Più d’un
secolo vista cupola
Parte II
Cap.1
Ester è come
svuotata.
Ester si sente davvero
svuotata. Senza forze né
volontà
riesce tuttavia a decidere di spezzare
ogni legame;si
vede
ormai molto raramente perfino con
l’amica del cuore.
Si limita a sfogliare con grande distacco i
giornali,scorre con
grande stanchezza titoli che si affannano a
rappresentare
anni di grandi turbolenze in ogni settore
della vita del paese.
Non l’appassiona certo il grande
dibattito che pure percorre
il paese sulla partecipazione politica dei
cattolici .Non si
lascia
coinvolgere neppure dallo
scandaloso tentativo di
limitare la libertà di stampa,di associazione
e di sciopero.
Le è indifferente perfino il tentativo di
sottrarre il governo
al controllo parlamentare,che la magistratura riesce a impedire.
Sono in atto
nel paese cambiamenti profondi della sua struttura
economica
e sociale,fino alla determinazione di una
mentalità
nuova,uno
spirito aggressivo dei suoi abitanti ,che a Roma,ormai
capitale,si fa particolarmente sentire. Eppure i soli titoli che sembrano
appena
lambire la sua attenzione sono quelli che continuano a seguire
l’affaire della Banca Romana,anche se tuttavia il suo interesse non è
così vivo da
spingerla ad avventurarsi a scorrere sia pure velocemente
le notizie o
le analisi degli articoli,oltre quei titoli.
Cap.2
La stampa sul
dopo scandalo
Ecco le notizie della stampa che Ester scorre durante il
processo e subito dopo. L‘esplosione dello scandalo della Banca Romana
ha fatto
approvare in pochi mesi quella proposta
di istituire una banca
unica per
l'emissione e la politica monetaria,che, prima, non era mai
riuscita a passare. Dopo che l'on. Colajanni aveva
fatto la sua denuncia
in Parlamento, una parvenza di banca centrale viene istituita per legge.
Tuttavia non si tratta che di una
manovra politica . Infatti è un
istituto che
non ha poteri effettivi di politica economica e
monetaria. Sul piano politico
la vittima eccellente è ora Giolitti.Il processo ha infatti assolto tutti gli
imputati
senza però cancellare i sospetti di coinvolgimento degli uomini
politici. La sentenza costituisce al contrario un vero atto di accusa, perché
Tanlongo
e soci sono assolti per insufficienza di
prove e nelle motivazioni
la corte
dà credito alla testimonianza dell'agente. La sottrazione dei
documenti c'è stata,ma non è stato
possibile risalire agli autori del reato .
La crisi politica che scoppia di conseguenza porta alle dimissioni di
dimissionario cerca però la rivalsa sul
suo avversario politico che si
presume coinvolto e presenta il plico con i famosi documenti alla
Camera.
Il paese è di nuovo coinvolto in elezioni
generali. Entra ora in scena
l’indipendente Pelloux - un generale,amico suggerito
al re da Giolitti -
che forma il nuovo governo.
Si comincia finalmente ad assistere alla modernizzazione
del paese:potenziamento delle
ferrovie,ristrutturazione dei porti,
elettrificazione delle città,gli stessi ambienti
finanziari sono palesemente
contrari a un
aumento delle spese militari e a un rinnovato impegno
coloniale, che
considerano troppo rischiosi .Il grande dibattito sulla
partecipazione
politica dei cattolici apre il nuovo secolo. E’in atto lo
scandaloso tentativo di limitare la libertà di
stampa,di associazione e
di sciopero. Si tenta di sottrarre il governo al controllo
parlamentare,
ma la magistratura salva il paese con l’intervento della Suprema Corte
che dichiara
nullo quel decreto.
Un paese molto
provato deve ancora subire nuove
elezioni. E’ comprensibile
pertanto la reazione sfiduciata dell’elettorato. Non è
una sorpresa che voti
solo poco più
della metà dell’elettorato,pur affermandosi in questo contesto
un notevole
aumento di peso dell’estrema sinistra e dei moderati. A Ginevra
un
anarchico accoltella la principessa
Sissi. A Roma intanto si cominciano
a ridurre le spese dello Stato,si concedono consistenti sgravi
fiscali. Si potrà
assistere a una
significativa ripresa di consumi,che
però sarà legata piuttosto
alla
diminuzione dei costi di produzione che non all’aumento dei salari .
