giovedì 5 maggio 2016

LE DUE FINESTRE.Cap.11

Cap.11.

                 


UN PICNIC CHIARIFICATORE.

Il pomeriggio è passato tra festeggiamenti,coccole affettuose e un'infilata di domande ,inframezzatea da ripetuti "Come stai?" apparentemente banali ,ma molto utili a nascondere pudicamente la forte commozione, da entrambe le parti, per quell'incontro inaspettato,ma tante volte inutilmente desiderato.
Poi la cena per annunciare il programma dell'indomani:una gita sul delta del grande fiume,un picnic in mezzo a quella natura che è diventata il regno di Fulvio  e che in questa stagione  è particolarmente affascinante. Dunque tutti a letto presto,perché la partenza è stata fissata all'alba.
       Il Danubio sfodera tutto il fascino del mito. La natura  ,come in particolare usa fare nelle stagioni intermedie, si è vestita dei suoi  abiti più suggestivi. Viola sembra rasserenata ,parla volentieri con Fulvio, ,che è un'ottima guida,e Olga l'ha spesso sorpresa a cercarla con gli occhi  per aprirsi poi  in  un timido  sorriso.
       Finalmente accostano il motoscafo alla riva e scendono su una piccola radura  con un bel prato verde. Stendono subito la tovaglia ,le coperte per sedersi e dispongono tutto il necessario per l'annunciato,straordinario picnic. Tutto è stato  preparato con molta cura. L'atmosfera è molto gradevole  e accogliente . Viola assaggia con curiosità i manicaretti che Olga ha preparato e che danno all'evento un simpatico tocco di esotico.
         E' proprio Viola che comincia la conversazione per manifestare la sua gratitudine per tutte le attenzioni che le hanno rivolto facendole sentire  tutto il calore della  vera amicizia.
-E i miei "grazie !" non sono certo soltanto per questa vostra fantastica ospitalità.
Il vostro avviso della partenza ,ora riesco ad ammetterlo,mi fece sprofondare in uno stato di profonda depressione. Solo la rabbia nei vostri confronti - perché mi sentivo tradita - mi ha dato quel minio di energia per fare un po' di autoanalisi. Niente poteva essere più come prima. Neanche al giornale riuscivo a rimanere distaccata e indifferente a tutto e a tutti. Ma quello per  cui non mi davo pace era di avere scambiato  Olga per una vera amica.













-Hai potuto dubitare di me?
-Certo! E non riuscivo a perdonarmi di essermi allontanata dalle regole di prudenza che prima del tuo arrivo mi ero data per tanto tempo e che avevano funzionato a dovere.
Ma la mia autoanalisi non riusciva a procedere oltre. Ho provato a riprendere i vecchi
ritmi della mia vecchia vita. Ma non ci sono riuscita. In redazione vedevo tutto ancora più cupo. All'indifferenza si era sostituita una acuta percezione dei comportamenti altrui che mi dava la capacità di avvertire anche le più sottili sfumature di ipocrisia ,di scorrettezza e di egocentrismo competitivo. La corazza,che un tempo mi ero faticosamente costruita ,si era rotta e lasciava passare ormai tutto dall'esterno e questo tutto mi procurava ferite su ferite.
In un lampo di lucidità ho capito che da sola non avrei potuto più farcela ed ho trovato allora la forza  di chiedere aiuto. Il lungo periodo di   terapia mi è servito. ho fatto finalmente il mio bilancio ed ho preso le mie decisioni di rinnovamento.
-Hai rivisto allora sotto una nuova luce ,spero proprio, l'amicizia sincera e molto generosa di Olga - interrompe  impaziente Fulvio,che non aveva mai perdonato a Viola la sua risposta di assoluto silenzio alla loro partenza. Non aveva potuto giustificare l'interruzione netta di ogni rapporto,dopo tutto quello che sua moglie aveva cercato di fare per aiutarla.
-"Ma certo! Quello è stato il primo problema che con la terapia ho dovuto affrontare. E questo mi ha permesso di annegare quella rabbia ceca,ingiusta,nelle sensazioni calde che
 via via emergevano soprattutto dalle vacanze ad Alghero.E' riaffiorato allora quel rapporto rassicurante di complicità e di solidarietà forte e costante che mi aveva persino consentito
 di affrontare,sia pure per poco,l'incontro diretto con Riccardo.
Era una condizione che non conoscevo più da tanti anni e che non avevo certo conquistato da sola. Ed è da qui che sono ripartita quando sono stata pronta  per fare un po' d'ordine nella mia vita. se ,infatti, i miei problemi,fondamentalmente erano da attribuire ad una mia grande fragilità    e ad una mia insufficiente capacità di organizzarmi una vita di relazione,sia per
un senso di inadeguatezza ad adattarmi agli stili di vita praticati dalla maggioranza di persone con cui ero via via entrata in rapporto,sia,nello stesso tempo ,a una sostanziale incapacità a vivere in solitudine ,scivolando tuttavia, quindi, per impercettibili slittamenti successivi nel più totale isolamento al quale il PC .Era sembrato a una  brillante soluzione. L'incontro fortunato con Olga mi ha fatto capire che esistono realtà di affettività solida,basta cercarla al di fuori delle cerchie più aride ed ovvie, e saperle coltivare con generosità e senza ingiuste diffidenze che stendono veli di meschinità su ogni rapporto. Durante questi passaggi il patchwork di Olga  era sempre lì,come un "memento"e anche come la mia ancora.
Ed eccomi qui. Mi sono licenziata. Ho venduto la casa e ho deciso di abbandonare il campo che è stato testimone della mia lunga auto -tortura .Vi ho raggiunto perché finalmente so riconoscere i miei veri amici.
Vengo ad abitare vicino a voi e il mio lavoro continuerà ad essere quello della scrittura. Ma scriverò in libertà ,voglio dire come libera professionista,articoli e saggi. Non per nulla ero caporedattore agli esteri .
Ne avrò in abbondanza di cose da dire su questa parte di mondo. e dopo la bella giornata inaugurale che avete preparato per me ,con l'aiuto di Fulvio ,vorrei scrivere un libro dedicato alla situazione sociale  e alla particolarissima economia del delta di questo magnifico fiume.




                                                           Fine


  

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