martedì 24 maggio 2016

Più d'un secolo vista cupola.Parte II(cap.18/26)







Cap.18

Dalla fine della guerra nasce un’altra Europa.La frattura della Grande Guerra 
 segna la fine della Bella Epoque.
                             
                   Lo scoppio della guerra aveva segnato  la fine di un’epoca,
di un periodo che,dal 1870 al 1914,aveva  visto l’affermazione di
una borghesia attiva, a tratti con rappresentanti autoritari,che
tuttavia aveva saputo realizzare uno straordinario progresso
 tecnico e scientifico,aveva favorito lo sviluppo industriale e
 capitalistico del vecchio continente,nel quale cominciano ad
 avere un ruolo e un peso  anche  movimenti sociali e politici
che  si pongono a sostegno delle rivendicazioni del mondo
del lavoro. Nel 1914 è finito  il periodo storico della“belle epoque”,
 definizione di  una società frivola e spensierata, carica di speranze
 e di ottimismo, simbolo dell’egemonia  borghese nell’Europa di
quegli anni.
                            La guerra è destinata  a stabilire una frattura.
L’Europa che ritroviamo nel 1918 non è più l’Europa del 1914.
In seguito alle conferenze di pace del 1919, il  risentimento
dell'URSS,esclusa dalle trattative, le rivendicazioni della
Germania, oppressa da  condizioni di pace umilianti ed
economicamente intollerabili, l'eccessivo frazionamento
del territorio  europeo e la nascita di regimi  autoritari
 come il Fascismo ed il Nazismo,determinano  una crisi che
spinge inevitabilmente  verso una nuova guerra. Il fascismo
in Italia  conquista il potere nel 1922, con la marcia  su Roma.
Dopo il delitto Matteotti, tra il '25 e il '26 Benito  Mussolini
scioglie i partiti e i sindacati e sopprime le libertà democratiche.

Cap.19

La smania di modernizzazione del regime

                             E’ in questi anni che la bella  piazza  dell’Unità
si va trasformando. C’è un progetto di  costruzione  di un mercato
 coperto in nome della  modernizzazione,che spazzerà via in un
sol colpo fontana  zampillante e alberi frondosi. Del resto alcune
trasformazioni dei piacevoli aspetti ,ormai  nostalgicamente  e
inutilmente pittoreschi,ci sono già state. Muli e carretti tirati da
cavalli sono stati sostituiti da camion e furgoni e il numero dei
venditori-produttori dei castelli  è molto diminuito. Tutto il
quartiere risente degli effetti di quei complessi  lavori che si
prolungano fastidiosamente nel tempo. Un esercito di ingegneri,
architetti ,capimastri e operai dei diversi mestieri,muratori,fabbri,
imbianchini,vetrai,elettricisti,idraulici affolla il cantiere .  E,
comunque,nel 1924 i lavori  sono finalmente completati e si
 organizza l’inaugurazione  con grande  spolvero. La festa ,con
 musiche  e danze,oltre che un  ricco  rinfresco,coinvolge una
 gran folla di invitati,tutti riuniti sull’ampia  terrazza:autorità e
 rappresentanti della militanza,felici di mettersi in luce con
 un’iniziativa  di  facile popolarità,ma anche amici e conoscenti
 del quartiere. Marco,Mauro e Matteo – i figli dell’avvocato- si
 sentono tra i  protagonisti,come se avessero preso parte ai lavori.
La sora Camilla,tutta fasciata nel suo abito scuro e un po’ informe,
si spinge curva per affacciarsi  in prima fila;dentro di sé è convinta
 che ora il quartiere farà un salto di qualità,acquisirà un valore
aggiunto e ne guadagneranno sia il suo negozio che la sua abitazione.
Anche  gli  altri abitanti del palazzetto all’angolo di piazza dell’Unità
hanno molti commenti da fare,dopo aver sopportato con lamentele
e irritazione - sempre tuttavia restando rigorosamente all’interno di
ognuno dei raggruppamenti familiari come tante piccole tribù chiuse
 all’incontro,come singoli comparti-stagno,come bolle - le  lungaggini
dei lavori di costruzione e ne parleranno a lungo,anche perché in seguito
il tempo si farà molto meno festoso e farà bene al morale ricordare i
bei tempi andati. Matilde,la giovane segretaria dell’avv. Monteleone, e
Luca  Falcone,lo scenografo del quarto piano, invece,non si sono proprio
visti. Non sono evidentemente interessati alla retorica delle inaugurazioni
delle  opere di regime? Carolina ha cercato  a lungo,ma inutilmente,Luca
con la speranza  addirittura di poter  partecipare al ballo con lui.