A Torino nel 1899 nasce la FIAT e fra i fondatori c’è l’ex ufficiale di
cavalleria Giovanni Agnelli. Un segno molto evidente dei tempi nuovi:
la legge costituzionale contro la libertà di stampa
viene ritirata. Siamo
all’alba del nuovo secolo e un evento drammatico
si incarica di
accelerare il nuovo corso della politica italiana.. Il
29 luglio 1900
l’anarchico
Gaetano Bresci uccide a Monza Umberto I. Il nuovo re
è il figlio,Vittorio Emanuele III. Frattanto i riformisti si mostrano
disponibili a collaborare con gli esponenti moderati
della borghesia.
Turati guida ora i riformisti e dialoga con
Giolitti.Anche gli artisti e
gli intellettuali sentono il bisogno di individuare il
segno dei tempi.
Pellizza da Volpedo espone a Palazzo Marino a Milano il
dipinto del
‘Quarto Stato’ che proclama la dignità del
proletariato.
Cap.3
L’eredità maledetta .
Ester sembra coltivare
quest’abitudine a sfogliare la
stampa quotidiana
giusto per avere un’idea,
all’inizio,
dell’enormità
dello scandalo. Successivamente, quasi a voler
navigare a
vista per rendersi conto di quello che di conseguenza
possa riservare il destino a se stessa e alla sua famiglia .
Senza
accanimento alcuno,però,quasi che un assoluto
fatalismo abbia
piegato la ferrea determinazione che un tempo
la caratterizzava.
Quasi che
riesca presagire che le turbolenze e i cambiamenti
profondi che
la stampa sembra annunciare in un futuro prossimo
non
riguardino né lei né la sua famiglia che dovranno limitarsi
a una
strenua resistenza per non soccombere,per difendere
un modesto
galleggiamento che consenta la sopravvivenza.
Questa
sembra apparirle l’eredità scomoda e maledetta ,che
l’enorme scandalo lievitato intorno alla Banca
Romana e
ampiamente
putrefatto nel tempo,ma mai definitivamente
chiarito,abbia
lasciato anche alla sua famiglia.
Cap.4
Si apre il nuovo secolo
Mese dopo mese infatti si continuerà a lungo a
non parlare d’altro
fino a quando,proprio nel momento
in cui Giolitti sembra essersi rafforzato all’interno del suo
partito, tanto da far intravvedere al vecchio Crispi
il viale
del tramonto,la
compagine giolittiana cade. Alla riapertura
della Camera, è presentata la relazione del Comitato.
Un
plico che espone i fatti tecnici,l’altro che contiene
i nomi
dei personaggi legati
all’affare scandaloso della Banca
Romana. Giolitti propone di renderli pubblici e consegnarli
ai giornali. Il Parlamento boccia la proposta col voto.
Giolitti
il giorno dopo rassegna quindi al Re le dimissioni del
suo
governo. Quando anche Zanardelli fallisce,al Re non
resta
che affidarsi di nuovo a Crispi,nonostante siano
noti i pessimi
rapporti tra i
due. Crispi rifarà il Governo e la prima proposta
approvata per
auto proteggersi è quella della conservazione
nell’archivio
segreto dello Stato del plico delle sofferenze
relative all’’affaire’.
Il paese non deve
sapere e in effetti non
saprà mai chi e
quanti furono implicati nello scandalo. A
questo
danno,poi, si aggiunge la beffa:Bernardo Tanlongo
e compagni risulteranno innocenti rispetto all’accusa di
truffa ai danni
dello Stato e quindi assolti. I moderati
di
Giolitti e
Zanardelli, su alcuni provvedimenti
economici,
ritirano la fiducia al governo che si dimette.
Novembre 1900– Febbraio1901.
Va quindi al governo
Zanardelli (sinistra liberale).Il partito
socialista partecipa per la prima volta alla nuova
maggioranza.
