domenica 22 maggio 2016

Più d'un secolo vista cupola.Parte II(cap.1/8)






Più d’un secolo vista cupola
Parte II





Cap.1
Ester è come svuotata.

                      Ester si sente davvero svuotata. Senza forze né
volontà riesce tuttavia  a decidere di spezzare ogni legame;si
vede ormai molto raramente perfino  con l’amica del cuore.
 Si limita a sfogliare con grande distacco i giornali,scorre con
 grande stanchezza titoli che si affannano a rappresentare
 anni di grandi turbolenze in ogni settore della vita del paese.
 Non l’appassiona certo il grande dibattito  che pure percorre
 il paese sulla partecipazione politica dei cattolici .Non  si
 lascia  coinvolgere  neppure dallo scandaloso tentativo di
 limitare la libertà di stampa,di associazione e di sciopero.
 Le è indifferente  perfino il tentativo  di  sottrarre il governo
 al controllo parlamentare,che  la magistratura riesce a impedire.
Sono in atto nel paese cambiamenti profondi della  sua struttura
economica e sociale,fino alla determinazione di una  mentalità
nuova,uno spirito aggressivo dei suoi abitanti ,che a Roma,ormai
 capitale,si fa particolarmente sentire. Eppure i soli titoli che sembrano
appena lambire la sua attenzione sono quelli che continuano a seguire
l’affaire della Banca Romana,anche se tuttavia il suo interesse non è
così vivo da spingerla ad avventurarsi a scorrere sia pure velocemente
le notizie o le analisi degli articoli,oltre quei titoli.

Cap.2

La stampa sul dopo scandalo

                       Ecco  le notizie della stampa che Ester  scorre durante il
 processo e subito dopo. L‘esplosione dello scandalo della Banca Romana
ha fatto approvare in pochi mesi  quella proposta di istituire una banca
unica per l'emissione e la politica monetaria,che, prima, non era mai
riuscita  a passare. Dopo che l'on. Colajanni aveva fatto la sua denuncia
 in Parlamento, una parvenza di banca  centrale viene istituita per  legge.
Tuttavia non si tratta che di una manovra politica . Infatti è un istituto che
 non ha poteri effettivi di politica economica e monetaria. Sul piano politico
 la vittima eccellente è ora Giolitti.Il  processo ha infatti assolto tutti gli
imputati  senza però cancellare i sospetti di coinvolgimento degli uomini
politici. La sentenza costituisce  al contrario un vero atto di accusa, perché
 Tanlongo  e soci sono assolti per insufficienza di  prove e nelle motivazioni
 la corte  dà credito alla testimonianza dell'agente. La sottrazione dei
documenti c'è stata,ma non è stato possibile risalire agli autori del reato .
La crisi politica che scoppia  di conseguenza  porta alle dimissioni di
dimissionario cerca però la rivalsa sul suo avversario politico che si
presume coinvolto e  presenta il plico con i famosi documenti alla Camera.
 Il paese è di nuovo coinvolto in elezioni generali. Entra ora in scena
l’indipendente Pelloux - un generale,amico suggerito al re da Giolitti -
che forma il nuovo governo.
                       Si comincia finalmente ad assistere alla modernizzazione
del paese:potenziamento delle ferrovie,ristrutturazione dei  porti,
elettrificazione delle città,gli stessi ambienti finanziari sono palesemente
 contrari a un aumento delle spese militari e a un rinnovato impegno
 coloniale, che considerano troppo rischiosi .Il grande dibattito sulla
 partecipazione politica dei cattolici apre il nuovo secolo. E’in atto lo
scandaloso tentativo di limitare la libertà di stampa,di associazione e
di sciopero. Si tenta di  sottrarre il governo al controllo parlamentare,
ma la magistratura salva  il paese con l’intervento della Suprema Corte
che dichiara  nullo quel decreto.
 Un paese molto provato deve ancora subire  nuove elezioni. E’ comprensibile
pertanto la reazione sfiduciata dell’elettorato. Non è una sorpresa che voti
solo poco più  della metà dell’elettorato,pur affermandosi in questo contesto
 un notevole aumento di peso dell’estrema sinistra e dei moderati. A Ginevra
 un anarchico  accoltella la principessa Sissi. A Roma intanto si cominciano
a ridurre le spese dello  Stato,si concedono consistenti sgravi fiscali. Si potrà
 assistere a una significativa  ripresa di consumi,che però sarà legata piuttosto
alla  diminuzione dei costi di produzione che non all’aumento dei salari .
A Torino nel 1899 nasce la FIAT  e fra i fondatori c’è l’ex  ufficiale di
cavalleria Giovanni Agnelli. Un segno molto  evidente dei tempi nuovi:
la legge costituzionale contro la libertà di stampa viene ritirata. Siamo
all’alba del nuovo secolo e un evento  drammatico  si incarica di
accelerare il nuovo corso della politica italiana.. Il 29 luglio 1900
 l’anarchico Gaetano Bresci uccide a Monza Umberto I. Il nuovo re
è il figlio,Vittorio Emanuele III.  Frattanto i riformisti si mostrano
disponibili a collaborare con gli esponenti moderati della borghesia.
Turati guida ora i riformisti e dialoga con Giolitti.Anche gli  artisti e
gli intellettuali sentono il bisogno di individuare il segno dei tempi.
Pellizza da Volpedo espone a Palazzo Marino  a Milano il dipinto del
‘Quarto Stato’ che  proclama la dignità del proletariato.

