domenica 19 aprile 2015

Lo Specchio.2



 LO SPECCHIO.
    
 Una cavalcata,i capelli al vento,lungo la battigia incontro al sole che muore. L’immagine stessa della libertà. Anzi,piuttosto di due libertà complementari e perfettamente integrate.
      Tutt’altro doppio di quello del mito di Narciso,intrappolato nella fascinazione  esaltante della propria immagine riflessa cui corrisponde ,in una simmetria rovesciata e perversa, la disperazione fatale  che provoca  la scoperta dell’impossibile amore. Altro che integrazione! Piuttosto reciproco annullamento.
      Ma sto divagando...Non è questo che mi interessa. Questo ,semmai, riguarda proprio me. Il mio narcisismo che,quando  ho scoperto il web mi spingeva a pubblicare in modo addirittura compulsivo. L’urgenza frenetica  a specchiarmi  in quello schermo lattiginoso da cui ho fatto molta fatica a liberarmi.. una vera ubriacatura....
        Clelia fissa pensosa la sua immagine riflessa  nel magnifico specchio liberty che ha di fronte, incorniciato da morbide linee sinuose. Si sente in profondo stato di colpa,lei che fino ad ora è stata madre,sentendosi però soprattutto  architetto,appassionata della sua professione,orgogliosa del suo palese successo. Un’affermazione tenacemente ricercata che le è costata sacrifici,soprattutto nei rapporti familiari.  Ora sta dedicando una  particolare attenzione al tema del doppio. Quello che in particolare la interessa è un’altra simmetria,un altro rovesciamento in tema di libertà tra la figura  che si riflette e l’immagine riflessa. Cerca di estremizzare la struttura positivo/negativo per chiarirla meglio a se stessa. E’ certa che ,mentre può attribuire libertà totale ai tratti,ai gesti,alle espressioni di se stessa davanti allo specchio,quegli stessi  elementi sono totalmente da lei condizionati e a lei subordinati quando sono riferiti all’immagine riflessa. Ecco ora comincia a capire il legame di Caterina e Costanza,le sue deliziose gemelle monozigote,da sempre piene di problemi,la maggior parte per lei  ,figlia unica,insospettati,alle quali  fino ad ora non è stata capace  di dare il minimo aiuto.
         Come quando,ancora bambina, Costanza,che sapeva bene  quanto sua sorella soffrisse di vertigini,si ostinava a salire sugli alberi ,appena se ne presentava uno a portata di mani e di piedi,sicura che la provocazione sarebbe scattata immediata e Caterina avrebbe cercato di seguirla,arrancando con grande fatica e superando con coraggio e grande determinazione le sue difficoltà,mentre lei ,seduta sul ramo più alto troneggiava compiaciuta della facilità della sua impresa. E così in tante occasioni,senza che Clelia si rendesse conto della necessità di un suo intervento. Anzi,convinta che  la baldanza di Costanza fosse positivamente impegnata a fortificare il carattere della gemella. Con  un’influenza   molto positiva insomma ,piuttosto che essere consapevole che  il comportamento di quella terribile e vivacissima ragazzina tendeva soprattutto  a nutrire il proprio spirito di accanita competitrice ,soggiogando in ogni occasione lo spirito di iniziativa e di indipendenza della sorella.
        Ora ,però,è arrivato il momento in cui Clelia vuole essere una madre , affrontando  la loro realtà  e cercare di capire per dar loro  una mano. L’adolescenza è un’età  già di suo logorante ,difficile,ingrata. Sta a lei dunque riuscire a proteggerle dalle insidie supplementari che certamente  le attendono. Non permetterà  più  che i comportamenti di Caterina siano la copia condizionata di quelli di sua sorella.
   Certo sa  che  non è un compito facile quello che la aspetta. Ha messo ben a fuoco l’obiettivo da raggiungere. Aiutare le sue ragazze ad individuare e accettare ciascuna le proprie diversità,valorizzando così la personalità di ognuna e conquistando  con la consapevolezza  rispetto,stima ed affetto reciproci. Ma quale  il percorso da compiere?Con quali strumenti intervenire? Tutto è ancora nebuloso e fluido perché tutto sarà  da costruire volta per volta,con attenzione e pazienza. Quello che ora per lei è certo è che la scoperta della necessità e dell’importanza  del suo impegno  le ha fatto ritrovare una volontà,anzi  di più,  un’abnegazione di cui non sapeva di poter disporre .                                                                                                           
       Intanto devo rompere lo specchio perchè ognuna ritrovi la sua unicità e recuperi dunque se stessa.
Perché,per esempio,Caterina deve continuare a sfinirsi con gli allenamenti in piscina ,solo perché a Costanza fa bene bruciarci un po’ della sua esuberante energia e placare il suo ego troppo esigente con i successi che così facilmente raggiunge nelle numerose gare e che certo non esaltano  quello di sua sorella?