Cap.20

Il fascismo  dilaga in Europa, l’asse Roma - Berlino si allarga al Giappone.

                             In effetti negli anni '30 il Fascismo si è diffuso
 quasi ovunque, specialmente nei Paesi dell'Europa centro-orientale:
 in Austria si verifica l'ascesa della destra nazionalista che cerca di
emulare l'Italia fascista e nella penisola iberica, alla metà degli anni
Trenta, una guerra civile porta al potere il governo nazionalista.
L'arretratezza socioeconomica spagnola, unita alla completa
decadenza dell'impero coloniale, conducono il Paese ad un continuo
 alternarsi di governi filofascisti,repubblicani e di sinistra; con la
vittoria  alle elezioni del Fronte popolare socialcomunista, si scatena
l'opposizione dei militari che,attraverso un colpo di stato, dividono
in due il Paese,tra repubblicani e nazionalisti, e provocano una tragica
guerra civile. Gli insorti, sostenuti dalle forze italiane e tedesche,
vincono la guerra che finisce nel '39 con il successo nazionalista e la
salita al potere del generale fascista Francisco Franco. La Germania
vede l'ascesa di Hitler al potere, favorito nel successo fra le masse da
 aspirazioni  apertamente espansioniste e dall'ostilità dei Tedeschi
all'ordine internazionale sancito dalla pace di Versailles. Nel 1936,
l'Asse Roma - Berlino riconosce l'affinità ideologica che lega i
governi dittatoriali di Italia e Germania. In seguito agli accordi con
la Germania, il Fascismo italiano aderisce alla legislazione razziale
 antiebraica, ideologia che stava alla base del pensiero hitleriano.
 Nel 1937, l'Asse Roma - Berlino si arricchisce di un nuovo alleato,
il Giappone.

Cap.21

I figli biondastri e palestrati dell’avvocato

                    Circondato com’è da quell’efficiente sua organizzazione
domestica, all’avv. Monteleone rimane il tempo per spulciare la stampa
nazionale ed estera per continuare a interessarsi alle vicende di quel mondo
con cui ,alla morte drammatica, improvvisa e dolorosa della moglie ,che
lo ha lasciato con i tre ragazzi,Marco,Mauro,Matteo,ancora molto
giovani,qualche anno prima ,ha dovuto traumaticamente e con grande
disappunto troncare ogni rapporto. Ma il sacrificio non ha risolto tutti
i problemi. Ora i tre ragazzi,ormai cresciuti e indipendenti, cominciano
a  inserirsi nelle rispettive professioni con disinvoltura  e mancanza di
scrupoli di cui si comincia a parlare apertamente e con fastidio
nell’ambiente.
                     Marco ,il maggiore,ha uno studio di commercialista ormai
ben avviato,al quale non ripugna occuparsi di affari non precisamente
limpidi. Anzi,sta cominciando a farsi un nome,proprio tra gli uomini
d’affari non esattamente  tra i più onesti e trasparenti.
                     Mauro,il secondogenito,fa ancora pratica nello studio di
un  noto penalista e si sta distinguendo nello sgomitare ogni volta che
 si presenta l’occasione con i suoi malcapitati concorrenti .
                      Matteo,il minore,i fratelli stessi lo giudicano una 
calcolatrice umana. Ha da poco cominciato il suo praticantato nello
 studio di un vecchio notaio,amico di famiglia:oltre che freddo
calcolatore è inoltre avido e molto venale e ha scelto la professione
esclusivamente per le opportunità di  arricchimento cospicuo e facile
che,è risaputo, la professione notarile offre in abbondanza.
                        Se un filo  rosso li lega,i tre fratelli,per l’assoluta
 mancanza di scrupoli  e le caratteristiche di arroganti arrampicatori
sociali,un legame ancora  più sorprendente li unisce  per la frequentazione
di compagnie che cominciano a infestare i quartieri della capitale.
Manifestano infatti idee molto aggressive,che l’esperienza diplomatica
del padre,generatrice di comportamenti prudenti e propensa alla
mediazione compromissoria mal digerisce. Queste sembrano piuttosto
trovare un fertile  terreno di cultura proprio in quelle squadre  che si
dedicano con una certa preoccupante frequenza a imprese sempre  più
violente. Le discussioni tra padre e quei suoi figli,biondastri e palestrati,
quanto aggressivi,dai muscoli gonfi di tracotanza,sono sempre più animate
e  frequenti e non sembrano essere molto produttive di sintesi almeno accettabili.