Giolitti è
ministro degli Interni. Vengono nuovamente legalizzate
le
organizzazioni politiche e sindacali della sinistra e viene di
nuovo riconosciuto il diritto di sciopero. Nel maggio 1901
a Livorno è fondata la FIOM (Federazione Italiana
Operai Metallurgici e
Meccanici, successivamente meglio
definiti come metalmeccanici.)Turati è costretto a
gestire
una crisi di governo provocata dalla militarizzazione
delle
ferrovie,e assume le funzioni di mediatore fra i
socialisti
(usciti frattanto
dal governo)e la maggioranza. Nel luglio
1903 muore il papa Leone XIII e gli succede il
patriarca di
Venezia Giuseppe Sarto con il nome di Pio X. Una serie
di lotte sindacali
si conclude perché ottiene riduzioni dell’orario
di lavoro e aumenti salariali sia nell’industria
sia,in misura
minore, nel
settore agricolo .Aumentano sensibilmente i
consumi dei ceti popolari. L’opposizione dei proprietari
fondiari (soprattutto
meridionali) impedisce di eliminare
i dazi residui sui cereali. D’altronde non si
registrano
miglioramenti apprezzabili nel tenore di vita del ceto
medio
(che in questo periodo non ha più il peso politico
di un tempo)
L’opposizione dell'esercito e il veto del Re
impediscono inoltre
la riduzione delle spese militari. L’opposizione dei
proprietari
immobiliari impedisce infine l’approvazione del
progetto di
riforma del sistema fiscale .Le misure di contenimento dei
salari proposte al governo incontrano la naturale e decisa
opposizione dei
socialisti.
Cap.5
Ester ha perso
la sua ferrea determinazione
Per la famiglia di
Ester la vita è diventata un inferno,
non solo le relazioni,anche di amicizia,sono
cambiate, ma soprattutto
quelle
economiche:gli affari languono ed è
sempre più complesso e
contorto il
percorso per portarli a una qualche
conclusione. Del resto
è una fetta
consistente del ceto medio che ha visto ridimensionarsi il
proprio peso
sociale nel nuovo secolo. Inquietudini e tentativi di
rivendicazioni organizzate
percorrono intanto le masse lavoratrici.
Numerose iniziative vivacizzano l’universo intellettuale da nord
a
sud.
Mentre la famiglia del banchiere subisce
contraccolpi
particolarmente consistenti
per tutto quello che lo scandalo della
Banca
Romana ha significato per tutto
quell’intricato mondo di
rapporti che
aveva ruotato attorno,che aveva
abbondantemente
e cinicamente lucrato, acquisendo in tempi
brevi prestigio,ricchezza
e potere e del quale aveva
fatto anche lui strutturalmente
parte.
Ora le difficoltà di giorno in
giorno si son fatte sempre più
drammatiche
tanto da costringere il
padre di Ester a una
decisione grave e definitiva,per poter
rifinanziare almeno
in parte la sua attività:la vendita della casa familiare solo da
pochi anni
costruita nel nuovo quartiere è diventata ormai
inevitabile,
per ritirarsi con tutta la
famiglia ad abitare un
appartamento
nella città più esterna,che
frattanto la
speculazione immobiliare non ha smesso di far crescere,
anche se la stampa non sembra tenerne conto
.
Preferisce occuparsi d’altro.
Cap.6
La successione
nervosa dei governi
Siamo ormai nel primo quinquennio del nuovo secolo,
periodo di
contemporaneo assestamento nel Palazzo come
nel Paese. Pelloux segue una linea conservatrice,autoritaria,
pur non appartenendo in modo organico a
un partito. Il Parlamento
pratica però contro il suo governo l’ostruzionismo e lo
costringe presto alle dimissioni. Assisteremo alla formazione
di ben 11 governi in 10 anni soltanto. Ritorna
al potere la
sinistra
storica con Sarracco
- 1900 -1901. Anche lui resta al governo
solo un anno ,che però è utile per la realizzazione
del tentativo
di formare un governo di
pacificazione nazionale dopo la crisi
istituzionale. Il suo mandato è compromesso tuttavia dall' uccisione
di Umberto I e dalla mancanza di gestibilità degli scioperi. E’il
nuovo sovrano, Vittorio Emanuele III (1900-1946), che chiama allora
alla guida del
governo Zanardelli, ( sinistra liberale.). Giolitti è
il suo ministro
dell’interno. Ma questa volta ha un
atteggiamento
molto diverso,deciso a una svolta radicale contrastando con
fermezza la svolta
reazionaria. Il nuovo comportamento è reso
possibile dalla
scelta di passare a infoltire le file
della sinistra
dopo aver definitivamente abbandonato l’ambiguo e
sleale gruppo
crispino. Giolitti aveva già governato ,nel 1892-93,ma
era stato
travolto sia dalla crisi dei fasci siciliani che dallo
scandalo della Banca
Romana. Il periodo che va dal novembre del 1903 al
febbraio del
1905 introduce nel
nuovo secolo e, nello stesso tempo,nell’ età
giolittiana propriamente detta. Un periodo dal percorso estremamente
accidentato e
contraddittorio,che tuttavia saprà generare eventi
drammatici,ma permetterà anche di assistere a
mutamenti capitali
determinanti.
