Cap.27
L’esibizione
d’arroganza di Matteo
Il terzo piano è occupato dal gioielliere,
il sor Armando con quell’arpia della moglie,la sora
Camilla,che non fa che sputare veleno nei confronti
dei
commercianti ebrei,che qui in Prati costituiscono una
solida rete. Eppure l’attività del marito non sembra
temere concorrenza di sorta,appare florida e in
continua
espansione.
Sono una coppia sola,che dovrebbe al contrario,
cercare di inserirsi in un tessuto di amicizie per
riscaldarsi
al loro calore
.E in realtà è molto preoccupante il
fatto che
quest’ostilità sempre più palese contro gli Ebrei
sembri
crescere di giorno in giorno e dilagare nel
tessuto della città.
I giornali
adottano un tono sempre più cauto,che tuttavia
non riesce a
nascondere del tutto la preoccupazione.
Matteo Monteleone si
è organizzato da
tempo con camerati diversi da quelli dei fratelli. Tutti i
componenti del gruppo sono più giovani , più cattivi ,più
sicuri di sé. Non sembra conoscano dubbi o esitazioni
di sorta.
Altrettanto violenti dei più anziani,ma vandalici anche verso
le cose. Hanno
da poco preso di mira un negoziante ebreo
dell’abbigliamento,molto conosciuto e benestante. Si
sono
organizzati per colpirlo all’ora di chiusura del suo
negozio
nel quartiere .C’è ancora gente in strada che assiste sbalordita
e spaventata
allo scempio. Il gruppo dei cinque compari entra
di foga,sfondando e mandando in frantumi la porta di
vetro
all’ingresso,picchia in modo violento a pugni,ceffoni
e bastonate
il signor
Ismaele,senza risparmiare le giovani commesse, sfascia
tutta la merce che capita a tiro e,prima di
andarsene, conclude
l’infame impresa vuotando pure la cassa .
I passanti si sono trasformati in tante statue di sale,
nessuno si è mosso dal punto in cui si era trovato al
momento in cui
tutto è esploso,nessuno ha chiamato polizia,ambulanza
o qualsiasi
altro genere di
aiuto. Fino ad allora si era sentito solo parlare e poco
si era letto in
città degli assalti delle squadre che prendevano di
mira persone isolate,di punizioni,ma prevalentemente nei quartieri
popolari delle neonate periferie ,di notte e rivolti
contro le persone ,
con pestaggi e purghe. E’ la prima volta che i
passanti della
centrale via Cola di Rienzo assistono direttamente a
tanta violenza
in pieno centro,di giorno e con un’esibizione
sfacciata ,quasi col
gusto di mettersi in vetrina. Soprattutto è questo
gruppo che ha
esibito ,contemporaneamente al pestaggio insistito
sulle persone
il vandalismo sulle merci e,addirittura,la rapina del
denaro.
Anche dopo che se ne sono andati indisturbati
deve passare un po’ di tempo perché ci sia qualche
reazione e
l’organizzazione di un aiuto che permetta ai feriti di
raggiungere
il più vicino ospedale
di Santo Spirito. L’enorme esibizione di
crudeltà ha paralizzato proprio tutti,giovani e
vecchi,abitanti del
quartiere e gente di passaggio per gli acquisti. E i protagonisti
dell’indegna iniziativa ,ben protetti nella loro truce
arroganza
dallo scudo politico,non subiranno denunce neppure da
chi li
aveva facilmente riconosciuti e loro si erano mostrati
consapevoli
e molto rassicurati da quella protezione,tant’è,che si
erano presentati
di giorno e a volto sfacciatamente scoperto. Nel
quartiere le voci corrono,
anche se i giornali non sono molto puntuali nel
riportare queste notizie.
Cap.28
La resa della
Germania nello scenario europeo e del Giappone in quello asiatico
La
fine della seconda guerra mondiale :nello scenario europeo,nella
primavera
del’45 con la resa tedesca,in quello asiatico, nell’autunno dello
stesso anno,
con quella del Giappone.
Finirà
per configurarsi come il più grande
conflitto armato della
storia,costato
all'umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri
con
decine di milioni di morti. Le popolazioni civili si sono trovate
direttamente
coinvolte nello scontro,a causa dell'utilizzo di armi sempre
più
potenti e distruttive,dei pesanti bombardamenti contro obiettivi civili
effettuati
da entrambe le parti in conflitto. In particolare il Terzo Reich
si
rende responsabile dell’Olocausto,gli USA della bomba H su Hiroshima
e
Nagasaki.
Alla conclusione del conflitto sarà anche
evidente
un
tragico paradosso:quell’Europa ,rappresentata all’inizio soprattutto
dalla
Germania in nome di una supposta superiorità,al termine della
guerra,proprio
quell’Europa appare ridotta a un cumulo di macerie e
sembra
completare il processo d’involuzione già in atto durante la prima
guerra
mondiale. Perde così definitivamente il primato politico-economico
mondiale,che
è assunto in gran parte dagli USA; a essi si contrappone
l’URSS,
uscita vincitrice dopo essersi assunta il peso principale della
guerra contro la Germania nazista,soprattutto grazie
all’eroica resistenza
di
Stalingrado.Infatti uno dei momenti di svolta della guerra è quello
in cui i Tedeschi lanciano l’attacco contro
Stalingrado,città strategica
dalla quale pensano di organizzare la conquista di Mosca.
