello sia stato l’intervallo
di massima socievolezza relazionale della sua vita fino alla
conclusione della guerra.
                           E’a questo punto che Aisha trova la forza
per liberarsi del suo peso più grande e comincia  a  raccontare
decisa:” Ero giovane e mi ero appena  sposata  con un uomo
che  non conoscevo ancora bene. Un matrimonio combinato
dalle famiglie,come era l’uso molto diffuso allora ad Algeri.
Avevo avuto la sensazione confusa del bisogno che lui
 provava,come uomo,di dominare,di controllare,di esigere
 completa sottomissione,ma non fino al punto che dovetti
 poi realmente sopportare. Già la prima notte di nozze lo
avevo aspettato in casa .Era uscito,si era ubriacato,e quando
si era deciso a rientrare,aveva tentato di mettere la chiave
nella serratura,senza riuscirci, allora aveva  bussato con
violenza,aveva buttato giù la porta sfondandola,era entrato,
aveva fatto qualche  passo verso di me,mi aveva  sollevato
il  velo, mi  aveva rialzato la  testa per ghignarmi fiero  e
vittorioso sulla faccia,mi aveva spogliato,si era spogliato,
senza parlare,senza dirmi niente,aveva fatto tutto ,tutto alla
svelta,poi era uscito di nuovo,è chiaro che aveva bevuto
parecchio .Ed io non ho potuto che prendere le lenzuola
fra i denti e poi  sono svenuta. Ero stata educata alla
sopportazione,alla necessità di non distruggere il matrimonio
ad ogni costo e ho sopportato,a lungo,molto a lungo.
Le violenze si sono ripetute altre volte negli anni finché
sono rimasta incinta e dopo appena tre mesi di  gravidanza
 una  nuova scena di violenza mi ha procurato l’aborto.
 E’allora che non ho più  potuto né voluto sopportare. Il
dolore è stato  troppo  grande,gratuito e,paradossalmente,
l’atteggiamento assurdo,inumano e non più accettabile
della mia famiglia mi ha aiutano a tagliare i ponti. Anche
il desiderio di riprendere a suonare,che Mahmoud mi
aveva vietato, mi ha spinto alla rottura e ha affrettato il
taglio  netto di ogni legame,spingendomi a cambiare addirittura
continente. Ho scelto il paese del “Bel Canto”convinta che qui
sarei potuta  ripartire da zero e ricostruire una vita completamente
diversa,e,quanto meno,sopportabile . La solitudine avrebbe
 per me significato l’equivalente dell’indipendenza,e non solo
economica.
Ora so  invece che essere tornata a suonare  mi appaga tanto
e che i rapporti nell’ambiente di lavoro non sono ambigui e
neppure difficili. Insomma sto lentamente riforgiando la mia
rinascita.
                   Durante  il racconto molto drammatico di Aisha
 Puffy è arrivato a curiosare;è un bel gatto rossiccio e tigrato,
un originale bicrome molto curioso che Luca ha  adottato al
suo  ritorno. Si muove  un po’in giro,sorpreso per la nuova
presenza del tutto straordinaria .E dopo aver annusato in
lungo e in largo,decide di accettare la nuova ospite e le salta
su accoccolandosi nel suo grembo e mettendosi tranquillo
 a fare le fusa. Anche Aisha,subito sorpresa per la novità
inattesa,sembra poi contenta della dimostrazione d’affetto
e si  mette a carezzarlo mentre racconta e perfino a grattargli
voluttuosamente la testa in mezzo alle orecchie .Chissà che
 non le sia venuta  l’idea di aver trovato una buona compagnia
anche per la sua di case. Staremo a vedere. Alcune  notizie,
soprattutto internazionali,che Aisha segue con metodica
attenzione  fanno pensare alla possibilità che si assista a
un  nuovo voltar di pagina. Naturalmente le notizie che
 lei va a cercare prima di tutto sono quelle che raccontano
le vicende quotidiane della lotta per l’indipendenza dalla
colonizzazione francese che  la sua gente sta tenacemente
combattendo.

