venerdì 27 maggio 2016

Più d'un secolo vista cupola.Parte II(cap. 51-63)









Cap.51

Gli anni di piombo a Roma e le iniziative dell’assess . Nicolini

        Gli anni ’70,gli anni di piombo del terrorismo,con 
i romani specialmente provati,vedono un assessore alla cultura,l’arch. Renato  Nicolini ,
particolarmente attento a non permettere lo sfilacciamento dei  rapporti del tessuto sociale, 
a impedire che ogni famiglia si richiuda nelle mura della propria casa nell’illusione di 
sentirsi protetta ,a mettere  in piedi iniziative anche molto semplici,senza  pretese,pur di 
evitare l’isolamento. Come quella del quartiere Prati che riesce ad attirare i cittadini nella 
piazza  del Popolo per vedere le mongolfiere alzarsi colorate e allegre verso il cielo.
E lì  tutti insieme dimentichi per un attimo dell’angoscia alzare sguardi gioiosi per seguire il 
loro ondeggiante e quieto percorso.E’a piazza del  Popolo che decidono di andare insieme a
nche Luca e Aisha con Matilde e Filippo per  vincere l’ansia,per non permettere a niente e a 
nessuno di essere espropriati del piacere,della gioia di stare insieme. E quando la sera tornano 
a casa contenti e leggeri,sono pieni di  gratitudine per l’autore dell’iniziativa.
                      Superati i primissimi anni’70 –gli anni di piombo,particolarmente pesanti nella 
capitale- il lento degrado del quartiere,riscontrabile anche nella trascuratezza grande del 
condominio del palazzetto,si è fatto molto evidente. Del resto i proprietari che hanno affittato 
a equo canone non sono molto interessati a interventi di manutenzione ordinaria e ancor meno 
se è straordinaria. Stessa situazione si verifica nelle strutture pubbliche e istituzionali. Qui una
 iniziativa si impone per debellare topi grandi come gatti,umidità e rischi di crolli. E’ stato 
deciso quindi di restaurare il mercato coperto e a metà degli anni settanta  tutti i banchi 
tornano all’aperto su via de’Gracchi per consentire l’inizio dei lavori di ristrutturazione.
Nello stesso tempo si avviano interventi anche nei vari scantinati tutto intorno che sono 
serviti come magazzini per i  venditori del mercato e che d’ora in poi saranno riadattati a 
più decorosi ed igienici  piccoli negozi o,addirittura ,esotici studioli finiranno per sostituirsi 
al poco rassicurante venditore di bombole,legna da ardere,carbone e segatura che già  aveva 
fatto dimenticare il primitivo  magazzino in cui quello spazio era stato destinato alla raccolta 
della legna da  ardere per i caminetti e le stufe che avevano costituito  le forme  di riscaldamento 
del  palazzetto unifamiliare delle origini.
                       Ma l’anima del quartiere  non  è ancora del tutto trasformata .Per fortuna! Il 
ragazzo del palazzo di fronte ,che, purtroppo,continua a far sventolare le sue bandiere,il suo 
grido  di dolore e di rivolta -adesso  a gridare l’oppressione c’è la bandiera cilena - ora è 
ormai un giovanotto che va per mare.-Quando è a casa se ne va in giro  di sera col fratello
che è ancora un adolescente, uno studente  del vicino liceo artistico. Una volta  lungo quell'
indefinito e  instabile crinale in cui non è più notte,ma non è ancora giorno, l’insegnante,a
arrivata da poco con i suoi anziani genitori  nell’appartamento del terzo piano,appena restaurato ,
che il direttore di banca ha alla fine venduto,dopo molte esitazioni  e ripensamenti, sente gridare.
Dalla finestra dirimpetto,quella  con la bandiera,per l’appunto ,una signora coi capelli bianchi 
implora aiuto per i suoi figli che sulla  piazza,mentre stavano  rincasando,sono stati circondati 
da un branco nutrito di fascisti  che li stanno massacrando di botte.
 L’insegnante si precipita a  chiamare la polizia al telefono. Ma inutilmente. Non  arriva 
nessuno. Ed è allora che riaffiora l’anima popolare del vecchio  quartiere, con il suo spirito pacifico,solidale,costruttivo. Intorno alla  piazza  resistono ancora un forno e un bar pasticceria Naturalmente a quell’ora fornaio e pasticcere sono già all’opera.Alle grida  della  madre si sono 
limitati a uscire dai loro laboratori con i loro cani al  guinzaglio.Non hanno bisogno di parlare,
di fare nient’altro:stanno lì piantati, e aspettano immobili.E,come per incanto,il manipolo  che 
esibiva con tanta tracotanza,coi muscoli, la  propria  brutale  violenza,si dissolve in un attimo 
come neve al sole, lasciando  che  i due fratelli se ne tornino finalmente  a casa .
     La   professoressa del terzo piano è  la prima nuova abitante  proprietaria nel  palazzetto. Ne seguiranno molti altri,rinnovando ancora una volta il tessuto sociale dei suoi abitanti. Quest’ultimo cambiamento porta anche l’ordito  e la trama dei vecchi negozi di tradizione a essere sostituiti da imprese commerciali più standardizzate. L’elegante negozio GINORI dalle porcellane di fattura
 molto accurata lascia il posto agli indumenti Battiston.Gli  arredi di CROFT a magliette e pantaloni 
di Stefanel.La pasticceria ottocentesca con la piccola fontana  all’interno,dai prestigiosi arredi di 
legno scuro intagliato e mentine e pastiglie colorate negli allettanti contenitori di cristallo lucente,
non è neppure sostituita,sparisce del tutto ,edificio compreso. La birreria accogliente,dalle pareti  affrescate e dalla luce calda,viene inglobata  dal negozio accanto che è il caffè -torrefazione ,dotato evidentemente di energie più  robuste. 
Ma non basta. Il fenomeno  non si limita ai negozi. Anche gli ultimi laboratori artigiani faticano 
a tenere le posizioni. Si è arreso l’ebanista di via Germanico,il metallaro di Borgo è sparito, è 
introvabile da qualche tempo  anche chi lavorava il rame. Nessun collega  li ha sostituiti.
        Nell’agosto del’74,per festeggiare la fine della dittatura,spinti allegramente dal giovane  
dirimpetto ,che ha la bella abitudine di mettere alla finestra la bandiera del paese che in quel 
momento è oppresso o in grave difficoltà, e che aveva sostituito quelle vietnamite del nord e 
del sud con quella greca ,che ha potuto togliere ora che anche quel paese  ha  riconquistatola libertà,Luca e Aisha decidono per una bella,meritata vacanza alle Cicladi.Il giovanotto ha già provveduto intanto a esporre alla sua finestra  la bandiera cilena.