Ma la strenua difesa della città da parte dei Russi si rivela
risolutiva
per i Sovietici .
Cap.29
Carolina
taglia ogni rapporto con la famiglia e con la città d’origine.
Carolina ,che si era
iscritta di malavoglia alla facoltà
di lingue di
magistero,inaspettatamente ha intanto
conseguito
la laurea.
Ha ottenuto in premio dalla famiglia,positivamente
sorpresa,un
soggiorno a Parigi .Si è subito buttata a capofitto
nella vita
mondana della Ville Lumière,decisa a prendere per
sempre le
distanze da casa sua per non farci più ritorno. E in
questa
attività del tutto nuova per lei
mostra a sorpresa
straordinarie abilità .In pochi giorni riesce a inserirsi
negli
ambienti
bene di Paname,pur tradizionalmente
chiusi agli estranei.
Evidentemente anche quei giovani si lasciano irretire dal
fascino
esotico italico e Carolina ne ha da vendere:è davvero
molto graziosa e sa fare buon uso del suo
gradevole aspetto.
E’ così che
riesce a prolungare il suo soggiorno il tempo
sufficiente
a sedurre un giovanotto che ha appena conosciuto ,
che ha
deciso senza esitazione alcuna di farne il marito prescelto.
Cédric è un
giovane brillante,con una fitta rete di
relazioni,
amicizie
e,soprattutto, molto benestante. La smania di vivere,
la maniera
diretta di soddisfarla,l’impazienza di esplorare la
diversità di
Carolina gli rivelano un nuovo mondo,rispetto alle
ritualità sofisticate delle giovani a cui è abituato,che
lo
incuriosisce e molto presto è proprio quel
ciclone, che sembra
averlo
investito cadendogli addosso direttamente da Marte,
che finisce
per conquistarlo e fargli prendere la decisione suprema.
Una volta
ottenuto anche il matrimonio ,Carolina si sente
definitivamente
al sicuro,convinta di poter finalmente mettere
in atto quel
suo fermo proposito che sembrava assolutamente
folle e
improbabile da realizzarsi. Infatti non
farà più ritorno
al
palazzetto di piazza dell’Unità,neppure per le visite agli
anziani genitori ,che preferirà piuttosto ospitare di tanto in
tanto nella
sua prestigiosa abitazione della Ville Lumière,
vicino alla
place des Vosges,dove si recheranno volentieri
di tanto in
tanto nel tempo,anche per far visita ai due nipotini,
Didier e
Chantal.
Cap.30
La Liberazione:divisione Nord/Sud del paese
Il 1943 era
stato un anno decisivo per il Paese. Mussolini era
stato costretto
a lasciare il governo a favore del maresciallo Badoglio,
un
generale e politico italiano,senatore,che lo aveva guidato dal 25
luglio
1943 all'8 giugno 1944, per condurre il paese all'armistizio
dell’8
settembre 1943. La fuga del re,le ritorsioni dei Tedeschi,l'esercito
allo sbando avevano determinato la nascita della
Resistenza. Le diverse
tendenze politiche si erano unite nel Comitato di
liberazione nazionale
(Cln) per riscattare l'Italia dalla barbarie nazifascista.
Nel
settembre, il Paese si trova così diviso in due:
il centro - nord è occupato dai Nazisti che hanno riportato al
potere Mussolini (che governa nella Repubblica di Salò),mentre
nel Mezzogiorno le truppe alleate,sbarcate in Sicilia,hanno
restaurato il Regno d'Italia sotto i
Savoia. Il 10 luglio 1943 gli
Americani erano sbarcati sulle coste siciliane. Il contributo militare
partigiano non era stato risolutivo,ma certamente eroico e prezioso:
l'insurrezione proclamata dal Cln era
riuscita,ad esempio,a liberare
Milano e le grandi città del
Nord prima dell'arrivo degli Americani
( 25 aprile 1945)..
Caduto il
fascismo dopo l'armistizio del settembre '43
si era dunque subita anche l’onta dell’l'appendice della
Repubblica
Sociale. il cui governo repubblicano aveva diviso in due l'Italia,con
l’aggiunta del pesante fardello da sopportare della condivisione
della
politica tedesca di deportazioni di ebrei,zingari e
omosessuali nonché
degli oppositori politici oltre alla drammatica responsabilità di aver
trascinato i ragazzi di Salò alla
guerra civile contro i partigiani che
lottavano per il ritorno alla libertà
e contro l'invasore germanico.
Al termine della
guerra, in Italia,bisogna quindi ancora
assistere all’atrocità delle
vendette:Mussolini è fucilato dai
partigiani;fascisti e filofascisti sono oggetto di arresti e fucilazioni
sommarie,in un sanguinoso clima di odio determinato dai massacri
e dalle torture di cui si sono resi
responsabili insieme con le SS
naziste operanti in Italia con l'appoggio dei repubblichini di Salò.
