Cap.9
La famiglia
allargata del generale.
L’educazione di
Carolina,come la sua istruzione ,è
stata
affidata fin dall’inizio alle monache che gestiscono un istituto
femminile nel quartiere
dove la ragazza è entrata fin dalle elementari
e dove ora frequenta con scarso entusiasmo l’ultimo anno dell’istituto
magistrale. È questo un elemento che condiziona pesantemente
la sua
possibilità di stabilire rapporti con i coetanei e di avere con
loro rapporti più naturali,gradevoli e
semplici.
Rodolfo invece frequenta la
scuola pubblica con
interesse e profitto. Nelle intenzioni del padre è
destinato
all’iscrizione
all’Accademia militare,anche se il ragazzino ha
mostrato fin dai primi anni di appassionarsi
particolarmente
agli studi
umanistici,in particolare a quelli letterari,che nell’universo
paterno sono decisamente classificati come … cose da donna …
L’unico
riferimento che consente a Rodolfo di non smarrirsi del
tutto è il
sostegno e la stima che sente di poter
riporre nel suo
insegnante
di italiano che lo incoraggia a
proseguire gli studi
in un liceo
classico. Una scommessa che sarà vinta grazie alla
loro coalizione serrata.
E’ stato bene
istruito,Rocco,il nuovo portiere,
quando era
sotto le armi ed è diventato davvero molto capace .
Oltre a
possedere una sana curiosità culturale,è anche dotato
di
un’intelligenza molto ricettiva e capace di approfondimento.
Non solo. Si
è lasciato talmente coinvolgere da quell’attività,
fino ad allora per lui assolutamente più che inconsueta,estranea
tanto da sentire l’urgenza di ricercare informazioni,a prescindere
dal compito
che gli era stato assegnato. Ed ora è particolarmente
soddisfatto di riprendere quella consuetudine
così interessante
per lui. Segue con trepidazione sia le vicende interne che quelle
internazionali. Nel tempo ha finito per
costruirsi anche una
solida
conoscenza della dimensione geopolitica che comincia
ad assumere la situazione soprattutto intorno
al Mediterraneo .
Lo ha
particolarmente colpito il coraggio con cui un intellettuale
meridionale si è rivolto a Giolitti ,con il quale si è finito per
identificare
il potere tout court. E più in
generale questa è l’idea
che si è fatta degli anni concitati che precedono la Grande Guerra.
Cap.10
L’accusa tagliente di Salvemini contro
Giolitti
Per
il modo in cui sono state gestite le elezioni,
soprattutto al Sud,Gaetano Salvemini ha infatti pubblicamente
ed esplicitamente definito Giolitti il
"Ministro della malavita.”
Nel 1906 e nel 1907 si sono rilevati consistenti
avanzi di
bilancio e la lira ha acquistato più valore rispetto
all’oro.
Nel
giugno 1907 si è avuto il rinnovo automatico
della Triplice Alleanza .E’proseguito intanto il
riavvicinamento
a Francia e Inghilterra. Si sono
verificati consistenti investimenti nell’industria ,
dovuti in buona parte alle ex-società ferroviarie
di gestione, che, avendo incassato i riscatti,
dispongono di
capitali cospicui .
Il Papa con l’enciclica Pascendi Dominici
Gregis condanna il modernismo
religioso e lo definisce
“sintesi di tutte le eresie”.
A Firenze si è svolto il Congresso Nazionale
del Partito Socialista: ha prevalso l’ala moderata e
i sindacalisti rivoluzionari sono stati espulsi .
Fra il 1908 e il 1909 la situazione economica peggiora,
nonostante la riduzione delle commesse statali decisa
dal governo.
Cap.11
Rapporti
controversi tra padri e figli
Frattanto il
generale continua ad aver
problemi a mettere d’accordo le tendenze autoritarie
della sua
natura,che il suo ruolo non ha potuto che accentuare,
con la
gestione e il controllo di quel figlio
problematico. Fa
molta fatica a capire quegli atteggiamenti e comportamenti
,
figuriamoci come possa dunque riuscire a correggerli.
Spesso
finisce per reagire d’istinto in maniera collerica,del tutto
controproducente
rispetto a quello che dovrebbe
essere
almeno la ricerca di un controllo se non
subito
l’eliminazione
del problema. Continua a percepire
come
provocazione costante ogni comportamento
di
Rodolfo.Un profondo fossato si sta progressivamente
scavando nei rapporti tra i due. E la madre non ha
certo la
stoffa per questo genere di
mediazioni,che
coinvolgono profondità per lei inaccessibili,dunque
insondabili.
