mercoledì 25 maggio 2016

Più d'un secolo vista cupola.Parte II(cap.27/36)




Cap.27

L’esibizione d’arroganza di Matteo

                       Il terzo piano è occupato dal gioielliere,
il sor Armando con quell’arpia della moglie,la sora
Camilla,che non fa che sputare veleno nei confronti dei
commercianti ebrei,che qui in Prati costituiscono una
solida rete. Eppure l’attività del marito non  sembra
temere concorrenza di sorta,appare florida e in continua
 espansione. Sono una coppia sola,che dovrebbe al contrario,
cercare di inserirsi in un tessuto di amicizie per riscaldarsi
al  loro calore .E in realtà è molto  preoccupante il fatto che
quest’ostilità sempre più palese contro gli Ebrei sembri
crescere di giorno in giorno e dilagare nel tessuto  della città.
 I giornali adottano un tono sempre più  cauto,che  tuttavia
 non riesce a nascondere del tutto la preoccupazione.
                           Matteo Monteleone si è organizzato da
tempo con camerati  diversi da quelli dei fratelli. Tutti i
componenti del gruppo sono più giovani , più cattivi ,più
sicuri di sé. Non sembra conoscano dubbi o esitazioni di sorta.
Altrettanto violenti dei più anziani,ma vandalici  anche verso
 le cose. Hanno da poco preso di mira un negoziante  ebreo
dell’abbigliamento,molto conosciuto e benestante. Si sono 
organizzati per colpirlo all’ora di chiusura del suo negozio
nel quartiere .C’è ancora  gente in strada che assiste  sbalordita
 e spaventata allo scempio. Il gruppo dei cinque compari entra
di foga,sfondando e mandando in frantumi la porta di vetro
all’ingresso,picchia in modo violento a pugni,ceffoni e bastonate
 il signor Ismaele,senza risparmiare le giovani commesse, sfascia
 tutta  la merce che capita a tiro e,prima di andarsene, conclude
l’infame impresa vuotando pure la cassa .
                           I passanti si sono  trasformati in tante statue di sale,
nessuno si è mosso dal punto in cui si era trovato al momento in cui
tutto è esploso,nessuno ha chiamato polizia,ambulanza o qualsiasi
 altro genere di aiuto. Fino ad allora si era sentito solo parlare e poco
si  era letto in città degli assalti delle squadre che prendevano di
mira persone isolate,di  punizioni,ma prevalentemente nei quartieri
popolari delle neonate periferie ,di notte e rivolti contro le persone ,
con pestaggi e purghe. E’ la prima volta che i passanti della
centrale via Cola di Rienzo assistono direttamente a tanta violenza
in pieno centro,di giorno e con un’esibizione sfacciata ,quasi col
gusto di mettersi in vetrina. Soprattutto è questo gruppo che ha
esibito ,contemporaneamente al pestaggio insistito sulle persone
il vandalismo sulle merci e,addirittura,la rapina del denaro.
                             Anche dopo che se ne sono andati indisturbati
deve passare un po’ di tempo perché ci sia qualche reazione e
l’organizzazione di un aiuto che permetta ai feriti di raggiungere
 il più vicino ospedale di Santo Spirito. L’enorme esibizione di
crudeltà ha paralizzato proprio tutti,giovani e vecchi,abitanti del
quartiere e gente di passaggio per gli acquisti. E i protagonisti
dell’indegna iniziativa ,ben protetti nella loro truce arroganza
dallo scudo politico,non subiranno denunce neppure da chi  li
aveva facilmente riconosciuti e loro si erano mostrati consapevoli
e molto rassicurati da quella protezione,tant’è,che si erano presentati
di giorno e a volto sfacciatamente scoperto. Nel quartiere le voci corrono,
anche se i giornali non sono molto puntuali nel riportare queste notizie.


Cap.28

La resa della Germania nello scenario europeo e del Giappone in quello asiatico
         
           La fine della seconda guerra mondiale :nello scenario europeo,nella
 primavera del’45 con la resa tedesca,in quello asiatico, nell’autunno dello
 stesso anno, con quella del Giappone.
        Finirà per configurarsi come il più grande conflitto armato della
storia,costato all'umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri
con decine di milioni di morti. Le popolazioni civili si sono trovate
direttamente coinvolte nello scontro,a causa dell'utilizzo di armi sempre
più potenti e distruttive,dei pesanti bombardamenti contro obiettivi civili
effettuati da entrambe le parti in conflitto. In particolare il Terzo Reich
si rende responsabile dell’Olocausto,gli USA della bomba H su Hiroshima
e Nagasaki.
                          Alla conclusione del conflitto sarà anche evidente
un tragico paradosso:quell’Europa ,rappresentata all’inizio soprattutto
dalla Germania in nome di una supposta superiorità,al termine della
guerra,proprio quell’Europa appare ridotta a un cumulo di macerie e 
sembra completare il processo d’involuzione già in atto durante la prima
guerra mondiale. Perde così definitivamente il primato politico-economico
mondiale,che è assunto in gran parte dagli USA; a essi si contrappone
l’URSS, uscita vincitrice dopo essersi assunta il peso principale della
guerra  contro la Germania nazista,soprattutto grazie all’eroica resistenza
di Stalingrado.Infatti uno dei momenti di svolta della guerra è quello
in cui i Tedeschi lanciano l’attacco contro Stalingrado,città strategica
 dalla quale  pensano di organizzare la conquista di Mosca.
 Ma la strenua difesa  della città da parte dei Russi si rivela risolutiva
per i Sovietici .
             