Cap.42

La lotta di liberazione algerina
                      
                            Lotta di liberazione degli Algerini contro la
dominazione francese .Nel 1954 le forze d'opposizione fondano
nella clandestinità il Comitato rivoluzionario (Crua), diventato
 poi Fronte di liberazione nazionale (Fln), e danno inizio alla  
rivolta, che, con ampi consensi tra la popolazione araba, assume
carattere di guerra di massa soprattutto dopo l'intervento poliziesco
e le rappresaglie delle truppe  francesi contro la popolazione civile
(battaglia di Algeri, 1957). Quella battaglia terribile che il regista
Gillo Pontecorvo ci ha fatto conoscere con le sequenze drammatiche
del suo film “La battaglia di Algeri” del 1966,e che ha finito per acquisire
il valore alto di testimonianza,soprattutto per tutti noi Europei.
Anche lo psichiatra e intellettuale della Martinica,Frantz Fanon,
-fortemente  coinvolto  nella lotta per l’indipendenza dell’Algeria
e in una  lotta internazionale che cerca di costruire una solidarietà
tra “fratelli oppressi”- che fa parte  dell’FLN algerino,ha voluto
lasciarci una ricca e approfondita testimonianza con i suoi numerosi
volumi. La sua opera ci ha anche segnalato,tra i molteplici elementi
interessanti della sua analisi molto articolata,un singolare fenomeno
che ci fa ben capire il radicamento popolare diffuso che si esprime
nel conflitto per l’indipendenza algerina. Sembra inizialmente che
gli Algerini siano molto lenti e facciano una gran  fatica a  imparare
il francese,a farne un largo uso nella comunicazione  quotidiana.
Quando però l’FLN verifica la difficoltà che incontra  l’organizzazione
della lotta,a causa delle diverse forme di comunicazione vernacolare
da un sahel all’altro,per la frammentazione eccessiva imposta dalle
 parlate locali e adotta il francese come unico strumento di comunicazione,
l’uso fluido ed efficace della lingua dell’occupante diventa veloce e
generalizzato.[8]
                                            Il 6 marzo del 1953 muore Stalin.
Gli si riconoscono sia il merito di aver assicurato al suo immenso
paese  una preminenza degna della sua storia e della sua potenza
oggettiva sia l’impegno dispiegato nella capacità di sconfiggere
la presuntuosa avanzata militare tedesca. Ma gli si addebita anche
la volontà di imporre la propria egemonia all’Europa,utilizzando
le armi puntute della  guerra ideologica.
                  Il 20 dello stesso mese dello stesso anno muore 
De Gasperi .Artefice della rinascita del paese,convinto
propulsore del  processo di unificazione europea,seppe
coniugare armonicamente rigore etico,fede cattolica,senso
dello stato,passione democratica,desiderio di giustizia sociale .
                                  Il 19 settembre del ’54 assistiamo
 all’affare Montesi:lo scandalo politico della morte di  una
ragazza sulla spiaggia di Torvaianica  che diventa l’emblema
 dei comportamenti immorali di certa classe dirigente  politica
 e amministrativa,coinvolgendo direttamente uno dei figli del
 ministro  degli esteri Piccioni,che si  dimette .
                              A metà del mese di dicembre dello stesso
 anno all’Italia si consente di entrare all’ONU dopo complessi
intrecci internazionali dietro le quinte. Il paese ottiene così
un riconoscimento dall’alto significato morale da attribuire
alla sua presenza nel panorama diplomatico internazionale.

Cap.43

Il sor Armando ha deciso
                              
                                  Il sor Armando,in questi giorni ,appare
insolitamente arzillo e sorridente .Fuori dal negozio si ferma
 a chiacchierare con i vicini,cosa per lui molto  insolita . E’
per questo che ,forse ,si comincia a spargere la voce delle
ragioni di quella tanto nuova disposizione di spirito .Infatti
 non è indifferente  la partenza  da qualche giorno della
moglie per la Ciociaria ,ospite a tempo  indeterminato
della sorella. E’significativo infatti che proprio in quei
 pochi  giorni il sor Armando sia  riuscito a restringere
 il campo delle sue ricerche di un’abitazione  immersa
nella tranquillità della campagna. Ha infatti  individuato
 in Bracciano la sua prossima meta.
                        All’ombra del castello Orsini- Odescalchi[9]
che si affaccia sullo specchio tranquillo del lago c’è una
casetta graziosa circondata da un bel giardino,che sembra
disponibile all’acquisto. E lui ha deciso di non farsela
sfuggire. Subito dopo  metterà in vendita anche il negozio.
                    Per la stagione estiva di qualche tempo dopo
Luca e Aisha contribuiscono con  entusiasmo ciascuno
 per le proprie competenze,all’allestimento della “Tosca”
 a Castel Sant’Angelo, dell’Aida alle Terme di Caracalla.
Il  lavoro  da affrontare da parte di entrambi è enorme
e  richiede un impegno molto intenso che spinge  in
secondo piano tutte le altre attività. E’ un tempo che
trascorre carico di fatica ,ma  entusiasmante .Entrambi
sono molto presi dalla passione per quello che fanno e
molto  caricati da tutti i fervori con cui i popoli di tutte
 le latitudini si ribellano ai colpi di stato con cui militari
e dittatori di varia natura impongono regimi vergognosamente
autoritari,che reprimono qualunque dissenso senza rispetto
dei diritti umani più elementari. Sono lotte che producono
anni di lutti,di sofferenze,di torture,ma che si concludono
infine con la vittoria della libertà e dell’affermazione
di  istituzioni democratiche. Anche se per alcuni paesi
il processo di liberazione sarà molto lungo e il suo
completamento richiederà,come per Cuba,ben più di
cinquant’anni.
                      Lavorare intensamente fianco a fianco rende
naturale  l’irrobustimento dei rapporti. La franchezza di
entrambi e la condivisione di molti valori,rende poco a poco
la loro amicizia molto solida e profonda. Hanno finito per
imparare a condividere ,così abituati ormai a incontrarsi
fianco a fianco  nel luogo di lavoro,anche i momenti,
pur rari,dell’evasione,del divertimento e dell’impegno
comune –qualche  film,spettacoli e concerti concorrenti,
qualche mostra particolarmente interessante e perfino  
qualche uscita a cena o in pizzeria –e la partecipazione a
manifestazioni,specialmente quelle per la pace in Vietnam
che entrambi valutano fondamentale. Ma non abbandonano
 certo,soprattutto,la  loro ricerca di informazioni politiche
 nazionali e internazionali.
                    Aisha naturalmente è subito stata coinvolta
dalla lotta per l’indipendenza dalla  Francia del suo  paese ,
mentre  Luca segue in modo molto attento e puntuale  i
fervori  ribelli  e i tentativi rivoluzionari che infiammano
da oriente a occidente il pianeta in  questi anni.
                        Il sor Armando è riuscito dopo tanto affaccendarsi
 a realizzare finalmente il suo sogno di vita tranquilla a Bracciano,
con un’esistenza liberata persino della presenza al suo fianco dalla
sora Camilla che si è trovata una vita di suo gusto,come ospite
della sorella Marisa,che ne è stata succube fin dalla loro infanzia.
Anche lei è molto soddisfatta della sua  nuova condizione:ha
di nuovo qualcuno da comandare a bacchetta ed è così riuscita
ad aggirare quei  timidi tentativi di ribellione del marito che
ultimamente tanto la infastidivano giorno dopo giorno.
                     
