lunedì 23 maggio 2016

Più d'un secolo vista cupola .Parte II(cap.9/17)






Cap.9

La famiglia allargata del generale.

                    L’educazione di Carolina,come la sua istruzione ,è
stata affidata fin dall’inizio alle monache che gestiscono un istituto
femminile  nel quartiere  dove la ragazza è entrata fin dalle elementari
 e dove ora frequenta con scarso  entusiasmo l’ultimo anno dell’istituto
 magistrale. È questo un  elemento che condiziona pesantemente
la sua possibilità di stabilire rapporti con i coetanei e di avere con
 loro rapporti più naturali,gradevoli e semplici.
                    Rodolfo invece frequenta la scuola pubblica con
interesse  e profitto. Nelle intenzioni del padre è destinato
all’iscrizione all’Accademia militare,anche se il ragazzino ha
 mostrato fin dai primi anni di appassionarsi particolarmente 
agli studi umanistici,in particolare a quelli letterari,che nell’universo
 paterno  sono decisamente classificati come  … cose da donna …
L’unico riferimento che consente a Rodolfo di non smarrirsi del
tutto è il sostegno  e la stima che sente di poter riporre nel suo
insegnante di italiano  che lo incoraggia a proseguire gli studi
in un liceo classico. Una scommessa che sarà vinta grazie alla
 loro coalizione serrata.
                      E’ stato bene istruito,Rocco,il nuovo portiere,
quando era sotto le armi ed è diventato davvero molto capace .
Oltre a possedere una sana curiosità culturale,è anche dotato
di un’intelligenza molto ricettiva e capace di approfondimento.
Non solo. Si è lasciato talmente coinvolgere da quell’attività,
 fino ad allora  per lui assolutamente più che  inconsueta,estranea
 tanto da sentire l’urgenza di  ricercare informazioni,a prescindere
dal compito che gli era stato assegnato. Ed ora è particolarmente
 soddisfatto di riprendere quella consuetudine così interessante
 per lui. Segue con  trepidazione sia le vicende  interne che quelle
 internazionali. Nel tempo ha finito per costruirsi  anche una
solida conoscenza della dimensione geopolitica che comincia
 ad assumere la situazione soprattutto intorno al Mediterraneo .
Lo ha particolarmente colpito il coraggio con cui un  intellettuale
 meridionale si è rivolto  a Giolitti ,con il quale si è finito  per
identificare il potere tout court. E più in generale questa è l’idea
 che si è fatta  degli anni concitati che precedono la  Grande Guerra.


Cap.10

L’accusa tagliente di Salvemini contro Giolitti

              Per il modo in cui sono state gestite le elezioni,
soprattutto al Sud,Gaetano Salvemini  ha infatti pubblicamente
ed  esplicitamente definito Giolitti il "Ministro della malavita.”
Nel 1906 e nel 1907 si sono rilevati consistenti avanzi di
bilancio e la lira ha acquistato più valore rispetto all’oro.
       Nel giugno 1907 si è avuto il rinnovo automatico
 della Triplice Alleanza .E’proseguito  intanto il
riavvicinamento a Francia e Inghilterra. Si sono
verificati consistenti investimenti nell’industria ,
dovuti in buona parte alle ex-società ferroviarie
di gestione, che, avendo incassato i  riscatti,
dispongono di capitali cospicui .
             Il Papa con l’enciclica  Pascendi Dominici
Gregis condanna il modernismo religioso e lo definisce
“sintesi  di tutte le eresie”.
             A Firenze si è svolto il Congresso Nazionale
del  Partito  Socialista: ha prevalso l’ala  moderata e
 i sindacalisti rivoluzionari sono stati espulsi  .
Fra il 1908 e il 1909 la  situazione economica peggiora,
nonostante la  riduzione delle commesse statali decisa
dal governo.

