domenica 19 aprile 2015

Se l'assurdo diventa emblematico...2.



Santa Maria in Antiqua ai Fori



Santa Maria Antiqua ai Fori .Dettaglio degli affreschi.
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©Maria Gabriella Bruni                                                                                                                                               



SE L’ASSURDO  DIVENTA EMBLEMATICO....

-Pronto?Ciao,Veronica. Che telepatia! Stavo per chiamarti. Sì,certo che mi piacerebbe incontrarti. Appunto,anche oggi sono libera. Possiamo vederci ai Fori. Sai,devo controllare se è aperta Santa Maria Antiqua. Non so se sono finiti i lavori.

I restauri di Santa Maria Antiqua

Sai, qui bisogna adattarsi alle operazioni più turpi. Per quella visita mi sono ridotta a presentare  gli affreschi come una striscia di fumetti per riuscire a stuzzicare la curiosità del gruppo.
  Gli affreschi dell’abside di Santa Maria antiqua
 E’ incredibile come il pubblico si è rapidamente adeguato ai messaggi dei vertici che hanno con tanta convinzione affermato che con la cultura non si riempie la pancia. Eh,sì,hai ragione ,è proprio vero. Non solo pubblico sempre più annoiato,distratto,ma gruppi sempre meno numerosi.
Gli affreschi parietali di Santa Maria Antiqua
       Sto seriamente pensando di  lasciare la cooperativa ,dove si lavora sempre meno ,e mettermi direttamente sul mercato  con la partita IVA,per cercare di intercettare qualche turista in più. Grazie per gli auguri. Allora, a più tardi.
       Clotilde è proprio contenta di passare il pomeriggio con Veronica. Una compagna di liceo che,dopo l’università,è partita per gli States  e col suo master  finanziario si è ben inserita a Wall Street.Lei,invece,con la sua laurea in storia dell’arte,è rimasta  arenata nelle secche romane e ha preso a lavorare come guida in una cooperativa che fornisce servizi turistici. Negli ultimi mesi,però,la situazione si è fatta via via più difficile. Il lavoro langue  e le sue notti cominciano ad essere popolate da inquietudini che possono  diventare veri e propri incubi o,qualche volta,allucinazioni affascinanti che,al risveglio, è bello ripercorrere con lucida consapevolezza e un po’ di autoironia. L’ultima vuole proprio raccontarla all’amica  per vedere la sua reazione. Le sembra una buona metafora   perché  Veronica possa rendersi perfettamente conto di quale sia la situazione attuale,qui da noi.Si prepara in fretta e si avvia a piedi all’incontro.
-  Ciao Niche,lasciati abbracciare! Sei in una forma splendida! Che eleganza severa,sembri una vera
 Yuppie...
   -Ciao,Tilde,sono così contenta di riabbracciarti. Ma allora,dimmi:come tela cavi? Sempre così decisa,per colpa di Ruggero, a restare?Al telefono mi hai fatto preoccupare.
   -Sempre decisa e non solo perché c’è Ruggero. Lo faccio per principio e anche perché  non credo mi sarebbe facile ricostruire altrove  un gruppo di amici di lunga data che,nonostante tutto,qui mi fa sentire protetta,in qualche modo mi rassicura.
   -Capisco. Infatti io se mi posso considerare più che soddisfatta per l’inserimento nell’ambiente di lavoro,
quanto alle amicizie,è proprio tutto un altro discorso. Tutto procede ,quando procede, tanto lentamente da diventare davvero deprimente .In sostanza mancano il tempo e le opportunità per solidi rapporti.
   -Qui si viaggia alla rovescia .Guarda,più di tutte le cronache,forse, può valere il racconto di una delle ultime,chiamiamole così,”fantasie notturne” a chiarirti la situazione del lavoro e della cultura,che ,lo sai
bene,sono strettamente legate.
   -Eccoti la straordinaria visione notturna che il mio subconscio sotto pressione ha voluto ultimamente elaborare. Tieni conto che prima di addormentarmi avevo letto con molta partecipazione una poesia che avevo preso come un’incitazione alla lotta...

Ci si flette e poi si salta
Si salta in alto in alto in alto
Fin sopra sé stessi
Da lì si cade col proprio peso
Per giorni si cade a fondo a fondo a fondo
Nel profondo del proprio abisso
Chi non si frantuma in mille pezzetti
Chi rimane intero e intero si alza
Questi gioca

                         Vasko  Popa , poeta serbo contemporaneo.

...e che continuo a frequentare con gusto gli aforismi di Cioran.Ultimamente avevo molto apprezzato:
Al culmine della disperazione, solo la passione dell'assurdo può rischiarare di una luce demoniaca il caos.”
Da  ‘Al culmine della disperazione’, 1934.