Cap.29

Carolina taglia ogni rapporto con la famiglia e con la città d’origine.

                    Carolina ,che si era iscritta di malavoglia alla facoltà
di lingue di magistero,inaspettatamente ha intanto  conseguito
la laurea. Ha ottenuto  in premio dalla  famiglia,positivamente
sorpresa,un soggiorno a Parigi .Si è subito buttata a capofitto
nella vita mondana della Ville Lumière,decisa a prendere per
sempre le distanze da casa sua per non farci più ritorno. E in
questa attività del tutto nuova per lei  mostra  a sorpresa
straordinarie  abilità .In pochi giorni riesce a inserirsi negli
ambienti bene  di Paname,pur tradizionalmente chiusi agli estranei.
Evidentemente  anche quei giovani si lasciano irretire dal
fascino esotico italico e Carolina ne ha da vendere:è davvero
 molto graziosa e sa fare buon uso del suo gradevole aspetto.
E’ così che riesce a prolungare il suo soggiorno il tempo
sufficiente a sedurre un giovanotto che ha appena conosciuto ,
che ha deciso senza esitazione alcuna di farne il marito prescelto.
Cédric è un giovane  brillante,con una fitta rete di relazioni,
amicizie e,soprattutto, molto benestante. La smania di vivere,
la maniera diretta di soddisfarla,l’impazienza di esplorare la
diversità di Carolina gli rivelano un nuovo mondo,rispetto alle
ritualità  sofisticate delle giovani a cui è abituato,che lo
 incuriosisce e molto presto è proprio quel ciclone, che sembra
averlo investito cadendogli addosso direttamente da Marte,
che finisce per  conquistarlo  e fargli prendere la decisione suprema.
Una volta ottenuto anche il matrimonio ,Carolina si sente
definitivamente al sicuro,convinta di poter finalmente mettere
in atto quel suo fermo proposito che sembrava assolutamente
folle e improbabile  da realizzarsi. Infatti non farà più ritorno
al palazzetto di piazza dell’Unità,neppure per le visite agli
anziani   genitori ,che preferirà piuttosto  ospitare di tanto in
tanto nella sua prestigiosa abitazione della Ville Lumière,
vicino alla place des Vosges,dove si recheranno volentieri
di tanto in tanto nel tempo,anche per far visita ai due nipotini,
Didier e Chantal.
               
 Cap.30       

La Liberazione:divisione Nord/Sud del paese

   Il 1943 era stato un anno decisivo per il Paese. Mussolini era
 stato costretto a lasciare il governo a favore del maresciallo Badoglio,
un generale e politico italiano,senatore,che lo aveva guidato dal 25
luglio 1943 all'8 giugno 1944, per condurre il paese all'armistizio
dell’8 settembre 1943. La fuga del re,le ritorsioni dei Tedeschi,l'esercito
allo sbando avevano determinato la nascita della Resistenza. Le diverse
tendenze politiche si erano unite nel Comitato di liberazione nazionale
(Cln) per riscattare  l'Italia dalla barbarie nazifascista.
                             Nel settembre, il Paese si trova così diviso in due:
il centro - nord è occupato dai Nazisti che hanno riportato al
potere Mussolini (che governa nella Repubblica di Salò),mentre
nel Mezzogiorno le truppe alleate,sbarcate in Sicilia,hanno
restaurato il Regno d'Italia  sotto i Savoia. Il 10 luglio 1943  gli
Americani erano sbarcati sulle coste siciliane. Il contributo militare
partigiano non era stato risolutivo,ma certamente  eroico  e  prezioso:
 l'insurrezione proclamata dal Cln era riuscita,ad esempio,a liberare
Milano e le grandi  città del Nord  prima  dell'arrivo degli Americani
( 25 aprile 1945)..
                      Caduto il fascismo dopo l'armistizio del settembre '43
si era  dunque  subita anche l’onta dell’l'appendice della Repubblica
Sociale. il cui governo repubblicano aveva diviso in due l'Italia,con
 l’aggiunta del pesante  fardello da sopportare della condivisione della
 politica  tedesca di deportazioni di ebrei,zingari e omosessuali nonché
degli oppositori politici oltre alla drammatica responsabilità di aver
trascinato i ragazzi di Salò alla guerra civile contro i partigiani che
lottavano per il ritorno alla libertà  e contro l'invasore germanico.
              Al termine della guerra, in Italia,bisogna quindi ancora
 assistere all’atrocità delle vendette:Mussolini è fucilato dai
partigiani;fascisti e filofascisti sono oggetto di arresti e  fucilazioni
sommarie,in un sanguinoso clima di odio determinato dai massacri
e dalle  torture di cui si sono resi responsabili insieme con le SS
naziste operanti in Italia con l'appoggio dei repubblichini di Salò.
Anche di loro si è occupato Francesco De Gregori con il brano
Il cuoco di Salò”.
                       Mette un termine all'incubo nel nostro Paese solo la
liberazione  delle città del nord,nell'aprile 1945.

