Una cavalcata,i capelli al vento,lungo la
battigia incontro al sole che muore. L’immagine stessa della libertà.
Anzi,piuttosto di due libertà complementari e perfettamente integrate.
Tutt’altro doppio di quello del mito di Narciso,intrappolato
nella fascinazione esaltante della
propria immagine riflessa cui corrisponde ,in una simmetria rovesciata e
perversa, la disperazione fatale che
provoca la scoperta dell’impossibile
amore. Altro che integrazione! Piuttosto reciproco annullamento.
Ma sto divagando...Non è questo che mi
interessa. Questo ,semmai, riguarda proprio me. Il mio narcisismo che,quando ho scoperto il web mi spingeva a pubblicare in
modo addirittura compulsivo. L’urgenza frenetica a specchiarmi in quello schermo lattiginoso da cui ho fatto
molta fatica a liberarmi.. una vera ubriacatura....
Clelia fissa pensosa la sua immagine
riflessa nel magnifico specchio liberty
che ha di fronte, incorniciato da morbide linee sinuose. Si sente in profondo
stato di colpa,lei che fino ad ora è stata madre,sentendosi però soprattutto architetto,appassionata della sua
professione,orgogliosa del suo palese successo. Un’affermazione tenacemente
ricercata che le è costata sacrifici,soprattutto nei rapporti familiari. Ora sta dedicando una particolare attenzione al tema del doppio.
Quello che in particolare la interessa è un’altra simmetria,un altro
rovesciamento in tema di libertà tra la figura
che si riflette e l’immagine riflessa. Cerca di estremizzare la
struttura positivo/negativo per chiarirla meglio a se stessa. E’ certa
che ,mentre può attribuire libertà totale ai tratti,ai gesti,alle espressioni
di se stessa davanti allo specchio,quegli stessi elementi sono totalmente da lei condizionati e
a lei subordinati quando sono riferiti all’immagine riflessa. Ecco ora comincia
a capire il legame di Caterina e Costanza,le sue deliziose gemelle
monozigote,da sempre piene di problemi,la maggior parte per lei ,figlia unica,insospettati,alle quali fino ad ora non è stata capace di dare il minimo aiuto.
Come
quando,ancora bambina, Costanza,che sapeva bene
quanto sua sorella soffrisse di vertigini,si ostinava a salire sugli
alberi ,appena se ne presentava uno a portata di mani e di piedi,sicura che la
provocazione sarebbe scattata immediata e Caterina avrebbe cercato di
seguirla,arrancando con grande fatica e superando con coraggio e grande
determinazione le sue difficoltà,mentre lei ,seduta sul ramo più alto
troneggiava compiaciuta della facilità della sua impresa. E così in tante
occasioni,senza che Clelia si rendesse conto della necessità di un suo
intervento. Anzi,convinta che la
baldanza di Costanza fosse positivamente impegnata a fortificare il carattere
della gemella. Con un’influenza molto positiva
insomma ,piuttosto che essere consapevole che
il comportamento di quella terribile e vivacissima ragazzina tendeva
soprattutto a nutrire il proprio spirito
di accanita competitrice ,soggiogando in ogni occasione lo spirito di
iniziativa e di indipendenza della sorella.
Ora ,però,è arrivato il momento in cui Clelia vuole
essere una madre , affrontando la loro realtà e cercare di capire per dar loro una mano. L’adolescenza è un’età già di suo logorante ,difficile,ingrata. Sta a
lei dunque riuscire a proteggerle dalle insidie supplementari che certamente le attendono. Non permetterà più che
i comportamenti di Caterina siano la copia condizionata di quelli di sua
sorella.
Certo sa
che non è un compito facile
quello che la aspetta. Ha messo ben a fuoco l’obiettivo da raggiungere. Aiutare
le sue ragazze ad individuare e accettare ciascuna le proprie
diversità,valorizzando così la personalità di ognuna e conquistando con la consapevolezza rispetto,stima ed affetto reciproci. Ma
quale il percorso da compiere?Con quali
strumenti intervenire? Tutto è ancora nebuloso e fluido perché tutto sarà da costruire volta per volta,con attenzione e
pazienza. Quello che ora per lei è certo è che la scoperta della necessità e
dell’importanza del suo impegno le ha fatto ritrovare una volontà,anzi di più, un’abnegazione di cui non sapeva di poter
disporre .
“
Intanto devo rompere lo specchio perchè ognuna ritrovi la sua unicità e
recuperi dunque se stessa.
Perché,per esempio,Caterina
deve continuare a sfinirsi con gli allenamenti in piscina ,solo perché a
Costanza fa bene bruciarci un po’ della sua esuberante energia e placare il suo
ego troppo esigente con i successi che così facilmente raggiunge nelle numerose
gare e che certo non esaltano quello di
sua sorella?
Caterina ha invece una
evidente sensibilità musicale,inespressa;in particolare ho notato che possiede
un non comune senso del ritmo . Perfino il suo modo di camminare ne è
elegantemente influenzato. Devo assolutamente coinvolgerla in qualche modo.