Anche di loro si è occupato Francesco De Gregori
con il brano
“Il cuoco di Salò”.
Mette un
termine all'incubo nel nostro Paese solo la
liberazione delle città del
nord,nell'aprile 1945.
Cap.31
Il ritorno degli scomparsi
Luca Falcone abitava al quarto
piano del palazzetto
all’angolo di piazza dell’Unità. E’lui che in tutti
questi anni si è
mantenuto silenzioso,avaro di rapporti con gli altri
condomini,
scontroso e un poco segreto e ora sembra,però,gioire
del panorama
generale che,
all’apparenza ,è prossimo a un cambiamento. E’quell’
artista che
dipinge e soprattutto si dedica alla
scenografia teatrale .
oltre che a insegnare alla vicina Accademia di via di Ripetta,per cui
Carolina un
tempo si dannava l’anima. Eccolo
riemergere dopo un
lungo periodo di clandestinità .E’ ormai un uomo
maturo,che mantiene
quel fascino di
un tempo,ma con una luce nuova e gioiosa nello sguardo .
E’ potuto
finalmente tornare ad abitare il suo appartamento nel palazzetto
di piazza
dell’Unità. E’lui che confida per primo,sollevato e fiducioso,
le buone
notizie della fine di tutte le turpi
tribolazioni all’unico abitante
del condominio
che gli ha da sempre ispirato fiducia e
simpatia,a Matilde,
la segretaria gentile dell’avvocato del primo
piano,quando l’ha incontrata
su per le scale e che accoglie quel gesto di evidente fiducia e bisogno
di
condivisione, a
sua volta ,con immediata gratitudine e
conforto .
Che sollievo,dopo quel periodo insopportabile in cui la
gentile segretaria ha dovuto gestire con enorme sforzo di
autocontrollo e
in totale
solitudine la sua presenza nello studio
dell’avv. Monteleone.
Specialmente dal momento in cui i suoi
insopportabili figli avevano
preso a
frequentare di nuovo e sempre più spesso la casa paterna,e,di
conseguenza,anche lo studio del padre,per
affrontarlo con una
violenza inaccettabile. Quando aveva accettato
quel lavoro,di
cui aveva
un’assoluta necessità,non aveva
avuto un impatto
dubbio con l’avvocato
.L’aveva trovato una persona cortese,
corretta,con
cui poter collaborare senza troppi problemi. Ma
da quando i figli erano entrati a far parte delle
squadracce
fasciste,soprattutto dopo il delitto Matteotti e le leggi speciali,
la sua vita era diventata un inferno. Non tanto per
semplici
difficoltà di lavoro intervenute,piuttosto che per dover
frequentare,
proprio
lei,quell’ambiente. Fino a che la
situazione era arrivata al
punto di rottura
e l’intollerabilità l’aveva costretta ad
abbandonare
il lavoro con
un pretesto. Infatti il suo matrimonio con Filippo aveva
potuto esser
celebrato,dopo aver riannodato pazientemente
tutti i fili
che la guerra aveva spezzato.
Il giovanotto
aveva infatti dovuto abbandonare
gli studi per la chiamata alle armi,ma presto si era
visto costretto a
disertare,per non essere riuscito a sopportare quella
realtà ed era
allora salito in
montagna per dare a suo modo un contributo. Tuttavia
la sua salute si era seriamente incrinata,con quella
vita di stenti,di
freddo e di
fatiche. Aveva così finito per essere più di peso che di
aiuto per i suoi compagni di lotta. La triste
decisione del ritorno a
casa a quel punto
non aveva più potuto essere rinviata. Quel ripiegamento
obbligato era stato,date le circostanze,percepito come
un’intollerabile
debolezza,una sorta di colpo di grazia per il suo amor
proprio. Era
toccato allora
a Matilde,la fidanzata, di aiutarlo con sensibilità e
discrezione a riprendersi fisicamente e
psicologicamente. Mesi lunghi
e bui di sofferenza per entrambi che però alla fine
avevano potuto
essere perfino coronati dal matrimonio. Un bel
premio e meritato!
E quell’evento costruttivo si era anche prestato ad essere un’utile scusa.
Era stato
presentato infatti come la causa del
trasferimento di Matilde
a Viterbo,dove
la giovane coppia avrebbe dovuto fissare la propria
residenza ,cosa che avrebbe perciò impedito la
continuazione del
rapporto di
lavoro di lei presso lo studio dell’avvocato.
Mentre,nella realtà,entrambi sarebbero andati ad abitare per un periodo,
che non si
sarebbe rivelato per niente breve,presso la famiglia di lei,
in una zona
periferica al sud della città. Suo padre,un docente appena
in pensione,è un militante del P d A[1] e
Matilde ha avuto costantemente
paura di
rivelare anche solo con una parola
sfuggita o con un gesto
imprudente, lo spessore culturale e ideale della sua
famiglia,in particolare
del
padre,determinando così per lui la
sentenza capitale e per i suoi una
sorte molto amara.