Cap.22

L’anschluss dell’Austria e il pretesto dei Sudeti consente l’annessione della Cecoslovacchia.Il patto di non aggressione di Hitler con i Sovietici e l’accordo segreto per la doppia invasione della Polonia.
                       
                              Prendendo pretesto dalla presenza di popolazioni
 tedesche, tra il '37 e il '38 la Germania annette  l’Austria. In  seguito
 all' Anschluss[1] dell' Austria da parte della Germania nazista  nel
 marzo‘38, il successivo obiettivo di  Adolf Hitler è costituito  
dall'annessione della Cecoslovacchia di fronte alla sorprendente
passività delle altre potenze europee.  Il pretesto è stato individuato
nelle supposte privazioni sofferte dalla popolazione tedesca residente
nelle regioni di confine nel nord e nell'ovest  della Cecoslovacchia,
conosciute nel loro insieme come Sudeti.La loro incorporazione
all'interno della Germania avrebbe lasciato il resto della
Cecoslovacchia senza facoltà di resistere alla successiva occupazione.
Il leader dei Tedeschi Sudeti, K.Henlein,offre a Hitler il Partito che
rappresenta quella parte di popolazionei (SdP)perché  realizzi la
campagna. Henlein  si incontra con Hitler a Berlino a  marzo 1938,
dove gli viene ordinato  di effettuare richieste inaccettabili al governo
cecoslovacco, diretto  dal Presidente  E.Beneš. Il 24 aprile, al Congresso
 dell'SdP che  si teneva a  Karlovy Vary, Henlein  pronunciò un discorso
in cui richiedeva da parte cecoslovacca l'accettazione di otto punti,con
richieste durissime e appositamente vaghe per poterne ampliare la portata.
Mussolini rivendica intanto diritti italiani in Albania. Nel 1939, Hitler 
avrebbe stretto  un patto di non - aggressione con il nemico sovietico,che
avrebbe consentito a entrambi di prepararsi a un ormai inevitabile scontro
armato e che avrebbe previsto, tramite  un protocollo segreto,l'invasione
da ovest e da est della Polonia,paese considerato dalle potenze  occidentali
irrinunciabile per la loro sicurezza.