Cap.31

 Il ritorno degli scomparsi
            
                    Luca Falcone abitava  al quarto piano del palazzetto
all’angolo di piazza dell’Unità. E’lui che in tutti questi anni  si  è
 mantenuto  silenzioso,avaro di rapporti con gli altri condomini,
scontroso e un poco segreto e ora sembra,però,gioire del panorama
 generale che, all’apparenza ,è prossimo a un cambiamento. E’quell’
 artista che dipinge e soprattutto si  dedica alla scenografia teatrale .
oltre che a insegnare alla vicina Accademia  di via di Ripetta,per cui
 Carolina un tempo si dannava l’anima.  Eccolo riemergere dopo un
lungo periodo di clandestinità .E’ ormai un uomo maturo,che mantiene
 quel fascino di un tempo,ma con una luce nuova e gioiosa  nello sguardo .
 E’ potuto finalmente tornare ad abitare il suo appartamento nel palazzetto
 di piazza dell’Unità. E’lui che confida per primo,sollevato e fiducioso,
 le buone notizie della fine di  tutte le turpi tribolazioni all’unico abitante
 del condominio che gli ha da sempre  ispirato fiducia e simpatia,a Matilde,
la segretaria gentile dell’avvocato del primo piano,quando l’ha incontrata
 su per  le scale e che  accoglie quel gesto di evidente fiducia e bisogno di
 condivisione, a sua volta ,con  immediata gratitudine e conforto .
                           Che sollievo,dopo  quel periodo insopportabile in cui la
gentile segretaria  ha dovuto gestire con enorme sforzo di autocontrollo e
 in totale solitudine  la sua presenza nello studio dell’avv. Monteleone.
Specialmente dal momento  in cui i suoi  insopportabili figli avevano
 preso a frequentare di  nuovo e sempre più  spesso la casa paterna,e,di
 conseguenza,anche lo studio del padre,per affrontarlo con una
violenza  inaccettabile. Quando aveva accettato quel  lavoro,di
 cui  aveva  un’assoluta  necessità,non aveva avuto  un impatto
 dubbio con l’avvocato .L’aveva  trovato una persona cortese,
 corretta,con cui poter collaborare senza troppi   problemi. Ma
da quando i figli erano entrati a far parte delle squadracce
fasciste,soprattutto dopo il delitto Matteotti  e le leggi speciali,
la sua vita era diventata un inferno. Non tanto per semplici
difficoltà di lavoro intervenute,piuttosto che  per  dover  frequentare,
 proprio lei,quell’ambiente. Fino a che  la situazione era  arrivata al
 punto di rottura e l’intollerabilità l’aveva costretta  ad abbandonare
 il lavoro con un pretesto. Infatti il suo matrimonio con Filippo aveva
 potuto esser celebrato,dopo  aver riannodato pazientemente tutti i fili
che la guerra aveva spezzato.
                             Il giovanotto aveva infatti dovuto abbandonare 
gli studi per la chiamata alle armi,ma presto si era visto costretto a
disertare,per non essere riuscito a sopportare quella realtà  ed era
allora salito in  montagna per dare a suo modo un contributo. Tuttavia
la sua salute si era seriamente incrinata,con quella vita di stenti,di
 freddo  e di  fatiche. Aveva così finito per essere più di peso che di
aiuto per i suoi compagni di lotta. La triste decisione del ritorno a
casa a quel punto  non aveva più potuto essere rinviata. Quel ripiegamento
obbligato era stato,date le circostanze,percepito come un’intollerabile
debolezza,una sorta di colpo di grazia per il suo amor proprio. Era
 toccato allora a Matilde,la fidanzata, di aiutarlo con sensibilità e
discrezione a riprendersi fisicamente e psicologicamente. Mesi lunghi
 e bui di  sofferenza per entrambi che però alla fine avevano potuto
 essere  perfino coronati dal matrimonio. Un bel premio e meritato!
E quell’evento costruttivo  si era anche prestato ad essere un’utile scusa.
 Era stato presentato  infatti come la causa del trasferimento  di Matilde
 a Viterbo,dove la giovane coppia avrebbe dovuto fissare la propria  
residenza ,cosa che avrebbe perciò impedito la continuazione del
 rapporto di lavoro di lei presso lo studio dell’avvocato.
Mentre,nella realtà,entrambi sarebbero  andati ad abitare per un periodo,