Ora,appena
sentite alla radio le notizie
della Liberazione,Matilde si è rimessa in moto per ricostruire
la sua vita di lavoro. Ha pensato addirittura di tornare a proporsi
all’avv. Monteleone
,che ha abbandonato soltanto per la presenza
di quei tangheri
dei suoi figli. Ora certamente non potranno più
costituire un pericolo .Anzi risparmieranno di certo
anche la loro
presenza,incapaci com’erano di rapporti d’affetto col
padre. E
l’avvocato,probabilmente,sarà contento di utilizzare di nuovo
la collaborazione di una segretaria capace come lei,del
cui impegno
era stato un tempo molto soddisfatto.
La rivelazione di Luca,incontrato dunque per caso su
per le scale , – che Roma è stata liberata –proprio quando
Matilde
stava tornando allo studio dell’avvocato per
riproporsi come segretaria,
l’ha definitivamente rasserenata per la conferma che
ha costituito
della straordinaria notizia tanto attesa. E la cosa più meravigliosa
del suo gesto,Luca
ne è convinto, sta nel fatto che gli è bastato,
per lasciarsi all’improvviso finalmente andare a quell’annuncio,
registrare nel tempo inconsapevolmente l’atteggiamento
di grande dignità,di riserbo,di Matilde per leggere la sua diversità,
i valori veri praticati da quella ragazza nei comportamenti quotidiani
di un tempo,i gesti più semplici e naturali di oggi.
Anche Luca infatti è riemerso da
poco,dopo un lungo
periodo di clandestinità -durante la quale ha rischiato
anche la
cattura,la
detenzione fatale in via Tasso e la definitiva condanna
alle Fosse Ardeatine -alla sua vita di un tempo. Ha fatto parte delle
brigate di ‘Giustizia e Libertà’e per questo ha dovuto lasciare a
lungo deserto il suo appartamento al quarto piano del
palazzetto
di piazza dell’Unità
dove, alle prime notizie della
Liberazione ,
è ricomparso .
Pur senza avere
ancora grandi elementi di
conoscenza
e di confidenza,Luca si augura in cuor suo che
quella scelta
importante e
spontanea di apertura con l’incontro apparentemente
fortuito su per
le scale,possa segnare l’inizio di un’amicizia
solida
e importante. Perché
non ne può più,lui
,di continuare con quella
vita da eremita
forzato. Ma come avrebbe potuto fare altrimenti
proprio con
quegli altri abitanti del palazzo,se non prima chiudersi
in un prudente riserbo
e in una innaturale,forzata indifferenza per
poi scomparire?
Certo che anche all’Accademia le
opportunità
non erano state
molto maggiori,soprattutto dopo l’espulsione dei
docenti ‘indesiderati’per l’applicazione delle leggi speciali .
E
alla fine l’allontanamento forzato e la prolungata
scomparsa inevitabile
a causa del coinvolgimento nella lotta
clandestina,malgrado le ansie,le tensioni,i pericoli,hanno
costituito per lui,paradossalmente,il periodo di massima socialità,
il terreno fertile nel quale ritrovare la spinta all’azione,per provare
di nuovo il
piacere della condivisione degli aspetti preoccupanti
come di quelli esaltanti della quotidianità .
Per
Matilde il suo è stato un gran segno del ritorno ad
una normalità più
accettabile, più umana ,dunque più
degna di
esser vissuta,visto che neppure nei decenni
precedenti,anche lei,
aveva mai registrato più dello scambio di un saluto
molto
distaccato e formale, con gli abitanti del palazzetto
che aveva
l’occasione di incontrare su e giù per le scale.
Cap.32
La fine del
conflitto armato apre ,per ben 40 anni,il duro confronto fra le due
superpotenze emerse
– USA e URSS - col nome di Guerra Fredda.
Il confronto tra le due
superpotenze,dopo la fine della guerra
si sarebbe sviluppato per più di quarant'anni
determinando un fenomeno
che avrebbe preso il nome di Guerra Fredda
Infatti la guerra oltre a provocare immani
distruzioni (soprattutto
nei paesi
europei), ebbe profonde ripercussioni anche sulla struttura
del sistema internazionale. Uno degli effetti più
importanti dei negoziati
di pace fu infatti quello di stabilire la suddivisione
dell’Europa in due
sfere di influenza:
l’Occidente agli anglo-americani, l’Oriente all’URSS,
che si era
affermata come la potenza militare antagonista agli Stati
Uniti. Infatti
nell’Est europeo si sarebbe costituita una vera e propria
alleanza militare, con il Patto di Varsavia
(1955).e i principali paesi
dell’Europa occidentale -tra cui l’Italia-
avrebbero iniziato il loro
cammino verso
l’integrazione europea e, sotto la guida degli Stati Uniti,
si
sarebbero uniti in un’alleanza militare, la NATO (1949) . Sempre
nello stesso anno, in una Germania occupata
dalle forze vittoriose,
nascevano la
Repubblica Federale Tedesca, nella sfera di influenza degli
Alleati, e la Repubblica Democratica Tedesca, nell’orbita sovietica.