Destinato ad assumere nel 1903 la presidenza
del consiglio,Giolitti non ha mancato,in più occasioni,di
manifestare
la convinzione che ,di fronte alle agitazioni,agli
scioperi e alle
rivendicazioni economiche delle classi lavoratrici,lo
Stato deve
svolgere il ruolo di giudice e di mediatore, senza
assumere la
difesa di una parte o dell’altra .Adotta infatti
misure repressive
contro il
proletariato agricolo,affiancandole nello
stesso tempo
però con ampie
concessioni ai riformisti,col sostegno,ad esempio
,delle richieste di riduzione dell’orario di lavoro e degli
aumenti
salariali nell’industria .Quando Giolitti arriva al governo si apre
dunque una fase di passaggio significativa nella storia
politica
italiana. Nel
corso della formazione
del suo ministero, Giolitti
invita anche Turati,leader del partito socialista, ad
entrare a farne
parte per poter così allargare la base politica del governo
e rendere partecipi
i socialisti nella vita dello Stato. Turati però
rifiuta, perché giudica ancora prematuro
un coinvolgimento
esplicito del suo
partito,anche se non mancherà,in
seguito,di
sostenere i
provvedimenti e le riforme di Giolitti ,quando
fossero
state a
vantaggio del mondo del lavoro. Saranno infatti in seguito
approvate leggi a favore dell’invalidità,della vecchiaia,degli
infortuni ,del riposo festivo, leggi per la tutela delle donne
e dei
bambini. Manterrà il suo appoggio quando il presidente del
consiglio deciderà di creare un ufficio
dello Stato per il
coordinamento degli emigranti italiani, nonché
quando sarà
creato il Consiglio superiore del lavoro con il compito di
conciliare gli interessi dei lavoratori e degli imprenditori ,nei
consigli sociali, sostanzialmente per impedire
scioperi e serrate;
i prefetti saranno invitati,nello stesso tempo, a usare maggiore
tolleranza nella
loro gestione degli scioperi a condizione che non
costituiscano
un serio problema per l'ordine pubblico;
nelle gare
d'appalto sarebbero ammesse anche le cooperative cattoliche e
socialiste.
Durante il secondo governo Giolitti si assiste a un gran fervore di
iniziative anche
tra gli intellettuali:Papini e
Prezzolini fondano a
Firenze la rivista Il Leonardo;Croce a Napoli fa nascere
la rivista
La Critica. Nell’aprile 1904 all’VIII Congresso del
partito Socialista
a Bologna vincono i sindacalisti ,guidati da Labriola, e i massimalisti.
Gli sconfitti sono i riformisti di Turati ,accusato di collusione con il
governo. Tutte le organizzazioni cattoliche passano sotto il diretto
controllo dei
vescovi.
