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©Maria Gabriella Bruni
SE L’ASSURDO DIVENTA EMBLEMATICO....
-Pronto?Ciao,Veronica. Che telepatia! Stavo per chiamarti. Sì,certo che mi piacerebbe incontrarti. Appunto,anche oggi sono libera. Possiamo vederci ai Fori. Sai,devo controllare se è aperta Santa Maria Antiqua. Non so se sono finiti i lavori.
I restauri di Santa
Maria Antiqua
Sai, qui bisogna adattarsi alle operazioni più turpi. Per
quella visita mi sono ridotta a presentare
gli affreschi come una striscia di fumetti per riuscire a stuzzicare la
curiosità del gruppo.
Gli affreschi dell’abside di Santa Maria antiqua
E’ incredibile
come il pubblico si è rapidamente adeguato ai messaggi dei vertici che hanno
con tanta convinzione affermato che con la cultura non si riempie la pancia.
Eh,sì,hai ragione ,è proprio vero. Non solo pubblico sempre più annoiato,distratto,ma
gruppi sempre meno numerosi.
Gli affreschi
parietali di Santa Maria Antiqua
Sto
seriamente pensando di lasciare la
cooperativa ,dove si lavora sempre meno ,e mettermi direttamente sul
mercato con la partita IVA,per cercare
di intercettare qualche turista in più. Grazie per gli auguri. Allora, a più
tardi.
Clotilde è proprio contenta di passare il
pomeriggio con Veronica. Una compagna di liceo che,dopo l’università,è partita
per gli States e col suo master finanziario si è ben inserita a Wall Street.Lei,invece,con
la sua laurea in storia dell’arte,è rimasta arenata nelle secche romane e ha preso a
lavorare come guida in una cooperativa che fornisce servizi turistici. Negli
ultimi mesi,però,la situazione si è fatta via via più difficile. Il lavoro langue e le sue notti cominciano ad essere popolate
da inquietudini che possono diventare
veri e propri incubi o,qualche volta,allucinazioni affascinanti che,al
risveglio, è bello ripercorrere con lucida consapevolezza e un po’ di
autoironia. L’ultima vuole proprio raccontarla all’amica per vedere la sua reazione. Le sembra una buona
metafora perché Veronica possa rendersi perfettamente conto di
quale sia la situazione attuale,qui da noi.Si prepara in fretta e si avvia a
piedi all’incontro.
- Ciao Niche,lasciati
abbracciare! Sei in una forma splendida! Che eleganza severa,sembri una vera
Yuppie...
-Ciao,Tilde,sono
così contenta di riabbracciarti. Ma allora,dimmi:come tela cavi? Sempre così
decisa,per colpa di Ruggero, a restare?Al telefono mi hai fatto preoccupare.
-Sempre decisa e
non solo perché c’è Ruggero. Lo faccio per principio e anche perché non credo mi sarebbe facile ricostruire
altrove un gruppo di amici di lunga data
che,nonostante tutto,qui mi fa sentire protetta,in qualche modo mi rassicura.
-Capisco. Infatti
io se mi posso considerare più che soddisfatta per l’inserimento nell’ambiente
di lavoro,
quanto alle amicizie,è proprio tutto un altro discorso.
Tutto procede ,quando procede, tanto lentamente da diventare davvero deprimente
.In sostanza mancano il tempo e le opportunità per solidi rapporti.
-Qui si viaggia
alla rovescia .Guarda,più di tutte le cronache,forse, può valere il racconto di
una delle ultime,chiamiamole così,”fantasie notturne” a chiarirti la situazione
del lavoro e della cultura,che ,lo sai
bene,sono strettamente legate.
-Eccoti la
straordinaria visione notturna che il mio subconscio sotto pressione ha voluto
ultimamente elaborare. Tieni conto che prima di addormentarmi avevo letto con
molta partecipazione una poesia che avevo preso come un’incitazione alla lotta...
Ci si flette e poi si salta
Si salta in alto in alto in alto
Fin sopra sé stessi
Da lì si cade col proprio peso
Per giorni si cade a fondo a fondo a
fondo
Nel profondo del proprio abisso
Chi non si frantuma in mille
pezzetti
Chi rimane intero e intero si alza
Questi gioca
Vasko Popa , poeta
serbo contemporaneo.
...e che
continuo a frequentare con gusto gli aforismi di Cioran.Ultimamente avevo molto
apprezzato:
“Al culmine della disperazione, solo la passione
dell'assurdo può rischiarare di una luce demoniaca il caos.”
Da ‘Al culmine della disperazione’, 1934.