Cap.11

Rapporti controversi tra padri e figli

                             Frattanto il generale continua ad aver
 problemi a mettere  d’accordo le tendenze autoritarie
della sua natura,che il suo ruolo non ha potuto che accentuare,
con la gestione  e il controllo di quel figlio problematico. Fa
 molta fatica  a capire quegli atteggiamenti e comportamenti ,
figuriamoci  come possa dunque riuscire a correggerli. Spesso
finisce  per reagire d’istinto  in maniera collerica,del tutto
controproducente rispetto a  quello che dovrebbe
essere almeno  la ricerca di un controllo se non subito
l’eliminazione  del problema. Continua a percepire
come provocazione  costante  ogni comportamento
di Rodolfo.Un  profondo  fossato si sta progressivamente
 scavando nei rapporti  tra i due. E la madre  non ha
certo la stoffa per questo  genere di mediazioni,che
coinvolgono  profondità per  lei inaccessibili,dunque
insondabili.
                       I primi anni al liceo  classico sono per
Rodolfo un’esperienza molto gratificante  tanto per
 l’interesse che quello studio  riveste per lui,quanto
per la soddisfazione di averla avuta vinta per  una
volta sulla volontà paterna. Una vittoria che però
 più che fortificarlo lo ha esaltato confondendolo.
 Infatti una volta che non ha più vicino  il suo prof.
 della scuola media a sostenerlo e nello stesso  tempo
 a guidarlo lungo il percorso verso un obiettivo  dalla
 realizzazione possibile,si lascia facilmente coinvolgere
dagli entusiasmi di un gruppo dei nuovi compagni,
tutti immersi nell’atmosfera  infiammata  che prelude
 alla Prima Guerra  Mondiale.
                    Per il momento Carolina non ha avuto che
 l’opportunità di rari incontri con i figli dei conoscenti
del padre in occasione di eventi tutti riconducibili in un modo
o nell’altro a cerimonie o festeggiamenti  legati all’esercito .
Ma non possono interessarla,visto che il solo fatto di
essere la figlia del generale le consente di essere servita
 e riverita,di averli servizievoli ai suoi piedi in modo quasi
del tutto automatico.
                                 Un giovane che la coinvolge molto
 invece abita proprio nel palazzo,al quarto piano. Il suo
 interesse deriva non  solo dall’aspetto del bel giovanotto,
tra l’altro non più così imberbe come quei  figli dei colleghi
 del padre,quanto piuttosto dall’aura misteriosa che lo circonda
 e che lo fa apparire dotato di un fascino inconsapevole quasi
irresistibile. Non dà la confidenza a nessuno,conduce una vita
 apparentemente  piuttosto solitaria,non è quasi mai a casa,
preso com’è dalla sua attività d’insegnante che alterna con
quella di scenografo e pittore,che di Carolina  però non sembra
proprio nemmeno accorgersi che esista. Una vera sfida per una
ragazzetta viziata  e un po’ superficiale come lei - alla quale
la vita fin’ora ha risparmiato l’esperienza del rifiuto – quella
 di conquistare un giovane adulto dai capelli rossi,un artista,
insomma un diverso rispetto  al suo ambiente,alle sue
frequentazioni abituali, elementi tutti di difficoltà che non
fanno che rendere più affascinante l’impegno della conquista.
 Carolina dunque non molla ,anche se Luca non si accorge
 nemmeno di  una ragazzetta come è lei. Carolina arriva a
chiedere al padre di iscriverla all’Accademia,inventandosi
una passione artistica che non ha .Ma questa  volta  senza
 successo. Non  riesce a ottenere da quel padre che non le ha
 mai negato la soddisfazione di ogni suo capriccio quello che
 ora le sembra vitale,determinante. Prova allora a farsi notare 
chiedendo in prestito  al  prof. dell’Accademia alcune opere
 di storia dell’arte per approfondire,a suo dire, alcune opere
di artisti che la interessano molto;accampando  la scusa per
 cui le monache non sono in grado di esaudire le sue richieste.
 Ma Luca si limita a consigliarle  con una gentilezza un  poco
 formale di consultare una ricca  gamma  di opere alla  biblioteca
 dell’Accademia. Sogna allora di poterlo invitare  a una visita
 dei Musei Vaticani,ma  ancora  non è riuscita a trovare il
 momento giusto per farlo:è proprio difficile incontrarlo e
abbordarlo. E intanto Carolina cerca di  attirare l’attenzione
accendendo in giardino il vecchio fonografo con le vecchie  
canzoni della madre;purtroppo senza  successo alcuno. Fa
 poi l’errore  imperdonabile  di rifiutare altezzosamente
 l’invito per uno spettacolo  al Teatro Valle di uno dei suoi
coetanei che la annoiano soltanto,senza rendersi conto
dell’opportunità che  le si era così presentata. Infatti è proprio
il prof .Falcone lo scenografo  di quello spettacolo e aver
assistito a quella  rappresentazione avrebbe potuto  per lei
essere l’opportunità di un incontro  e una conversazione
importanti. Naturalmente la disinvoltura superficiale con cui
 Carolina conduce i  suoi studi non le consente  di scoprire
una notizia -  che Luca  troverebbe molto  interessante  -
che le permetterebbe di sicuro un buon  pretesto per un
approccio  coinvolgente – ma per conoscerla dovrebbe
avere l’abitudine - che non si è invece  nemmeno mai
sognata ,di acquisire - di scorrere  abitualmente con impegno,
costanza e attenzione  la rassegna stampa  che il fedelissimo e  
puntualissimo Rocco continua a offrire ogni  giorno a suo padre .
Il 20 febbraio  1909, sul quotidiano francese  Le Figaro,appare
 il manifesto del movimento futurista. Compositori,pittori e poeti
italiani ne fanno parte  come Carrà, Marinetti,Boccioni,Severini .
Ma Carolina ,purtroppo ,non ha l’abitudine di leggere i giornali.
 Molte altre sono le notizie  importanti che  il giovane  abruzzese
 raccoglie giorno dopo giorno   in quegli anni.