Cap.52

La tragedia cilena

                 A Santiago del CILE, l'11 settembre 1973 con un colpo
di Stato le forze armate guidate da Augusto Pinochet rovesciano
il governo socialista di  Salvador Allende.Il Presidente muore
durante l'assedio al palazzo presidenziale,dopo aver gridato
attraverso Radio Magallanes le sue ultime parole:"Viva il Cile!,
Viva il popolo!,Viva i lavoratori!".La giunta militare,
formata dai capi delle tre forze armate più il comandante dei
 carabineros,durerà per 17 anni (‘73/90),mentre  il presidente 
deposto diviene un forte simbolo,pur con alcune resistenze. La
 giunta aveva assunto il potere con l'obbiettivo di restaurare
"la cilenità, la giustizia e l'ordine" compromessi a suo dire dal 
governo della sinistra negli ultimi anni. Le forze armate che si 
autoproclamarono le uniche entità capaci di salvaguardare e 
difendere l'integrità fisica e giuridica delle istituzioni cilene 
costituirono la giunta militare che si autonominò autorità suprema
 della nazione e,sommando in sé le funzioni costituenti, legislative 
ed esecutive instaurò una dittatura .L'11 settembre stesso iniziavano
 le persecuzioni e gli arresti  di massa; chiunque
fosse ritenutovicino o coinvolto con il governo di Unidad
Popular  veniva fermato e portato nei centri di detenzione
sparsi in tutto il Paese.Caso emblematico è lo stadio 
nazionale di Santiago che venne trasformato in una 
immensa prigione; la Croce Rossa stimò in 7000 circa 
le persone detenute nello stadio nei primi dieci giorni
successivi al golpe,dove molti  vennero uccisi o torturati.
Il messaggio era inequivocabile:nessuna pietà  per i 
"nemici del Cile",nessun ritorno  dei militari nelle caserme, 
magari per lasciare il potere a politici "fidati", perché non si
 trattava solo di sostituire un ceto politico,ma di sbaragliare
una presenza sociale della sinistra che era radicale e diffusa.
Il 25 dello stesso mese gli USA,che avevano  contribuito in 
maniera determinante all'abbattimento di Allende,riconoscevano
ufficialmente il governo della Giunta,legittimando così,a livello
internazionale,il colpo di stato dei militari.Il regime di Pinochet
 trascina nel proprio ricordo,tra  le altre cose,omicidi e deportazioni
 di massa: sono circa diecimila i cileni torturati,
e centinaia le migliaia di persone costrette all'esilio. La 
distruzione delle istituzioni democratiche è rapida, meticolosa
e capillare. Il potere militare pervade ogni aspetto della vita 
del paese.
             Nel Novembre del ’74 al Petrolchimico di Marghera
si rappresenta  Cassio governa a Cipro , un’opera di Giorgio
Manganelli ,tratta dall’Otello di Shakespeare,nel quadro delle
iniziative della  Biennale di Venezia,dedicate al Cile soffocato
dalla tirannide di Pinochet. L’obiettivo degli organizzatori,
Luca Ronconi e Carlo Ripa di Meana  è quello di portare il 
teatro nelle fabbriche e nei quartieri,ma gli spettatori operai
non apprezzano la coscienza democratica e impegnata 
dell’iniziativa.L’esperimento è fischiato . Solo cinque anni 
dopo,nell’estate del’79  a Roma  l’iperattivo assessore alla 
cultura  del comune Renato Nicolini, inventore dell’effimero,
sostiene, tra le tante iniziative ,anche il Festival dei poeti,che
 si terrà per tre giorni(’79) quella sola estate,di notte,in riva
 al mare. Sulla spiaggia di Castelporziano rappresentanti di 
grande interesse della poesia internazionale come Dario 
Bellezza,Gregory Corso,Evgenij Evtušenko,Allen Ginsberg,
Elio Pagliarani,nonché Amelia Rosselli e molti altri si 
propongono direttamente a un pubblico molto ravvicinato 
e subito coinvolto in quella dimensione,visionaria,
 leggendaria o forse è più appropriato dire temeraria   
ed   eccezionale.
Uno scenario della creazione artistica e poetica 
postmodernista che Cordelli,da impresario, aveva 
già sperimentato al Beat’72 nel’77.Una sorta di
rappresentazione della riduzione  della poesia alla 
dimensione impoetica,desublimata,in balia piuttosto
della gestualità,della vocalità,ma ,allo stesso tempo,
anche dei capricci e delle incontrollabili reazioni di un 
pubblico esplicitamente chiamato a partecipare. Un 
esperimento per costruire una  nuova figura di poeta 
che rappresenti così l’incipiente crisi delle ideologie e 
l’ingresso nell’era del tardo capitalismo?