Sostanzialmente
la seconda guerra mondiale aveva diviso il continente in due,
come affermò Churchill, una cortina di ferro separava l’Europa dell’Est da
quella
dell’Ovest. Erano stati costituiti insomma
due blocchi contrapposti,
Est e Ovest appunto, intorno ai quali si sarebbe
polarizzato il sistema delle
relazioni internazionali nel secondo
dopoguerra ( fino al crollo dei regimi
comunisti, alla
fine degli anni ’80):è da questo sistema che sarebbero scaturiti
i rapporti che
andarono sotto il nome di guerra fredda.
Se sul piano
militare vi fu un equilibrio tra le due superpotenze ,in materia
economica gli USA non ebbero rivali ed
assursero alla leadership della
economia
mondiale, come tra l’altro era stato stabilito dagli accordi di
Bretton Woods.Una
conferenza,(luglio 1944). alla quale avevano partecipato
44 paesi, voluta dal presidente americano Roosevel, allo scopo di ristabilire
un certo ordine
anche nel sistema economico
internazionale. Al fine di
incoraggiare la cooperazione monetaria e
aiutare i paesi più colpiti dagli
eventi bellici
nella loro ricostruzione, furono create, sempre nello stesso anno,
due importanti
istituzioni: il Fondo
Monetario Internazionale e la Banca
Mondiale, entrambe con sede a Washington e dominate
dagli USA. Il Piano
Marshall, operativo dall’aprile del 1948, fu una
conferma dell’avvenuta presa
di coscienza da
parte degli americani della loro leadership mondiale.
L’allora
Segretario di Stato americano George C. Marshall aveva denunciato
davanti al Congresso lo stato di estremo
disagio in cui versavano le economie
dei paesi europei;così,forti della loro
posizione, gli USA finirono per adottare
l’European Recovery Program (ERP), il cui scopo era quello di aiutare la
ricostruzione
delle disastrate economie dei paesi d’Europa. In realtà, gli aiuti
scaturiti dal
piano Marshall sembrarono dettati più da ragioni strategiche che
economiche; gli
americani miravano infatti a portare dalla loro parte tutti i
paesi dell’Europa occidentale allo scopo di
arrestare l’avanzata comunista.
Secondo alcuni
analisti fu proprio il piano Marshall a
dare così avvio alla
guerra
fredda. Ecco quindi come il sistema delle
relazioni internazionali del
secondo
dopoguerra si andò polarizzando sui due blocchi contrapposti di stati,
quello sovietico
dell’Est e quello americano dell’Ovest, che avrebbero diviso
l’Europa in due parti. In seguito questo sistema della guerra fredda si
estenderà
anche fuori dall’Europa, dando vita a due universi ideologicamente in opposizione:
quello comunista
guidato dall’URSS e quello capitalista e democratico guidato
dagli USA. Da qui anche la nascita del Terzo Mondo, espressione che inizialmente
fu identificato
con il movimento degli Stati non
allineati rispetto ai blocchi
raccolti
intorno agli USA e all'URSS; in gran parte si
trattava di nuovi paesi usciti dal
processo di
decolonizzazione, ma non mancarono
grandi Stati che si rifiutarono
di entrare
nell’orbita americana o sovietica come l’India, la Cina e la Iugoslavia.
Cap.33
Luca
si riappropria anche della pittura.
Luca,adesso sembra
un’altra persona e non
soltanto perché
ha ormai l’aspetto dell’uomo maturo, ma per il
fervore nuovo
che anima le sue giornate. Ha
ripreso a dipingere
e non solo
scenografie. Le pareti dell’appartamento un tempo
nude in
armoniosa coerenza con lo stile di vita
di allora,sobrio,
addirittura severo,privo com’era di relazioni,di
amicizia,si vanno
anche loro animando,coprendosi di quadri,di forme e di
colori
trionfanti. Anche se
non si è mai sentito vicino ai futuristi
,
gli era proprio piaciuta quell’affermazione di Boccioni quando
aveva esclamato:”I campi,le casette,la quiete,il
bosco,ecc.
tutto questo emporio di sentimentalismo moderno mi
ha stancato”E
ora che,respirando a pieni polmoni Luca
può riprendere a passeggiare nella città, si rende conto di
come lo interessi il lavoro degli artisti della scuola
romana.
Con loro Roma declina tutte intere le sue generalità,esige
di essere identificata nei suoi luoghi deputati senza
tuttavia
essere inquinata da colore locale,contaminata dal pittoresco,
riscopre invece che affondare le radici nei secoli non
impedisce di continuare a germogliare,nonostante tutto
quello che attorno o dall’interno sale,cerca di
soffocarla,
di spezzarla. Insomma, proprio lui che tanto si era infuriato
per la distruzione dei Borghi,adesso si sta chiarendo
le idee
e si rende conto di quanto sia importante,perfino determinante
per lui ,dunque
per la sua espressione artistica,la salvaguardia
dell’ambiente. Non nel senso che le ferite inferte di
tanto in
tanto alla città debbano essere ignorate,ma nel
cercare di
riassorbirle,con la rappresentazione di una continuità
se non
addirittura del
sentimento della perennità. E’tutto
questo che
il nuovo senso
della libertà e l’amore ritrovato per la
sua città
gli ha fatto
scoprire con chiarezza.
