domenica 19 aprile 2015

Le ali ai piedi.2.



       
                                                      R U D O L F   N U R E Y E V  


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                                          LE  ALI   AI   PIEDI
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LE ALI AI PIEDI

.   ...e dopo esser stata spesso ad ascoltare il punto di vista delle mani,
così ostinatamente fiducioso e tattile,così fanatico del fare,pragmatico 
e grossolano,col suo tipico effetto di schiacciamento sulla realtà più
 ovvia,capace di soffocare  ogni sguardo prospettico,è tempo di
 confrontarmi col punto di vista dei piedi.
   Sono proprio intelligenti i piedi,sanno portarti lontano ed hanno 
la vista lunga,loro. Sono abituati a orizzonti vasti come il mare,ed
 hanno slancio gotico al cielo.Anzi spesso sono vertigini metafisiche.
Il loro sguardo volto costantemente verso il cielo li può rendere un 
tantino poco realistici,ma che respiro!
Prendi ,per esempio,quando disegnano quei loro precisi quanto
 complessi  arabeschi sul parquet di una milonga per sussurrarle  
 il loro bruciante desiderio. Non sembra si rendano conto di come
stanno realmente le cose...Anzi credo vogliano proprio  ignorare 
con tutta l’anima che il loro criollo sta,in quel momento,lavorando,
 proprio in quel locale. Ma, vuoi mettere? Quanta passione lo 
stesso,quanto piacere a seguire quella musica,bella sì,anzi straordinaria...
Però  che farebbero i  tangheros senza la complicità di quei piedi?
Senza la musica loro invece ce la fanno benissimo. Niente di più
ello, nella vita, dei piedi appoggiati sulla sabbia tiepida a guardare 
il mare che culla le onde al tramonto.
  Giocherellano e sbirciano un po’ in tralice,dal basso in su,quei corpi
allacciati. Come sono slanciati e com’è tenero  quel loro avvilupparsi
 in  un groviglio! E’ un privilegio poter loro tenere compagnia.
E anche quando  percuotono,col tallone nudo ,il suolo della terra,
lanciati in una folle corsa,la loro percezione è forte e sottile ad un
 tempo. Non devono temere mai la solitudine, possono vivere in 
stato di simbiosi costante con lei e con i geni che la abitano. Nulla
 come la danza li predispone a intrecciare il dialogo. La danza è il 
loro linguaggio, con cui sanno farsi capire benissimo ad ogni
 latitudine e in ogni tempo.
       Ma i piedi non sono solo capaci di comunicare con la musica 
la loro lingua,o con la corsa;sanno farlo anche giocando,ed 
esprimono allora abilità ed energia. Comunicano entusiasmo
e partecipazione.
   Perché i piedi sono intelligenti. I piedi pensano. I piedi sono 
filosofi.  Sono perfino orgogliosi del loro punto di vista soggettivo.
A che serve guardare la realtà  nuda e cruda ,di questi  tempi, anzi,
involgarita e disperata,come fanno le mani,quando sappiamo
 trasformarla in accettabile,di  più,piena di suggestioni,eleganze e
 fascino ? Basta volerlo. Certo , non è da tutti guardare dal basso. 
E infatti molti dicono con disprezzo “pensare con i piedi”...Non 
utti conoscono  le enormi potenzialità di cui è capace quella
prospettiva. Non tutti   sanno sperimentare quegli scorci stupendi
 che ci può regalare quel punto di vista,rigenerando la speranza.
Come quando  i piedi di Morgana hanno guardato estatici dal 
balcone  quella luce d’oro danzare tra le foglie degli alberi in 
giardino e un gregge lanoso di nuvole solcare il cielo  e una
 luce scende improvvisa ad abbagliarle la vista,quasi un messaggio 
senza parole al cuore di lui,che è sdraiato al suo fianco , il cuore di
lui che risponde, toccando sublime i suoi piedi .
 O quando Cedric,che ha deciso di porre termine all’estenuante attesa
 e prepara la sua casa per accogliere lei. Ogni oggetto scelto con amore
 e disposto con cura . E lei è arrivata,improvvisa regina ed ha posto i
 suoi piedi  fin dentro l’anima sua. 
I grandi poeti,come Tagore o Prévert, sanno essere i fedeli interpreti
capaci di capire punti di vista così sottili .
Nazim Hikmet arriva a sentirli camminare nell’anima sua, i piedi 
dell’amata, che gli sono tanto cari, e che sanno portare la luce nei 
momenti più cupi della sua vita .

 Che sta facendo adesso

Che sta facendo adesso
adesso,in questo momento
E’ a casa?Per la strada?
Al lavoro? In piedi? Sdraiata’?
Forse sta alzando il braccio?
Amor mio
Come appare in quel movimento
il polso bianco e rotondo!
Che sta facendo adesso
adesso,in questo momento?
Un gattino sulle ginocchia
lei lo accarezza.
O forse sta camminando
ecco il piede che avanza.
Oh i tuoi piedi che mi sono cari
che mi camminano sull’anima
che illuminano i miei giorni bui!
A che pensa?
A me?o forse...chi sa
ai fagioli che non si cuociono.
O forse si domanda
perché tanti sono infelici
sulla terra.
Che sta facendo adesso
Adesso,in questo momento?
                         NAZIM HIKMET
      Ma le posizioni filosofiche dei piedi  sono sorprendentemente
 numerose,talora distanti .A quelle  estatiche e sublimi possono 
perfino opporsi quelle dei piedi ben piantati  per terra,che ,però,
non nascondono mai i pericoli che incombono, invece, col punto 
di vista delle mani. Infatti quello loro,dei piedi,  è  indice di solidità 
e cresce e si  stabilizza solo dopo aver  scrutato orizzonti più vasti
ed essere stati costretti  a quell’ancoraggio  solo per aver dovuto

scartare altre prospettive,più gradevoli,forse,ma troppo evidentemente
volatili e instabili come la brezza fresca di marzo che  sembra
annunciare la primavera  e ,invece, finisce poi per portare la 
pioggia rigeneratrice.
                       
©Maria Gabriella Bruni


Rudolf Nureyev






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