Cap.12

Nasce l’Associazione Nazionalista Italiana

                                    Fra il 1908 e il 1909 la situazione economica è
peggiorata,nonostante la  riduzione delle commesse statali decisa dal
governo. Nel maggio 1909 Giolitti ha  pronunciato  alla Camera un
discorso che ha segnato un esplicito riavvicinamento ai cattolici e
prelude alla successiva intesa  elettorale. Nel 1909 si tengono le
elezioni politiche e,nonostante l’avanzata dell’estrema sinistra,
Giolitti mantiene la maggioranza dei  seggi. Dopo le elezioni,
il governo ripropone il progetto di riforma fiscale di Leone
Wollemborg,Ma Giolitti viene messo in minoranza e a dicembre
è costretto a nuove dimissioni. Lo sostituisce Sonnino ,destra storica,
e si moltiplicano le iniziative economiche e finanziarie nell’Impero
ottomano e nei Balcani,ma anche in Libia. Il Banco di Roma
 avvia un consistente piano di investimenti proprio in Libia.Il nuovo
governo è privo però di una solida maggioranza parlamentare. Si
rafforza ancor più il movimento politico dei cattolici. Dopo che la
Camera ha respinto, per l’opposizione dei giolittiani, un progetto
di legge per l’istituzione del ministero dei trasporti (che dovrebbe
 consentire al governo di controllare l’attività  ferroviaria) e la
 regolamentazione alle sovvenzioni alle compagnie di navigazione,
Sonnino si dimette. Marzo 1910 - marzo 1911- I. Luigi Luzzatti
(Destra storica)è il nuovo presidente del consiglio. In assenza di
 un aumento significativo dei consumi privati,molti gruppi industriali
 italiani e in particolare il gruppo Ansaldo,si orientano verso la
produzione di armamenti. Si intensificano gli investimenti già avviati.
In concomitanza con la seconda crisi marocchina,il governo francese,
per indebolire l’alleanza fra Italia e Germania,si dichiara a favore
dell’intervento militare italiano in Libia (sollecitato da gruppi finanziari
e industriali e richiesto dai nazionalisti).Nel maggio 1910 a Torino,la
fusione di preesistenti organizzazioni regionali di imprenditori,consente
la  costituzione della Confindustria. Nasce inoltre l’Associazione Nazionalista
Italiana .Fra i simpatizzanti del neonato movimento nazionalista c'è
anche il poeta  Gabriele D'Annunzio .Nel 1911 viene discussa la nuova
legge elettorale. Socialisti e radicali chiedono che venga previsto il
suffragio universale maschile. Nel marzo 1911, dopo che  alcuni ministri
vicini alle posizioni radicali hanno rinunciato all’incarico,Luzzatti si
dimette.