Cap.44

  Le destalinizzazioni diffuse dei paesi dell’ Europa dell’Est.

                              La ribellione del popolo algerino,che continua,
 compromette la stabilità dello  stesso governo francese che, dopo
il tentativo di rivolta della forte minoranza bianca ( pieds noirs ),
impaurita per un possibile obbligo ad abbandonare il paese, nel
 maggio 1958  prepara il ritorno al potere del  generale De Gaulle,
iniziativa  che comporta il crollo definitivo della già traballante
quarta repubblica.
                           Nel 1958 l’ Fln, forte anche di vasti appoggi
 all'estero,costituisce il governo provvisorio della repubblica
 algerina (Gpra).L'opposizione della popolazione di origine
 europea, che vuole mantenere il potere coloniale, sfocia nelle
 barricate di Algeri del gennaio 1960  e nel tentativo di colpo
di stato militare dell'aprile 1961, represso da De Gaulle (Oas).
I negoziati tra il governo francese e il  governo provvisorio
algerino,aperti nel 1960, si concludono nel 1962 con  la
indipendenza dell'Algeria.
                          A partire dal‘56 è in corso,nei paesi satelliti
 di Mosca e in realtà libere dell’Occidente, il processo di
destalinizzazione. Il 30 ottobre  dello stesso anno scoppia la
rivolta popolare antisovietica dalle conseguenze più drammatiche.
Gli Ungheresi chiedono autonomia  e maggiore democrazia,
ma discutono anche le alleanze del paese spingendo il governo
affidato al comunista dissidente Nagy verso la neutralità e il
distacco dal Patto di Varsavia. I fatti d’Ungheria avranno serie
ripercussioni nei partiti comunisti dell’Occidente.
                          In luglio e agosto dello stesso anno prima
 il naufragio dell’Andrea Doria,poi la tragedia nella miniera
 belga di Marcinelle:136 minatori italiani emigrati muoiono.

Cap.45

Progetti di cambiamento tra i condomini

                          L’appartamento abitato un tempo dalla anziana
coppia degli orafi,l’ha riacquistato l’imprenditore edile .I tempi
sono davvero cambiati e l’imprenditore,previdente,cerca di
adeguarsi. Ritiene sia realistico pensare a un quartiere che sarà
abitato anche da famiglie piccolo borghesi,poco numerose,con
personale di servizio ad ore,dedite ad attività impiegatizie o a
piccoli commerci .I palazzetti di fine ottocento hanno perso molto
smalto e,qua e là,sono stati abbattuti per essere sostituiti da grossi
cubi grigi di cemento a più piani che certo non brillano per il loro
splendore e che invecchieranno anche più rapidamente. Occorreranno
diversi anni ancora perché si affermi il gusto del restauro per recuperare
la piacevolezza e la  grazia delle costruzioni “piemontesi”primitive.
Per queste considerazioni decide allora di affidarsi al suo intuito e
di dividere l’appartamento lasciato dal gioielliere in tre appartamenti ,
sufficiente ciascuno ad ospitare una piccola famiglia senza includere
l’ospitalità di domestici. E sembra che il tempo gli dia ragione.
                  Poco dopo riesce infatti a cederlo,sia pure in affitto,
 a un  giovane siciliano,Antonino,dal carattere focoso come  il
 vulcano che l’ha visto nascere. Lo accompagna la giovane sposa,
Adelaide. Sembra molto intraprendente e,per farsi intanto conoscere,
 si arrangia,accettando lavoretti di riparazione d’ogni  genere,soprattutto
di falegnameria.
Che sia il segno che annuncia  i tempi nuovi di quello che sarà il
 lungo dopoguerra?
                     Certo è che l’abbandono dopo tanti  anni del suo
appartamento da parte dell’anziano orefice ha fatto molta impressione.
                     Ha avuto una  presa forte sia sulla signora Ricciardelli
  e suo marito che sull’avv. Monteleone e sul personale che lo aiuta
 e che ha finito per far parte della famiglia  molto più degli stessi figli,
ormai da tempo eclissati .
                     Il gen. Ricciardelli è in vista alla pensione e comincia
 anche lui a  pensare di cercare una soluzione alternativa per passare
anni tranquilli una volta cessato l’impegno del lavoro. L’unica possibilità  
che escludono sia lui che la moglie è quella di raggiungere Carolina
a  Parigi.Lei non  sarebbe certo entusiasta di quella soluzione che li
ravvicinerebbe troppo e loro non andrebbero certo incontro  a un
periodo di maggiore serenità.
                       In casa Monteleone si parla molto del futuro. L’avvocato
 non pensa di andare prossimamente in pensione e Filomena  e Gaetano,
non avendo  nessuno di famiglia da raggiungere,sono ben felici di poter
continuare  con le loro collaborazioni conservando un tetto sopra la testa,
sopratutto ora che quei figli insopportabili sono spariti alla vista.
Questo  tuttavia non vuol dire che una residenza altrove sia da escludere .
Può invece  costituire un’ottima soluzione,particolarmente confortevole.
Ne parlano molto fra  loro. Le distanze dalla città giudiziaria non
costituiscono  affatto un  problema,vista la presenza efficiente di
Gaetano. Potrebbe addirittura  rappresentare un miglioramento
spostarsi verso  un quartiere attrezzato,ma anche  più verde e arioso.
La sua asma se  ne gioverebbe certamente,pensa fra sé Filomena. .Gli
anni  intanto scorrono via veloci e le preferenze in casa Monteleone,
consigliati  saggiamente anche da  Matilde,che interviene volentieri
con osservazioni molto assennate,sembrano propendere per i quartieri
verso il mare .Si tratta ora di decidere quanto  avvicinarsi alla costa.
Dall’EUR a Ostia,passando per i quartieri intermedi,compresa Ostia
Antica e Casal Palocco,la scelta è molto ricca  e anche notevolmente
diversificata. Non bisogna aver fretta per poter  scegliere bene .Loro
hanno tutto il tempo che serve.
E intanto i giornali che l’avv. Monteleone seguita a sfogliare con
grande interesse raccontano di un mondo che cambia.