I primi anni al liceo classico sono per
Rodolfo
un’esperienza molto gratificante tanto
per
l’interesse che quello studio riveste per lui,quanto
per la
soddisfazione di averla avuta vinta per una
volta sulla
volontà paterna. Una vittoria che però
più che fortificarlo lo ha esaltato
confondendolo.
Infatti una volta che non ha più vicino il suo prof.
della scuola media a sostenerlo e nello stesso
tempo
a guidarlo lungo il percorso verso un
obiettivo dalla
realizzazione possibile,si lascia facilmente
coinvolgere
dagli
entusiasmi di un gruppo dei nuovi compagni,
tutti
immersi nell’atmosfera infiammata che prelude
alla Prima Guerra Mondiale.
Per il momento Carolina non
ha avuto che
l’opportunità di rari incontri con i figli dei
conoscenti
del padre in
occasione di eventi tutti riconducibili in un modo
o nell’altro
a cerimonie o festeggiamenti legati
all’esercito .
Ma non
possono interessarla,visto che il solo fatto di
essere la
figlia del generale le consente di essere servita
e riverita,di averli servizievoli ai suoi piedi
in modo quasi
del tutto
automatico.
Un giovane che
la coinvolge molto
invece abita proprio nel palazzo,al quarto
piano. Il suo
interesse deriva non solo dall’aspetto del bel giovanotto,
tra l’altro
non più così imberbe come quei figli dei
colleghi
del padre,quanto piuttosto dall’aura
misteriosa che lo circonda
e che lo fa apparire dotato di un fascino
inconsapevole quasi
irresistibile.
Non dà la confidenza a nessuno,conduce una vita
apparentemente piuttosto solitaria,non è quasi mai a casa,
preso com’è
dalla sua attività d’insegnante che alterna con
quella di
scenografo e pittore,che di Carolina però non sembra
proprio
nemmeno accorgersi che esista. Una vera sfida per una
ragazzetta
viziata e un po’ superficiale come lei -
alla quale
la vita fin’ora
ha risparmiato l’esperienza del rifiuto – quella
di conquistare un giovane adulto dai capelli rossi,un
artista,
insomma un
diverso rispetto al suo ambiente,alle
sue
frequentazioni
abituali, elementi tutti di
difficoltà che non
fanno che
rendere più affascinante l’impegno della conquista.
Carolina dunque non molla ,anche se Luca non
si accorge
nemmeno di
una ragazzetta come è lei. Carolina arriva a
chiedere al
padre di iscriverla all’Accademia,inventandosi
una passione
artistica che non ha .Ma questa volta
senza
successo. Non
riesce a ottenere da quel padre che non le ha
mai negato la soddisfazione di ogni suo
capriccio quello che
ora le sembra vitale,determinante. Prova
allora a farsi notare
chiedendo in
prestito al prof. dell’Accademia alcune opere
di storia dell’arte per approfondire,a suo
dire, alcune opere
di artisti
che la interessano molto;accampando la
scusa per
cui le monache non sono in grado di esaudire
le sue richieste.
Ma Luca si limita a consigliarle con una gentilezza un poco
formale di consultare una ricca gamma di opere alla biblioteca
dell’Accademia. Sogna allora di poterlo
invitare a una visita
dei Musei Vaticani,ma ancora non è riuscita a trovare il
momento giusto per farlo:è proprio difficile
incontrarlo e
abbordarlo.
E intanto Carolina cerca di attirare l’attenzione
accendendo
in giardino il vecchio fonografo con le vecchie
canzoni
della madre;purtroppo senza successo alcuno.
Fa
poi l’errore imperdonabile
di rifiutare altezzosamente
l’invito per uno spettacolo al Teatro Valle di uno dei suoi
coetanei che
la annoiano soltanto,senza rendersi conto
dell’opportunità
che le si era così presentata. Infatti è
proprio
il prof
.Falcone lo scenografo di quello
spettacolo e aver
assistito a
quella rappresentazione avrebbe
potuto per lei
essere
l’opportunità di un incontro e una
conversazione
importanti.