Cap.23

L’artigiano:l’abbattimento della Spina e la deportazione a Primavalle
                     
                          L’avvocato Monteleone intanto è sempre più
preoccupato per le frequentazioni dei suoi ragazzi e per certe
loro iniziative,che egli considera vere incursioni,intimidatorie
nei confronti di ambienti che a loro capiti di giudicare dissenzienti.
Probabilmente  anche  per tentare di seguirli e controllarli,sia
pure a distanza,l’avvocato ha ripreso la vecchia abitudine di scorrere
una nutrita mazzetta di  giornali - anche stranieri  però. Forse
per l’esperienza in ambito diplomatico che lo aveva molto
coinvolto,forzatamente interrotta, lo interessano ancora molto
le vicende di  politica estera .
                                        In  modo particolare lo appassionano
le vicende  successive alla  conclusione  della tragedia della Prima
Guerra Mondiale,dagli intrecci, a tratti,oltre che complessi,
imprevedibili,e che finiscono per intessere un assetto piuttosto
inconsueto del Vecchio Continente e non solo, nonché attribuire
un particolare rilievo  a questo  periodo storico. Non solamente
l’Italia sta cambiando  pelle,ma l’Europa  tutta,l’area  mediterranea
e non solo ...
                         Gran  parte degli  artigiani di Prati e soprattutto
quelli dei Borghi - che sono  ormai irreparabilmente sventrati,
abbattuti  - sono deportati a Primavalle,una  landa desolata,senza
botteghe,senza  comunicazioni,dunque senza clienti,quindi senza 
concrete possibilità di  sopravvivenza. E c’era da aspettarselo.
                        L’artigiano, da  sempre, per il  suo impegno di
lavoro , sviluppa un’intelligenza  particolarmente armoniosa ,
equilibrata  e completa:deve infatti saper controllare la parte
astratta della ideazione,dopo aver progettato,deve inoltre saper
passare alla costruzione,alla realizzazione che mette in moto tutte
le facoltà,in particolare un’attenta manualità per dover poi concludere
con la vendita che comporta un’acuta capacità relazionale fatta di
intuito delle necessità e desideri dell’Altro,ma anche capacità di
mediazione,di tolleranza. Un genere d’intelligenza che per le sue
caratteristiche è particolarmente vocata all’indipendenza,bisognosa
di libertà,insofferente di vincoli,di dipendenza.
                           Per rendere inoffensivi personaggi di tal calibro,
Mussolini sarà capace di sacrificare la simbologia fondamentale
di cui i grandi artisti avevano dotato la cattedrale:la grandiosità
infinita del colonnato come braccia della Chiesa che si tendono
a stringere in un materno abbraccio la piccolezza  finita delle
casette  della “spina”abitate dal popolino dei  Borghi. Tutto
abbattuto,tutto raso al suolo e,con lo stivale appoggiato
trionfante sulle macerie,Mussolini sembra completamente
inconsapevole o almeno perfettamente indifferente al fatto
che ormai a causa sua,per sempre,il colonnato si allargherà
ad abbracciare  null’altro che il vuoto;un senso completamente
insignificante. Siamo al paradosso  dell’assurdo.

Cap.24          

Le leggi razziali e le alterne  pretese di Mussolini sull’Albania

              Nel '38 in Italia erano anche state  promulgate le leggi razziali,
che avevano privato gli ebrei dei diritti civili. E’ un decennio terribile in
cui egoismi,avidità,disumanità si intrecciano e coinvolgono masse sempre 
più numerose  di persone e dilagano in sempre più numerose società
nazionali.
               Il regno di Albania era già stato occupato temporaneamente
dall'Italia come protettorato durante le fasi finali della prima guerra
mondiale; tuttavia, con il Trattato di Tirana (1920) e quello di amicizia
dello stesso anno, l'Italia aveva riconosciuto l'indipendenza e le truppe
italiane avevano lasciato il Paese. Con la presa del potere da parte
di Mussolini, la politica estera italiana si era fatta di nuovo aggressiva
nei confronti dell’Albania e dell'intera penisola  balcanica. L'occupazione
 italiana del Regno di Albania ebbe luogo tra il ’39 e il ’43, quando  la
corona del Regno Albanese fu assunta da Vittorio Emanuele III in seguito
alla guerra  promossa dal regime. Insufficiente si era rivelata inizialmente
la resistenza armata albanese. Gli italiani avevano instaurato un governo
albanese fantoccio  con una nuova Costituzione, che aveva trasformato
 l'Albania in Protettorato Italiano del Regno.
                                La guerra di liberazione dei partigiani albanesi,
dall’ altra parte del mare ,aveva assunto ,con il passare dei mesi e con
il  rafforzamento organizzativo delle brigate, una dimensione sempre
più ampia.
                          L'8 settembre  1943, alla capitolazione dell'Italia,
la  consegna sarebbe stata quella  di dare ordine alle  guarnigioni
italiane di cessare ogni resistenza e arrendersi agli Albanesi.
Sarebbe quindi  seguita l' occupazione tedesca.
             La Conferenza di Jalta ,dopo la fine della guerra, avrebbe
posto i Balcani sotto l'influenza sovietica. La conclusione formale
 di quella guerra d'aggressione che, tra il 1939 e il 1943, aveva
posto in essere l'occupazione italiana del Regno di Albania ,
sarebbe stata sancita con la sottoscrizione da parte della Repubblica
 Italiana  del  trattato di Parigi  del ‘47. Tutte le convenzioni
e intese intervenute tra l'Italia e le autorità  insediate dall'Italia
 in Albania tra il ‘39 e il ‘43 sarebbero state nulle e considerate 
non  avvenute.                                                      
                                         
Cap.25

La baruffa premonitrice di Filomena e Gaetano. Un  dialogo che fa affiorare personalità molto diverse.