Cap.46

L’Europa prova a rinascere:il manifesto di Ventotene.

                           Il trattato che istituiva la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio (CECA) ha rafforzato le fondamenta di
una integrazione e l'idea di un futuro comune per i paesi europei.
È su questo principio che la Francia, l'Italia, la Germania e i paesi
 del Benelux (Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo) hanno sottoscritto
il trattato di Parigi. Per la prima volta sei Stati europei accettano di
impegnarsi sulla via dell'integrazione. Il trattato ha permesso di
 gettare le basi dell’ architettura comunitaria creando un esecutivo
 denominato  "Alta autorità", un'Assemblea parlamentare, un
 Consiglio dei  ministri, una Corte di giustizia e un Comitato consultivo.
I  trattati di Roma del 1957 per la nascita del MEC e dell’EURATOM
 imprimono una spinta propulsiva sulla  via della loro integrazione
economica ,basata sul libero scambio delle merci e sulla libera
circolazione delle persone.
                                Una risposta molto parziale al grande sogno
europeista scritto nel “Manifesto di Ventotene “ dagli antifascisti
Rossi e Spinelli durante il loro  confino sull’isola e che statisti come De Gasperi,
Schumann,Spaak,Adenauer avevano avviato fin dall’immediato
dopoguerra.                       
                Il 3 novembre 1957: L’Unione Sovietica lancia in orbita
intorno alla Terra  il satellite Sputnik 2 con a bordo per la prima
volta un essere vivente:la cagnetta Laika. La  dimostrazione concreta
 delle capacità tecniche  dell’URSS nel lancio nello spazio dei satelliti
 artificiali che  allarma non poco gli USA e tutto il mondo occidentale,
convinti fino a quel momento della propria indiscutibile superiorità.
                                    Il  9 ottobre 1958: muore papa Pio XII .
  Il  28 ottobre 1958: Angelo  Roncalli è eletto papa con il nome
di Giovanni XXIII .Subito sono evidenti gli aspetti della sua
personalità che faranno di lui un personaggio  eccezionale.
 La straordinaria carica di umanità,la capacità di interpretare
i  tempi,la raffinatezza culturale,la conoscenza del mondo
derivante anche dalla sua lunga esperienza diplomatica gli
 permettono di essere un personaggio positivo e influente nella
scena planetaria e di  tornare a riempire le chiese di fedeli .
Supera con fermezza e decisione le resistenze  conservatrici
delle gerarchie e della Curia e apre il Concilio Vaticano II
(11/X/’62).
                                  Con l’ingresso all’Avana  di Fidel Castro
 per la fuga imprevista del dittatore cubano Batista si conclude
 vittoriosamente il 7 gennaio del 1959  la rivoluzione iniziata
 tre anni prima con mezzi  poverissimi e un numero molto 
ridotto di  rivoltosi guidati da Fidel,di cui fanno parte il fratello
Raul e Che Guevara.Inizialmente si battono contro la dittatura
di Batista sostenuto dagli interessi degli USA, per orientarsi
 poi progressivamente verso la costruzione di un regime socialista.
                           
Cap.47

Cominciano i traslochi. La foto del condominio che cambia.

