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| San Miniato,la città che freme |
San Miniato ,la città che freme.
Fremo tutta e non per scosse,ma
d’entusiasmo. Uno scatto di vitalità
dopo qualche anno troppo sonnolento ed apatico. Un torpore finalmente
cancellato da sostanziose iniezioni di energia che hanno tonificato le vene
delle mie strade. Manifesti,locandine,striscioni
a primavera le hanno tappezzate per “La Festa degli
Aquiloni”al prato della Rocca. Una festa che mi fa dimenticare i toni grigi dell’inverno con il suo tripudio
di colori e con le infinite forme fantastiche fa sognare adulti e bambini.
Chiara racconta la festa dell’anno scorso al fratellino che l’ascolta incantato,specie quando gli dice del volo del suo drago verde che sputava lingue rosso fuoco nel cielo.
Un’altra iniziativa per grandi e
piccini sigilla poi con i suoi scherzi festosi e le musiche piene d’allegria la
fine della scuola: è l’ora de “La Luna è Azzurra”,con
i suoi artisti di strada che sciamano dentro di me,tracimando fino ai Vicoli
Carbonai ,rallegrando ogni angolo. Siamo ormai all’estate e mi riempio di
ragazzi di tutti i paesi che mi raggiungono per frequentare “La
Scuola dell’Attore”. Sono allegri e anche chiassosi,ma
la loro presenza mi riscalda il cuore. Danno slancio al
“Dramma”,una rappresentazione
che risale all’immediato dopoguerra e che da sempre richiama sul sagrato
del Duomo attori e registi di successo italiani e internazionali. Anche la mia
Antica Biblioteca Comunale dà il suo contributo di creatività e ha inventato
una fantastica “Maratona di Lettura” sotto le stelle.
Beate per la prima volta,per un irrinunciabile anniversario in famiglia,non ha
potuto partecipare e,ai Giardini,Laura gliela racconta.
La locandina dell’evento
La locandina dell’evento
“Anche
quest’anno un successo: anzi,un notevole incremento di pubblico che ha permesso
di arricchire il dibattito,di godere delle location capaci di offrire atmosfere
di grande suggestione. Sotto un cielo
trapunto di stelle ,in una serata quieta ,appena sfiorata da una brezza leggera
che profuma di mare nel Chiostro Conservatorio
di Santa Chiara alcune note vagano nell’aria per
introdurre il primo racconto. Successivamente ci ritroviamo avvolti
nella fuga delle volte di mattoni rossi dell’Antico Refettorio di San
Francesco. Altra musica,altre letture,altre geometrie narrative si intrecciano,
altri pareri si scontrano,si incrociano e si incontrano. E ancora: il sagrato
del Duomo con la vista del mare di luci della Valle del Cencione . Qui la
discussione è accesa. E infine l’alba
rosata che sorge sul Prato della Rocca e la scoperta di Malvaldi, un
giovane scrittore pisano...
Un evento –ne sono sempre più
convinta-dove natura e cultura riescono a stare in perfetto equilibrio.”
Il cuore dell’estate si arricchisce ormai di alternative fantastiche come il “Castello di Suoni” che sa affascinare con la sua musica classica,moderna e sperimentale. Nel Chiostro Conservatorio di Santa Chiara sono fiera di accogliere un gruppo di ragazzi sorprendenti,con mamma al seguito,che ascoltano con attenzione ed entusiasmo ogni battuta del programma. Da Vivaldi a Piazzolla passando per A.Pärt. Finché potrò assistere a episodi tanto esaltanti la mia funzione avrà un senso! Le persone si incontrano,si scambiano punti di vista,intrecciano nuovi appuntamenti,riscoprono i miei angoli più reconditi e,insomma vivono.
I miei fremiti diventano spasmodici per il
moltiplicarsi delle opportunità nel cuore ferragostano .In onore di San
Rocco,il Santo Pellegrino, e del suo Palio esplode un tripudio di proposte per
appagare i sensi –che per l’occasione lievitano a sette. E’il “Festival del
pensiero popolare”
che per sette volte scandisce le mie giornate di sogno secondo un ricco
percorso guidato dai sensi intessuto di Mostre,Dibattiti,Presentazioni
o Laboratori o,più tardi, concerti di
musica antica,
di percussioni sud sahariane o di taranta pugliese, sfilate
o proiezioni/incontro con l’autore che
si conclude con le fiabe
sensoriali evocate nei miei Vicoli
Carbonai.
Un personaggio,costantemente immerso nella
folla,si è identificato con la città e
ne ha perfino ricavato una gigantografia
che campeggia sotto i Loggiati di San Domenico. In effetti è lui il cardine che con generosità ed
entusiasmo ha contribuito in modo
determinante alla rianimazione di un centro urbano che,grazie alle sue
iniziative,negli ultimissimi anni ha potuto riappropriarsi della sua
storia,della sua cultura,insomma della sua anima.
Tiro un po’ il fiato fino
alla “Fiera del
Tartufo”. Un trionfo nel mio ventre di profumi e sapori di
tutte le regioni - dalle isole al resto dello stivale -che si raccolgono ai
piedi del Re Bianco il Tartufo. E’ impossibile resistere alle tentazioni. In
molti si sottopongono a file impietose
solo per assaggiare un pasticcino di marzapane
di chissà quale sperduto convento siciliano o per stringere tra le mani
come uno scrigno di rari gioielli una
confezione di bottarga sarda o si
dispongono a lunghe attese per gustare i
tagliolini al tartufo preparati dai Volontari della Misericordia. Folle che
invadono tutto il mio corpo. Mi piace la loro compagnia .
Non
si è ancora spenta l’eco della Sagra che
già cominciano le installazioni delle
luminarie del Natale ad annunciare le atmosfere calde dei Presepi
e degli Scambi di doni. E’questo per me un momento di grande
benessere.
A
chiudere il cerchio ,infine,le sfilate colorate
dei Carri del Carnevale
per aiutare a superare il grigiore del Generale Inverno che fa fatica a morire.

Per ammirare le numerose illustrazioni che arricchiscono il testo consultare il post "San Miniato,la città che freme".1.su questo blog.
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