Cap.3

L’eredità maledetta .

              Ester sembra coltivare quest’abitudine a sfogliare la
stampa  quotidiana  giusto  per avere  un’idea,  all’inizio,
dell’enormità dello scandalo. Successivamente, quasi a voler
navigare a vista per rendersi conto di quello che di conseguenza
 possa riservare  il destino a se stessa e alla sua famiglia . Senza
 accanimento alcuno,però,quasi che un assoluto fatalismo abbia
 piegato la ferrea determinazione che un tempo la caratterizzava.
Quasi che riesca presagire che le turbolenze e i cambiamenti
profondi che la stampa sembra annunciare in un futuro prossimo
non riguardino né lei né la sua famiglia che dovranno limitarsi
a una strenua resistenza per non soccombere,per difendere
un modesto galleggiamento che consenta la sopravvivenza.
Questa sembra apparirle l’eredità scomoda e maledetta ,che
 l’enorme scandalo lievitato intorno alla Banca Romana  e
ampiamente putrefatto nel tempo,ma mai definitivamente
chiarito,abbia lasciato anche alla sua  famiglia.

Cap.4

Si apre il nuovo secolo

                 Mese dopo mese infatti si continuerà a lungo a
non parlare d’altro  fino  a  quando,proprio nel momento
in cui Giolitti sembra essersi  rafforzato all’interno del suo
partito, tanto da far intravvedere al vecchio Crispi il viale
 del tramonto,la compagine giolittiana cade. Alla riapertura
della Camera, è presentata la relazione del Comitato. Un
plico che espone i fatti tecnici,l’altro che contiene i nomi
dei  personaggi legati all’affare scandaloso della Banca
Romana. Giolitti propone di renderli pubblici  e consegnarli
ai giornali. Il Parlamento boccia la proposta col voto. Giolitti
il giorno dopo rassegna quindi al Re le dimissioni del suo
governo. Quando anche Zanardelli fallisce,al Re non resta
 che  affidarsi di nuovo a Crispi,nonostante siano noti i pessimi
rapporti tra  i due. Crispi rifarà il Governo e la prima proposta
 approvata per auto proteggersi è quella della  conservazione
 nell’archivio segreto dello Stato del plico  delle  sofferenze
relative all’’affaire’.
                             Il paese non deve sapere e  in effetti non
saprà  mai chi e quanti furono implicati nello scandalo. A
 questo danno,poi, si aggiunge la beffa:Bernardo Tanlongo
 e  compagni  risulteranno innocenti rispetto all’accusa di
 truffa ai danni dello Stato e quindi assolti. I  moderati di 
Giolitti e  Zanardelli, su alcuni provvedimenti  economici,
ritirano la fiducia al governo che si dimette.
                                                    Novembre 1900– Febbraio1901.
Va quindi al governo  Zanardelli (sinistra liberale).Il partito
socialista partecipa per la prima volta alla nuova maggioranza.
 Giolitti è ministro degli  Interni. Vengono nuovamente  legalizzate
 le organizzazioni politiche e sindacali della sinistra e viene di
 nuovo  riconosciuto il diritto di sciopero. Nel  maggio 1901
a Livorno è fondata la FIOM (Federazione Italiana
Operai Metallurgici e  Meccanici, successivamente meglio
definiti come metalmeccanici.)Turati è costretto a gestire
una crisi di governo provocata dalla militarizzazione delle
ferrovie,e assume le funzioni di mediatore  fra i  socialisti
(usciti frattanto  dal governo)e la maggioranza. Nel luglio
1903 muore il papa Leone XIII e gli succede il patriarca di
Venezia Giuseppe Sarto con il nome di Pio X. Una serie
di lotte sindacali  si conclude perché ottiene riduzioni dell’orario
 di  lavoro e aumenti salariali sia nell’industria sia,in misura
 minore, nel settore agricolo .Aumentano sensibilmente i
consumi dei ceti popolari. L’opposizione  dei proprietari
fondiari (soprattutto  meridionali) impedisce di eliminare
i dazi residui sui cereali. D’altronde non si registrano
miglioramenti apprezzabili nel tenore di vita del ceto medio
(che in questo periodo non ha più il  peso politico  di un tempo)
L’opposizione dell'esercito e il veto del Re impediscono inoltre
la riduzione delle spese militari. L’opposizione dei proprietari
immobiliari impedisce infine l’approvazione del progetto di
riforma del sistema fiscale .Le misure di  contenimento dei
salari proposte al governo incontrano la  naturale e decisa
 opposizione dei socialisti.