Ecco. Forse ho trovato. Allo studio è arrivata
da poco una giovanissima praticante. Ha
un suo fascino,tutti , da noi ,l’ammirano. E,l’altro ieri,quando abbiamo fatto
colazione insieme,anche per conoscerci meglio,mi ha parlato con grande
entusiasmo della scuola di tango che frequenta nel suo quartiere. Forse è il
più multietnico della capitale il Pigneto.Mi ha detto che le è servito anche
per stringere buone amicizie,è più facile tra chi ha analoghi problemi perché viene da fuori. Virginia mi è sembrata
una ragazza equilibrata e gentile e,sul lavoro, mi sembra anche aperta alla
collaborazione. Voglio farla conoscere a Caterina. Se si piacciono, la cosa
potrebbe funzionare. Ha più esperienza,è più matura di mia figlia e ,all’inizio,potrebbe essere un
modello affascinante per lei da seguire e che metterebbe ,forse,in ombra quello
ossessivo della sorella. Devo assolutamente provare.”
Clelia
ha avuto fortuna con la sua idea. Caterina ha seguito alla scuola di ballo la
nuova amica ed ha trovato accogliente il gruppo variegato ,per età e
provenienza,degli allievi. Virginia si è data molto da fare e l’ha convinta ad
iscriversi. Ha preso molto sul serio il suo ruolo. Poiché le lezioni si
svolgono di sera,con grande naturalezza ha perfino offerto a Caterina di
riaccompagnarla col suo motorino. Insomma ha l’atteggiamento affettuoso e
protettivo fatto apposta per rassicurare Clelia.
La prima lezione è stata un successo.
-Sai,mamma,la
prima volta ci è permesso di cambiare ad ogni ballo il cavaliere,per
sperimentare l’affiatamento possibile e poter formare la coppia meglio
assortita .
-E,alla
fine,chi ti è stato assegnato come compagno?
-Io
mi preparerò alla gara con Hernan.E’ nato a Roma,ma i suoi genitori sono di
Buenos Aires.Hanno sofferto troppo laggiù- desaparecidos in
famiglia,persecuzioni,terrore,disoccupazione-e hanno deciso di emigrare. Ma il
tango resta il legame con la loro terra. E’ molto bravo ed è orgoglioso di
essere stato scelto per aiutare me che sono assolutamente digiuna di tecnica.
-E
che cosa ti ha detto ,dopo le prime prove?
-E’
stato gentile: Mi ha incoraggiato a continuare: ha detto che “ho una naturale inclinazione”!
_Virginia
mi ha detto che è un po’ più grande di te e che è proprio un bel ragazzo ,ammirato da tutti
laggiù.
-Sì,è
un perfetto cavaliere,appassionato alla danza e alla musica di quello che per
lui è il suo paese,orgoglioso e attento. E’ già al primo anno di università e
studia antropologia. Per me è davvero un buon maestro. Sono molto contenta di
prepararmi alla gara con lui. Però,mamma,devo chiederti un favore. Per
impegnarmi seriamente,devo lasciare gli allenamenti in piscina. Mi dispiace deluderti-avevi
anche speso un sacco di soldi per l’iscrizione -ma proprio non ce la faccio a
tener testa a entrambi. Dillo tu a Costanza. Ci resterà malissimo e mi tratterà
da cane. E io non ho voglia di litigare con lei.
Caterina
non può immaginare quanto Clelia sia soddisfatta della piega che stanno
prendendo le cose con la figliola .La
mamma pensa di invitare Hernan alla
festa di compleanno delle ragazze. E’ molto interessata a conoscerlo meglio e
il pretesto dell’invito alla festa le sembra,dopotutto,il meno invasivo,anche
se è una scelta che la obbliga all’attesa. dovrà mettere a freno per un bel po’
la sua impazienza,fino alla data canonica...
...La
festa scorre piacevole. Ma Clelia non aveva pensato all’esuberanza di Costanza.
Per fortuna la gara è vicina e non si accettano ulteriori iscrizioni. Costanza
sarà costretta ad impegnarsi a vincere la sua solita medaglia di
nuotatrice-delfino.
Caterina
è molto emozionata .Come sempre si è molto impegnata ,ma, per la prima volta in
vita sua,può ambire al successo. Hernan le ha confermato che possono farcela.
Che tutti alla scuola li danno per i favoriti. Sono considerati i più sicuri,i
più eleganti,i più virtuosi. Caterina
non vuole farsi fregare dall’ansia e dall’emozione. Comincia ad assaporare il
gusto dell’affermazione di sé attraverso il successo. Clelia ha in tasca la
prima vittoria. La scelta oculata della madre e la naturale dedizione della
figlia hanno fatto conquistare a Caterina quell’autostima che le era sempre
mancata per la costante sudditanza alla sorella e che,invece,è necessaria per
vivere.