Cap.53                                                                

Una bella vacanza alle Cicladi

                          Due settimane magnifiche quelle della coppia  in
giro per le isole tra natura,storia,arte,sport,cucina adorabili; ma
soprattutto un popolo che, pur provato dalla terribile esperienza
autoritaria,non ha perso la sua umanità,la sua capacità di accogliere.
                     A Kalymnos ,l’isola che festeggia alla partenza e al
ritorno dei suoi pescatori di spugne,con canti e danze tradizionali,
per esempio,mentre visitavano una galleria d’arte ,sono stati
 avvicinati da un ragazzino,figlio della gallerista,che tirandoli per
la camicia, li ha trascinati fino alla sua piccola barca,invitandoli a
gesti a salire. E’poi saltato dentro   e ha cominciato a remare .
Quando ha creduto di essersi allontanato abbastanza dalla riva,
ha tirato fuori un giradischi e ha fatto ascoltare 
loro qualche canzone di Theodorakis.Poi li ha riportati a terra 
 soddisfatto.
La madre ha spiegato  allora che è un’abitudine che ha
preso durante la giunta dei colonnelli,perché allora era
vietato ascoltare quella musica e quella soluzione gli aveva
permesso di continuare a sentirla e anche di condividerla  
con gli amici.E ancora non riesce a smettere. E’ d’obbligo  
allora infilarsi in una biblioteca e spulciare la stampa
 internazionale degli  ultimi  anni per informarsi
 puntigliosamente sulle sofferenze  patite dal popolo greco.                                        

Cap.  54                                                        

La giunta dei colonnelli

                 La dittatura dei colonnelli,in Grecia,nota anche  come la Giunta 
è  il nome che viene usato per indicare il periodo compreso tra il 21 aprile 1967 
e il 24 luglio 1974, quando la Grecia è stata governata da una serie di governi
 militari anticomunisti ,autoritari,che hanno preso il potere con un colpo di stato
guidati dai colonnelli Georgios Papadopoulos,Nikolaos Makarezos. Leader della
 giunta,Georgios Papadopoulos e, dal 25 novembre 1973,Dimitrios  Ioannidis.
        I colonnelli avevano preferito però riferirsi al colpo di stato del 21 aprile
 come a una rivoluzione per salvare la nazione. La loro giustificazione  ufficiale
fu che i cospiratori comunisti(benchéil P. C .fosse fuori legge)si  fossero  infiltrati 
nella  burocrazia ,nelle università,nei centri di comunicazione  e anche nell’esercito,
rendendo necessaria un’azione drastica per  proteggere la Grecia da un 
rivolgimento.
                 Così la principale caratteristica della Giunta era stata un implacabile
 anticomunismo unito alla costante battaglia contro gli invisibili agenti del
 comunismo.Il termine “anarcocomunisti”è stato  spesso usato per indicare
tutti coloro che  professassero idee di sinistra.
         È possibile definire il regime anche come para-fascista,
anche se non ha avuto tutte le caratteristiche di questo tipo.
Molti neofascisti avevano guardato con ammirazione ad esso,
compreso Nikòlaos Michaloliàkos, futuro leader del partito
 neofascista e metaxista Alba Dorata. Secondo lo storico e
 sociologo greco Meletis,Meletopoulos la dittatura dei
colonnelli aveva cercato le sue radici nel nazionalismo e nella
guerra civile, ma anche nel pensiero di uno degli ideologi
 del governo militare,Dimitris Tsakounas  che aveva teorizzato
la sostituzione dei politici, ritenuti inetti, con  i militari,con la
 proposta di una sorta di nasserismo di estrema  destra.
Questo, unito al capo carismatico Papadoupoulos,aveva
 avvicinato l’ideologia della Giunta al militarismo mussoliniano
 tramite  il concetto di "aristocrazia dei combattenti" .
                            In Grecia il partito fascista come luogo
dell'élite era stato sostituito dall'Esercito, in cui i cittadini
poveri erano stati invitati ad arruolarsi per avere in futuro
un ruolo importante; a questo si erano  aggiunti il carattere
tradizionale e la fede in  un passato mitizzato,cioè il culto
di alcuni periodi della storia greca (le polis di Atene e Sparta,
l'impero di Alessandro Magno, ecc.), analogo al culto di Roma
antica del Fascismo italiano, il ruralismo, il  paternalismo, la
demagogia con cui  il Presidente si era presentato come "un
uomo del popolo", in modo simile a quello che aveva  fatto
Mussolini durante  la " battaglia del grano".
           Anche l'eroe della resistenza greca Alexandros Panagulis
aveva definito "golpe fascista" la presa del potere dei colonnelli.