Cap.5

Ester ha perso la sua ferrea determinazione

                        Per la famiglia di Ester la vita è diventata un inferno,
non  solo le relazioni,anche di amicizia,sono cambiate, ma soprattutto
quelle economiche:gli affari  languono ed è sempre più complesso e
contorto il percorso per portarli a una  qualche conclusione. Del resto
è una fetta consistente del ceto medio che ha visto ridimensionarsi il
proprio peso sociale nel nuovo secolo. Inquietudini e tentativi di
rivendicazioni  organizzate  percorrono intanto le masse lavoratrici.
Numerose iniziative  vivacizzano l’universo intellettuale da nord a
sud. Mentre  la famiglia del banchiere subisce contraccolpi 
particolarmente  consistenti  per tutto quello che lo scandalo della
 Banca  Romana  ha significato per tutto quell’intricato mondo di
 rapporti che  aveva  ruotato attorno,che aveva abbondantemente
 e cinicamente lucrato, acquisendo in tempi brevi prestigio,ricchezza
  e potere e del quale   aveva  fatto anche lui  strutturalmente parte.
  Ora le difficoltà di giorno   in   giorno si  son  fatte sempre più
  drammatiche  tanto da costringere il  padre  di Ester a una
  decisione grave e definitiva,per poter rifinanziare   almeno
  in parte la sua  attività:la vendita della casa familiare  solo da
  pochi anni  costruita  nel   nuovo quartiere è diventata ormai
  inevitabile,  per  ritirarsi con tutta la famiglia ad abitare  un
   appartamento  nella città  più esterna,che frattanto la
   speculazione immobiliare non ha  smesso di far crescere,
   anche se la stampa non sembra tenerne conto .
   Preferisce occuparsi d’altro.