                                       Ed ecco che l’atmosfera elettrica  della casa
dell’avvocato  Monteleone non risparmia di certo neppure i domestici
che indulgono a frequenti baruffe .
                               Filomena è entrata nello studio per riassettare,
convinta di trovarlo deserto,poiché tutti gli avvocati hanno udienza.
Invece si è trovata  davanti Gaetano, placidamente abbandonato su
una poltrona del locale, tutto solo,immerso nella  lettura  di un
giornale,apparentemente con  grande  interesse. La cosa non è abituale
e sembra disturbare l’anziana governante,abituata a considerare una
sorta di sacrario inviolabile  lo studio del padrone,e che non riesce
neppure a concepire che un inserviente  possa interessarsi  alla lettura
 di un giornale,per giunta uno di quelli dell’avvocato. Addentrandosi
 per vedere meglio si accorge poi che gran parte della  mazzetta dei
giornali ,che ogni giorno si procura l’avvocato,è sparsa in gran disordine
sul divanetto,come se la lettura della sera precedente fosse stata interrotta
 da un evento imprevisto e pressante- in effetti i due figli più grandi sono
 venuti in visita non  proprio affettuosa e c’è stata una lite furibonda tra
 padre e figli. Ma Filomena non si dà il tempo per pacate e ponderate  
riflessioni. In  lei scatta come sempre il riflesso automatico e si scaglia
con foga contro il povero  Gaetano che inutilmente cerca di  intervenire
per discolparsi.
Filomena -Siete il solito cialtrone. Mancate completamente di senso
di responsabilità e di correttezza. Guardate che cosa avete combinato!
Tanto tocca a me riassettare tutto e magari prendermi anche una brutta
lavata di testa per aver toccato le cose del padrone. Lo sapete bene che
è estremamente  geloso del suo ordine. Non vi si può lasciare un
momento da solo,come con i  bambini. Che diamine come ha potuto
venirvi in mente di fare un simile caos.
Gaetano – Oh,finalmente !Riprendete un po’ fiato. Non mi lasciate
neanche  parlare. Lo volete sentire come stanno realmente le cose
o preferite suonarvela e cantarvela da sola la vostra realtà?
Filomena – E avete pure il coraggio di trattarmi da visionaria
 pazza e imbrogliona?
Gaetano – Voglio solo dirvi come stanno le cose. Che ieri sera
 ci deve esser stata baruffa qui allo studio. Al solito ,quando
vengono i signorini per l’avvocato non c’è pace .Devono aver
avuto ancora una volta uno scontro,dopo le purghe all’olio
di ricino che con le squadre hanno somministrato a Primavalle
contro un gruppo  di artigiani che prima abitavano ai Borghi e
che i signorini conoscevano bene. Ne  parlavano molto male
con accanimento da parecchio tempo. Al padrone devono  aver
fatto perdere il lume della ragione,con quei loro modi insopportabili
che non risparmiano neanche al padre. Alla fine ,fuori di sé,deve
essere andato a  cercare di dormire senza rimettere a posto le sue
cose come  al solito. Stamattina aveva udienza ed io dovevo aspettarlo
qui. Al suo ritorno mi avrebbe dato gli incarichi per il pomeriggio.
Ecco perché mi avete trovato qui  seduto ad aspettarlo  e,per passare
il tempo,cercavo di informarmi sulle spedizioni punitive dei giorni
passati fatte da quelle squadre che pretendono ormai di fare il buono
come il cattivo   tempo,per cercar di capire dove diavolo stiamo andando
a finire,che diavolo stia succedendo. Ma voi,come al solito siete saltata
subito alle conclusioni,pur di offendermi con la vostra mania di comandare,
di sopraffare. Non vi sopporto,col vostro dannato modo di fare. E sapete
che vi dico?Potete ritenervi soddisfatta,non resto un minuto  di più in
questa casa . Potete fare e disfare tutto quel che vi aggrada!Preferisco
aspettare l’avvocato fuori dal tribunale. E,tutto rosso in faccia per
l’affronto subito e per la rabbia che,suo malgrado ,ha dovuto  in parte
controllare  verso l’anziana donna di casa,se ne va ,sbattendo la porta.
A  Filomena non resta che  il silenzio e l’irritazione per essersi fatta
sfuggire  la replica.
               L’avv. Monteleone segue ora con grande attenzione anche
 le  notizie di politica  interna,cercando così di controllare i percorsi
 neanche tanto sotterranei dei figli. Anche se i giornali sono sempre
più affetti da una strana timidezza imbarazzata, imposta con  modi
 molto spicci dal regime soprattutto  per la politica interna. Qualcosa
è lasciato filtrare  sulla situazione internazionale.