 che non si sarebbe rivelato per niente breve,presso  la famiglia di lei,
in una zona  periferica al sud della città. Suo  padre,un docente appena
in pensione,è un  militante del P d A[1] e Matilde  ha avuto costantemente
 paura di rivelare anche  solo con una parola sfuggita o con un gesto
imprudente, lo spessore culturale e ideale della sua famiglia,in particolare
 del padre,determinando così per lui  la sentenza capitale e per i suoi una
sorte molto amara.
                               Ora,appena sentite alla radio le notizie
 della  Liberazione,Matilde si è rimessa in moto per ricostruire
 la sua vita  di lavoro. Ha pensato  addirittura di tornare a proporsi
 all’avv. Monteleone ,che ha  abbandonato soltanto  per la presenza
di  quei tangheri dei suoi figli. Ora certamente non  potranno più
costituire un  pericolo .Anzi risparmieranno di certo anche  la loro  
presenza,incapaci com’erano di rapporti d’affetto col padre. E
l’avvocato,probabilmente,sarà contento  di utilizzare di nuovo
la collaborazione di una segretaria capace come lei,del cui impegno 
era stato un tempo molto soddisfatto.
                     La rivelazione di Luca,incontrato dunque per caso su
per le scale , – che Roma è stata liberata –proprio quando Matilde
stava tornando allo studio dell’avvocato per riproporsi come segretaria,
l’ha definitivamente rasserenata per la conferma che ha costituito
della straordinaria notizia tanto  attesa. E la cosa più meravigliosa
 del suo gesto,Luca ne è convinto, sta nel  fatto che  gli è bastato,
per lasciarsi all’improvviso  finalmente andare a quell’annuncio,
registrare nel tempo inconsapevolmente l’atteggiamento
di grande dignità,di  riserbo,di Matilde per  leggere la sua diversità,
i valori veri praticati  da quella ragazza  nei comportamenti quotidiani
di un tempo,i  gesti più semplici e naturali di oggi.
                      Anche Luca infatti è riemerso da poco,dopo un lungo
 periodo di  clandestinità -durante la quale ha rischiato anche la
 cattura,la detenzione fatale in via Tasso e la definitiva condanna
alle Fosse Ardeatine -alla sua vita di un tempo. Ha  fatto parte delle
brigate di ‘Giustizia  e Libertà’e per  questo ha dovuto lasciare a
lungo deserto il  suo appartamento al quarto piano del palazzetto
di piazza dell’Unità  dove, alle  prime  notizie della  Liberazione ,
è ricomparso .
                   Pur  senza  avere  ancora  grandi elementi di conoscenza
  e di confidenza,Luca si augura in cuor suo che quella  scelta 
  importante e spontanea di apertura con l’incontro apparentemente
 fortuito su per le scale,possa segnare l’inizio di  un’amicizia solida
 e importante. Perché non  ne  può  più,lui ,di continuare con quella
 vita da eremita forzato. Ma come avrebbe potuto fare altrimenti  
 proprio con quegli altri abitanti del palazzo,se non prima chiudersi
 in un prudente riserbo e in una innaturale,forzata indifferenza per  
 poi scomparire? Certo  che anche all’Accademia le opportunità
 non erano state molto maggiori,soprattutto dopo l’espulsione dei
docenti ‘indesiderati’per l’applicazione delle leggi  speciali .
               E alla fine l’allontanamento forzato e la prolungata
 scomparsa inevitabile a causa del coinvolgimento nella lotta 
clandestina,malgrado le ansie,le tensioni,i pericoli,hanno  
costituito per lui,paradossalmente,il periodo di  massima socialità,
il terreno fertile nel quale  ritrovare la spinta all’azione,per provare
di nuovo  il piacere della condivisione degli aspetti preoccupanti
come di quelli  esaltanti della quotidianità .
               Per Matilde il suo è stato un gran segno del ritorno ad
una  normalità  più  accettabile, più  umana ,dunque più degna di
esser vissuta,visto che neppure nei decenni precedenti,anche lei,
aveva mai registrato più dello scambio di un saluto molto
distaccato e formale, con gli abitanti del palazzetto che aveva
l’occasione di incontrare su e giù per le scale.

