Cap.11.
UN PICNIC CHIARIFICATORE.
UN PICNIC CHIARIFICATORE.
Il pomeriggio è passato tra festeggiamenti,coccole
affettuose e un'infilata di domande ,inframezzatea da ripetuti "Come
stai?" apparentemente banali ,ma molto utili a nascondere pudicamente
la forte commozione, da entrambe le parti, per quell'incontro inaspettato,ma
tante volte inutilmente desiderato.
Poi la cena per annunciare il programma dell'indomani:una
gita sul delta del grande fiume,un picnic in mezzo a quella natura che è
diventata il regno di Fulvio e che in questa stagione è
particolarmente affascinante. Dunque tutti a letto presto,perché la partenza è
stata fissata all'alba.
Il Danubio sfodera
tutto il fascino del mito. La natura ,come in particolare usa fare nelle
stagioni intermedie, si è vestita dei suoi abiti più suggestivi. Viola
sembra rasserenata ,parla volentieri con Fulvio, ,che è un'ottima guida,e Olga
l'ha spesso sorpresa a cercarla con gli occhi per aprirsi poi
in un timido sorriso.
Finalmente accostano
il motoscafo alla riva e scendono su una piccola radura con un bel prato
verde. Stendono subito la tovaglia ,le coperte per sedersi e dispongono tutto
il necessario per l'annunciato,straordinario picnic. Tutto è stato
preparato con molta cura. L'atmosfera è molto gradevole e accogliente .
Viola assaggia con curiosità i manicaretti che Olga ha preparato e che danno
all'evento un simpatico tocco di esotico.
E'
proprio Viola che comincia la conversazione per manifestare la sua gratitudine
per tutte le attenzioni che le hanno rivolto facendole sentire tutto il
calore della vera amicizia.
-E i miei "grazie !" non sono certo soltanto
per questa vostra fantastica ospitalità.
Il vostro avviso della partenza ,ora riesco ad
ammetterlo,mi fece sprofondare in uno stato di profonda depressione. Solo la
rabbia nei vostri confronti - perché mi sentivo tradita - mi ha dato quel minio
di energia per fare un po' di autoanalisi. Niente poteva essere più come prima.
Neanche al giornale riuscivo a rimanere distaccata e indifferente a tutto e a
tutti. Ma quello per cui non mi davo pace era di avere scambiato
Olga per una vera amica.
-Certo! E non riuscivo a perdonarmi di essermi
allontanata dalle regole di prudenza che prima del tuo arrivo mi ero data per
tanto tempo e che avevano funzionato a dovere.
Ma la mia autoanalisi non riusciva a procedere oltre. Ho
provato a riprendere i vecchi
ritmi della mia vecchia vita. Ma non ci sono riuscita. In
redazione vedevo tutto ancora più cupo. All'indifferenza si era sostituita una
acuta percezione dei comportamenti altrui che mi dava la capacità di avvertire
anche le più sottili sfumature di ipocrisia ,di scorrettezza e di egocentrismo
competitivo. La corazza,che un tempo mi ero faticosamente costruita ,si era
rotta e lasciava passare ormai tutto dall'esterno e questo tutto mi procurava
ferite su ferite.
In un lampo di lucidità ho capito che da sola non avrei
potuto più farcela ed ho trovato allora la forza di chiedere aiuto. Il
lungo periodo di terapia mi è servito. ho fatto finalmente il mio
bilancio ed ho preso le mie decisioni di rinnovamento.
-Hai rivisto allora sotto una nuova luce ,spero proprio,
l'amicizia sincera e molto generosa di Olga - interrompe impaziente
Fulvio,che non aveva mai perdonato a Viola la sua risposta di assoluto silenzio
alla loro partenza. Non aveva potuto giustificare l'interruzione netta di ogni
rapporto,dopo tutto quello che sua moglie aveva cercato di fare per aiutarla.
-"Ma certo! Quello è stato il primo problema che con
la terapia ho dovuto affrontare. E questo mi ha permesso di annegare quella
rabbia ceca,ingiusta,nelle sensazioni calde che
via via emergevano soprattutto dalle vacanze ad
Alghero.E' riaffiorato allora quel rapporto rassicurante di complicità e di
solidarietà forte e costante che mi aveva persino consentito
di affrontare,sia pure per poco,l'incontro diretto
con Riccardo.
Era una condizione che non conoscevo più da tanti anni e
che non avevo certo conquistato da sola. Ed è da qui che sono ripartita quando
sono stata pronta per fare un po' d'ordine nella mia vita. se ,infatti, i
miei problemi,fondamentalmente erano da attribuire ad una mia grande
fragilità e ad una mia insufficiente capacità di organizzarmi
una vita di relazione,sia per
un senso di inadeguatezza ad adattarmi agli stili di vita
praticati dalla maggioranza di persone con cui ero via via entrata in
rapporto,sia,nello stesso tempo ,a una sostanziale incapacità a vivere in
solitudine ,scivolando tuttavia, quindi, per impercettibili slittamenti
successivi nel più totale isolamento al quale il PC .Era sembrato a una
brillante soluzione. L'incontro fortunato con Olga mi ha fatto capire che
esistono realtà di affettività solida,basta cercarla al di fuori delle cerchie
più aride ed ovvie, e saperle coltivare con generosità e senza ingiuste
diffidenze che stendono veli di meschinità su ogni rapporto. Durante questi
passaggi il patchwork di Olga era sempre lì,come un "memento"e
anche come la mia ancora.
Ed eccomi qui. Mi sono licenziata. Ho venduto la casa e
ho deciso di abbandonare il campo che è stato testimone della mia lunga auto -tortura
.Vi ho raggiunto perché finalmente so riconoscere i miei veri amici.
Vengo ad abitare vicino a voi e il mio lavoro continuerà
ad essere quello della scrittura. Ma scriverò in libertà ,voglio dire come
libera professionista,articoli e saggi. Non per nulla ero caporedattore agli
esteri .
Ne avrò in abbondanza di cose da dire su questa parte di
mondo. e dopo la bella giornata inaugurale che avete preparato per me ,con
l'aiuto di Fulvio ,vorrei scrivere un libro dedicato alla situazione
sociale e alla particolarissima economia del delta di questo magnifico
fiume.
Fine



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