Cap.55

I sampietrini d’ottone

                   Chissà cosa avrebbe da dire con la sua lingua 
tagliente la sora Camilla se ora avesse potuto  assistere alla 
commemorazione che  le istituzioni hanno realizzato nei 
confronti delle vittime delle terribili leggi razziali. Nei 
marciapiedi del quartiere si è potuto giorno dopo giorno 
assistere a un rituale silenzioso,tutt’altro che retorico,che 
è consistito nella posa di sampietrini di ottone  lucente. 
Un‘iniziativa tanto discreta da apparire misteriosa,ma che
 alla fine è apparsa chiara e ha dispiegato tutto il suo doloroso 
significato:un segno materico,fisico in duratura memoria 
degli ebrei che non sono tornati,davanti ai palazzi dove abitavano
prima della deportazione di massa. Quei semplici blocchetti 
di ottone conl’incisione del nome  e della tragica data rendono 
davvero tangibile quanto numeroso sia stato il luttuoso ,
disumano tributo del quartiere.
             Certo  molti di loro lei li avrà conosciuti e ne avrà parlato ,
chissà perché,in quella  maniera irresponsabile quanto inaccettabile,
fornendo così ,a modo suo,un  ignominioso contributo.
             Intanto dalla lettura dei giornali non emerge ora un
 panorama più umanamente  rassicurante.                        

Cap.56

Gli scritti corsari e la morte dell’idroscalo

                1969:Colpo di Stato in Libia - Si è  insediato Gheddafi - .
1969-Strage di piazza Fontana. Nel ’70 Si assiste alla vittoria
 italiana nella partita di calcio Italia - Germania per 4/3. Nello
 stesso anno muoiono Nasser e De  Gaulle. Ancora nel ’70 viene
 promulgata la legge sul divorzio.
 Nel ’71 ha luogo il Golpe Borghese. Nello stesso anno Leone 
è eletto Presidente della Repubblica. L’anno successivomuore
 Feltrinelli,il giovane,brillante editore  di successo. Nel ’72 
 alle Olimpiadi di Monaco un commando palestinese sferra 
un attacco.
Nel ’73 si scatena  la guerra del kippur. Segue la crisi energetica.
 Nel ’74 il referendum sul divorzio conferma la legge del ‘70.
           Nello stesso anno si assiste alla strage di piazza della
 Loggia a Brescia e a quella dell’Italicus.
 Pasolini pubblica sul Corriere gli“SCRITTI CORSARI”
Nel ’75 viene barbaramente ucciso all’idroscalo.
Nel ‘76  si scatena il terremoto nel Friuli.
Nello stesso anno muore Mao.
Nel’77 all’università di Roma la contestazione impedisce
 a Lama,segretario della CGIL di parlare.
 Nel’78 avviene il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro.
Proprio Calvino,ad  assassinio compiuto, espresse in un 
articolo sul Corriere le ragioni che sono alla radice della
difficoltà  a raccontare quello che pure gli appariva 
coinvolgente ovvero “la comunicazione fra universi 
incompatibili”cioè la certezza desolata  che quei dialoghi 
–come quelli di Moro e dei brigatisti – non si sarebbero 
mai più potuti ricostruire,che erano perduti per sempre ,
più di quelli di Bruto ,di Cesare e di Antonio,perché i 
carnefici non raccontano mai nulla e Moro non sarebbe  
 più tornato”. 
Insomma mancano gli strumenti della narrazione neorealista. 
Ancora nello stesso anno si dimette il Presidente Leone. Gli
 succede Sandro Pertini  sempre nello stesso anno.
Ancora una volta in quell’anno così denso di avvenimenti 
viene eletto papa Giovanni Paolo II.,un pontefice polacco
dopo una lunga serie ininterrotta di italiani eletti al soglio
 pontificio.Nel ’79 Khomeini trionfa a Teheran.