Cap.32

La fine del conflitto armato apre ,per ben 40 anni,il duro confronto fra le due superpotenze emerse
– USA e URSS -  col nome di Guerra Fredda.

            Il confronto tra le due superpotenze,dopo la fine della guerra
 si sarebbe sviluppato per più di quarant'anni determinando un fenomeno
 che avrebbe preso il nome di  Guerra Fredda
 Infatti la guerra oltre a provocare immani distruzioni (soprattutto
nei paesi europei), ebbe profonde ripercussioni anche sulla struttura
del  sistema  internazionale. Uno degli effetti più importanti dei negoziati
di pace  fu infatti quello di stabilire la suddivisione dell’Europa in due
sfere di influenza: l’Occidente agli anglo-americani, l’Oriente all’URSS,
che si era affermata come la potenza militare antagonista agli Stati
Uniti. Infatti nell’Est europeo si sarebbe costituita una vera e propria
 alleanza militare, con il Patto di Varsavia (1955).e i principali paesi
 dell’Europa occidentale -tra cui l’Italia- avrebbero iniziato il loro
cammino verso l’integrazione europea e, sotto la guida degli Stati Uniti,
 si  sarebbero uniti in un’alleanza militare, la NATO (1949) . Sempre
 nello stesso anno, in una Germania occupata dalle forze vittoriose,
nascevano la Repubblica Federale Tedesca, nella sfera di influenza degli
Alleati, e la  Repubblica Democratica Tedesca, nell’orbita  sovietica.
Sostanzialmente la seconda guerra mondiale aveva diviso il continente in due,
 come affermò Churchill, una cortina di ferro separava l’Europa dell’Est da
quella dell’Ovest. Erano stati costituiti  insomma  due blocchi contrapposti,
 Est e Ovest appunto, intorno ai quali si sarebbe polarizzato  il sistema delle
 relazioni internazionali nel secondo dopoguerra ( fino al crollo dei regimi
comunisti, alla fine degli anni ’80):è da questo sistema che sarebbero scaturiti
i rapporti che andarono sotto il nome  di guerra fredda.
Se sul piano militare vi fu un equilibrio tra le due superpotenze ,in materia
 economica gli USA non ebbero rivali ed assursero alla leadership della
economia mondiale, come tra l’altro era stato stabilito  dagli accordi di
Bretton Woods.Una conferenza,(luglio 1944). alla quale avevano partecipato
 44 paesi, voluta dal presidente  americano Roosevel, allo scopo di ristabilire
un certo ordine anche  nel sistema economico internazionale. Al fine di
 incoraggiare la cooperazione monetaria e aiutare i paesi più colpiti dagli
eventi bellici nella loro ricostruzione, furono create, sempre nello stesso anno,
due importanti istituzioni: il Fondo Monetario Internazionale e la Banca
Mondiale, entrambe con sede a Washington e dominate dagli USA. Il Piano
Marshall, operativo dall’aprile del 1948, fu una conferma dell’avvenuta presa
di coscienza da parte degli americani della loro leadership mondiale.
L’allora Segretario di Stato americano George C. Marshall aveva denunciato
 davanti al Congresso lo stato di estremo disagio in cui versavano le economie
 dei paesi europei;così,forti della loro posizione, gli USA finirono per adottare
 l’European Recovery Program (ERP), il cui scopo era quello di aiutare la
ricostruzione delle disastrate economie dei paesi d’Europa. In realtà, gli aiuti
scaturiti dal piano Marshall sembrarono dettati più da ragioni strategiche che
economiche; gli americani miravano infatti a portare dalla loro parte tutti i
 paesi dell’Europa occidentale allo scopo di arrestare l’avanzata comunista.
Secondo alcuni analisti  fu proprio il piano Marshall a dare così avvio alla
guerra fredda. Ecco quindi come il sistema delle relazioni internazionali del
secondo dopoguerra si andò  polarizzando sui  due blocchi contrapposti di stati,
quello sovietico dell’Est e quello americano dell’Ovest, che avrebbero diviso
 l’Europa in due parti. In seguito  questo sistema della guerra fredda si estenderà
anche  fuori dall’Europa, dando vita a due universi ideologicamente in opposizione:
quello comunista guidato dall’URSS e quello capitalista e democratico guidato
 dagli USA. Da qui anche la nascita del Terzo Mondo, espressione che inizialmente
fu identificato con il movimento degli Stati non allineati rispetto ai blocchi raccolti
 intorno agli USA e all'URSS; in gran parte si trattava di nuovi paesi usciti dal
processo di decolonizzazione, ma non  mancarono grandi Stati che si rifiutarono
di entrare nell’orbita americana o sovietica come l’India, la Cina e la Iugoslavia.

Cap.33

Luca si riappropria anche della pittura.
                         
                                Luca,adesso sembra un’altra persona e non
 soltanto perché ha ormai l’aspetto dell’uomo maturo, ma per il
 fervore  nuovo  che anima  le sue giornate. Ha ripreso a dipingere
 e non solo scenografie. Le pareti dell’appartamento un tempo
 nude in armoniosa coerenza con lo stile di vita  di allora,sobrio,
addirittura severo,privo com’era di relazioni,di amicizia,si vanno
anche loro animando,coprendosi di quadri,di forme e di colori
trionfanti. Anche se  non si è mai sentito vicino ai futuristi ,
gli era proprio piaciuta quell’affermazione di Boccioni quando
aveva esclamato:”I campi,le casette,la quiete,il bosco,ecc.
tutto questo emporio di sentimentalismo moderno  mi
ha  stancato”E ora che,respirando a pieni polmoni Luca
può riprendere a passeggiare nella  città, si rende conto di
come lo interessi il lavoro degli artisti della scuola romana.
Con loro Roma declina tutte intere le sue generalità,esige
di essere identificata nei suoi luoghi deputati senza tuttavia
essere inquinata  da colore locale,contaminata dal pittoresco,
riscopre invece che affondare le radici  nei secoli non
impedisce di continuare a germogliare,nonostante tutto
quello che attorno o dall’interno sale,cerca di soffocarla,
di spezzarla. Insomma, proprio  lui che tanto si era infuriato
per la distruzione dei Borghi,adesso si sta chiarendo le idee
e si rende conto di quanto sia importante,perfino determinante
per  lui ,dunque per la sua espressione artistica,la salvaguardia
dell’ambiente. Non nel senso che le ferite inferte di tanto in
tanto alla città debbano essere ignorate,ma nel cercare di  
riassorbirle,con la rappresentazione di una continuità se non
 addirittura del sentimento della perennità. E’tutto  questo che
 il nuovo senso della libertà e l’amore ritrovato  per la sua città
 gli ha fatto scoprire con chiarezza.
                     Anche la stampa appare evidentemente liberata e si
 presenta ricca di notizie e di analisi accurate.