Naturalmente la disinvoltura superficiale con cui
Carolina conduce i suoi studi non le consente di scoprire
una notizia -
che Luca
troverebbe molto interessante -
che le
permetterebbe di sicuro un buon pretesto
per un
approccio coinvolgente – ma per conoscerla dovrebbe
avere
l’abitudine - che non si è invece
nemmeno mai
sognata ,di
acquisire - di scorrere abitualmente con
impegno,
costanza e
attenzione la rassegna stampa che il fedelissimo e
puntualissimo
Rocco continua a offrire ogni giorno a
suo padre .
Il 20
febbraio 1909, sul quotidiano francese Le
Figaro,appare
il manifesto del movimento futurista. Compositori,pittori e poeti
italiani ne
fanno parte come Carrà,
Marinetti,Boccioni,Severini .
Ma Carolina ,purtroppo
,non ha l’abitudine di leggere i giornali.
Molte altre sono le notizie importanti che
il giovane abruzzese
raccoglie giorno dopo giorno in
quegli anni.
Cap.12
Nasce
l’Associazione Nazionalista Italiana
Fra il 1908 e il 1909 la situazione economica
è
peggiorata,nonostante la riduzione delle commesse statali decisa dal
governo. Nel maggio 1909 Giolitti ha pronunciato
alla Camera un
discorso che ha segnato un esplicito riavvicinamento
ai cattolici e
prelude alla successiva intesa elettorale. Nel 1909 si tengono le
elezioni politiche e,nonostante l’avanzata
dell’estrema sinistra,
Giolitti mantiene la maggioranza dei seggi. Dopo le elezioni,
il governo ripropone il progetto di riforma fiscale di
Leone
Wollemborg,Ma Giolitti viene messo in minoranza e a
dicembre
è costretto a nuove dimissioni. Lo sostituisce Sonnino
,destra storica,
e si moltiplicano le iniziative economiche e
finanziarie nell’Impero
ottomano e nei Balcani,ma anche in Libia. Il Banco di Roma
avvia un
consistente piano di investimenti proprio in Libia.Il nuovo
governo è privo però di una solida maggioranza
parlamentare. Si
rafforza ancor più il movimento politico dei
cattolici. Dopo che la
Camera ha respinto, per l’opposizione dei giolittiani,
un progetto
di legge per l’istituzione del ministero dei trasporti
(che dovrebbe
consentire al
governo di controllare l’attività
ferroviaria) e la
regolamentazione alle sovvenzioni alle
compagnie di navigazione,
Sonnino si dimette. Marzo 1910 - marzo 1911- I. Luigi Luzzatti
(Destra storica)è
il nuovo presidente del consiglio. In assenza di
un aumento significativo dei consumi
privati,molti gruppi industriali
italiani e in particolare il gruppo Ansaldo,si
orientano verso la
produzione di
armamenti. Si intensificano gli investimenti già avviati.
In concomitanza
con la seconda crisi marocchina,il governo francese,
per indebolire
l’alleanza fra Italia e Germania,si dichiara a favore
dell’intervento
militare italiano in Libia (sollecitato da gruppi finanziari
e industriali e
richiesto dai nazionalisti).Nel maggio 1910 a Torino,la
fusione di
preesistenti organizzazioni regionali di imprenditori,consente
la costituzione della Confindustria. Nasce inoltre
l’Associazione Nazionalista
Italiana .Fra i simpatizzanti
del neonato movimento nazionalista c'è
anche il poeta Gabriele D'Annunzio
.Nel 1911 viene discussa la nuova
legge
elettorale. Socialisti e radicali chiedono che venga previsto il
suffragio
universale maschile. Nel marzo 1911, dopo che
alcuni ministri
vicini alle
posizioni radicali hanno rinunciato all’incarico,Luzzatti si
dimette.
Cap.13
L’avv. Monteleone
Al piano
superiore,al secondo, adesso è venuto ad
abitare un avvocato civilista,molto apprezzato, elegante nell’aspetto,
dal comportamento felpato,acquisito probabilmente
durante la sua
breve esperienza diplomatica,traumaticamente
interrotta per la morte
improvvisa della moglie
L’appartamento occupa l’intero piano e comprende abitazione e studio.