Anche la stampa appare evidentemente liberata e si
presenta ricca
di notizie e di analisi accurate.
Cap.34
Tensioni
intorno al 17° parallelo.
Nel 1945 il capo del PCV
Ho Chi Minh
forma un governo provvisorio che suscita l’ostilità
dei paesi occidentali sempre timorosi dell’avanzata
comunista in Asia e che sarà confermato dai risultati
elettorali nel gennaio 1946.
Nel 1946 iniziano le ostilità tra il FNL
del nord Vietnam e i Francesi aiutati dagli USA.
1948:L’assassinio
del Mahatma Gandhi.
1950: l ‘India diventa uno Stato federale, laico e
parlamentare;
gli stati sono
organizzati su basi etniche e linguistiche.
La guerra in Vietnam guerra terminerà nel ’54:a Dien Bien
Phu le truppe dell’FNL e del Vietnam del Nord,comandate
dal gen. Giap infliggono una dura sconfitta all’esercito francese.
E’ in quella data che
ha luogo la Conferenza di Ginevra.
La penisola
indocinese è divisa in tre stati indipendenti:
Laos,Cambogia,Vietnam.
Il Vietnam è a sua
volta diviso in due lungo il 17° parallelo:
del nord,repubblica democratica con capitale Hanoi guidata da
Ho Chi Minh;del sud, con capitale Saigon,con guida del cattolico
Ngo Dinh Diem,sotto controllo USA. E’ anche stabilito che, a breve,
si sarebbero tenute libere elezioni
in previsione della riunificazione.
Nel 1962
nel Vietnam del Sud aumenterà l’impegno
militare degli USA. I piloti dell'aeronautica statunitense bombarderanno
militare degli USA. I piloti dell'aeronautica statunitense bombarderanno
clandestinamente
il Vietnam del Sud, in un tentativo di destabilizzare il
governo di
Diem.Nel1963 Diem perde la presa
sui rivoluzionari buddisti.
Kennedy è
concorde con i generali sudvietnamiti per la rimozione di
Diem che viene poi
assassinato in un colpo di stato militare.
Gli USA interverranno
a sostegno di una dittatura
militare
filo USA ,aiutando con soldati e denaro per fronteggiare
la guerriglia dei Vietcong dell’FNL. Tutto si
complica soprattutto
nel’63 quando Diem ,al sud,sarà abbattuto dal
colpo di stato che
porterà al potere il gen. Tien,mentre le
truppe USA avrebbero
aumentato velocemente (il contingente sarebbe
arrivato nel ’67
a
½ mil. di soldati.)senza tuttavia riuscire a indebolire la resistenza
Vietcong .
I giovani di tutto
il mondo manifestano solidarietà per
il paese diviso dal 17° parallelo.
Cap.35
Il
sor Armando scatena in solitario la sua fantasia creativa
Il sor Armando sembra adesso
come sollevato dal
cambiamento che
la fine della guerra ha determinato,imponendo
anche la fine del regime.
Per lui l’esperienza era stata particolarmente dura,molto
più dura che per i vicini del condominio,soprattutto a
causa della
moglie. La sora
Camilla aveva infatti continuato a incassare
imperturbabile le
notizie che si susseguivano delle delazioni contro
intere famiglie
di ebrei,tanto che poi era sembrata impermeabile di
fronte all’orrore
delle deportazioni,soddisfatta piuttosto di avere
finalmente per
loro merito,il campo libero. E non avrebbe dovuto
neppure subire
il doloroso contrappeso che altrove,anche a Roma,
“città aperta”[2], la
guerra avrebbe portato con i
bombardamenti –
basti pensare a quello di San Lorenzo.Scolpita
nella memoria dei
romani l’immagine
del Papa Pio XII ,vestito di bianco,con le braccia
aperte,per lo sconforto,la desolazione,come le ali di un
grande uccello
quando la termine del bombardamento si era recato a
visitare le zone
colpite e aveva benedetto le vittime sul piazzale del
Verano- mentre
il quartiere di Prati ,per la sua contiguità col Vaticano sarebbe stato
risparmiato da tutti gli attori
in campo. Anche il cantautore
romano
Francesco De Gregori ha voluto
dedicare un ricordo al bombardamento
di quel 19 luglio col brano San Lorenzo(“Cadevano
le bombe
come neve/il 19 luglio a San Lorenzo).
