domenica 19 aprile 2015

San Miniato,la città che freme.2.

San Miniato,la città che freme


                                                          San Miniato ,la città che freme.




   Fremo tutta e non per scosse,ma d’entusiasmo. Uno scatto di vitalità  dopo qualche anno troppo sonnolento ed apatico. Un torpore finalmente cancellato da sostanziose iniezioni di energia che hanno tonificato le vene delle mie strade.  Manifesti,locandine,striscioni a primavera le hanno tappezzate per “La Festa degli Aquiloni”al prato della Rocca. Una festa che mi fa dimenticare i  toni grigi dell’inverno con il suo tripudio di colori e con le infinite forme fantastiche fa sognare  adulti e bambini.  

 Chiara racconta la festa dell’anno scorso al fratellino che l’ascolta incantato,specie quando gli dice del volo del suo drago verde che sputava lingue rosso fuoco nel cielo.

     Un’altra iniziativa per grandi e piccini sigilla poi con i suoi scherzi festosi e le musiche piene d’allegria la fine della scuola: è l’ora de “La Luna è Azzurra”,con i suoi artisti di strada che sciamano dentro di me,tracimando fino ai Vicoli Carbonai ,rallegrando ogni angolo. Siamo ormai all’estate e mi riempio di ragazzi di tutti i paesi che mi raggiungono per frequentare La Scuola dell’Attore”. Sono allegri e anche chiassosi,ma la loro presenza mi riscalda il cuore. Danno slancio al “Dramma”,una rappresentazione  che risale all’immediato dopoguerra e che da sempre richiama sul sagrato del Duomo attori e registi di successo italiani e internazionali. Anche la mia Antica Biblioteca Comunale dà il suo contributo di creatività e ha inventato una fantastica Maratona di Lettura” sotto le stelle. Beate per la prima volta,per un irrinunciabile anniversario in famiglia,non ha potuto partecipare e,ai Giardini,Laura gliela racconta.
La locandina dell’evento


         “Anche quest’anno un successo: anzi,un notevole incremento di pubblico che ha permesso di arricchire il dibattito,di godere delle location capaci di offrire atmosfere di  grande suggestione. Sotto un cielo trapunto di stelle ,in una serata quieta ,appena sfiorata da una brezza leggera che profuma di mare nel Chiostro Conservatorio  di Santa Chiara  alcune note  vagano nell’aria  per  introdurre il primo racconto. Successivamente ci ritroviamo avvolti nella fuga delle volte di mattoni rossi dell’Antico Refettorio di San Francesco. Altra musica,altre letture,altre geometrie narrative si intrecciano, altri pareri si scontrano,si incrociano e si incontrano. E ancora: il sagrato del Duomo con la vista del mare di luci della Valle del Cencione . Qui la discussione è accesa. E infine l’alba  rosata che sorge sul Prato della Rocca e la scoperta di Malvaldi, un giovane scrittore  pisano...
       Un evento –ne sono sempre più convinta-dove natura e cultura riescono a stare in perfetto equilibrio.”

 Il cuore dell’estate si arricchisce ormai di alternative fantastiche come il “Castello di Suoni” che sa affascinare con la sua musica classica,moderna e sperimentale.  Nel Chiostro Conservatorio di Santa Chiara sono fiera di accogliere un gruppo di ragazzi sorprendenti,con mamma al seguito,che ascoltano con attenzione ed entusiasmo ogni battuta del programma. Da Vivaldi a Piazzolla passando per A.Pärt. Finché potrò assistere a episodi tanto esaltanti la mia funzione avrà un senso! Le persone si incontrano,si scambiano punti di vista,intrecciano nuovi appuntamenti,riscoprono i miei angoli più reconditi e,insomma vivono.


  I miei fremiti diventano spasmodici per il moltiplicarsi delle opportunità nel cuore ferragostano .In onore di San Rocco,il Santo Pellegrino, e del suo Palio esplode un tripudio di proposte per appagare i sensi –che per l’occasione lievitano a sette.  E’il “Festival del pensiero popolare  che per sette volte scandisce le mie giornate di sogno secondo un ricco percorso guidato dai sensi intessuto di Mostre,Dibattiti,Presentazioni o Laboratori o,più tardi, concerti di musica antica,
di percussioni sud sahariane o di taranta pugliese, sfilate o  proiezioni/incontro con l’autore che si conclude  con le fiabe sensoriali  evocate nei miei Vicoli Carbonai.           


         Un personaggio,costantemente immerso nella folla,si è identificato con  la città e ne ha perfino ricavato  una gigantografia che campeggia sotto i Loggiati di San Domenico. In effetti è  lui il cardine che con generosità ed entusiasmo  ha contribuito in modo determinante alla rianimazione di un centro urbano che,grazie alle sue iniziative,negli ultimissimi anni ha potuto riappropriarsi della sua storia,della sua cultura,insomma della sua anima.


     Tiro un po’ il fiato fino alla “Fiera  del Tartufo”. Un trionfo nel mio ventre di profumi e sapori di tutte le regioni - dalle isole al resto dello stivale -che si raccolgono ai piedi del Re Bianco il Tartufo. E’ impossibile resistere alle tentazioni. In molti si sottopongono a file  impietose solo per assaggiare un pasticcino di marzapane  di chissà quale sperduto convento siciliano o per stringere tra le mani come uno scrigno di rari gioielli  una confezione di bottarga sarda  o si dispongono a lunghe attese per gustare  i tagliolini al tartufo preparati dai Volontari della Misericordia. Folle che invadono tutto il mio corpo. Mi piace la loro compagnia .
          Non si è ancora spenta l’eco  della Sagra che già cominciano le installazioni  delle luminarie del Natale ad annunciare le atmosfere calde dei Presepi e degli Scambi di doni. E’questo per me un momento di grande benessere.
A chiudere il cerchio ,infine,le sfilate colorate  dei Carri del Carnevale per aiutare a superare il grigiore del Generale Inverno che fa fatica a morire.



1 commento:

  1. Per ammirare le numerose illustrazioni che arricchiscono il testo consultare il post "San Miniato,la città che freme".1.su questo blog.

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