Caterina ha invece una evidente sensibilità musicale,inespressa;in particolare ho notato che possiede un non comune senso del ritmo . Perfino il suo modo di camminare ne è elegantemente influenzato. Devo assolutamente coinvolgerla in qualche modo.
             Ecco. Forse ho trovato. Allo studio è arrivata da poco  una giovanissima praticante. Ha un suo fascino,tutti , da noi ,l’ammirano. E,l’altro ieri,quando abbiamo fatto colazione insieme,anche per conoscerci meglio,mi ha parlato con grande entusiasmo della scuola di tango che frequenta nel suo quartiere. Forse è il più multietnico della capitale il Pigneto.Mi ha detto che le è servito anche per stringere buone amicizie,è più facile tra chi ha analoghi problemi  perché viene da fuori. Virginia mi è sembrata una ragazza equilibrata e gentile e,sul lavoro, mi sembra anche aperta alla collaborazione. Voglio farla conoscere a Caterina. Se si piacciono, la cosa potrebbe funzionare. Ha più esperienza,è più matura  di mia figlia e ,all’inizio,potrebbe essere un modello affascinante per lei da seguire e che metterebbe ,forse,in ombra quello ossessivo della sorella. Devo assolutamente provare.”
Clelia ha avuto fortuna con la sua idea. Caterina ha seguito alla scuola di ballo la nuova amica ed ha trovato accogliente il gruppo variegato ,per età e provenienza,degli allievi. Virginia si è data molto da fare e l’ha convinta ad iscriversi. Ha preso molto sul serio il suo ruolo. Poiché le lezioni si svolgono di sera,con grande naturalezza ha perfino offerto a Caterina di riaccompagnarla col suo motorino. Insomma ha l’atteggiamento affettuoso e protettivo fatto apposta per rassicurare Clelia.
  La prima lezione è stata un successo.
-Sai,mamma,la prima volta ci è permesso di cambiare ad ogni ballo il cavaliere,per sperimentare l’affiatamento possibile e poter formare la coppia meglio assortita .
-E,alla fine,chi ti è stato assegnato come compagno?
-Io mi preparerò alla gara con Hernan.E’ nato a Roma,ma i suoi genitori sono di Buenos Aires.Hanno sofferto troppo laggiù- desaparecidos in famiglia,persecuzioni,terrore,disoccupazione-e hanno deciso di emigrare. Ma il tango resta il legame con la loro terra. E’ molto bravo ed è orgoglioso di essere stato scelto per aiutare me che sono assolutamente digiuna di tecnica.
-E che cosa ti ha detto ,dopo le prime prove?
-E’ stato gentile: Mi ha incoraggiato a continuare: ha detto che “ho una naturale inclinazione”!
_Virginia mi ha detto che è un po’ più grande di te e che è  proprio un bel ragazzo ,ammirato da tutti laggiù.
-Sì,è un perfetto cavaliere,appassionato alla danza e alla musica di quello che per lui è il suo paese,orgoglioso e attento. E’ già al primo anno di università e studia antropologia. Per me è davvero un buon maestro. Sono molto contenta di prepararmi alla gara con lui. Però,mamma,devo chiederti un favore. Per impegnarmi seriamente,devo lasciare gli allenamenti in piscina. Mi dispiace deluderti-avevi anche speso un sacco di soldi per l’iscrizione -ma proprio non ce la faccio a tener testa a entrambi. Dillo tu a Costanza. Ci resterà malissimo e mi tratterà da cane. E io non ho voglia di litigare con lei.
Caterina non può immaginare quanto Clelia sia soddisfatta della piega che stanno prendendo le cose con  la figliola .La mamma  pensa di invitare Hernan alla festa di compleanno delle ragazze. E’ molto interessata a conoscerlo meglio e il pretesto dell’invito alla festa le sembra,dopotutto,il meno invasivo,anche se è una scelta che la obbliga all’attesa. dovrà mettere a freno per un bel po’ la sua impazienza,fino alla data canonica...
...La festa scorre piacevole. Ma Clelia non aveva pensato all’esuberanza di Costanza. Per fortuna la gara è vicina e non si accettano ulteriori iscrizioni. Costanza sarà costretta ad impegnarsi a vincere la sua solita medaglia di nuotatrice-delfino.
Caterina è molto emozionata .Come sempre si è molto impegnata ,ma, per la prima volta in vita sua,può ambire al successo. Hernan le ha confermato che possono farcela. Che tutti alla scuola li danno per i favoriti. Sono considerati i più sicuri,i più eleganti,i più virtuosi.  Caterina non vuole farsi fregare dall’ansia e dall’emozione. Comincia ad assaporare il gusto dell’affermazione di sé attraverso il successo. Clelia ha in tasca la prima vittoria. La scelta oculata della madre e la naturale dedizione della figlia hanno fatto conquistare a Caterina quell’autostima che le era sempre mancata per la costante sudditanza alla sorella e che,invece,è necessaria per vivere.