                        C’è un gran fervore  di lavori nel palazzetto di
 piazza dell’Unità,il generale  Ricciardelli e la  moglie  hanno
alla fine fissato la loro residenza nell’appartamento dell’Olgiata,
in coerenza con l’importanza che le forme dell’apparenza hanno  
sempre rivestito per loro.
                        Anche l’avv. Monteleone ha deciso di  trasferire
 abitazione e studio in un  appartamento molto confortevole con
 giardino pensile all’EUR ,con un bell’affaccio sul laghetto.
 Anche agli appartamenti che hanno lasciato è stata imposta
 identica procedura rispetto alle operazioni che sono state
svolte  nell’appartamento lasciato dal sor Armando .Di nuovo è
 l’imprenditore che li ha riacquistati per dividere poi ciascuno
 di loro in tre abitazioni che spera di rivendere con facile guadagno.
 In realtà la catena delle transazioni si allunga. Infatti  a comprare
saranno avvocati,artigiani,commercianti, professionisti,ma gran
parte  di loro lo farà per investimento,affittando a loro volta ad
altri. Il ricambio quasi totale degli abitanti finisce per corrispondere
allora anche a un ricambio sociale e contemporaneamente anche 
il quartiere  subisce un lento degrado.
                       Ecco la fotografia degli abitanti del palazzetto
 negli anni ’60,che di per sé è molto interessante,per la varietà
delle funzioni che vi è rappresentata e per la molteplicità  di
stili di vita che vi si finisce per condurre.
                         Al piano terra è rimasto il portiere con la sua
famiglia. Ma ora è la moglie che fa il lavoro,Rocco vende i
giornali nell’edicola della piazza alle dipendenze del proprietario
del ristorante dell’angolo che possiede anche il piccolo chiosco.
                       L’appartamento del generale è stato diviso in due.
                       Uno,ancora molto grande , che conserva i due ingressi
sulla piazza e sulla via  ,oltre all’affaccio sul cortile  interno  con la
maestosa  magnolia, che è abitato dalla numerosa famiglia dei
Cacciatori:piccoli imprenditori della pasta. Oltre  alla moglie e ai figli,
ospita anche una cognata,perché, forse, è vedova e  sola.
                         C’è poi ,a destra entrando, un appartamento più piccolo,
abitato  da un  cappellaio,già abbastanza  anziano,con la moglie casalinga;
una coppia,quella degli Insigne, molto socievole e sempre sorridente.
 Hanno le radici nel quartiere,sono imparentati con i commercianti
che dopo la guerra hanno messo su una catena  di caffè –torrefazione
 che  ha  molto successo.
                        Al primo piano un appartamento l’ha acquistato
la Comunità israelitica,ma lo abita,in affitto, una manicure di
mezza età che lavora presso un parrucchiere del quartiere,
Ersilia Densi, con un figlio adottivo ,Demetrio,già adulto,
che lavora  in un hotel del quartiere. Accanto c’è una anziana
vedova scorbutica con tre figli,gli Scaletti:il ragazzo,Berto,un
po’deconcentrato,che fa il portantino nell’ospedale Santo Spirito
vicino a casa,e le due ragazze,Mariuccia e Fiorella, che lavorano
come commesse in un  negozio  di merceria e in uno di cartoleria.
 Sono in affitto .La proprietà di questo appartamento,come altri
due ai piani superiori,è di un investitore,un prof .di diritto alla
Università, che ha affittato tutti  i suoi appartamenti.
                     Il terzo appartamento del primo  piano  ospita con
l’abitazione un laboratorio orafo. A lavorarci sono due giovanissimi
fratelli gemelli,Diego e Dario, che ci abitano con l’anziano zio
Pasquale. Sono originari di Cerveteri e le radici etrusche sono
evidenti nel loro lavoro. Le incisioni e i bassorilievi dei loro monili
sono molto raffinati ,eleganti. Sono pluripremiati,ogni volta che
 partecipano a mostre dell’arte orafa. Il loro balcone è pieno di fiori.
                    Al secondo piano abita una coppia con figlio adolescente,
i Rendina, in  affitto nell’appartamento del multiproprietario. Hanno
 un’attività commerciale in zona  a cui tengono molto. In realtà le loro
calzature sono,più che eleganti,di un’eccentricità molto  vistosa.
                        Del secondo  appartamento è proprietario un avvocato
 che lo ha affittato a equo canone a una famiglia, i Lazzaretti, poco
socievole e dai comportamenti stravaganti,nonostante le attività che svolgono
 richiedano apparentemente una naturale socievolezza .I genitori vendono
le caldarroste  per strada,in inverno,e i lupini d’estate e i due  figli sono
artisti di strada:musicista lui, suona il sax,lei pittrice in Piazza Navona .
Un segno evidente del suo disagio esistenziale e della sua natura molto
sospettosa è rappresentato dall’abitudine che ha di escludere l’uso dell’acqua
dell’impianto domestico per rifornirsi sistematicamente al nasone,come
chiamano a  Roma  le fontanelle  pubbliche che gettano acqua
ininterrottamente .Lei  si approvvigiona a quella che sta nella piazza.
                        Il terzo, appartamento  sempre a questo piano, è di proprietà
di  una matura coppia di venditori con il banco nel  vicino mercato .La
mattina  alle quattro il sig. Pulvirenti  invariabilmente  inforca  la bici  e
va ai mercati generali fino a San Paolo per fare rifornimento. E non è poi
così semplice come  potrebbe sembrare  trasportare al ritorno le cassette
con la merce sulla bici e riuscire a tenersi  in equilibrio stabile.
Qualche volta, sia pure per un attimo, tutto diventa precario e il poveretto
cade con tutta la sua merce multicolore,riportando coi lividi  anche
qualche frattura. La moglie lo aiuta nella vendita al banco. I  figli
non sono  però abbandonati,c’è la maggiore che si occupa dei  fratelli.
                        Al terzo piano c’è ancora una volta un appartamento in
affitto. L’altro appartamento dello stesso piano lo ha comprato il direttore
 dell’agenzia di una banca del quartiere e si è fatto attribuire  una camera
 supplementare ,sottratta così all’appartamento accanto. Lo abitano gli
anziani suoceri. L’ultimo appartamento  del piano è di proprietà di una
 coppia matura che  ha il negozio di alimentari,una latteria,proprio  nel
 quartiere.
                         Al quarto piano resiste Luca con la sua abitazione-studio.
                       Al quinto si è dovuto spostare  Totò il siciliano,che nel
frattempo è diventato un piccolo artigiano con laboratorio nel quartiere,
che ha ingrandito anche la famiglia perché adesso ha i figli e che abita
sempre in affitto uno degli appartamenti più  spaziosi,con terrazzo,ricavati
dai locali un tempo sede degli uffici dell’imprenditore ,tuttora proprietario
del quinto piano.
                       Il secondo  piccolo appartamento è occupato da Aisha.
L’imprenditore ha fatto fronte con grande  impegno a questa trasformazione.
E’riuscito perfino a inserire un piccolo ascensore nella stretta tromba delle
scale e ha potuto costruire  un piccolo attico sopra al quinto piano,che si è
 riservato come spazio da utilizzare per gli uffici della sua impresa. Cerca
anche  di trovare il tempo per scorrere sia  pure rapidamente il panorama
delle notizie all’interno del quale orientare il suo fiuto per l’andamento
degli affari.