Cap.6

La successione nervosa dei governi

                   Siamo ormai nel primo quinquennio del nuovo secolo,
 periodo di contemporaneo assestamento nel Palazzo come
nel Paese. Pelloux segue una linea conservatrice,autoritaria,
pur non appartenendo in modo organico a un partito. Il Parlamento
 pratica  però  contro  il suo  governo l’ostruzionismo  e  lo
 costringe presto alle  dimissioni. Assisteremo alla formazione
 di ben 11 governi in 10 anni soltanto. Ritorna al potere la sinistra
 storica  con Sarracco - 1900 -1901. Anche lui resta al governo
solo  un anno ,che però è utile per la realizzazione del tentativo
di formare  un governo di  pacificazione nazionale dopo la crisi
 istituzionale. Il suo mandato  è compromesso tuttavia  dall' uccisione
 di Umberto I e dalla  mancanza di gestibilità degli scioperi. E’il
nuovo sovrano, Vittorio Emanuele III (1900-1946), che  chiama allora
 alla guida del governo Zanardelli, ( sinistra liberale.). Giolitti è
 il suo ministro dell’interno. Ma questa  volta ha un atteggiamento
 molto  diverso,deciso a  una svolta radicale contrastando con
fermezza la  svolta reazionaria. Il nuovo comportamento è reso
 possibile dalla scelta di passare a infoltire le  file della sinistra
dopo aver definitivamente abbandonato l’ambiguo e sleale gruppo
crispino. Giolitti aveva già governato ,nel 1892-93,ma era stato
travolto sia dalla crisi dei fasci siciliani che dallo scandalo della Banca
Romana. Il periodo che va dal novembre del 1903 al febbraio del
1905 introduce  nel nuovo secolo e, nello stesso tempo,nell’ età
giolittiana propriamente  detta. Un periodo dal percorso estremamente
 accidentato e contraddittorio,che tuttavia saprà generare eventi
drammatici,ma permetterà anche di  assistere a  mutamenti capitali
determinanti.
                                   Destinato ad assumere  nel 1903 la presidenza
del consiglio,Giolitti non ha mancato,in più occasioni,di manifestare
la convinzione che ,di fronte alle agitazioni,agli scioperi e alle
rivendicazioni economiche delle classi lavoratrici,lo Stato deve
svolgere il ruolo di giudice e di mediatore, senza assumere la
difesa di una parte o dell’altra .Adotta infatti misure repressive
contro  il proletariato agricolo,affiancandole  nello stesso tempo
però con  ampie concessioni ai riformisti,col sostegno,ad esempio
,delle richieste di riduzione dell’orario di lavoro e degli aumenti
salariali nell’industria .Quando  Giolitti arriva al governo si apre
 dunque  una fase  di passaggio significativa nella storia politica
 italiana. Nel corso  della  formazione  del suo  ministero, Giolitti
invita anche Turati,leader del partito socialista, ad entrare a farne
parte per poter così  allargare la  base politica del governo
e rendere partecipi  i socialisti nella vita dello Stato. Turati però
rifiuta, perché giudica  ancora  prematuro un  coinvolgimento
esplicito del suo  partito,anche se non  mancherà,in seguito,di
 sostenere i provvedimenti e le  riforme di Giolitti ,quando fossero
 state a vantaggio del mondo del lavoro. Saranno infatti in seguito
 approvate leggi a  favore dell’invalidità,della vecchiaia,degli
 infortuni ,del riposo festivo, leggi per la tutela delle donne e dei
bambini. Manterrà il suo appoggio  quando il presidente del
consiglio deciderà di creare un ufficio dello Stato per il
coordinamento degli emigranti italiani, nonché quando sarà
creato il Consiglio  superiore del lavoro  con il compito di
conciliare  gli interessi dei lavoratori  e degli imprenditori ,nei
 consigli sociali, sostanzialmente per impedire scioperi e serrate;
i  prefetti  saranno invitati,nello stesso tempo, a usare maggiore
 tolleranza nella loro gestione degli scioperi a condizione che non
 costituiscano un serio  problema per l'ordine pubblico; nelle gare
d'appalto   sarebbero ammesse  anche le cooperative cattoliche e
socialiste.
Durante il secondo governo  Giolitti si assiste a un gran fervore di
iniziative anche  tra gli  intellettuali:Papini e Prezzolini fondano a
Firenze la rivista Il Leonardo;Croce a Napoli fa nascere la rivista
La Critica. Nell’aprile 1904 all’VIII Congresso del partito Socialista
a Bologna  vincono i sindacalisti ,guidati  da Labriola, e i massimalisti.
Gli sconfitti sono i riformisti di Turati ,accusato  di collusione con il
governo. Tutte le organizzazioni cattoliche  passano sotto il diretto
 controllo dei vescovi.
 L’avvio del nuovo governo conosce  tuttavia alcune difficoltà, poiché
nell’estate del 1904,il clima sociale è turbato da una serie di agitazioni
e scioperi in Sicilia, a Castelluzzo,e in Sardegna,a Buggerru, nel corso
dei quali la forza pubblica interviene con durezza fino a  provocare la
morte di alcuni dimostranti. Segue  uno sciopero nazionale,dal 15 al 20
settembre 1904,che provoca timori e reazioni da parte di ambienti borghesi
 e moderati che cercano di spingere Giolitti ad una prova di forza con i
lavoratori in sciopero. Giolitti preferisce però evitare lo scontro e decide
di sciogliere  la Camera per indire nuove elezioni (6-13 novembre 1904),
dalle quali uscirà  rafforzata la sua maggioranza parlamentare,mentre
l’estrema sinistra subirà una leggera flessione. Le elezioni  politiche
del  novembre 1904 portano quindi alla ribalta di nuovo i giolittiani,e
decretano il  successo dei socialisti riformisti accompagnato dall’elezione
dei primi deputati  cattolici .In politica estera continua  il riavvicinamento
 alla Francia,già iniziato con  i governi precedenti,fino al  raggiungimento
di una <entente cordiale>sulla questione coloniale tra Italia, Francia e
Inghilterra.Nel febbraio 1905  viene  presentato un progetto di legge per
la statalizzazione delle ferrovie,che contiene anche norme anti sciopero
che determinano l’opposizione intransigente di coloro che ,se fossero
state approvate, avrebbero così perduto il diritto di scioperare.
 Per evitare un  dibattito parlamentare che si era preannunciato
durissimo,Giolitti si dimette  e  indica al re come suo successore
 l’amico Fortis, (sinistra storica)(15 giorni: 12-27 marzo 1905).