Cap.13

L’avv. Monteleone

                             Al piano superiore,al secondo, adesso è venuto ad
abitare un avvocato civilista,molto  apprezzato, elegante nell’aspetto,
dal comportamento felpato,acquisito probabilmente durante la sua
breve esperienza diplomatica,traumaticamente interrotta per la morte
improvvisa della moglie
L’appartamento occupa l’intero  piano e comprende abitazione e studio.
C’è un gran traffico a questo piano,non  soltanto per il vai- e -vieni dei
facoltosi clienti,ma anche per il numero notevole di persone che svolgono
numerose funzioni  al suo servizio sia in ambito professionale  che
privato. La vista più gratificante è certamente quella della giovane
segretaria,Matilde,molto graziosa,sempre sorridente e gentile,senza
tuttavia indulgere ad alcun  atteggiamento servile .Nello  studio
collaborano inoltre alcuni giovani avvocati assegnati allo smaltimento
di pratiche di minore importanza,ma ugualmente utili all’avanzamento
dell’insieme degli impegni. Inoltre,l’avvocato è vedovo  con i figli ormai
adulti,indipendenti e ben inseriti nelle loro professioni che consentono
ormai soltanto una saltuaria presenza nella abitazione paterna. Qui si
dipanano piuttosto gli scontri e le riappacificazioni tra l’anziana  e
burbera cuoca e governante,Filomena,e il flemmatico,più giovane autista ,
Gaetano,che costituiscono il sostegno più antico e sicuro del brillante
professionista. Questo è il panorama nazionale e internazionale  che
emerge dalle sue letture.

Cap.14

I prodromi della Grande Guerra.
                               
                             Marzo 1911 - marzo 1914: IV governo di Giovanni
Giolitti.Nel giugno 1911 , grazie alla legge Credaro ,la scuola elementare
diviene statale. I grandi gruppi industriali Ansaldo, Tosi e FIAT) e
finanziari (Banco di Roma, Banca Commerciale,Gruppo Volpi)
spingono il governo verso scelte belliciste in Libia e nel Mediterraneo
orientale .Nel settembre 1911 cominciano le operazioni  militari in
Libia ,dopo la dichiarazione di guerra alla Turchia da parte del Re
e del governo (mentre il Parlamento è chiuso dal precedente mese di
luglio e non verrà più convocato fino al febbraio 1912) . La guerra
Italo -Turca per i possedimenti libici si concluderà con l’occupazione
italiana della Tripolitania e della Cirenaica. La guerra si sarebbe
rivelata  subito più difficile del previsto e avrebbe obbligato il governo
a portare gli effettivi del corpo di spedizione da 30.000 a 100.000 .Per
piegare la resistenza  della Turchia,vengono inoltre avviate costose
operazioni navali ,che si concludono con l’occupazione di Rodi e di
dodici isole dell’arcipelago delle Sporadi (Dodecanneso). Aumenta
allora il costo del denaro e le esportazioni sono danneggiate  dal
rincaro dei noli marittimi,che è determinato dalla guerra in atto .
Nel 1912 (con la motivazione  ufficiale di garantire  ai lavoratori
le pensioni di vecchiaia, che al contrario non saranno oggetto del
 provvedimento), si approverà la nazionalizzazione delle assicurazioni,
che avrebbe dovuto  essere completata entro 10 anni, e avrebbe
consentito la fondazione dell’INA (Istituto nazionale delle assicurazioni).
 Il provvedimento, unitamente all’aumento straordinario dell’imposta
di consumo,avrebbe consentito di finanziare le spese della guerra
di Libia .
                                        Nel maggio 1912 è approvata la riforma
elettorale,che prevede il suffragio  universale maschile. Per chi
sa  leggere,il voto si esercita a partire dai 21 anni. Gli analfabeti
 potranno votare solo a partire dai 30.Nel luglio 1912, al XIII
congresso del PSI che si tiene  a Reggio Emilia ,i riformisti
 perdono il controllo del partito, e si affermano le correnti più
 radicali. Nell’ottobre 1912 Giuseppe Volpi (presidente dell’omonimo
 gruppo industriale e finanziario)conclude a Losanna le prime
 trattative con la Turchia,per le quali la Libia viene ceduta all’Italia.
 Si verificano numerosi scioperi che falliscono quasi sempre, ma che
 compromettono tuttavia il consenso nei confronti del governo. I
nazionalisti  appoggiano con convinzione la politica bellicista
(nonostante il  loro appoggio al governo si esprima solo dopo la
 riapertura del Parlamento, nel febbraio del 1912).I partiti della
sinistra sono anche indotti ad assumere una posizione conciliante
sulla guerra con la promessa del suffragio  universale maschile
e della soluzione del problema delle pensioni di vecchiaia (legato
alla nazionalizzazione delle assicurazioni) A febbraio in molte città
 italiane sono proclamati scioperi. Mussolini (allora direttore
dell’Avanti ) spinge i sindacati ad attuare la  linea dura contro
il governo. Per contrastare la temuta avanzata della sinistra,
 Giolitti stringe con il conte Vincenzo Ottorino Gentiloni
(presidente dell’Unione elettorale cattolica italiana )un patto
 (Patto Gentiloni) in base  al quale si impegna  a non proporre
e non appoggiare iniziative anticlericali , assicurandosi così
l'appoggio dei Cattolici alle elezioni . Con il trattato di  Londra
del 1913 è riconosciuta anche la sovranità italiana sulle isole
egee. Nel 1913 , alla fine della prima guerra balcanica, Italia e
Austria si accordano per impedire l’accesso all’Adriatico della
Serbia . L’intesa determinerà la creazione del Regno autonomo
di Albania.Nel settembre 1913 si tengono le prime elezioni a
suffragio universale maschile. La maggioranza giolittiana
 prodotta dalle elezioni si rivela  poco solida , per  cui Giolitti,
dopo l’approvazione della Camera delle spese per la Libia
 (in  gran parte già sostenute), nel marzo 1914 , per evitare
un difficile  voto di  fiducia, torna ancora una volta a dimettersi.