Cap.48

Lo slancio degli anni ‘60

                                   Alcuni grandi personaggi muoiono in questi anni –
dello sport-Coppi (’60)-delle istituzioni – Einaudi(’61)-dello spettacolo-
Marilyn Monroe (’62)-Segni è presidente della Repubblica(’62)
                                   La  superiorità sovietica nella conquista di
primati spaziali è evidenziata  dal volo orbitale di Gagarin,primo
uomo nello spazio.(’61).
                                   Alle Olimpiadi di Roma l’Italia si riempie
di orgoglio per la specialissima medaglia d’oro di Berruti.(’60).
                                Un altro momento di drammatica tensione tra
i due “blocchi”è costituito dalla  costruzione del muro di Berlino
che è destinato a essere per molti anni il simbolo di  tale condizione
di contrapposizione(’61).
           Dal 3 al l’8 ottobre del ’63 nei bungalow dell’hotel Zagarella
 vicino a Palermo sono ospitati i partecipanti al convegno fondatore
del gruppo ’63.I più noti,Umberto Eco e Edoardo Sanguineti. E’la
generazione di Nettuno degli sperimentatori che si oppone a quelle
di Vulcano  delle avanguardie  storiche dal gesto rivoluzionario, che
cerca di sostituire la filologia alla rivolta,un passaggio che è una
rottura per sostituire lo spirito critico all’invenzione.
                               La sera del 9 ottobre 1963, quando una terribile frana
dal pendio del Monte Toc invade il bacino idroelettrico del Vajont, creato
artificialmente per mezzo di una diga, allora la più alta del mondo ,l’Italia
assiste sgomenta alla tragedia del Vajont.
                           Muore nel ’63 Papa Giovanni XXIII,nello stesso anno
 viene assassinato il Presidente Kennedy. L’anno successivo(’64)
muore Togliatti e nel ’65 Churchill. E’nel ’64 che si assiste alla 
caduta di Chruščev in URSS e,in Italia, alla nomina di Saragat
a presidente  della  Repubblica.
                         Nel ’65 il conflitto est-ovest si intensifica .Il  nuovo
 presidente USA  Johnson estende le operazioni militari all’interno
del Vietnam del Nord,le cui maggiori  città diventano bersaglio di
numerosi bombardamenti,che, tuttavia, non riescono a  piegare  i
valorosi resistenti, sostenuti da sovietici e cinesi.
      Nel ‘66 Guanda pubblica nella collana “La Fenice” - che già
nel 1943 aveva pubblicato ,in piena autarchia fascista,le poesie di
Garcia Lorca ,tradotte da Carlo Bo,- per la prima volta in occidente ,
l’”antologia della poesia moderna indiana“ ,con poesie tradotte
dalle quattordici più importanti lingue del subcontinente indiano
 postcoloniale.          
                               Nel ’66 l’alluvione di Firenze fa registrare la gara
di solidarietà che fece ammirare gli ‘angeli del fango’,giovani di tutto
il mondo che confluiscono  nella città  ferita,pronti a occuparsi di tutte
 le necessità di recupero,di restauro e di assistenza richieste dalla
drammaticità dell’evento.
                          Nel ’67 ,a Città del Capo, Barnard realizza il primo
 trapianto di cuore. Nel’68 in Italia si verifica la devastazione del
 terremoto nel Belice.Sempre nel ’68 ancora due tragedie :in USA
gli assassini  di Martin Luther King e di Bob Kennedy.
                 Il ’68  resta tuttavia un anno mitico:assistiamo
all’esplosione  di energie variegate del maggio francese,
espressione vistosa di un disagio generazionale  che
evidenzia le difficoltà dei ceti dirigenti e l’inadeguatezza
dei tradizionali schemi della politica nel dare una risposta
efficace ai cambiamenti che lo sviluppo della società del
dopoguerra esigeva in settori della popolazione sempre più
vasti.
                        Sempre in quell’anno esplode quello straordinario
fenomeno che è la Primavera di Praga .Una stagione sorprendente
che segue il VI congresso degli scrittori nella magica capitale ceca
 quando un buon numero di  partecipanti  aveva sottoposto  a dura
 critica  il regime  comunista per gli abusi del passato e aveva
concluso con la  richiesta della libertà di stampa. Una richiesta forte
che ha un insperato successo poiché ottiene che A. Novòtny sia sostituito
 da A.Dubček,slovacco, alla guida del partito comunista  cecoslovacco
(gennaio 1968).Già il 5 marzo dello stesso anno il nuovo segretario
del partito annuncia la soppressione della censura. Emerge presto la
 volontà di riforme radicali nell’ambito economico in grave crisi,nonché
 la palese determinazione nel favorire un’ articolazione pluralista del
sistema  politico. Dal Comitato Centrale  del 4 e 5 aprile esce la
definizione del nuovo corso come "socialismo  dal volto umano".In
URSS tuttavia le reazioni all’accelerazione impressa al processo di
 liberalizzazione dagli intellettuali firmatari del cosiddetto Manifesto
delle duemila parole  sono di grande preoccupazione. I dirigenti
sovietici intravedono nella primavera di Praga una minaccia per il regime
comunista e per il patto di Varsavia, temono una  "contaminazione" nel
campo  socialista. Ed è nella  notte tra il 20 e il 21 agosto 1968 che
le richieste cecoslovacche di autonomia politica,di libertà individuale,
di rifiuto di ogni soffocamento dei diritti individuali e collettivi a Mosca
per divenire arbitri del proprio destino determinano la decisione dei
dirigenti sovietici di reprimere con i carri armati invadendo la capitale.