Cap.57

La liberazione di Aisha e il nuovo assetto del condominio

                         I giorni rotolano via veloci e pieni di energia per
 quelle meravigliose persone ormai nella terza età che sono Aisha
 e Luca.Infatti hanno tutta la forza entusiastica per affrontare una
fase del tutto nuova  della loro vita. Da poco Aisha ha ricevuto
una notizia triste da Algeri,ma per lei importante al punto  di
liberarla per dare una svolta radicalmente diversa alla sua esistenza.
E’ morto suo marito Mahmoud ,di cirrosi epatica,una  morte in
verità piuttosto anomala per un musulmano molto speciale. Adesso
tutto può cambiare. Le decisioni di Luca e Aisha si susseguono
a un  ritmo vertiginoso. Ora sono liberi di sposarsi per coronare
i loro rapporti profondi  che nel tempo hanno retto a prove difficili
e a momenti di vera felicità,mostrando una solidità non comune .
Concordano,ancora una volta,su una cerimonia civile semplice 
e con pochissimi amici,tra cui Matilde e il marito Filippo oltre
a qualche collega di lavoro di entrambi ,ben  selezionato. I
documenti sono pronti ,compresi  i  passaporti rinnovati,
perché l’altro passaggio importante della loro decisione è la
scelta di Algeri come nuova comune residenza. L’abbandono
dei loro appartamenti separati nel palazzetto ,quasi a meglio
sottolineare il cambiamento radicale che entrambi vogliono
imprimere al loro futuro. Le cose da  portare a termine sembrano
non finire mai, ma sono affrontate con lo slancio che le decisioni
molto volute e consapevoli estendono  anche agli impegni più
sfibranti come le pratiche che le varie burocrazie sanno imporre.
Da qualche giorno è spuntato in un angolo dell’appartamento di
Luca un cesto di vimini per trasporto di animali. Che anche Puffy
stia per intraprendere il lungo viaggio?
                         La decisione  mette subito in moto anche altre
decisioni che determinano cambiamenti  non indifferenti anche
 nel condominio di piazza dell’Unità. L’attento imprenditore
è stato per una volta generoso e ha consentito di liberare Luca
 riacquistando il suo ampio appartamento esteso a tutto il quarto
piano, senza far tante storie,risparmiandogli trattative lunghe
e snervanti ,solo per spuntare un prezzo più allettante. Da Aisha
non ha preteso il consueto preavviso,che abitualmente gli inquilini
devono al proprietario quando intendono abbandonare l’appartamento.
 Subito si è impegnato nei lavori necessari di riadattamento e presto
 è chiaro il  perché del suo atteggiamento generoso  nei confronti di
 Aisha e Luca.In effetti è presto evidente che ha acquirenti subito a
 disposizione.
                                   Aggiunge due ampi vani,per prima cosa
all’appartamentino di Aisha,e la riqualificazione è presto fatta 
per ospitare un giovane professionista con moglie latina e  figlio
piccolo che subito si installa .
                        Un terzo appartamento è  pronto per la vendita
allo stesso  piano in tempi molto ravvicinati .Vedrà  arrivare
una famiglia composta dal padre ufficiale dell’esercito,madre
 e due figlie, giovani studentesse di medicina.
                       Gli uffici dell’imprenditore sono ormai tutti riuniti
nell’attico  recentemente  costruito.
                   Qualche tempo in più,ma non eccessivo,richiede la
 ristrutturazione dell’appartamento immenso di Luca.Anche al
 quarto piano si ricavano tre comodi appartamenti. E,una volta
 pronti,l’insediamento dei nuovi proprietari è immediato. Due
cugine terribili,le Pompili ,che subito mettono a frutto il loro
acquisto nuovo fiammante. Il  quartiere,in posizione centrale
 rispetto al commercio,agli uffici giudiziari,alle caserme,alla
città del Vaticano,si presta a molti sfruttamenti se si possiedono
avidità e mancanza di  scrupoli.
E  loro  forse di simili caratteristiche sono dotate ?
Subito  comincia un frenetico … commercio di letti. Le nostre
 marchandes de sommeil si impegnano in un’ intensa attività
grazie alla quale affittano, non l’intero appartamento,ma singoli
letti ,anche  per  brevi periodi,a lavoratori precari e sottopagati,
a persone di  passaggio per lavori non stabili  in città .C’è anche
una  ragazza-madre con un bambino molto piccolo che ogni
mattina  accompagna dalle  suore,prima di andare a lavorare .
Prima era dipendente in una ditta di pulizie;ora è stata assunta
come commessa  in un negozio di scarpe del quartiere. Questa
originale innovazione  porta così gli abitanti del condominio a
un difficile adattamento. Proprio loro,quei condomini che già
avevano digerito con difficoltà,la presenza degli orafi e del sarto,
che li obbligava a “familiarizzare”con i loro clienti,si trovano di
punto  in bianco a dover  accettare di incontrare con una frequenza
moltiplicata volti sempre  nuovi. In  particolare protesta  la famiglia
di genitori impiegati con due figli che si è insediata da affittuaria
nell’appartamento dello stesso piano ,acquistato dal multiproprietario 
già presente nel condominio con altri appartamenti,non è per niente 
contenta .Ancor più contrariato  è l’avvocato del  terzo appartamento 
che pensa di cedere la sua  nuova abitazione,di cui fino ad ora era 
molto soddisfatto ,alla  sua  giovane figlia prossima al  matrimonio.
Davvero inaccettabile quella che gli si è presentata all’improvviso;
non è proprio preparato a questo genere di realtà.
                    Rocco,il vecchio portiere,che ora lavora all’edicola,
 ha preso coraggio e quando anche  il suo generale si trasferisce,
decide di spostare la sua famiglia in un appartamento in affitto,
in un edificio vicino,più accogliente che permetta una vita più
confortevole alla sua famiglia che si è allargata,con l’arrivo
di altri due gemelli,Nando e Ciro,che si sono aggiunti alla sua
primogenita,Margherita. La moglie Mirella continuerà a occuparsi
della pulizia delle scale del palazzetto di piazza dell’Unità. E nel
condominio nessuno sentirà il bisogno di rimpiazzarlo. Non ci
sarà nessuna richiesta in tal senso e il palazzo resterà senza portiere.
                 Il marinaio del  palazzo  dirimpetto ora  ha esposto 
alla sua  finestra la bandiera argentina.

Cap.58                                                       

L’Argentina e le madri di Placa de Mayo

                        ARGENTINA  .Jorge Rafael Videla Redondo
è il generale argentino che si impadronisce del potere,
imponendosi de facto come 42° presidente della repubblica
argentina che succede a Isabelita Peron ,trasformando le
istituzioni democratiche in regime dittatoriale tramite un
colpo di Stato,noto come “processo di riorganizzazione
 nazionale” che resisterà dal  1976 al 1981. E’ lui il
responsabile primo di crimini contro l’umanità per 
l’omicidio di un numero enorme di desaparecidos. Alle
atrocità e al numero enorme di violazioni dei diritti
umani si deve l’associazione delle madri dei desaparecidos
organizzata col nome di “Asociaciòn Madres de Plaza de
Mayo”che saprà  condurre una lotta costante –soprattutto
con le sue manifestazioni di quei terribili giovedì, quelli
in cui a Buenos Aires le Madri de la Plaza de Mayo, con i
loro fazzoletti bianchi, marciavano intorno al palazzo del
governo per chiedere il ritorno dei desaparecidos-fino alla
condanna del dittatore a due ergastoli e 50 anni di carcere
per vari crimini contro  l’umanità (che avrebbe coinvolto
almeno 30000 vittime) da scontare nel carcere di Buenos
Aires.Esemplare la tragedia familiare del poeta J.Gelman,
anche lui vittima della dittatura,anche lui infaticabile nella
ricerca della verità. Tutti ricordano la scomparsa  del suo
giovane figlio e della nuora incinta,rapiti e assassinati
per colpire il poeta che,accusato di attività antigovernative,
si era rifugiato in Italia per sfuggire alla polizia del suo paese.
Nel gennaio del 1990 erano poi stati identificati i resti del
figlio Marcelo, ucciso a venti anni con un colpo alla nuca.
Ancora più atroce,se possibile, la sorte inflitta alla nuora,
allora incinta,che era stata fatta prima scomparire;poi
era stata fatta partorire e portata con la bambina in Uruguay.
La bimba, Maria Macarena, era stata quindi affidata ad una
famiglia di Montevideo e la madre infine era stata uccisa.
J. Gelman non aveva mai smesso di cercare la nipotina.
Dopo una ricerca durata 23 anni, era stata  infine da lui
ritrovata nel 2000.