Cap.15

La morte di Rodolfo sul Carso con accanto i versi di Ungaretti

                    Intanto,immerso in sentimenti confusi ,che gli anni del liceo
non sono   riusciti  né a chiarire né a fortificare,oscillando tra la retorica
patriottica,assorbita,sia pure inconsapevolmente,dunque difficile da
rifiutare,dai  continui interventi  del padre e la propaganda roboante
sulla guerra italo -turca ,e poi quella libica,Rodolfo matura quella che
 crede una  decisione indipendente e orgogliosamente in contrasto con
 i  comportamenti paterni, costantemente dettati dai doveri piuttosto
che  imputabili agli slanci generosi.
                                         C’è poi un momento in cui  vengono al
 pettine i nodi di quella realtà internazionale  che  pretendeva di
 controllare i punti di crisi attraverso i vecchi schemi  diplomatici
della firma di accordi più o meno segreti. Un momento in cui si
arriva al cortocircuito politico inevitabile che impone - per l’esigenza
 del rispetto di quegli  automatismi  previsti  nei patti stipulati –
 il sostegno  attraverso il ricorso a campagne di comunicazione
imponenti per giustificare il proprio buon diritto e per screditare
parallelamente l’avversario,non soltanto portatore di interessi
diversi se non contrastanti,ma  anche indegno  sul piano etico.
Si alimenta così un‘atmosfera di esaltazione dell’eroismo,del
coraggio,del bel gesto volontaristico,del rifiuto del grigiore
quotidiano,del disprezzo dell’ ”altro”che permea anche il mondo
 intellettuale e in particolare la comunità studentesca,finendo per
 alimentare  i valori di un esasperato  nazionalismo .
                                       Come molti suoi coetanei anche Rodolfo
 ne  subisce  inevitabilmente il contagio e il fascino e,in uno slancio
 di generosità  patriottica,si arruola volontario per la Grande Guerra,
incurante dei consigli paterni. Anzi,fiero di trovarselo contro e di fare
qualcosa suo  malgrado. E questo contrasto insanabile costerà  un
prezzo altissimo  ad entrambi:al ragazzo la vita, nelle miserabili
trincee del Carso  accanto a una raccolta di versi di Ungaretti,al
 padre la perdita di quel figlio che era stato incapace di avvicinare .
E tragicamente tocca a Rocco dare le notizie sul fronte del Carso ,
e ,indirettamente, sulla  tragica morte del figlio, al gen. Ricciardelli .

Cap.16

La dichiarazione di guerra dell’Austria mette in moto il meccanismo delle alleanze. 
E’ scoppiata la  Grande Guerra