Cap.49

L’invasione di Praga                                                      
                             
                                   Luca si è tanto entusiasmato durante tutta la
 primavera del ’68 – e in particolare per le notizie sulla primavera
di Praga secondo le quali il governo Dubček ha saputo riempire di
speranze i suoi connazionali e non solo, per un futuro migliore -
da pensare di passare in quell’affascinante città le sue vacanze del
prossimo agosto e di invitare anche Aisha,che ,forse,da sola,senza
grandi contatti, passerebbe vacanze un po’malinconiche.  Inoltre
potrebbe essere un’opportunità per rinsaldare i legami d’amicizia e
offrire occasioni a entrambi per approfondire la conoscenza. Riesce
a recuperare l’indirizzo del direttore slovacco  del Museo nazionale ,
conosciuto e ospitato  in passato durante un suo viaggio a Roma e
gli scrive una lettera per riallacciare i rapporti. Dopo qualche tempo
riceve una risposta molto amichevole,addirittura affettuosa,con
l’invito ad essere suo ospite nella seconda metà d’agosto. Aisha è
ben felice  di condividere un’esperienza inaspettata e che si presenta
insolita. Arriva infine il momento .
                         Il viaggio prevede due soste preliminari.
                        A Venezia ,la città incantata che Aisha  non  conosce 
ancora e dove  riusciranno,forse,a  godersi  le magie della festa del
 Redentore con i riflessi dei fuochi  sulla laguna, invasa dalle imbarcazioni
di ogni veneziano  che non  intende perdersi la possibilità di partecipare
 da attore protagonista  allo spettacolo, a cui segue la straordinaria
manifestazione di condivisione,per cui gli abitanti sono soliti montare
 una tavola  ininterrotta lungo le rive alla quale tutti possono sedersi ,
commensali graditi  e ben accolti.
                       La seconda tappa a Vienna,la città imperiale,  si prospetta
 anche molto interessante. Aisha potrà anche   assistere  almeno a un
 concerto della Wiener Philharmonic  Orchestra dopo aver accompagnato
 Luca almeno ai due musei  a cui non   intende rinunciare – il Kunsthistorisches
 Museum e il Palazzo della Secessione,per ammirare qualche opera di Klimt
e Egon Schiele -.
                       Finalmente la sera del 20 agosto l’arrivo sospirato  a Praha e
 Zdenka e  Vladimir Denksteinovic sono alla stazione ad accoglierli .Zdenka
ha anche un grazioso  bouquet tutto fiori e trine  per Aisha.La cena in un
ristorante tipico, le  chiacchiere inevitabili per  rinfrescare i ricordi,qualche
accenno di  programma per  l’indomani,l’imperdibile prenotazione per  la
 pantomima e finalmente un bel letto morbido  per riposare e recuperare  la
 forma che consenta di godere fino in fondo  le visite accennate .
                    Ma un evento straordinario costringe Luca e Aisha  a
interrompere il riposo prima dell’alba. Telefonate drammatiche si
sono intrecciate tra familiari per informare che tanki con soldati
 mongoli stanno sbarcando all’aeroporto da mig sovietici. E’la
 prima informazione approssimativa e stravolta  dell’invasione
 sovietica di Praga. Segue un turbinio  di notizie  inevitabilmente
confuse finché ,superata l’alba ,Luca pensa di  ottenere qualcosa
di almeno  più chiaro dall’ambasciata italiana. Lo pregano di
richiamare in ” orario d’ufficio”,ma alle 9.00 ,quando richiama,
non risponde proprio nessuno. Decidono quindi di uscire per cercare
di capire qualcosa. Assistono allora a scene paradossali,incredibili.
Subito ,naturalmente ,si recano al Museo Nazionale e vedono una
colonna  nera di fumo che si alza dietro il palazzo:è la sede della radio –
televisione che brucia. Per strada caroselli di camion  pieni di gente
con le bandiere cecoslovacche che garriscono al vento;il tentativo
apparentemente riuscito di fraternizzazione dei Praghesi con i soldati
di leva sui carri armati:donne  coi bimbi in braccio che ,circondando
i tanki sui quali sono installati i soldati,vogliono intenerire quei giovani,
che sono sorprendentemente convinti di essere  protagonisti di manovre
ordinarie  del Patto di Varsavia.Iniziativa portata a buon fine se l’indomani
Luca e Aisha constatano con preoccupazione che è stato operato un totale
 ricambio delle truppe e che non è più possibile parlare con i soldati. Non
 rispondono  e sono seduti volgendo la schiena al pubblico Da piazza
Venceslao  Luca,Aisha e i loro amici si spostano verso Stare Mesto e il
 ponte di Carlo dove i giovani hanno  bendato  gli occhi di Jan  Huss
perché non abbia a vedere lo scempio. Lavorano di buona lena a sfornare
manifesti  in tutte le lingue:”ETO NASCE DIELO”(questo è un fatto nostro),
URSS GO HOME”,”SVOBODA”(ribadendo con  un sol termine il nome
 del loro Presidente della Repubblica e il valore ‘libertà’ che quel nome
inoltre evoca) .All’altezza del Ponte di Carlo Luca incrocia Jiri Trinka
con la figlia,il grande marionettista ,e rimpiange di non poter ammirarlo
in uno dei suoi favolosi  spettacoli. Aisha insiste per andare verso Mala
Strana,nel tentativo di capire qualcosa e cominciare a cercare di orientarsi.
 E’ infatti nel quartiere in collina,verso la cattedrale di San Vito  che si
 trova l’ambasciata francese. E si rivela subito una buona idea. Non solo
 lì stanno organizzando una colonna per il rimpatrio,ma sono subito
 molto collaborativi e promettono di procurare anche a loro due posti
 appena  possibile - l’unico modo per andare oltre la frontiera ceca;
treni,aerei e altri mezzi di trasporto essendo ormai inesorabilmente
bloccati. Luca si rasserena un poco e quando arrivano due giovani
francesi con una mini Morris,accetta con gratitudine la loro generosa
offerta di passaggio. Si concedono perfino ancora una visita con foto
alla tomba di Kafka nel vecchio cimitero ebraico,prima di  lasciare la
città e raggiungere la colonna. I capannelli di Praghesi che porgono
lettere  da impostare,una volta oltrefrontiera, danno indicazioni a gesti
 sul cammino da percorrere. Infatti la piccola vettura non incontrerà
 neppure un soldato,non raggiungerà mai la colonna dell’ambasciata
francese  e supererà la frontiera  da un varco così marginale che la
commessa dell’unico stand, che allinea i suoi preziosi cristalli sugli
scaffali,sembra un personaggio fuori dalla storia,come il vecchio custode
del cimitero ebraico,quasi un Golem,totalmente  inconsapevoli entrambi
 di quel che sta accadendo nel loro paese. Qualche giorno  dopo,di nuovo
 a Roma,sapranno dai giornali che i bravi Praghesi,per disorientare
 l’occupante,avevano cambiato direzione a tutti i cartelli con le indicazioni
stradali.
                      Una volta di nuovo a Vienna Luca e Aisha,sbarcati nel
primo bell’hotel incontrato,hanno la sorpresa di vedere tutto un gruppo di
giornalisti,anche italiani,che si fanno loro incontro. Hanno così l’opportunità
di verificare il loro curioso modus operandi. Il comodo soggiorno nell’elegante
albergo  viennese permette loro di fare il lavoro di “prima linea”semplicemente
ascoltando i racconti di tutti coloro che,venendo da Praga e avendo vissuto
in prima persona il tragico evento,sostano all’hotel prima di riprendere il
viaggio verso casa. Episodi non proprio edificanti sulle reazioni della natura
 umana alle difficoltà … Ma non sempre le notizie hanno questa natura mediata.
 La TV, pur così frequentemente troppo veloce e superficiale,ci inchioda spesso
alla presa diretta .