 Cap.34

Tensioni intorno al 17° parallelo.
                     
                    Nel 1945 il capo del PCV Ho  Chi Minh
forma un governo provvisorio che suscita l’ostilità
dei paesi occidentali sempre timorosi dell’avanzata
comunista in Asia e che sarà confermato dai risultati
elettorali nel gennaio 1946.
                     Nel 1946 iniziano le ostilità tra il FNL
del nord Vietnam e i Francesi aiutati dagli USA.
 1948:L’assassinio del Mahatma Gandhi.
 1950: l ‘India  diventa uno Stato federale, laico e parlamentare;
 gli stati sono organizzati su basi etniche e linguistiche.
La guerra in Vietnam guerra terminerà nel ’54:a Dien Bien
 Phu le truppe  dell’FNL e del Vietnam del Nord,comandate
dal gen. Giap infliggono una dura sconfitta all’esercito francese.
                E’ in quella data che ha luogo la Conferenza di Ginevra.
                 La penisola indocinese è divisa in tre stati indipendenti:
Laos,Cambogia,Vietnam.
                Il Vietnam è a sua volta diviso in due lungo il 17° parallelo:
del nord,repubblica democratica con capitale Hanoi guidata da
Ho Chi Minh;del sud, con capitale Saigon,con guida del cattolico
Ngo Dinh Diem,sotto controllo USA. E’ anche stabilito che, a breve,
 si sarebbero tenute libere elezioni in previsione della riunificazione.
                                Nel  1962 nel Vietnam del Sud aumenterà l’impegno
militare degli USA. I piloti dell'aeronautica statunitense bombarderanno
clandestinamente il Vietnam del Sud, in un tentativo di destabilizzare il
governo di Diem.Nel1963 Diem perde la presa sui rivoluzionari buddisti.
Kennedy è concorde con i generali sudvietnamiti per la rimozione di
Diem che viene poi assassinato in un colpo di stato militare.
                         Gli USA interverranno a sostegno di una dittatura
 militare  filo USA ,aiutando con soldati e denaro per fronteggiare
 la guerriglia dei Vietcong dell’FNL. Tutto si complica soprattutto
 nel’63 quando Diem ,al sud,sarà abbattuto dal colpo di stato che
porterà al potere il gen. Tien,mentre le truppe USA avrebbero
aumentato velocemente (il contingente sarebbe arrivato  nel ’67
 a ½ mil. di soldati.)senza tuttavia riuscire a indebolire la resistenza
Vietcong .
                  I giovani di tutto il mondo manifestano solidarietà per
il paese diviso dal 17° parallelo.