C’è un gran traffico a questo piano,non soltanto per il vai- e -vieni dei
facoltosi clienti,ma anche per il numero notevole di
persone che svolgono
numerose funzioni al suo servizio sia in ambito
professionale che
privato. La vista più gratificante è certamente quella
della giovane
segretaria,Matilde,molto graziosa,sempre sorridente e
gentile,senza
tuttavia indulgere ad alcun atteggiamento servile .Nello studio
collaborano inoltre alcuni giovani avvocati assegnati
allo smaltimento
di pratiche di minore importanza,ma ugualmente utili
all’avanzamento
dell’insieme degli impegni. Inoltre,l’avvocato è
vedovo con i figli ormai
adulti,indipendenti e ben inseriti nelle loro
professioni che consentono
ormai soltanto una saltuaria presenza nella abitazione
paterna. Qui si
dipanano piuttosto gli scontri e le riappacificazioni
tra l’anziana e
burbera cuoca e governante,Filomena,e il
flemmatico,più giovane autista ,
Gaetano,che costituiscono il sostegno più antico e
sicuro del brillante
professionista. Questo è il panorama nazionale e
internazionale che
emerge dalle sue letture.
Cap.14
I prodromi
della Grande Guerra.
Marzo 1911 - marzo
1914: IV governo di Giovanni
Giolitti.Nel giugno 1911 , grazie alla legge Credaro
,la scuola elementare
diviene statale. I grandi gruppi industriali Ansaldo,
Tosi e FIAT) e
finanziari (Banco di Roma, Banca Commerciale,Gruppo Volpi)
spingono il governo verso scelte belliciste in Libia e
nel Mediterraneo
orientale .Nel settembre 1911 cominciano le
operazioni militari in
Libia ,dopo la dichiarazione di guerra alla Turchia da
parte del Re
e del governo (mentre il Parlamento è chiuso dal
precedente mese di
luglio e non verrà più convocato fino al febbraio
1912) . La guerra
Italo -Turca per i possedimenti libici si concluderà
con l’occupazione
italiana della Tripolitania e della Cirenaica. La
guerra si sarebbe
rivelata subito
più difficile del previsto e avrebbe obbligato il governo
a portare gli effettivi del corpo di spedizione da
30.000 a 100.000 .Per
piegare la resistenza della Turchia,vengono inoltre avviate costose
operazioni navali ,che si concludono con l’occupazione
di Rodi e di
dodici isole dell’arcipelago delle Sporadi
(Dodecanneso). Aumenta
allora il costo del denaro e le esportazioni sono
danneggiate dal
rincaro dei noli marittimi,che è determinato dalla
guerra in atto .
Nel 1912 (con la motivazione ufficiale di garantire ai lavoratori
le pensioni di vecchiaia, che al contrario non saranno
oggetto del
provvedimento),
si approverà la nazionalizzazione delle assicurazioni,
che avrebbe dovuto essere completata entro 10 anni, e avrebbe
consentito la fondazione dell’INA (Istituto nazionale
delle assicurazioni).
Il provvedimento,
unitamente all’aumento straordinario dell’imposta
di consumo,avrebbe consentito di finanziare le spese
della guerra
di Libia .
Nel maggio
1912 è approvata la riforma
elettorale,che prevede il suffragio universale maschile. Per chi
sa leggere,il
voto si esercita a partire dai 21 anni. Gli analfabeti
potranno votare
solo a partire dai 30.Nel luglio 1912, al XIII
congresso del PSI che si tiene a Reggio Emilia ,i riformisti
perdono il
controllo del partito, e si affermano le correnti più
radicali. Nell’ottobre
1912 Giuseppe Volpi (presidente dell’omonimo
gruppo industriale
e finanziario)conclude a Losanna le prime
trattative con
la Turchia,per le quali la Libia viene ceduta all’Italia.
