| La locandina della maratona di lettura di giugno 2012 |
DIARIO DI UNA TURISTA PER
CASO/UNA MARATONA MOLTO SPECIALE.
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Il
Chiostro Conservatorio di Santa Chiara
1.sosta. Nello scenografico Chiostro
Conservatorio di Santa Chiara le note di “Traslocando” di Ivano
Fossati galleggiano nell’aria ad ingannare l’attesa degli ospiti che
arrivano con calma,alla spicciolata:soli,in coppia,a piccoli gruppi. Il
pubblico è,alla fine,molto variegato per genere,età,provenienza;ma è anche
nutrito,tutte le sedie che si aprono a semicerchio sono occupate. Questa è
la risposta estiva al lavoro invernale del “Circolo di lettura:donne
fra libri e realtà”,che è attivo presso la biblioteca Mario Luzi di San
Miniato. La soddisfazione degli organizzatori è meritata –incremento netto
della Partecipazione rispetto al passato –
Dopo la presentazione dell’evento da parte del responsabile
dell’organizzazione si può cominciare.
La musica ora è“Love in Time” di Esperanza Spalding e ci
introduce al racconto che il responsabile dell'evento ci propone - la formula sarà ripetuta all’inizio di ogni tappa successiva – :è la
prefazione di “Tony Pagoda e i
Suoi Amici” di Paolo Sorrentino ed è accolta da un
bell’applauso caloroso.
E’ ora il momento di una delle
adepte che presenta “Il Peso della Farfalla” di Erri de Luca.Ha
parole entusiastiche per la scelta dell’autore di immergerci in una natura
antropomorfica dove il camoscio ha la sensibilità e i comportamenti del
personaggio umanizzato. Gli interventi che animano il dibattito rivelano
una vicinanza molto forte e una passione molto idealizzata della
maggioranza del pubblico nei confronti dell’universo naturale,animale. Solo
un intervento esterno cerca di
sottolineare l’eccesso di artificio nella scelta del poeta,quando fa
muovere il nobile animale come quegli eroi positivi degli uomini
completamente a loro agio con le gerarchie
e le leggi della loro comunità. Cerca invece di far notare il suo
interesse per l’evidente disagio di civiltà
rappresentato dall’antagonista umano,rivoltoso in gioventù, e che
ora si è chiuso in solitudine, deciso a rispettare solo le regole
che lui stesso si è dato- che
non sono quelle del profitto,ma
quelle che nascono dal rispetto di sé ,del proprio modo di intendere la dignità
-in assoluto contrasto con quelle
per lui inaccettabili del suo gruppo
sociale. Il nodo significativo del racconto è forse racchiuso in questa
opposizione tra l’animale che è il
re del suo branco - sia pure alla conclusione del suo ciclo che comincia a
vacillare,a essere messo in discussione dai Suoi - e l’uomo che rifiuta il sistema che lo riguarda e si
rifugia isolandosi in un antisistema individuale – la sera,all’osteria,si
concentra a suonare l’armonica sostitutiva per lui dell’uso della parola
per comunicare coi suoi simili – Un’impostazione che bene si accorda anche
con l’impegno civile costante che
ritroviamo nella produzione poetica dell’autore. Un ultimo intervento aggiunge
elementi di contenuto che conferiscono maggiore spessore critico al
personaggio dell’uomo- bracconiere.
Rimettiamo le sedie,che il convento
ci ha cortesemente messo a disposizione,al loro posto nel refettorio e ci
avviamo alla sosta successiva. Il gruppo si è assottigliato di molto e presto capisco il perché. Nessun
evento a San Miniato si permette di trascurare lo spizzico. E la tappa all’antico refettorio del Convento di San
Francesco si concluderà secondo la migliore tradizione con raffinati
stuzzichini che i membri femminili del circolo hanno preparato e che
proprio ora sono andate a recuperare. La raffinatezza consiste in
particolare nella capacità ricercata in alcuni pasticcini di alludere ,con un gioco sottile,ad uno dei
personaggi che incontreremo nell’ultimo incontro.