... mi sono
appena addormentata,dopo le mie solite letture serali e una giornata
inquieta...
‘... Sono in visita al Palazzo Altemps,davanti
al trono Ludovisi ...poi però riconosco
alcune sale dei Musei Capitolini...per ritrovarmi all’improvviso alla Galleria Borghese.
Sono sola e percepisco una strana inquietudine sospesa nelle sale. Come se le sculture,le
opere d’arte di questi favolosi musei fossero in grado di comunicare tra loro e
fossero pressate da una eccezionale urgenza... Trasmettono anche a me una sorta d’ansia,mi sembra quasi di
condividere le loro preoccupazioni... Ed è allora che ho cominciato a sentire
le voci. In effetti stavo assistendo a una specie di “Stati Generali della
Cultura “ in cui le opere d’arte discutevano con passione e rabbia sulla condizione della cultura in Italia e sui possibili modi di
manifestare la protesta,l’indignazione- anche per le grossolane analisi di
certa classe dirigente- e arginare in qualche modo il disastro ,rendendo
evidente la cruda realtà. Il dibattito è
preoccupato e meticoloso nell’analisi. Tutti intervengono in modo costruttivo. Alla
fine,Marc’Aurelio,
Marc’Aurelio oggi
ai Musei Capitolini
che ha duettato a lungo con
Paolina Bonaparte – ha insistito tanto per la partecipazione anche degli eroi della letteratura -
Paolina Bonaparte di
Canova alla Galleria Borghese
riassume la decisione.”Tutte le opere d’arte di musei e
gallerie romane scenderanno in piazza percorrendo in corteo le vie della
capitale per mostrare concretamente che succede per prima cosa se i turisti li
trovano vuoti. Troppo difficile, per gli interlocutori a disposizione,
dimostrare i danni ancora più gravi
della marginalizzazione della cultura, coinvolgendo anche i personaggi del teatro ,del romanzo,
della poesia. Se sarà necessario,invece,potremo estendere questa forma di
denuncia, e allargare la partecipazione a tutti 9i siti interessati del
paese.”Un applauso caloroso conclude l’assemblea diffusa e decreta
l’approvazione della delibera.’
E’ proprio il
rumore dei personaggi che scendono dai
piedistalli e dalle cornici per
affollarsi verso le
uscite che mi fa svegliare
emozionatissima e tutta in subbuglio. Ogni
dettaglio è ancora nitido nella memoria ed io mi pongo, questa volta
consapevolmente,
qualche domanda. Influenza dei ricordi del
teatro dell’assurdo?O piuttosto visualizzazione paradossale ,ma sinteticamente
efficace ,del nostro problema più grande? Oggi mi sembra
che avertelo raccontato
sia il modo più diretto per
informarti sulla gravità estrema che
caratterizza ormai la
nostra condizione.
-Hai ragione! E’
fantastico e terribile a un tempo,se il tuo subconscio è costretto a
pescare tra
le opere dei musei i
personaggi capaci di organizzare la
protesta ,piuttosto che tra i cittadini.
A N.Y. Occupy Wall Street
ha visto una partecipazione e
molto diversificata tra i giovani e i
meno giovani. Hanno saputo operare una sintesi,hanno
individuato il cuore del problema e lo
hanno evidenziato
fisicamente,hanno costruito una rete.
In
Italia invece non capisco se sia
fatalismo o rassegnazione,ma mi sembra
che manchino
reazioni forti,unitarie della gente alle grandi difficoltà.
-Proteste
ce ne sono e anche coraggiose ,tenaci .Il problema serio,mi pare possa
ricondursi
a una buona dose di individualismo,che è sempre stato nel
DNA nazionale,ma che ,blandito
e nutrito con cura
negli ultimi decenni,ora emerge in tutta
la sua evidenza. Manca allora ,
ad esempio,la saldatura
tra le varie realtà locali in sofferenza. Tensioni sociali che non
riescono a imporre
una risposta politica. Aggiungi la condizione dilagante dei lavoratori in
nero che non dispongono certo di armi molto affilate
per lottare. Una tendenza infine,
anche questa tradizionale,a ricondurre sempre tutto alla
cellula familiare che produce
uno sbriciolamento della realtà ,non facilita certo l’organizzazione delle difese. Il
quadro
ti apparirà allora in
tutte le sue tinte più plumbee.
Ecco in quale
realtà affonda le sue radici la mia fantasia notturna che grida tutta la mia
frustrazione travestita...


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Se vuoi renderti conto anche delle immagini evocate dalle didascalie,va'al post "se l'assurdo diventa emblematico..."1.
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