   ... mi  sono  appena addormentata,dopo le mie solite letture serali e una giornata inquieta...
      ‘...  Sono in visita al Palazzo Altemps,davanti al trono Ludovisi  ...poi però riconosco alcune sale dei Musei Capitolini...per ritrovarmi all’improvviso alla Galleria Borghese. Sono sola e percepisco una strana inquietudine sospesa nelle sale. Come se le sculture,le opere d’arte di questi favolosi musei fossero in grado di comunicare tra loro e fossero pressate da una eccezionale urgenza... Trasmettono anche a me  una sorta d’ansia,mi sembra quasi di condividere le loro preoccupazioni... Ed è allora che ho cominciato a sentire le voci. In effetti stavo assistendo a una specie di “Stati Generali della Cultura “ in cui le opere d’arte discutevano con passione  e rabbia sulla condizione della  cultura in Italia e sui possibili modi di manifestare la protesta,l’indignazione- anche per le grossolane analisi di certa classe dirigente- e arginare in qualche modo il disastro ,rendendo evidente la cruda realtà. Il dibattito  è preoccupato e meticoloso nell’analisi. Tutti intervengono in modo costruttivo. Alla fine,Marc’Aurelio,
Marc’Aurelio oggi ai Musei Capitolini
che ha duettato a lungo con Paolina Bonaparte – ha insistito tanto per la partecipazione  anche degli eroi della letteratura -


Paolina Bonaparte di Canova alla Galleria Borghese

riassume la decisione.”Tutte le opere d’arte di musei e gallerie romane scenderanno in piazza percorrendo in corteo le vie della capitale per mostrare concretamente che succede per prima cosa se i turisti li trovano vuoti. Troppo difficile, per gli interlocutori a disposizione, dimostrare i danni  ancora più gravi della marginalizzazione della cultura, coinvolgendo  anche i personaggi del teatro ,del romanzo, della poesia. Se sarà necessario,invece,potremo estendere questa forma di denuncia, e allargare la partecipazione a tutti 9i siti interessati del paese.”Un applauso caloroso conclude l’assemblea diffusa e decreta l’approvazione della delibera.’
       E’ proprio il rumore  dei personaggi che scendono dai piedistalli e dalle cornici per
affollarsi  verso le uscite che mi fa svegliare  emozionatissima e tutta in subbuglio. Ogni 
dettaglio è ancora  nitido  nella memoria ed io mi pongo, questa volta consapevolmente,
qualche domanda. Influenza dei  ricordi del   teatro dell’assurdo?O  piuttosto visualizzazione       paradossale ,ma sinteticamente efficace  ,del nostro problema  più grande? Oggi mi sembra
 che avertelo  raccontato  sia il modo più diretto  per informarti sulla gravità estrema che
 caratterizza ormai la nostra condizione. 
    -Hai ragione! E’ fantastico e terribile a un tempo,se il tuo subconscio è costretto a pescare  tra
le opere dei musei  i personaggi  capaci di organizzare la protesta ,piuttosto che tra i cittadini.
A N.Y. Occupy Wall Street  ha visto una partecipazione  e molto diversificata  tra i giovani e i
meno giovani. Hanno saputo operare una sintesi,hanno individuato il cuore del problema  e lo
 hanno evidenziato fisicamente,hanno costruito una rete.
     In Italia invece non capisco  se sia fatalismo  o rassegnazione,ma mi sembra che manchino
reazioni forti,unitarie della gente alle grandi difficoltà.
    -Proteste ce ne sono e anche coraggiose ,tenaci .Il problema serio,mi pare possa ricondursi
a una buona dose di individualismo,che è sempre stato nel DNA nazionale,ma che ,blandito
 e nutrito con cura negli ultimi decenni,ora emerge in  tutta la sua evidenza. Manca allora ,
ad  esempio,la saldatura tra le varie realtà locali in sofferenza. Tensioni sociali che non
 riescono a imporre una risposta politica.  Aggiungi   la condizione dilagante dei lavoratori in
 nero che  non dispongono certo di armi molto affilate per  lottare. Una tendenza infine,
anche questa   tradizionale,a ricondurre sempre tutto alla cellula familiare che produce
uno sbriciolamento della realtà ,non facilita  certo l’organizzazione delle difese. Il quadro
 ti apparirà allora in tutte le sue tinte più plumbee.
       Ecco in quale realtà affonda le sue radici la mia fantasia notturna che grida tutta la mia
 frustrazione   travestita...

2 commenti:

  1. Se ti interessano le immagini solo indicate dalle didascalie,puoi andare al post dal titolo"Se l'assurdo diventa emblematico...1",cliccare sulla didscalia e seguire quindi le indicazioni della finestra che si è aperta dopo il clic per ammirare
    finalmente le illustrazioni che ti hanno incuriosito.

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  2. Se vuoi renderti conto anche delle immagini evocate dalle didascalie,va'al post "se l'assurdo diventa emblematico..."1.
    in questo stesso blog e clicca sulla didascalia dell'interfaccia .
    Si aprirà una finestra con le indicazioni per aprire.Buona lettura!

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