Cap.59

Un giurista speculatore

                             E’ in atto,nello stabile, ma ancora appena
agli inizi,un fenomeno di trasformazione. Siamo ormai nei
primi anni  ’80. Molto  spesso – è stato già accennato – gli
appartamenti  erano stati acquistati,ma non per essere abitati
direttamente dai proprietari,che invece li cedevano  in  affitto.
Ma in quegli anni  la maggioranza dei contratti è stata stipulata
secondo le regole dell’equo canone,quindi  le locazioni sono
tendenzialmente piuttosto misere,specialmente per chi aveva
creduto di comperare per un  investimento speculativo sul
mattone .
                   L’inversione di tendenza è dunque  già cominciata,
ma  siamo ancora agli inizi. Pochi sono i nuovi  proprietari che
abitano nell’edificio. Restano ancora parecchi inquilini con i
 rispettivi proprietari scontenti  e poco propensi a spendere per 
la manutenzione ordinaria e ancor  meno per quella straordinaria.
Il palazzetto si sta poco a poco degradando .
                Una  mattina l’intero condominio è stravolto da una
gran confusione. L’inquilina scorbutica del primo piano dice di 
aver sentito nella notte boati,rumori sinistri e ha avvisato subito
il suo padrone di casa.Si parla già di rischio di stabilità,anche 
se  i vetrini  che sono lì a testimoniarla,non si sono mossi. La
 situazione precipita con una rapidità surreale. Tutti sono molto
 spaventati. Nella gran parte si tratta di persone anziane che non
si controllano a sentir parlare di pompieri che devono verificare. 
Viene subito convocata  un’assemblea.
Il multiproprietario si presenta con un suo amico ingegnere che
li informa che l’intervento da fare è molto costoso e tecnicamente 
complesso.
Si tratta cioè di inserire sotto le fondamenta,rese instabili dalla 
 falda vaticana che,a causa della diga di Corbara ,è salita,una 
scatola di cemento che riesca ad arginarla,consentendo al 
palazzo e alle sue fondamenta di navigarci sopra. L’alternativa
più semplice è abbattere la vecchia struttura e costruirne una 
nuova con il doppio dei piani,dunque degli appartamenti,quindi 
del valore. Molti dei proprietari che riscuotono un affitto davvero 
 insoddisfacente sono alleati di facile conquista. L’investitore ha 
fatto bene i suoi conti,conosce il mestiere della speculazione. Ma
 l’insegnante,che è arrivata da poco e che,con quei genitori anziani 
e malati, ha bisogno di tranquillità,non si rassegna. E’ venuta per
 caso a sapere che il piccolo scantinato dove si vendono bombole
 e carbone ha un proprietario con un figlio ingegnere edile. Non 
vengono mai alle assemblee,perché i loro millesimi sono in
 quantità troppo modesta.Non valgono il tempo da dedicare.
 Bisogna assolutamente  mettersi in contatto con lui e pregarlo 
di partecipare,il figlio,alla prossima assemblea. E  l’ing.Claretti 
è gentile e collaborativo accetta di partecipare a quell’assemblea
determinante e fa tre domande,neanche  polemiche,ma evidentemente
efficaci,se il giorno dopo sul tavolo  dell’amministratore giace la
lettera di dimissioni del fantasioso ingegnere amico-complice del
multiproprietario. Sono stati però frattanto chiamati i pompieri  
che hanno già avviato la pratica per inserire la costruzione tra gli 
stabili pericolanti. Si tratta ora di trovare  un tecnico  che sfili la
condanna da quel  maledetto faldone .E’stato divelto il portone,
fermato l’ascensore e tutti gli appartamenti sono puntellati con  
sostegni metallici che consentono agli abitanti di spostarsi solo
di taglio.L’atmosfera è ovviamente ancora molto tesa. L’ing. 
Claretti però non abbandona il campo. E’amico del titolare della 
cattedra di statica all’università che non può occuparsi direttamente 
del problema,perché sta per diventare padre. Propone e consiglia 
però  un suo giovane assistente ,l’ing.Marea,che ha  già
lavorato sia al Palazzaccio che a Tor di Nona ,che conosce 
dunque i problemi di quel territorio.E’la classica luce in 
fondo al tunnel che appare con lui ai condomini ormai molto
provati. Viene rimontato  il portone,l’ascensore  riparte ,gli
 appartamenti vengono liberati da tutti i puntelli e le ferraglie.
Si torna a respirare a un ritmo più naturale .Le fondamenta  
risultano a posto. Tuttavia  sarà opportuno rafforzare la malta 
dei muri esterni che ha subito qua e là nel tempo qualche 
 polverizzazione per i microsismi del traffico,per i lavori
 di costruzione della vicina metropolitana. Diagnosi liberatoria,
ma che determinerà anni di lavori che porteranno,per
scivolamenti successivi impercettibili delle decisioni negli
anni,al restauro di tutto il palazzetto,se si eccettua
l’appartamento della comunità israelitica che si tiene 
stretti testardamente i suoi guai,i più seri per giunta,
anche quando l’appartamento diventa la foresteria per
ospitare le personalità della comunità ebraica di 
passaggio  in città.
Dopo di ché la relazione del tecnico specializzato
toglierà la pratica da quel faldone dove la disonestà 
e l’avidità di alcuni l’avevano confinata. Per una volta
 i mascalzoni hanno subito lo smacco e i condomini
hanno acquisito a vita un angelo custode. 
Si può tornare a leggerein pace il giornale?