Cap.35

Il sor Armando scatena in solitario la sua fantasia creativa
                          
                         Il sor Armando sembra adesso come sollevato dal
 cambiamento che la fine della guerra ha determinato,imponendo
 anche la fine  del regime.
                  Per lui l’esperienza era stata particolarmente dura,molto
più dura che per i vicini del condominio,soprattutto a causa della
 moglie. La sora Camilla aveva infatti continuato a incassare
 imperturbabile le notizie che si susseguivano delle delazioni contro
 intere famiglie di ebrei,tanto che poi era sembrata impermeabile di
 fronte all’orrore delle deportazioni,soddisfatta piuttosto di avere
 finalmente per loro merito,il campo libero. E non avrebbe dovuto
 neppure subire il doloroso contrappeso che altrove,anche a Roma,
città aperta[2], la guerra avrebbe portato  con i bombardamenti –
 basti  pensare a quello di San Lorenzo.Scolpita nella memoria dei
romani  l’immagine del Papa Pio XII ,vestito di bianco,con le braccia
aperte,per lo sconforto,la desolazione,come le ali di un grande uccello
quando la termine del bombardamento si era recato a visitare le zone
colpite e aveva benedetto le vittime sul piazzale del Verano- mentre
il quartiere di Prati ,per la sua  contiguità col Vaticano sarebbe stato
risparmiato da tutti  gli attori  in campo. Anche il cantautore  romano
Francesco De Gregori ha voluto dedicare un ricordo al bombardamento
 di quel 19 luglio col brano San Lorenzo(“Cadevano le bombe
come neve/il 19 luglio a San Lorenzo).
      E’tuttavia consapevole e sente opprimente il senso di colpa
 per non aver fatto niente per opporsi,per far capire alla moglie
quanto il suo comportamento fosse intollerabile,pur essendone
lui per primo disgustato. E’consapevole della  sua debolezza e
ne prova profonda vergogna,sa di aver sempre subito le iniziative
di quella donna tanto diversa da lui e che fa fatica a sopportare ,
la cui arroganza non porta mai niente di buono,senza riuscire
 però a contrastarla. Non gli riesce che opporre passività e
silenzio .E’il prezzo molto alto che deve ormai pagare a vita
 per essersi lasciato sedurre in gioventù da quella ragazza tutta
 curve che un tempo è stata,incredibile a dirsi,la sua sposa.
 Perfino nel suo lavoro si è lasciato dominare dalla avidità
 insaziabile della moglie,lasciando che la natura commerciale
 avesse la meglio su quella creativa che invece ha sempre
 molto amato del suo mestiere.
                       La sua difesa alla fine è cominciata. Si sta
chiudendo sempre più in se stesso, e ha preso a rifugiarsi
 sempre più nel suo lavoro,rivalutando proprio quell’aspetto
creativo di artigiano che aveva finito negli ultimi anni per
trascurare ,nonostante fosse il volto della sua attività che più
lo faceva sentire realizzato e soddisfatto di sé. Ora ha preso il
“vizio”di portarsi  il lavoro a casa anche la domenica  e crea
strani oggetti di grande suggestione. E’talmente assorbito in
quella sua attività  appassionata che una  domenica mattina
si è alzato e subito si è  messo a lavorare;ha saltato la colazione
e si è anche dimenticato di rimettersi la dentiera ,rimasta
abbandonata nel bicchiere sul comodino. Nella sala da pranzo
dell’appartamento c’è un tavolo rotondo con inserti in legno
colorato sul piano che formano una ghirlanda di rose rosse
e  gialle inscritte in un cerchio d’avorio. E’un tavolo molto
vecchio,ma il piano è ancora in ottime condizioni. Però,
purtroppo,la robusta colonna che lo sostiene è in realtà resa
fragilissima da tutto l’intricato reticolo  interno di canalini
che i tarli  hanno scavato testardamente nel tempo. In un primo
momento il sor Armando ha pensato di recuperare all’uso il
suo bel tavolo,a cui è affezionato,svuotando i canalini del
 pulviscolo prodotto dal lavoro delle tenaci bestiole,ripulendoli
 così per aspirazione. Poi si è messo a riempirli di un miscuglio
 semiliquido di metalli  e fibre ,di cui solo lui conosce la composizione,
 praticando  numerose iniezioni. La gamba  del tavolo ne è uscita
 rafforzata,ma non abbastanza per servire all’uso in sicurezza. Il sor
 Armando si deve rassegnare a farla sostituire da un  amico restauratore.
 Ma non ci pensa neanche a sbarazzarsi della gamba  scartata. Ha
 un’idea  in testa niente male. La domenica successiva si dà un
 gran da fare  a sciogliere il  legname residuo. Una  volta terminata
 la paziente operazione e ripulita con  cura ,quell’anima  metallica
 che gli si rivela  ha l’aspetto suggestivo di  un’arborescenza fantastica,
come  se un pezzo di barriera corallina,un esotico  cespuglio  di coralli
 fosse  arrivato  dal lontano Pacifico per introdursi in casa sua e
 rallegrarlo  con la semplice presenza di sé..Come aver saputo tradurre
 in  materia i percorsi tortuosi e ciechi della vita intera del tarlo  .
                 Questa strategia difensiva ,questa reazione nel
 comportamento del marito,basta alla moglie per sentirsi sfuggire
 di mano il pieno controllo esercitato fino ad allora  su quell’uomo
 strano,che lei,del resto non ha mai capito,sempre chiuso in se stesso,
senz’altra passione se non la realizzazione di quegli oggetti  strani,
capaci di accendere una strana luce nei suoi  occhi. La sora Camilla
 non riesce  proprio  a sopportare questa situazione che si è venuta
 a creare con il nuovo atteggiamento del marito,senza più la sua
 rassegnata passività d’un tempo,ma con quella nuova  sorta di
ostentazione del distacco  e quel compiacimento nel rifugiarsi in
un mondo accessibile solo a lui,alla sua fantasia .E’al di là delle
 sue facoltà riuscire a capire come  il marito possa perdere tempo
 in  quelle che a lei appaiono vere bambinate,che cosa possa
 ricavare da tanto spreco di tempo e di fatica. Ma si limita  a
parlottare  tra sé. Non osa più scontrarsi direttamente  con lui.
 Ha paura di che cosa possa nascondersi di oscuro e pericoloso
 dietro una realtà  per lei assolutamente indecifrabile. Ancora
avrebbe potuto capire se gli fosse riuscito,ad esempio,il
restauro!Anche se si poteva ben permettere di affidare il tavolo
 direttamente al suo amico restauratore da subito. Ma insistere
a perdere l’intera domenica per ricavare una  matassa di ferraglie
è  qualcosa di assurdo,di inconcepibile. Non può certo neanche
venderla,anzi sembra voler tenere assolutamente per sé quelle
sue assurde  mostruosità.
                      Invece  il sor Armando è rasserenato,perché ora può
 spaziare,in questo modo,può sentirsi finalmente libero in quella
 dimensione che appartiene solo a lui.
        L’avv. Monteleone giorno dopo giorno continua a  inseguire
con ansia il fluire ricco e complesso delle notizie che danno della
situazione internazionale un’immagine quanto mai mutevole,
spesso contraddittoria.
       