  E’ sorprendente la forza di autocontrollo di cui Caterina si mostra capace durante la gara. Tutta la famiglia è ammirata del suo talento. La vittoria è un successo strepitoso e,se Caterina è raggiante,Hernan è giustamente fiero,sa di esserne l’artefice neanche tanto nascosto. Ma   sembra anche ,in qualche modo,imbarazzato,contrariato. Clelia è tutta in apprensione;non riesce a capire perché quel ragazzo non riesca a godersi fino in fondo il piacere del meritato successo. Da che possano derivare quelle ombre che sembrano velare la luce dei suoi grandi occhi scuri .Ma non è certo quello il momento né il luogo che favorisca la scoperta della causa. E  la madre  si vede costretta a rinviare ad  altro momento più opportuno un’indagine approfondita. Forse Virginia potrà aiutarla.
       Ed è infatti durante una nuova colazione di lavoro che Virginia squarcia il velo  di mistero. Hernan è suo amico ed ha l’abitudine di confidarsi con lei,soprattutto da quando ha introdotto Caterina nell’ambiente della scuola di ballo. Il ragazzo è da subito rimasto molto colpito dalla giovanissima partner,dalla sua bellezza discreta,ma soprattutto dalla sua indole riservata e mite,dalla sua determinazione tetragona e dalla serietà entusiastica del suo impegno. Ma Caterina non è parsa accorgersi della natura delle attenzioni di lui. Gli è molto legata,il suo ,però,è un vincolo fatto di stima,di ammirazione e di gratitudine. Guarda a lui come a . un grande amico da cui aspettarsi appoggio e protezione. Lontana è per lei  qualsiasi idea di innamoramento. Tuttavia la familiarità che la pratica della danza aveva subito fatto nascere tra loro,faceva sperare al giovanotto che potesse col tempo trasformarsi in un sentimento più intimo e caldo.
Quando la festa di compleanno aveva creato un problema introducendo il personaggio inquietante di Costanza. Così uguale,così diversa. Subito molto interessata a lui,con spavalda insistenza. E lì si è insinuato il disagio. In quel frangente è stato chiaro per lui che se era stato intrigante,se si era sentito coinvolto dalle attenzioni  esplicite e dirette del doppio apparente di Caterina,quello che era importante per lui,quello che lo affascinava nella sua partner di tango non era soltanto l’aspetto fisico che aveva ritrovato in Costanza ,ma il suo spirito tenace ,la sua straordinaria capacità di imprimere il sigillo del la forma delle figure più fantasiose del tango sul flusso costante dell’ entusiasmo,la sua capacità di condividere emozioni e scoperte,la sua personalità  tuttavia riservata e gentile,tanto più attraente per lui  dell’irruenza imperiosa della sua gemella e della sua intelligenza  guizzante,disordinata  ed egocentrica ,che bene esprimono le sue figure che arruffano con impeto l’acqua.
   Dopo la premiazione  per la gara di tango c’era dunque stato un chiarimento tra loro definitivo. Non una rottura  di qualcosa che non era mai veramente iniziato,ma la precisazione di Hernan  che il rapporto ricercato da Costanza non aveva nessun possibile futuro. Per  la prima volta tra le due sorelle si era rovesciato il destino. Beffardamente per Costanza,assolutamente  non avvezza a perdere. Il tutto nell’ignoranza  più totale di Caterina ,tutta presa dall’assaporare , per la prima volta anche lei ,il sapore dolce della più modesta vittoria nella gara di tango.
           Ecco perché l’imbarazzo del ragazzo e un  accenno di contrarietà malinconica nello sguardo e nei gesti,malgrado la soddisfazione sicura nelle parole per la vittoria nella gara. Perché con Caterina tutto resta ancora inespresso. Il rapporto da lui tanto desiderato è tutto in divenire e occorre ancora molta pazienza e del tempo perché nasca e cresca la felicità consapevole e condivisa,cui continua a dedicare tutte le sue cure e che è certo di poter  costruire. Ed ha regalato a Virginia una bella poesia di Léopold,Sédar,Nyilane Senghor che con orgoglio la ragazza ha mostrato alla madre,quasi a suggerirle che la sua Caterina ha trovato un nuovo doppio,che tuttavia non vuole essere competitivo con lei;anzi:ha tutta la pazienza dell’innamorato e aspetta:
E  il sole. [1]

E il sole palla di fuoco, in declivio sul mare vermiglio.
Sul limitare della brousse[2] e dell’abisso, mi perdo nel dedalo del sentiero.
Mi segue quell’odore alto altero che irrita le mie narici
Deliziosamente. Mi segue e tu mi segui, il mio doppio

Il sole si tuffa nell’angoscia
In un trionfo di luci, in un trasalimento di colori di grida di collere.
Una piroga, affilata come un ago in un immenso mare calmo
Un rematore e il suo doppio.
Sanguinano le arenarie del capo di Nase quando si accende il faro delle Mamelles
In lontananza. Il dispiacere così mi punge  pensiero di te.
Penso a te quando cammino, nuoto
seduto o in piedi, penso a te mattina e sera
La notte quando piango, eh sì quando rido
quando parlo  mi parlo e quando taccio
Nelle mie gioie e nelle mie pene. Quando penso e non penso
Cara, io penso a te.


[1] Della raccolta tarda,”Lettres d’hivernage”, ’ Argument’ . 1972. Léopold Senghor:”Poèmes”,Op. Cit. La traduzione dal francese è di M. Gabriella Bruni.

[2] Savana, sterpaglia.

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