Cap.7

Nasce il condominio
                 
                  La società immobiliare emergente che ha acquistato
l’edificio dal padre  di Ester si accinge ad  un ‘operazione di un
genere di speculazione  piuttosto innovativa .Intende cioè
trasformare  il palazzetto in una serie di appartamenti da
vendere come  abitazioni a differenti famiglie  di professionisti,
interessati  soprattutto alla collocazione  piuttosto  centrale del
quartiere. Queste nuove aggregazioni abitative per famiglie
cominciano  ad apparire in città e li  chiamano  condomini.
Anche gli abitanti sono diversi. Nei singoli appartamenti,pur molto
 ampi e  confortevoli,si  inseriscono famiglie del ceto medio,
commercianti con il negozio  proprio nel quartiere,professionisti
 e intellettuali. Si ritorna insomma alle’insulae’ di Ostia Antica!
Tuttavia è  questa un’aggregazione che non vedrà arricchirsi
 il  tessuto dei rapporti  interpersonali come ci si sarebbe
naturalmente  aspettati .La  ricerca di acquirenti da parte
dell’imprenditore  immobiliare è quasi ossessiva. Annunci e
pubblicità in ogni  angolo della città. Perfino il passa - parola.
 E  poco alla volta  i risultati di tanto frenetico impegno
cominciano  ad  arrivare.
                     Al piano terra,in un ampio appartamento con doppio
 ingresso e affaccio sul bel giardino con la maestosa magnolia si è
 installato un generale dell’esercito,sempre rigidamente diritto,
fasciato  nella sua divisa che sembra proteggerlo come un’armatura,
il gen. Nereo Ricciardelli,in servizio nelle vicine caserme di
cui è intessuta una fetta nutrita del  quartiere. Sembra  una
bella famiglia la sua,e molte  devono essere le  sue relazioni
 sociali,a giudicare dalla sfarzosa festa di inaugurazione che ha
 tracimato fino in giardino .La moglie,Adele,che  si affanna ad
 essere in ogni angolo,con le  antenne tese ad assecondare ogni
 desiderio anche  inespresso degli amici e conoscenti intervenuti,
è abituata già in famiglia a una costante disponibilità,ma è anche
 pronta ad aspirare come una spugna ogni complimento,anche il
 più formale,che sia per il bell’appartamento,per l’eleganza
dell’arredo,o per la scelta raffinata del suo abito di taffetas
verde cangiante che ravviva un poco il viso spento e i capelli
 castano slavato e sottolinea lo sfavillio dei gioielli di famiglia .
Una donna pur dedita,come da tradizione,alla famiglia e ai figli.
Strani,quei figli,però.
                      Il ragazzo,Rodolfo,un adolescente pallido e smilzo,
 tutto ripiegato in se stesso,solitario,dall’espressione spesso cupa.
Anche stasera alla festa se ne sta in un angolo,apparentemente
disinteressato all’evento,senza traccia visibile di amici ,
provocatoriamente assorbito piuttosto da un’improbabile lettura,
che vuole far apparire molto interessante per lui.
                  La sorella, Carolina ,di poco più grande,al contrario
molto  esuberante,apparentemente anche piuttosto capricciosa,
carina,anche se conciata spesso in modo troppo vistoso e improbabile,
stranamente molto assecondata nei suoi mutevoli umori dal  padre,
altrimenti severo  in modo quasi legnoso,sempre circondata da un
pubblico in ammirazione,sempre alla ricerca delle luci della ribalta.
Alla festa è naturalmente quella che appare più in mostra,ansiosa  
di  incontrare  persone“di  peso”,di poter esibire nelle cose ad occhi
curiosi il  “valore”della propria famiglia. Anche con i pochi coetanei
presenti ha un fastidioso atteggiamento algido e scostante. Sempre al
piano terra  è stata  ricavata inoltre  l’abitazione per il  portiere;uno
spazio davvero angusto e, per giunta ,diviso tra il  piano terra per la
guardiola e una  piccola camera e il seminterrato  per i servizi,sottratto
 a quello immenso  riservato allo appartamento superconfortevole del
generale. È stato proprio il generale Ricciardelli a farlo assumere,
facendogli affidare l’incarico di fiducia. E’infatti un  giovane abruzzese,
Rocco Scorti,con una folta barba bruna,lo sguardo attento ed acuto,
l’atteggiamento serio e impegnato,che è stato il suo fidato e devoto attendente.
                        Una volta congedato si era trovato in  effetti in grande
difficoltà,inesorabilmente  disoccupato  nella sua  terra  natale,per giunta
 con la responsabilità di Mirella,la giovane moglie incinta,anche lei una
 montanara robusta e discreta ,senza tanti grilli per la testa. Ora suo marito
è soddisfatto e perfino grato al generale di averlo fatto tornare in città.
Forse proprio in segno di riconoscenza per esser stato sottratto allo spettro
di un’inutile ricerca di lavoro tra le sue montagne, alle varie  mansioni
che comporta il nuovo incarico,ha  aggiunto ,di sua iniziativa,quella della
rassegna stampa quotidiana,che si era abituato  a svolgere  con grande
impegno,quando  era al diretto ed esclusivo servizio  del suo superiore.
Certo,la gravidanza attuale della moglie non gli permette di ricevere
un grande  aiuto e i suoi molteplici impegni di lavoro non gli lasciano
molto tempo libero per quella funzione che pure lo coinvolge e lo appassiona.
Giorno dopo giorno riesce tuttavia con pazienza e tenacia a superare le
difficoltà per tracciare tuttavia  un  panorama abbastanza esaustivo di un
arco temporale consistente che fa registrare cambiamenti importanti  nei
vari aspetti della vita non solo di casa nostra. E’un modo che lo interessa
direttamente per la scoperta che offre dei primi tratti del  nuovo secolo
che avanza.