Cap.36

L’attesa spasmodica dei risultati del referendum

              L’esito della giornata  elettorale del 2 giugno 1946  dedicata
 al referendum istituzionale monarchia – repubblica e all’elezione dei
 rappresentanti all’Assemblea costituente ha tenuto Luca col fiato
sospeso. Come tollerare la permanenza al Quirinale di  una famiglia
regnante come quella sabauda,dopo tutte le imprese devastanti
compiute,non ultima quella della fuga di Vittorio Emanuele III,
incurante della sorte così decretata per la figlia,consegnata in tal
modo alla sicura rappresaglia delle  SS tedesche?Ma dopo lunghe 
ore di ansie e tensioni provocate dalla grande incertezza che lo
scrutinio  delle schede determina,la valanga dei voti a favore della
Repubblica che arriva dalle province venete fa tirare un gran sospiro
 di sollievo,non soltanto a Luca.
               I risultati del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno
1946, indetto per determinare la forma di Stato da dare all'Italia
dopo la seconda  guerra mondiale infatti vede prevalere con un
margine alto  quanto inatteso la volontà dei cittadini favorevole
alla nascita della Repubblica Italiana. La Corte di Cassazione
proclama poco dopo i risultati. Successivamente,nel corso della
riunione del Consiglio dei ministri,il presidente A. de Gasperi,
prendendo atto del risultato,assume le funzioni di Capo provvisorio
dello Stato Repubblicano.
L'ex re Umberto II lascia volontariamente il paese il 13 giugno
1946,diretto a Cascais,una città nel sud del Portogallo.
             Il 2 giugno 1946, insieme con la scelta sulla forma dello
 Stato,i cittadini italiani - comprese le donne,che votano per la
 prima volta in una consultazione politica nazionale- eleggono
 anche i componenti dell'Assemblea Costituente per la redazione
 della nuova carta costituzionale.
 Il 28 giugno 1946,l’Assemblea Costituente elegge a Capo
Provvisorio dello Stato Enrico De Nicola.Con l'entrata in vigore
della nuova Costituzione della Repubblica Italiana,il 1º gennaio
1948, De  Nicola assume per primo le funzioni di Presidente della
Repubblica .Ora è davvero possibile cominciare a pensare alla
ricostruzione - pensa Luca finalmente sollevato.




[1] P. d A. = Partito d’Azione.


[2]L'espressione città aperta si riferisce a una città ceduta, per accordo esplicito o tacito tra le parti belligeranti, alle forze nemiche senza combattimenti con lo scopo di evitarne la distruzione.

Lo status viene attribuito tenendo conto del particolare interesse storico o culturale della città, oppure in virtù del consistente numero di civili presenti nella popolazione.

L'accesso del nemico alla città dichiarata "aperta" non deve incontrare resistenza;[secondo il diritto bellico  internazionale, infatti, "aperta" significa "aperta all'occupazione da parte del nemico".

Tale avrebbe dovuto essere lo status di Roma e non fu per tutta la città,ad esempio ,basti citare il bombardamento di San Lorenzo,che fu il quartiere più colpito dal primo bombardamento degli alleati mai effettuato su  Roma, insieme  al Tiburtino, al Prenestino, al Casilino,  al Labicano, al Tuscolano e  al Nomentano. Le 4.000 bombe (circa 1.060 tonnellate) sganciate sulla città provocarono circa 3.000 morti e 11.000 feriti, di cui 1.500 morti e  4.000 feriti nel solo quartiere di San Lorenzo.

Il 14 agosto 1943 il Governo Badoglio dichiarò Roma città aperta e il suo Ministro degli esteri Raffaele Guariglia, con l'aiuto della Santa Sede e del canale diplomatico dei paesi neutrali Svizzera e Portogallo, comunicò ai governi di Londra e Washington la nota ufficiale che conteneva tale dichiarazione.

Il Comando Supremo italiano ordinò immediatamente alle batterie antiaeree della zona di Roma di non reagire in caso di passaggio degli aerei nemici sulla città, comandò poi lo spostamento di sede dei comandi italiani e tedeschi e delle rispettive truppe, si impegnò a trasferire le infrastrutture militari e le fabbriche di armi e munizioni, e a non utilizzare il nodo ferroviario romano per scopi militari, di smistamento, di carico o scarico, e di deposito.

Ciò non impedì a Roma di venire bombardata dagli Alleati altre 51 volte sino al 4 giugno del 1944, giorno della sua Liberazione

Alcuni superstiti del bombardamento compaiono nel film-documentario Roma sotto le bombe dell'autore romano Pino Nazio, proiettato nel 2003 a piazzale Tiburtino in occasione del 60º anniversario della tragedia.


 



                                                      continua

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