                L’annessione della Bosnia ed Erzegovina da parte
dell’Austria  (1908 ) aveva accentuato in quell’ area balcanica,
abitata prevalentemente da serbi e croati,la presenza di movimenti 
e  gruppi clandestini e terroristici per reclamare l’annessione
alla Serbia. All’interno di  questi movimenti era  maturato l’eccidio
 dell’arciduca Francesco Ferdinando,erede al trono d’Austria e di
sua moglie Sofia, in visita nella capitale della Bosnia,a Sarajevo,
nel 1914, da parte di uno studente  irredentista bosniaco. La
reazione era stata immediata. L’Austria in breve si era risolta
a dichiarare la guerra alla Serbia. C’era stata,forse,la convinzione
da parte austriaca che la questione potesse essere affrontata come
in passato attraverso una piccola guerra localizzata nei Balcani.
Invece la scintilla accesa a Sarajevo aveva in breve tempo incendiato
l’intero continente europeo. La dichiarazione di guerra dell’Austria
aveva messo in moto il meccanismo delle alleanze. La Russia, protettrice
della Serbia, il 30 luglio aveva proclamato la mobilitazione generale
 del  proprio  esercito; il 31 luglio la Germania – alleata  dell’Austria –
aveva dichiarato guerra alla Russia e il 3 agosto alla Francia. Il 4
agosto l’esercito tedesco era penetrato  nel Belgio neutrale per puntare
sul territorio francese. Il 5 agosto  anche   l’Inghilterra era entrata nel
conflitto, dichiarando guerra alla Germania. Il 6 agosto, spinta
dalla  Germania,l’Austria  aveva dichiarato  guerra alla  Russia; il 10
agosto Francia e Inghilterra avevano dichiarato guerra all’Austria –
Ungheria. Nel giro di pochi giorni tutta l’Europa era stata  travolta
dal conflitto.
                    
Cap.17

Margherita e la relatività dei punti di vista.
                      
                        Margherita  Scorti,la figlia di Rocco, ha avuto
 un’infanzia e un’adolescenza  serene ,seguita con attenzione
e affetto  da una madre accurata e un padre amorevole. Si  è
fatta una  bella ragazza,una  moretta allegra e dall’affascinante  
sorriso,incorniciato  da quella dentatura perfetta ,candida come
le perle ,che non  risparmia e che apre  spesso al sorriso con
amici  e  conoscenti. Ed è anche  simile al  padre,capace di
iniziativa e di  adattamento. Ha seguito con successo il suo
corso di studi fino al diploma. Ma poi,grazie a un cliente del padre,
assiduo frequentatore  dell’edicola,affermato uomo d’affari,
ben introdotto  nel mondo  di prodotti farmaceutici e di  bellezza,
è  riuscita a inserirsi anche lei e a ottenere di partecipare alla
campagna pubblicitaria,anche per merito  del suo sorriso accattivante
 e a quella sua perfetta dentatura,di un famoso dentifricio.
                                La sua  immagine  è diventata  martellante ,da
 qualche mese,quasi un’ossessione,che  rimbalza dai manifesti
 sui muri della città, alla quale in tanti  reagiscono  nei modi  più
diversi. A partire dalla  nonna paterna, che ,dopo averla ammirata
durante la sua visita a Roma al figlio e a tutta la sua famiglia,una
 volta tornata su al paese,si gongola in  modo instancabile con i
paesani,come se Margherita avesse conquistato la vetta dell’Everest.
La madre invece è molto  contrariata. Si sarebbe infatti  augurata
che con le sue capacità,la sua tenacia e il suo amore  per la natura
 e per gli animali,avesse continuato quegli  studi che lei stessa 
 avrebbe voluto  seguire ,se da giovane ne avesse avuto i mezzi,
 per diventare  una naturalista o,almeno,uno stimato veterinario.
Il suo ragazzo poi è combattuto tra l’orgoglio di avere una ragazza-
immagine e la preoccupazione che l’ingresso in quel mondo tanto
estraneo l’allontani inevitabilmente e per sempre da lui. L’amica
del cuore,infine,Caterina,con cui è stata inseparabile fin dall’asilo
e in seguito compagna di  banco durante tutto il corso di studi fino
al diploma, ha avuto una reazione sconsiderata, estrema ,di gelosia,
 si è sentita tradita per non aver potuto continuare il percorso secondo
gli antichi  progetti comuni ed ha rotto ogni rapporto. Il padre,invece,
saggio e solido  costruttore di ponti,non ha perso la speranza che col
tempo la figlia possa riprendere gli studi,magari con più convinzione
 e successo, per la maggior consapevolezza acquisita e l’indipendenza
 che proprio  quell’esperienza di lavoro avrà saputo sviluppare e
cerca,semplicemente,di mantenere i soliti naturali  rapporti ,per
 continuare a essere informato  e a poter esercitare un qualche
 controllo e influenza su quella figlia smaniosa di una qualche
affermazione di sé che le consenta  il raggiungimento di
un’indipendenza,a partire da quella economica,che in casa sua
si  è fatto tanta fatica a conquistare.







                                            continua




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