Cap.60                                                                  

Gli anni ’80 si aprono con un’estate tragica

                         Non si può dire che tornare alla sua  lettura
 sia però né  piacevole né gratificante.
                        Gli anni ’80  si aprono infatti  con un’estate
drammatica. In Giugno :la tragedia di Ustica .Ad Agosto:
la strage alla stazione di Bologna.Negli USA :si apre la
stagione del reaganismo con l’elezione di Reagan presidente.
 In autunno la tragedia del terremoto in Campania  e Lucania.
In dicembre l’assassinio di John Lennon,il compositore
e cantante dei Beatles che aveva saputo interpretare
 la nuova sensibilità delle generazioni degli anni ’60.
      1981:Agca, terrorista turco dei “Lupi Grigi”
attenta alla  vita del  Papa.
     1981: finalmente qualche novità non luttuosa e
interessante. Spadolini, per la prima volta nella
storia della repubblica un rappresentante politico
 non democristiano,diventa Presidente del Consiglio.
      1982:il  coordinamento del generale Della Chiesa
 produce le prime crepe ,soprattutto col fenomeno dei
“pentiti”,nell’organizzazione  terroristica delle BR; il
gen. Nato Dozier  viene liberato.
         Settembre ’82:il gen. Della Chiesa, dopo i successi
nella lotta  al terrorismo,è inviato come prefetto in Sicilia
per  combattere contro la mafia. E’ assassinato insieme
 con la giovane moglie.

Cap.61

La lettera da Algeri

           E da quel condominio impermeabile  a influenze esterne,
chiuso come una  conchiglia perlifera per decenni ai rapporti  
extra familiari –e anche quelli familiari,per la verità,spesso 
sono stati assai poveri e anche scarsi- si manifesta con  grande
sorpresa un legame di amicizia vera dei diversi,aperti al confronto,
che lo ricercano ,che cercano di condividerlo,un legame che ha
resistito negli  anni alle tempeste più cupe della guerra e della 
clandestinità,che esce dall’universo ristretto del palazzetto di 
piazza dell’Unità e ha saputo aprirsi al mondo  vasto della 
realtà intercontinentale. 
E’la lettera che Matilde riceve da Algeri a casa sua,ormai 
lontana  dal palazzetto di  piazza dell’Unità,decisamente  
 abbandonato da tutti loro,estraneo per sempre,che testimonia 
una realtà che lì tuttavia era nata e che silenziosamente si 
era consolidata ed era cresciuta nel tempo e che adesso 
quella  lettera portava alla luce in modo palese.

Cara amica,
      abbiamo fatto la scelta giusta,quando  Aisha
 ed io abbiamo deciso di venire ad  Algeri 
vivere insieme l’ultimo tratto del  nostro cammino.
                Non è certo una  vita  senza problemi[1]:
è ancora tempo di resistenza;anche qui non
mancano personaggi isolati o organizzati che
si dedicano e traggono soddisfazione e profitto
nel creare agli altri difficoltà .E’ così difficile saper 
apprezzare  il fascino della diversità  e  l’arricchimento
che ci offre l’opportunità del   confronto  tra diversi?
Ma  affrontarle  insieme, un giorno dopo l’altro, le 
rende  meno  intollerabili.
           Per  Aisha significa impegnarsi per contribuire
alla costruzione di un futuro più libero e solidale per
il suo paese anche se,o forse proprio per questo,le 
ha procurato sofferenze al limite della sopportazione.
             Per me significa continuare la mia battaglia 
di una vita in nome della libertà e della giustizia,ma 
costituisce anche l’opportunità che mi sono offerto 
di mettere alla prova la fiducia e l’ammirazione che
ho sempre riposto nel  valore del cosmopolitismo.
Mi sono offerto dunque l’occasione di scoprire se 
non fosse quella una scelta per oppormi  sia pure 
inconsapevolmente a tanta roboante retorica 
nazionalistica e autarchica che aveva raggiunto
nel recente passato livelli intollerabili nel nostro 
paese o se,più semplicemente,non rappresentasse
 che la consapevolezza raggiunta ,malgrado tutto,
di quanto fosse diventato cioè importante e
straordinario per me confrontarmi con culture 
diverse senza pregiudizi o paure di contaminare 
la mia identità . Quella di aprirsi al confronto fra 
diversità è un’esperienza che arricchisce,che dà 
energia e entusiasmo.
                   E’un atteggiamento,ora lo so,che
 consente di scoprire tesori nascosti di umanità,
quando mi immergo con curiosità nelle piacevoli
usanze di qui,quando mi lascio sedurre dalle 
suggestioni di una natura esuberante e spesso
estrema,o anche da queste architetture davvero 
affascinanti. Il mare,poi,è magnifico,e di notte
fare il bagno sommersi dal turbine di scintille 
fosforescenti è davvero un’esperienza unica 
che non  si può dimenticare.
               Vi aspettiamo,dunque,te e Filippo,a casa 
nostra la prossima  estate per passare giorni gioiosi 
insieme e per condividere esperienze importanti,le 
più diverse,che certo voi saprete apprezzare.
 Non fateci aspettare troppo. Un forte abbraccio,
Luca e Aisha