Cap.8

Nasce a Firenze l’unione elettorale cattolica italiana
               
                         Dopo il brevissimo governo di Tittoni ,Fortis diventa
di nuovo  primo ministro ( Marzo 1905 - febbraio 1906).
                 Nel giugno 1905 –Viene concessa l’autorizzazione
formale di Pio X  per l’impegno  politico dei cattolici e la formazione
di un loro  partito con  l'enciclica“Fermo  proposito”. Viene
promulgata la legge sulla statalizzazione delle ferrovie con una
 attenuazione importante delle norme anti-sciopero. Sempre nello
 stesso anno lo Stato registra di nuovo un attivo di bilancio -Non
succedeva dai tempi  di Quintino Sella -. Alla caduta   del secondo
 governo Fortis,durante un breve ministero Sonnino -  la durata di
qualche  mese soltanto - , è fondata a Firenze l’unione elettorale
 cattolica  italiana . Sono varate  misure a favore del  rilancio
dell’ agricoltura. Sgravi fiscali sono inoltre  stabiliti  in cambio
di investimenti e di patti agrari più favorevoli ai contadini. E’votata
infine la riduzione  delle commesse militari e delle spese statali che
suscita naturalmente l’opposizione degli industriali. Viene anche
aperta la galleria  del Sempione,la più lunga al mondo. I cattolici,
con crescente peso politico,intensificano l’attività. A  Milano viene
fondata la CGDL(Confederazione generale del lavoro) .Il governo
Sonnino rassegna le dimissioni.-
1906-1909.Giolitti insedia allora  il suo terzo governo.



                                   continua

Nessun commento:

Posta un commento