 Cap.50

A oriente esplode il Vietnam

                  La gara per la conquista dello spazio,innescata
dalla guerra fredda  fra le due grandi potenze ,sembra far
riconquistare il primato tecnologico perduto agli USA con lo
sbarco sulla luna dell’Apollo 11(’69).
                        Tra il ‘69/’70 stragi di civili. Anche i contadini
del sud del Vietnam cercano l’indipendenza,riforniti di armi
da URSS e Cina e sostenuti dal  movimento dei Vietcong
fino a Saigon. A capodanno del ’69  l’FNL appoggiato
dall’esercito regolare del Nord  lancia l’offensiva .
                         Un imponente movimento pacifista in USA
e in  Europa  chiede il ritiro degli USA. Nixon respinge
l’aumento di forze  militari Usa :inizia il loro disimpegno.
 Nel 1969 si avviano trattative di pace a Parigi.Nel 1970/72
 aumentano le forze navali e aeree e diminuiscono quelle
terrestri. Si interviene in Laos e Cambogia:si  assiste però
al  fallimento della vietnamizzazione  del conflitto e alla
sconfitta USA. Nel ’72 i Vietcong  conquistano la provincia
di Quang  Tri. Nel ’73 gli USA sono costretti alla pace. La
dittatura del sud  è abbandonata. Nel ’73 si realizza la pace
di Parigi. La ritirata USA  è preceduta  dal riavvicinamento
di Nixon all’URSS e alla Cina e dall’ammorbidimento di Hanoi.
La  pace è firmata  a Parigi il  27/1/’73. Gli USA sospendono
gli aiuti a Saigon in cambio di  un governo  democratico
 parlamentare e del mantenimento della divisione in due del
Vietnam. Nel ’75 gli ultimi soldati lasciano il Vietnam,nasce
lo Stato unificato con Saigon ribattezzata città di Ho Chi Minh.
Gli USA ne escono con un ridimensionamento del  loro ruolo
 planetario internazionale,anche sul piano finanziario.
                                             



[1] Sorta di chitarra tetracorde, particolarmente adatta all’accompagnamento dell’elegia.

[2] Piccolo tam-tam ascellare con cui i menestrelli accompagnano l’ode o l’elogio.

[3] Tam-tam di guerra.

[4]Sorta di arpa da 16 a 32 corde.

[5] Specie di viola monocorde.

[6] Genere di xilofono.

[7] Trovatore dell’Africa nera,poeta e musicista.

[8] D’après F.Fanon: L’an v de la révolution algerienne.

[9] Castello Orsini-Odescalchi, è un edificio del XV s. costituito da tre cinta di mura esterne; di forma pentagonale, presenta cinque torri, una per ogni vertice della fortificazione esterna.  Il castello fu costruito da Braccio da Montone (della famiglia Bracci) poi passato all'Orsini militante nelle truppe di Braccio, dietro richiesta del papa Martino V (1418). È attualmente di proprietà degli Odescalchi,famiglia che proprio dagli Orsini rilevò la signorìa di Bracciano alla fine del XVII s.




                                        continua











                                             

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