Cap.62

Un decennio che emana una forte negatività                                 
               
    Gli anni Ottanta - Sono gli anni dell'edonismo,
della voglia di affermarsi e di apparire a tutti i costi. Un
decennio in cui si dà  più importanza all'apparenza che
alla sostanza. Cresce il progresso in campo tecnologico
 e con esso si forgia un diverso modo di vivere e di
lavorare nella società moderna. Nascono i primi computer,
i cd e la competizione tra i media televisivi. La neonata
Canale 5 darà del filo da torcere a "Mamma Rai" fin
dai primi anni, costringendola a rivedere simboli e
palinsesti per adeguarsi alla concorrenza.
                      La competizione è un elemento dominante
 anche nel mondo del lavoro soprattutto tra uomini e
donne. La donna  in carriera, sempre bella, efficiente ed
elegante rappresenta l'espressione più tipica dell'universo
femminile degli anni '80.
                                     Anche l’universo insegnante
si è pressoché  femminilizzato. Ma le speranze di un
interessante  cambiamento nei modi della formazione,
che sono state riposte da alcuni in questa nuova realtà,
andranno  presto deluse:la tendenza maggioritaria sarà
quella di adeguare  i propri comportamenti a quelli che
erano stati i clichés dei maschi .Dilaga il consumismo.
 In Italia  i prezzi  salgono alle stelle  e l'inflazione
raggiunge, nella  prima parte del decennio, livelli 
altissimi .
                    Nel 1980 muore  Tito,dittatore jugoslavo
 in carica fin dal 1953.
                     Il sindacato  indipendente polacco
 Solidarnosh,guidato  da Lech Walesa ,proclama
una serie  di scioperi nei cantieri navali di Danzica,
che presto si estendono a tutto il paese.
                   A settembre  del 1980  la tensione tra
 Iran e Iraq per il  controllo di pozzi petroliferi di
confine degenera in guerra aperta .                                                                                                







[1] Sono ancora gli anni in cui l’Algeria,pur pacificata dalla decolonizzazione,
continua a manifestare  inquietudini e tensioni che la porteranno alle intolleranze
 e ai crimini degli anni ’90.



Cap.63
                 
Una fantastica  visione per pochi eletti:la cupola coronata.


E ancora la professoressa del terzo piano a raccontare
un episodio direttamente vissuto,emblematico di questo
decennio  tanto superficiale ,appiattito sul conformismo 
degli interessi,quasi esclusivamente per i guadagni e le 
speculazioni facili,nonché dei  comportamenti.
Un mattino la signora si mette alla ricerca di una 
fantastica visione del cupolone,tutto cinto di una corona 
di chiome dei pini,come sospesa a protezione della città,
che le è  apparsa all’improvviso qualche giorno prima 
mentre andava di fretta per le strade del quartiere senza 
potersi soffermare e fissare quella meraviglia con uno scatto. 
Ma a lungo mal valutando la profondità ,quindi impallando
 l’immagine per l‘insufficienza della  prospettiva che si concede,
la sua ricerca non dà risultati. Pensa allora di chiedere ai
 numerosi negozianti del quartiere che in tanti anni,spostandosi 
dall’abitazione al negozio,avranno avuto modo più volte di 
alzare gli occhi per uno sguardo al panorama .Anche questa 
soluzione fa registrare risposte molto distratte,talora anche
seccate. Qualche eccezionale risposta più partecipata si rivela
 paradossalmente assurda:come quella della pesciaiola che
tutta eccitata e convinta  le si rivolge così:”Ma,signora,non
è contenta? Lei ha avuto una visione!”;o peggio ancora,
quando il fotografo le dà tutta una serie di indicazioni sui
punti che certamente avrebbero consentito il recupero 
dell’immagine,molto lontani dal quartiere,pertanto 
informazioni assolutamente irrealistiche.
Solo qualche giorno dopo, durante il rito della spesa 
nell’ipermercato che frequenta di solito,pur senza più
aspettarsi grandi risultati,decide di chiedere anche alla
 giovane cassiera. Finalmente invece la reazione è non
solo puntuale e piena di utili e precise indicazioni,ma 
calorosa e piena di apprezzamenti,che la ragazza sembra
felice e sorpresa di poter condividere. Ha subito raccontato 
con grande entusiasmo come venendo in motorino dalla 
sua lontana abitazione di periferia al lavoro abbia ormai 
da tempo preso l’abitudine di sgranare gli occhi ogni 
mattina “all’arrivo in città”su quella meraviglia sospesa, 
come un rito augurale quotidiano per cominciare bene la 
propria lunga,faticosa e un po’ monotona giornata,
imprimendole così un piglio di vivacità fantastica.
Un augurio che la professoressa si  è fatta  a sua volta
perché il nostro futuro fosse affidato a nuove generazioni
con una curiosità più ricca e variata, capaci di ricostruire
una vita migliore.


                                               fine