Si verificano numerosi
scioperi che falliscono quasi sempre, ma che
compromettono
tuttavia il consenso nei confronti del governo. I
nazionalisti appoggiano con convinzione la politica
bellicista
(nonostante il loro appoggio al governo si esprima solo dopo
la
riapertura del Parlamento,
nel febbraio del 1912).I partiti della
sinistra sono anche indotti ad assumere una posizione
conciliante
sulla guerra con la promessa del suffragio universale maschile
e della soluzione del problema delle pensioni di
vecchiaia (legato
alla nazionalizzazione delle assicurazioni) A febbraio
in molte città
italiane sono
proclamati scioperi. Mussolini (allora direttore
dell’Avanti ) spinge i
sindacati ad attuare la linea dura
contro
il governo. Per contrastare la temuta avanzata della sinistra,
Giolitti
stringe con il conte Vincenzo Ottorino Gentiloni
(presidente dell’Unione elettorale cattolica italiana
)un patto
(Patto
Gentiloni) in base al quale si impegna a non proporre
e non appoggiare iniziative anticlericali ,
assicurandosi così
l'appoggio dei Cattolici alle elezioni . Con il trattato di Londra
del 1913 è riconosciuta anche la sovranità italiana sulle isole
egee. Nel 1913 , alla fine della prima
guerra balcanica,
Italia e
Austria si accordano per impedire l’accesso
all’Adriatico della
Serbia . L’intesa determinerà la creazione del Regno
autonomo
di Albania.Nel settembre 1913 si tengono le prime
elezioni a
suffragio universale maschile. La maggioranza
giolittiana
prodotta dalle
elezioni si rivela poco solida , per cui Giolitti,
dopo l’approvazione della Camera delle spese per la
Libia
(in gran parte già sostenute), nel marzo 1914 ,
per evitare
un difficile voto
di fiducia, torna ancora una volta a dimettersi.
Cap.15
La morte di
Rodolfo sul Carso con accanto i versi di Ungaretti
Intanto,immerso in sentimenti confusi
,che gli anni del liceo
non sono riusciti né a chiarire né a fortificare,oscillando tra
la retorica
patriottica,assorbita,sia pure
inconsapevolmente,dunque difficile da
rifiutare,dai continui
interventi del padre e la propaganda
roboante
sulla guerra italo -turca ,e poi quella libica,Rodolfo
matura quella che
crede una decisione indipendente e orgogliosamente in
contrasto con
i comportamenti paterni, costantemente dettati
dai doveri piuttosto
che imputabili
agli slanci generosi.
C’è
poi un momento in cui vengono al
pettine i nodi
di quella realtà internazionale che pretendeva di
controllare i punti
di crisi attraverso i vecchi schemi diplomatici
della firma di accordi più o meno segreti. Un momento
in cui si
arriva al cortocircuito politico inevitabile che
impone - per l’esigenza
del rispetto di
quegli automatismi previsti
nei patti stipulati –
il sostegno attraverso il ricorso a campagne di comunicazione
imponenti per giustificare il proprio buon diritto e
per screditare
parallelamente l’avversario,non soltanto portatore di
interessi
diversi se non contrastanti,ma anche indegno
sul piano etico.
Si alimenta così un‘atmosfera di esaltazione
dell’eroismo,del
coraggio,del bel gesto volontaristico,del rifiuto del
grigiore
quotidiano,del disprezzo dell’ ”altro”che permea anche il mondo
intellettuale e
in particolare la comunità studentesca,finendo per
alimentare i valori di un esasperato nazionalismo .
Come
molti suoi coetanei anche Rodolfo
ne subisce inevitabilmente il contagio e il fascino e,in
uno slancio
di generosità patriottica,si arruola volontario per la
Grande Guerra,
incurante dei consigli paterni. Anzi,fiero di trovarselo
contro e di fare
qualcosa suo malgrado. E questo contrasto insanabile
costerà un
prezzo altissimo ad entrambi:al ragazzo la vita, nelle
miserabili
trincee del Carso
accanto a una raccolta di versi di Ungaretti,al
padre la
perdita di quel figlio che era stato incapace di avvicinare .
E
tragicamente tocca a Rocco dare le notizie sul fronte del Carso ,
e
,indirettamente, sulla tragica morte del
figlio, al gen. Ricciardelli .
Cap.16
La
dichiarazione di guerra dell’Austria mette in moto il meccanismo delle
alleanze.
E’ scoppiata la Grande Guerra
L’annessione della Bosnia ed
Erzegovina da parte
dell’Austria (1908 ) aveva accentuato in quell’ area
balcanica,
abitata prevalentemente da serbi e croati,la
presenza di movimenti
e
gruppi clandestini e terroristici per reclamare l’annessione
alla Serbia. All’interno di questi movimenti era maturato l’eccidio
dell’arciduca Francesco Ferdinando,erede al
trono d’Austria e di
sua moglie Sofia, in visita nella
capitale della Bosnia,a Sarajevo,
nel 1914, da parte di uno studente irredentista bosniaco. La
reazione era stata immediata. L’Austria
in breve si era risolta
a dichiarare la guerra alla Serbia. C’era
stata,forse,la convinzione
da parte austriaca che la questione
potesse essere affrontata come
in passato attraverso una piccola guerra
localizzata nei Balcani.