L’avvio del
nuovo governo conosce tuttavia alcune
difficoltà, poiché
nell’estate del 1904,il clima sociale è turbato da una
serie di agitazioni
e scioperi in Sicilia, a Castelluzzo,e in Sardegna,a
Buggerru, nel corso
dei quali la forza pubblica interviene con durezza
fino a provocare la
morte di alcuni dimostranti. Segue uno sciopero nazionale,dal 15 al 20
settembre 1904,che provoca timori e reazioni da parte
di ambienti borghesi
e moderati che
cercano di spingere Giolitti ad una prova di forza con i
lavoratori in sciopero. Giolitti preferisce però evitare
lo scontro e decide
di sciogliere la Camera per indire nuove elezioni (6-13
novembre 1904),
dalle quali uscirà rafforzata la sua maggioranza parlamentare,mentre
l’estrema sinistra subirà una leggera flessione. Le
elezioni politiche
del novembre
1904 portano quindi alla ribalta di nuovo i giolittiani,e
decretano il successo dei socialisti riformisti
accompagnato dall’elezione
dei primi deputati
cattolici .In politica estera continua il riavvicinamento
alla
Francia,già iniziato con i governi
precedenti,fino al raggiungimento
di una <entente cordiale>sulla questione
coloniale tra Italia, Francia e
Inghilterra.Nel febbraio 1905 viene presentato
un progetto di legge per
la statalizzazione delle ferrovie,che contiene
anche norme anti sciopero
che determinano l’opposizione intransigente di coloro
che ,se fossero
state approvate, avrebbero così perduto il diritto di
scioperare.
Per evitare
un dibattito parlamentare che si era preannunciato
durissimo,Giolitti si dimette e indica
al re come suo successore
l’amico Fortis,
(sinistra storica)(15 giorni: 12-27 marzo 1905).
Cap.7
Nasce il
condominio
La società immobiliare emergente che ha acquistato
l’edificio dal padre di
Ester si accinge
ad un ‘operazione di un
genere di
speculazione piuttosto innovativa
.Intende cioè
trasformare il palazzetto in una serie di appartamenti da
vendere come
abitazioni a differenti famiglie di professionisti,
interessati soprattutto alla collocazione piuttosto centrale del
quartiere.
Queste nuove aggregazioni abitative per famiglie
cominciano ad apparire in città e li chiamano
condomini.
Anche gli
abitanti sono diversi. Nei singoli appartamenti,pur molto
ampi e confortevoli,si
inseriscono famiglie del ceto medio,
commercianti
con il negozio proprio nel
quartiere,professionisti
e intellettuali. Si ritorna insomma alle’insulae’ di Ostia Antica!
Tuttavia è questa un’aggregazione che non vedrà
arricchirsi
il tessuto dei rapporti interpersonali come ci si sarebbe
naturalmente
aspettati .La ricerca di acquirenti da parte
dell’imprenditore
immobiliare è quasi ossessiva. Annunci e
pubblicità
in ogni angolo della città. Perfino il
passa - parola.
E poco
alla volta i risultati di tanto
frenetico impegno
cominciano ad arrivare.
Al piano terra,in un ampio
appartamento con doppio
ingresso e affaccio sul bel giardino con la
maestosa magnolia si è
installato un generale dell’esercito,sempre
rigidamente diritto,
fasciato nella sua divisa che sembra proteggerlo come
un’armatura,
il gen. Nereo
Ricciardelli,in servizio nelle vicine caserme di
cui è
intessuta una fetta nutrita del
quartiere. Sembra una
bella
famiglia la sua,e molte devono essere le sue relazioni
sociali,a giudicare dalla sfarzosa festa di
inaugurazione che ha
tracimato fino in giardino .La
moglie,Adele,che si affanna ad
essere in ogni angolo,con le antenne tese ad assecondare ogni
desiderio anche inespresso degli amici e conoscenti
intervenuti,
è abituata
già in famiglia a una costante disponibilità,ma è anche
pronta ad aspirare come una spugna ogni
complimento,anche il
più formale,che sia per il
bell’appartamento,per l’eleganza
dell’arredo,o
per la scelta raffinata del suo abito di taffetas
verde
cangiante che ravviva un poco il viso spento e i capelli
castano slavato e sottolinea lo sfavillio dei
gioielli di famiglia .
Una donna
pur dedita,come da tradizione,alla famiglia e ai figli.
Strani,quei
figli,però.
Il ragazzo,Rodolfo,un
adolescente pallido e smilzo,
tutto ripiegato in se
stesso,solitario,dall’espressione spesso cupa.
Anche
stasera alla festa se ne sta in un angolo,apparentemente
disinteressato
all’evento,senza traccia visibile di amici ,
provocatoriamente
assorbito piuttosto da un’improbabile lettura,
che vuole
far apparire molto interessante per lui.