E’tuttavia
consapevole e sente opprimente il senso di colpa
per non aver
fatto niente per opporsi,per far capire alla moglie
quanto il suo comportamento fosse intollerabile,pur essendone
lui per primo disgustato. E’consapevole della sua debolezza e
ne prova profonda vergogna,sa di aver sempre subito le
iniziative
di quella donna tanto diversa da lui e che fa fatica a
sopportare ,
la cui arroganza non porta mai niente di buono,senza
riuscire
però a
contrastarla. Non gli riesce che opporre passività e
silenzio .E’il prezzo molto alto che deve ormai pagare
a vita
per essersi
lasciato sedurre in gioventù da quella ragazza tutta
curve che un
tempo è stata,incredibile a dirsi,la sua sposa.
Perfino nel suo
lavoro si è lasciato dominare dalla avidità
insaziabile della
moglie,lasciando che la natura commerciale
avesse la
meglio su quella creativa che invece ha sempre
molto amato del
suo mestiere.
La sua difesa alla fine è cominciata. Si sta
chiudendo sempre più in se stesso, e ha preso a rifugiarsi
sempre più nel
suo lavoro,rivalutando proprio quell’aspetto
creativo di artigiano che aveva finito negli ultimi
anni per
trascurare ,nonostante fosse il volto della sua attività
che più
lo faceva sentire realizzato e soddisfatto di sé. Ora
ha preso il
“vizio”di portarsi il lavoro a casa anche la domenica e crea
strani oggetti di grande suggestione. E’talmente
assorbito in
quella sua attività appassionata che una domenica mattina
si è alzato e subito si è messo a lavorare;ha saltato la colazione
e si è anche dimenticato di rimettersi la dentiera
,rimasta
abbandonata nel bicchiere sul comodino. Nella sala da
pranzo
dell’appartamento c’è un tavolo rotondo con inserti in
legno
colorato sul piano che formano una ghirlanda di rose
rosse
e gialle
inscritte in un cerchio d’avorio. E’un tavolo molto
vecchio,ma il piano è ancora in ottime condizioni.
Però,
purtroppo,la robusta colonna che lo sostiene è in
realtà resa
fragilissima da tutto l’intricato reticolo interno di canalini
che i tarli hanno scavato testardamente nel tempo. In un
primo
momento il sor Armando ha pensato di recuperare
all’uso il
suo bel tavolo,a cui è affezionato,svuotando i
canalini del
pulviscolo
prodotto dal lavoro delle tenaci bestiole,ripulendoli
così per
aspirazione. Poi si è messo a riempirli di un miscuglio
semiliquido di
metalli e fibre ,di cui solo lui conosce
la composizione,
praticando numerose iniezioni. La gamba del tavolo ne è uscita
rafforzata,ma
non abbastanza per servire all’uso in sicurezza. Il sor
Armando si deve
rassegnare a farla sostituire da un amico restauratore.
Ma non ci pensa
neanche a sbarazzarsi della gamba scartata.
Ha
un’idea in testa niente male. La domenica successiva
si dà un
gran da fare a sciogliere il legname residuo. Una volta terminata
la paziente
operazione e ripulita con cura
,quell’anima metallica
che gli si
rivela ha l’aspetto suggestivo di un’arborescenza fantastica,
come se un pezzo
di barriera corallina,un esotico
cespuglio di coralli
fosse arrivato dal lontano Pacifico per introdursi in casa
sua e
rallegrarlo con la semplice presenza di sé..Come aver
saputo tradurre
in materia i percorsi tortuosi e ciechi della
vita intera del tarlo .
Questa strategia difensiva ,questa reazione nel
comportamento
del marito,basta alla moglie per sentirsi sfuggire
di mano il
pieno controllo esercitato fino ad allora
su quell’uomo
strano,che
lei,del resto non ha mai capito,sempre chiuso in se stesso,
senz’altra passione se non la realizzazione di quegli
oggetti strani,
capaci di accendere una strana luce nei suoi occhi. La sora Camilla
non riesce proprio a sopportare questa situazione che si è venuta
a creare con il
nuovo atteggiamento del marito,senza più la sua
rassegnata
passività d’un tempo,ma con quella nuova
sorta di
ostentazione del distacco e quel compiacimento nel rifugiarsi in
un mondo accessibile solo a lui,alla sua fantasia
.E’al di là delle
sue facoltà
riuscire a capire come il marito possa
perdere tempo
in quelle che a lei appaiono vere bambinate,che
cosa possa
ricavare da
tanto spreco di tempo e di fatica. Ma si limita
a
parlottare tra
sé. Non osa più scontrarsi direttamente con lui.
Ha paura di che
cosa possa nascondersi di oscuro e pericoloso
dietro una
realtà per lei assolutamente
indecifrabile. Ancora
avrebbe potuto capire se gli fosse riuscito,ad
esempio,il
restauro!Anche se si poteva ben permettere di affidare
il tavolo
direttamente al
suo amico restauratore da subito. Ma insistere
a perdere l’intera domenica per ricavare una matassa di ferraglie
è qualcosa di
assurdo,di inconcepibile. Non può certo neanche
venderla,anzi sembra voler tenere assolutamente per sé
quelle
sue assurde
mostruosità.
Invece il sor Armando è
rasserenato,perché ora può
spaziare,in
questo modo,può sentirsi finalmente libero in quella
dimensione che
appartiene solo a lui.