Cap.26

La reazione di Francia e Inghilterra all’inaccettabile vittoria nazista in Polonia. Il Blitzkring tedesco nei paesi del nord- ovest dell’Europa.Scoppia la II Guerra Mondiale.

        Nel 1939, Hitler aveva dunque stretto il patto di  non –aggressione
con il nemico sovietico, che aveva consentito a  entrambi di prepararsi
a un ormai inevitabile scontro armato. Dietro l’accordo  che avrebbe
 dovuto avere la durata di 10 anni,era stato stilato un protocollo segreto
 con cui i due alleati si accordavano sulla spartizione della Polonia che
sarebbe così stata invasa da est e da ovest.
                       La rapida vittoria nazista in Polonia aveva quindi costretto
 Francia e Inghilterra  ad una risposta militare,che consideravano
 irrinunciabile per la loro sicurezza.: era scoppiata così la seconda
Guerra mondiale. Nel  1940, la Germania, attraverso il Blitzkring[2], invade
Danimarca, Norvegia,Belgio e Paesi  Bassi e Francia. L'Italia, in un primo
momento  in stato di non  belligeranza, nel giugno del '40 entra in guerra
(Mussolini è convinto che la vittoria di Hitler sia prossima e certa); il
nostro esercito peraltro mostra la sua debolezza sia in Grecia che in Africa.
 La corsa  di Hitler sarà però fermata  dalla Gran Bretagna che avrebbe
 battuto,la Germania nel'43 nella battaglia  di Inghilterra,
 La società,l'informazione, la scuola subiscono un processo di fascistizzazione;
gli oppositori sono  picchiati, incarcerati,inviati al confino o costretti all'esilio.
Si pretende di imporre la più rigida autarchia,ma non tutti gli intellettuali si
piegano,anche se sono costretti a seguire le orme di Xavier de Maistre,
racchiudendo i viaggi sognati all’interno delle proprie stanze. Gli anni ‘30
avevano inaugurato il “decennio delle traduzioni”,come l’aveva chiamato
Pavese,durante il quale lui stesso con Vittorini avevano raggiunto gli Stati
Uniti e Landolfi cocciutamente la Russia,pur costretti a limitare la passione
per l’oltrefrontiera seduti alla scrivania .Analoga la scelta di un capitano
coraggioso come l’editore Ugo Guanda,che aveva osato pubblicare i versi di
Garcia Lorca,tradotti e presentati da Carlo Bo.
L'inizio della fine per il regime fascista sarebbe stato proprio il patto
d'acciaio con  Hitler che, successivamente,avrebbe  determinato l'ingresso
 dell'Italia in guerra al fianco dei nazisti (1940).
Nel 1941 era entrato in guerra  il Giappone,con l’attacco a Pearl-Harbour
degli U.S.A., e la Germania invano aveva tentato di conquistare l'Urss,
invadendola senza preavviso.
Ai primi di luglio del 1942 era potuto anche sembrare che pure  nel Nord
Africa il conflitto volgesse a  favore della  Germania,del Giappone e
 dell’Italia. Ma ad ottobre gli Inglesi del gen. Montgomery, contrattaccando
 ad Al Alamein, avevano inflitto una pesante sconfitta e la resa anche dei
 nostri soldati era diventata inevitabile .                                                          
                 La guerra si era configurata presto come mondiale
 perché,come già era accaduto con la Prima, erano nazioni di
tutti i continenti  a partecipare e le loro azioni belliche avrebbero
infestato gran parte dell’intero pianeta.




[1] Annessione
[2] guerra lampo
[3] Federico García Lorca,:Poesie,trad.e pref. di Carlo Bo, Modena , Guanda, 1940



      continua

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