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L’Antico Refettorio di
San Francesco
2. sosta.
Qui,intanto,nello splendido refettorio dalle volte antiche
che,succedendosi in fuga,rendono l’ambiente molto accogliente anche per i
piacevoli effetti che creano i riflessi di luce sul rosso sgranato dei mattoni
a vista,le note di “Italian Dandy”di Brunori accennano lIl Chiostro del racconto “Un
uccello molto serio” di Niccolò Ammaniti,dal suo “Il momento è delicato”,che
Massimo Gabbrielli ha scelto di proporci. Ancora una volta una scelta
felicemente e unanimemente condivisa. Evidentemente l’organizzatore conosce
bene il suo pubblico. Tocca ora ad un’altra socia del circolo presentarci “Ad
occhi chiusi” di Gianrico Carofiglio. Racconta come sia rimasta toccata dalla ricchezza dei
temi proposti,dalla capacità dell’autore nell’intrecciare motivi sociali forti
come quello della violenza sulle donne con debolezze private,come la paura del
vuoto,che l’esemplare protagonista riuscirà a combattere e a vincere.
L’intervento che segue tenta di spostare l’attenzione sulla scrittura: sull’uso
sapiente delle parole che rende incalzante e risolutivo,ad esempio, il ritmo
dell’interrogatorio della vittima e come la chiarezza dell’intreccio ricco dei
temi sia anche dovuta alla costruzione di un’abile struttura narrativa. Ma poi
ritorna ai contenuti,mostrando di aver particolarmente apprezzato i
suggerimenti di luoghi molto inconsueti della sua città che lo scrittore ha
l’abitudine di regalarci nei suoi romanzi
– come quello dei” Magazzini d’Oltremare” in questo racconto-:gesti di
attenzione affettuosa per la propria città ,oltre che per i propri lettori. Un
intervento,questo,che è sostenuto e arricchito da quello conclusivo che vuole
evidenziare il seme fertile dell’ironia,che è anche molto familiare al
narratore e che qui è usato in modo particolarmente corrosivo,quando prende di
mira le mode mistiche e orientaleggianti
di certi ambienti.
Tutti sono molto soddisfatti ,anche il terzetto di
adolescenti. E’ la più giovane a dire con un gran sorriso che “...si divertono
da matti”. Fra me non posso fare a meno di complimentarmi con la madre che
vivacemente li accompagna .
Frattanto un
personaggio dietro le quinte si è affaccendato per noi. Ha accuratamente preparato
il momento-sorpresa della pausa-buffet. Un’offerta ricca e profumata di bevande
e pasticcini che Laura ha disposto. Sofisticata al punto che un vassoio di
biscotti è la realizzazione di un’antica ricetta dell’Artusi,sì,proprio lui che
infatti ritroveremo fra i personaggi di
Marco Malvaldi,nella tappa finale che ci porterà a veder sorgere l’alba sul
prato della Rocca. Non so perché nella mia memoria si insinua per un attimo il
flash dell’”Angelo del ciclostile”-
blitz fugace di un personaggio di gioventù.
sagrato del Duomo
3.sosta. Per ora
ci dirigiamo su piazza del Duomo. Anche qui troviamo le sedie che ci aspettano.
Apre il cuore constatare la disponibilità
di ogni componente della comunità a collaborare per la riuscita
dell’iniziativa.
La “Banda” della
Biblioteca Comunale fa un gran bel
lavoro,da molti punti di vista. Ci disponiamo di nuovo in semicerchio per ascoltare ancora
musica di Ivano Fossati “Parlare con gli occhi”e un nuovo racconto di
Paolo Sorrentino,”Stromboli”,sempre dalla raccolta “Tony Pagoda e i
suoi amici”.Ancora una volta le scelte sono molto ben azzeccate e incontrano
il plauso di tutti.