La sorella, Carolina ,di poco
più grande,al contrario
molto esuberante,apparentemente anche piuttosto
capricciosa,
carina,anche
se conciata spesso in modo troppo vistoso e improbabile,
stranamente
molto assecondata nei suoi mutevoli umori dal padre,
altrimenti
severo in modo quasi legnoso,sempre
circondata da un
pubblico in
ammirazione,sempre alla ricerca delle luci della ribalta.
Alla festa è
naturalmente quella che appare più in mostra,ansiosa
di incontrare
persone“di peso”,di poter esibire
nelle cose ad occhi
curiosi
il “valore”della propria famiglia. Anche
con i pochi coetanei
presenti ha
un fastidioso atteggiamento algido e scostante. Sempre al
piano
terra è stata ricavata inoltre l’abitazione per il portiere;uno
spazio
davvero angusto e, per giunta ,diviso tra il
piano terra per la
guardiola e
una piccola camera e il seminterrato per i servizi,sottratto
a quello immenso riservato allo appartamento superconfortevole
del
generale. È
stato proprio il generale Ricciardelli a farlo assumere,
facendogli
affidare l’incarico di fiducia. E’infatti un
giovane abruzzese,
Rocco
Scorti,con una folta barba bruna,lo sguardo attento ed acuto,
l’atteggiamento
serio e impegnato,che è stato il suo fidato e devoto attendente.
Una volta congedato si
era trovato in effetti in grande
difficoltà,inesorabilmente
disoccupato nella sua terra natale,per giunta
con la responsabilità di Mirella,la giovane
moglie incinta,anche lei una
montanara robusta e discreta ,senza tanti
grilli per la testa. Ora suo marito
è
soddisfatto e perfino grato al generale di averlo fatto tornare in città.
Forse
proprio in segno di riconoscenza per esser stato sottratto allo spettro
di un’inutile
ricerca di lavoro tra le sue montagne, alle varie mansioni
che comporta
il nuovo incarico,ha aggiunto ,di sua
iniziativa,quella della
rassegna
stampa quotidiana,che si era abituato a
svolgere con grande
impegno,quando
era al diretto ed esclusivo servizio del suo superiore.
Certo,la
gravidanza attuale della moglie non gli permette di ricevere
un
grande aiuto e i suoi molteplici impegni
di lavoro non gli lasciano
molto tempo libero
per quella funzione che pure lo coinvolge e lo appassiona.
Giorno dopo
giorno riesce tuttavia con pazienza e tenacia a superare le
difficoltà
per tracciare tuttavia un panorama abbastanza esaustivo di un
arco
temporale consistente che fa registrare cambiamenti importanti nei
vari aspetti
della vita non solo di casa nostra. E’un modo che lo interessa
direttamente
per la scoperta che offre dei primi tratti del
nuovo secolo
che avanza.
Cap.8
Nasce a
Firenze l’unione elettorale cattolica italiana
Dopo il brevissimo governo
di Tittoni ,Fortis diventa
di nuovo primo
ministro ( Marzo 1905 - febbraio 1906).
Nel giugno 1905 –Viene concessa l’autorizzazione
formale di Pio X
per l’impegno politico dei
cattolici e la formazione
di un loro partito con
l'enciclica“Fermo proposito”. Viene
promulgata la legge sulla statalizzazione delle ferrovie
con una
attenuazione
importante delle norme anti-sciopero. Sempre nello
stesso anno lo
Stato registra di nuovo un attivo di bilancio -Non
succedeva dai tempi
di Quintino Sella -. Alla caduta del
secondo
governo Fortis,durante un breve ministero Sonnino - la durata di
qualche mese soltanto - , è fondata a Firenze l’unione elettorale
cattolica italiana . Sono varate misure a favore del rilancio
dell’ agricoltura. Sgravi fiscali sono inoltre stabiliti
in cambio
di investimenti e di patti agrari più favorevoli ai
contadini. E’votata
infine la riduzione delle commesse militari e delle spese statali
che
suscita naturalmente l’opposizione degli industriali.
Viene anche
aperta la galleria del Sempione,la più lunga al mondo. I
cattolici,
con crescente peso politico,intensificano l’attività.
A Milano viene
fondata la CGDL(Confederazione generale del lavoro)
.Il governo
Sonnino rassegna le dimissioni.-
1906-1909.Giolitti insedia allora il suo terzo governo.
continua
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