L’avv. Monteleone
giorno dopo giorno continua a inseguire
con ansia il fluire ricco e complesso delle notizie
che danno della
situazione internazionale un’immagine quanto mai mutevole,
spesso contraddittoria.
Cap.36
L’attesa
spasmodica dei risultati del referendum
L’esito della
giornata elettorale del 2 giugno 1946 dedicata
al referendum istituzionale
monarchia – repubblica e all’elezione dei
rappresentanti all’Assemblea
costituente ha tenuto Luca col fiato
sospeso. Come tollerare la permanenza al Quirinale di una famiglia
regnante come quella sabauda,dopo tutte le imprese devastanti
compiute,non ultima quella della fuga di Vittorio Emanuele III,
incurante della sorte così decretata per la figlia,consegnata in tal
modo alla sicura rappresaglia delle
SS tedesche?Ma dopo lunghe
ore di ansie e tensioni provocate dalla grande incertezza che lo
scrutinio delle schede determina,la
valanga dei voti a favore della
Repubblica che arriva dalle province venete fa tirare un gran sospiro
di sollievo,non soltanto a Luca.
I risultati del referendum
istituzionale del 2 e 3 giugno
1946, indetto per determinare la
forma di Stato da dare all'Italia
dopo la seconda guerra mondiale infatti vede prevalere con un
margine alto quanto inatteso la volontà dei cittadini
favorevole
alla nascita della Repubblica Italiana. La Corte di
Cassazione
proclama poco dopo i risultati.
Successivamente,nel corso della
riunione del Consiglio dei
ministri,il presidente A. de Gasperi,
prendendo atto del risultato,assume
le funzioni di Capo provvisorio
dello Stato Repubblicano.
L'ex re Umberto II lascia
volontariamente il paese il 13 giugno
1946,diretto a Cascais,una città nel
sud del Portogallo.
Il 2 giugno 1946, insieme con la
scelta sulla forma dello
Stato,i cittadini italiani - comprese le
donne,che votano per la
prima volta in una consultazione politica
nazionale- eleggono
anche i componenti dell'Assemblea Costituente
per la redazione
della nuova carta costituzionale.
Il 28 giugno 1946,l’Assemblea Costituente
elegge a Capo
Provvisorio dello Stato Enrico De
Nicola.Con l'entrata in vigore
della nuova Costituzione della
Repubblica Italiana,il 1º gennaio
1948, De Nicola assume per primo le funzioni di
Presidente della
Repubblica .Ora è davvero possibile
cominciare a pensare alla
ricostruzione - pensa Luca finalmente sollevato.
[1] P. d A.
= Partito d’Azione.
[2]L'espressione città aperta si riferisce a una
città ceduta, per accordo esplicito o tacito tra le parti belligeranti, alle
forze nemiche senza combattimenti con lo scopo di evitarne la distruzione.
Lo status viene attribuito
tenendo conto del particolare interesse storico o culturale della città, oppure
in virtù del consistente numero di civili presenti nella popolazione.
L'accesso del nemico alla
città dichiarata "aperta" non deve incontrare resistenza;[secondo il
diritto bellico internazionale, infatti,
"aperta" significa "aperta all'occupazione da parte del
nemico".
Tale
avrebbe dovuto essere lo status di Roma
e non fu per tutta la città,ad esempio ,basti citare il bombardamento di San Lorenzo,che fu il quartiere più
colpito dal primo bombardamento degli alleati mai effettuato su Roma, insieme al Tiburtino,
al Prenestino, al Casilino, al Labicano,
al Tuscolano e al Nomentano.
Le 4.000 bombe (circa 1.060 tonnellate) sganciate sulla città provocarono circa
3.000 morti e 11.000 feriti, di cui 1.500 morti e 4.000 feriti nel solo quartiere di San
Lorenzo.
Il
14 agosto 1943 il Governo Badoglio dichiarò Roma città aperta e il suo Ministro
degli esteri Raffaele Guariglia, con l'aiuto della Santa Sede e del canale
diplomatico dei paesi neutrali Svizzera e Portogallo, comunicò ai governi di
Londra e Washington la nota ufficiale che conteneva tale dichiarazione.
Il
Comando Supremo italiano ordinò immediatamente alle batterie antiaeree della
zona di Roma di non reagire in caso di passaggio degli aerei nemici sulla
città, comandò poi lo spostamento di sede dei comandi italiani e tedeschi e
delle rispettive truppe, si impegnò a trasferire le infrastrutture militari e
le fabbriche di armi e munizioni, e a non utilizzare il nodo ferroviario romano
per scopi militari, di smistamento, di carico o scarico, e di deposito.
Ciò non impedì a Roma di
venire bombardata dagli Alleati altre 51 volte sino al 4 giugno del 1944,
giorno della sua Liberazione
Alcuni superstiti del
bombardamento compaiono nel film-documentario Roma sotto le bombe dell'autore romano Pino Nazio, proiettato nel 2003
a piazzale Tiburtino in
occasione del 60º anniversario della tragedia.
continua

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