E’ sorprendente la forza di autocontrollo di
cui Caterina si mostra capace durante la gara. Tutta la famiglia è ammirata del
suo talento. La vittoria è un successo strepitoso e,se Caterina è
raggiante,Hernan è giustamente fiero,sa di esserne l’artefice neanche tanto
nascosto. Ma sembra anche ,in qualche
modo,imbarazzato,contrariato. Clelia è tutta in apprensione;non riesce a capire
perché quel ragazzo non riesca a godersi fino in fondo il piacere del meritato
successo. Da che possano derivare quelle ombre che sembrano velare la luce dei
suoi grandi occhi scuri .Ma non è certo quello il momento né il luogo che
favorisca la scoperta della causa. E la
madre si vede costretta a rinviare ad altro momento più opportuno un’indagine
approfondita. Forse Virginia potrà aiutarla.
Ed
è infatti durante una nuova colazione di lavoro che Virginia squarcia il
velo di mistero. Hernan è suo amico ed
ha l’abitudine di confidarsi con lei,soprattutto da quando ha introdotto
Caterina nell’ambiente della scuola di ballo. Il ragazzo è da subito rimasto molto
colpito dalla giovanissima partner,dalla sua bellezza discreta,ma soprattutto
dalla sua indole riservata e mite,dalla sua determinazione tetragona e dalla
serietà entusiastica del suo impegno. Ma Caterina non è parsa accorgersi della
natura delle attenzioni di lui. Gli è molto legata,il suo ,però,è un vincolo
fatto di stima,di ammirazione e di gratitudine. Guarda a lui come a . un grande
amico da cui aspettarsi appoggio e protezione. Lontana è per lei qualsiasi idea di innamoramento. Tuttavia la
familiarità che la pratica della danza aveva subito fatto nascere tra
loro,faceva sperare al giovanotto che potesse col tempo trasformarsi in un
sentimento più intimo e caldo.
Quando la festa di compleanno
aveva creato un problema introducendo il personaggio inquietante di Costanza.
Così uguale,così diversa. Subito molto interessata a lui,con spavalda
insistenza. E lì si è insinuato il disagio. In quel frangente è stato chiaro
per lui che se era stato intrigante,se si era sentito coinvolto dalle
attenzioni esplicite e dirette del
doppio apparente di Caterina,quello che era importante per lui,quello che lo
affascinava nella sua partner di tango non era soltanto l’aspetto fisico che
aveva ritrovato in Costanza ,ma il suo spirito tenace ,la sua straordinaria
capacità di imprimere il sigillo del la forma delle figure più fantasiose del
tango sul flusso costante dell’ entusiasmo,la sua capacità di condividere
emozioni e scoperte,la sua personalità tuttavia riservata e gentile,tanto più
attraente per lui dell’irruenza
imperiosa della sua gemella e della sua intelligenza guizzante,disordinata ed egocentrica ,che bene esprimono le sue
figure che arruffano con impeto l’acqua.
Dopo la premiazione per la gara di tango c’era dunque stato un
chiarimento tra loro definitivo. Non una rottura di qualcosa che non era mai veramente
iniziato,ma la precisazione di Hernan
che il rapporto ricercato da Costanza non aveva nessun possibile futuro.
Per la prima volta tra le due sorelle si
era rovesciato il destino. Beffardamente per Costanza,assolutamente non avvezza a perdere. Il tutto nell’ignoranza
più totale di Caterina ,tutta presa
dall’assaporare , per la prima volta anche lei ,il sapore dolce della più
modesta vittoria nella gara di tango.
Ecco perché l’imbarazzo del ragazzo
e un accenno di contrarietà malinconica
nello sguardo e nei gesti,malgrado la soddisfazione sicura nelle parole per la
vittoria nella gara. Perché con Caterina tutto resta ancora inespresso. Il
rapporto da lui tanto desiderato è tutto in divenire e occorre ancora molta
pazienza e del tempo perché nasca e cresca la felicità consapevole e condivisa,cui
continua a dedicare tutte le sue cure e che è certo di poter costruire. Ed ha regalato a Virginia una
bella poesia di Léopold,Sédar,Nyilane Senghor che con orgoglio la ragazza ha
mostrato alla madre,quasi a suggerirle che la sua Caterina ha trovato un nuovo
doppio,che tuttavia non vuole essere competitivo con lei;anzi:ha tutta la
pazienza dell’innamorato e aspetta:
E il sole. [1]
E il sole palla di fuoco,
in declivio sul mare vermiglio.
Sul limitare della brousse[2]
e dell’abisso, mi perdo nel dedalo del sentiero.
Mi segue quell’odore alto
altero che irrita le mie narici
Deliziosamente. Mi segue e
tu mi segui, il mio doppio
Il sole si tuffa
nell’angoscia
In un trionfo di luci, in
un trasalimento di colori di grida di collere.
Una piroga, affilata come
un ago in un immenso mare calmo
Un rematore e il suo
doppio.
Sanguinano le arenarie del
capo di Nase quando si accende il faro delle Mamelles
In lontananza. Il
dispiacere così mi punge pensiero di te.
Penso a te quando cammino,
nuoto
seduto o in piedi, penso a
te mattina e sera
La notte quando piango, eh
sì quando rido
quando parlo mi parlo e quando taccio
Nelle mie gioie e nelle
mie pene. Quando penso e non penso
Cara, io penso a te.

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