Invece la scintilla accesa a Sarajevo aveva
in breve tempo incendiato
l’intero continente europeo. La
dichiarazione di guerra dell’Austria
aveva messo in moto il meccanismo delle
alleanze. La Russia, protettrice
della Serbia, il 30 luglio aveva proclamato
la mobilitazione generale
del proprio esercito; il 31 luglio la Germania –
alleata dell’Austria –
aveva dichiarato guerra alla Russia e il
3 agosto alla Francia. Il 4
agosto l’esercito tedesco era penetrato nel Belgio neutrale per puntare
sul territorio francese. Il 5
agosto anche l’Inghilterra era entrata nel
conflitto, dichiarando guerra alla
Germania. Il 6 agosto, spinta
dalla
Germania,l’Austria aveva dichiarato guerra alla Russia; il 10
agosto Francia e Inghilterra avevano dichiarato
guerra all’Austria –
Ungheria. Nel giro di pochi giorni tutta
l’Europa era stata travolta
dal conflitto.
Cap.17
Margherita e
la relatività dei punti di vista.
Margherita Scorti,la figlia di Rocco, ha avuto
un’infanzia e un’adolescenza serene ,seguita con attenzione
e
affetto da una madre accurata e un padre
amorevole. Si è
fatta
una bella ragazza,una moretta allegra e dall’affascinante
sorriso,incorniciato da quella dentatura perfetta ,candida come
le perle
,che non risparmia e che apre spesso al sorriso con
amici e conoscenti. Ed è anche simile al padre,capace di
iniziativa e
di adattamento. Ha seguito con successo
il suo
corso di
studi fino al diploma. Ma poi,grazie a un cliente del padre,
assiduo
frequentatore dell’edicola,affermato uomo
d’affari,
ben
introdotto nel mondo di prodotti farmaceutici e di bellezza,
è riuscita a inserirsi anche lei e a ottenere di
partecipare alla
campagna
pubblicitaria,anche per merito del suo
sorriso accattivante
e a quella sua perfetta dentatura,di un famoso
dentifricio.
La sua immagine è diventata
martellante ,da
qualche mese,quasi un’ossessione,che rimbalza dai manifesti
sui muri della città, alla quale in tanti reagiscono
nei modi più
diversi. A
partire dalla nonna paterna, che ,dopo
averla ammirata
durante la
sua visita a Roma al figlio e a tutta la sua famiglia,una
volta tornata su al paese,si gongola in modo instancabile con i
paesani,come
se Margherita avesse conquistato la vetta dell’Everest.
La madre invece
è molto contrariata. Si sarebbe
infatti augurata
che con le
sue capacità,la sua tenacia e il suo amore per la natura
e per gli animali,avesse continuato quegli studi che lei stessa
avrebbe voluto seguire ,se da giovane ne avesse avuto i mezzi,
per diventare
una naturalista o,almeno,uno stimato veterinario.
Il suo
ragazzo poi è combattuto tra l’orgoglio di avere una ragazza-
immagine e
la preoccupazione che l’ingresso in quel mondo tanto
estraneo l’allontani
inevitabilmente e per sempre da lui. L’amica
del cuore,infine,Caterina,con
cui è stata inseparabile fin dall’asilo
e in seguito
compagna di banco durante tutto il corso
di studi fino
al diploma,
ha avuto una reazione sconsiderata, estrema ,di gelosia,
si è sentita tradita per non aver potuto
continuare il percorso secondo
gli antichi progetti comuni ed ha rotto ogni rapporto. Il
padre,invece,
saggio e
solido costruttore di ponti,non ha perso
la speranza che col
tempo la
figlia possa riprendere gli studi,magari con più convinzione
e successo, per la maggior consapevolezza acquisita
e l’indipendenza
che proprio
quell’esperienza di lavoro avrà saputo sviluppare e
cerca,semplicemente,di
mantenere i soliti naturali rapporti
,per
continuare a essere informato e a poter esercitare un qualche
controllo e influenza su quella figlia
smaniosa di una qualche
affermazione
di sé che le consenta il raggiungimento
di
un’indipendenza,a
partire da quella economica,che in casa sua
si è fatto tanta fatica a conquistare.
continua

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