Dobbiamo
parlare di “Eva Luna” di Isabel Allende,ma questa volta il tono generale
è incerto,come un po’ smarrito. Poi un’affermazione ,quasi a voler rompere quel
silenzio imbarazzato per dire che “sì,i personaggi,soprattutto quelli
femminili,sono interessanti...anche quel mondo latino-americano,così esotico ai
nostri occhi,ha un suo fascino,ma che,ad esempio, non ha molta presa quel
contrasto tra Europa ed America,quando gli elementi offerti sulla dimensione
storica europea sono tanto fragili”.
Altri
interventi si susseguono ora. Tutti perplessi sulla ragione,che sembra
sfuggire,delle difficoltà di lettura di questa narratrice. C’è chi attribuisce
la fatica di leggere alle differenze culturali della tradizione narrativa
europea e latino-americana - il loro realismo magico. C’è chi allude
all’eccesso di ricchezza della narrazione e chi osa arrischiare l’ipotesi di una certa debolezza della struttura
narrativa che invece di servirsi di limpide geometrie che favoriscano
l’orientamento del lettore,procedendo per successive accumulazioni che si
affastellano impietose,finisce per
non fornire quel filo d’Arianna che consentirebbe di
orientarsi nel labirinto dei personaggi,degli ambienti,degli accadimenti.
Per consolarci decidiamo di leggere un altro racconto di Niccolò
Ammaniti “A letto col nemico”,sempre da “Il momento è delicato”,introdotto
dalla musica “Rosso o blu” di The Casanovas,prima di affrontare la
salita al Prato della Rocca.
Il gruppo si è notevolmente ridotto. Imperturbabili i tre ragazzi,che si
sono rifiutati di rientrare a casa prima della fine. Si è intanto alzata una
brezza leggera che spira dal mare che ha fatto emergere ,come per incanto,dagli
zaini coperte colorate in cui si sono
voluttuosamente avvolti e con le quali giocano coccolandosi. Intanto ascoltano
senza perdere una sillaba. Davvero straordinari.
Prato della Rocca di
Federico
Prato della Rocca di Federico
4.sosta
Il Prato della Rocca,come il camminamento per arrivarci,è illuminato
in modo suggestivo. L’aria è asciutta,il
cielo comincia a schiarirsi ad oriente,l’erba è secca e ci si può sedere per terra. Ancora una volta la
musica che si disperde in questo splendido spazio aperto ha il compito di
introdurci all’ultima lettura che Massimo Gabbrielli ci offre di un racconto di
Niccolò Ammaniti “Apocalisse”da “Il momento è delicato”preceduto
dalle note del brano“Antipurgatorio” di Piet Mondrian.
E
anche stavolta siamo tutti partecipi e concordi per l’ottima scelta. Ci aspetta
il dibattito su “Odore di chiuso”di Marco Malvaldi.Un giovane romanziere
pisano che qui ha molto successo, se è impossibile trovare qualcuno dei suoi
romanzi disponibili,sottoposti come sono a una richiesta ininterrotta di
prestiti.
E infatti subito si affollano i pareri
positivi:la scelta del percorso storico,quella della costa maremmana ,il
contrasto nobiltà/borghesia/servitù,l’ironia dissacrante su personaggi mitici
come il vate Carducci,l’apertura al personaggio di statura meno provinciale
come l’Artusi che sembra introdurre alla modernità. Tutti elementi considerati con entusiasmo. Ancora una volta
un intervento tenta di spostare l’attenzione sulla scrittura per mettere in
risalto l’abilità che ha l’autore a giocare con il linguaggio,sfalsando la voce
narrante all’improvviso,come strizzando l’occhio a ricercare la complicità del
lettore ,su diversi piani temporali. ma giusto di striscio ,con
discrezione,senza insistere più di tanto
.
Intanto uno dei partecipanti è tornato dopo qualche ora di sonno nel suo
,letto,e scatta foto al sole nascente .Lui è un grande esperto di passeggiate
immerse nella natura e ce ne racconta qualcuna.
Sul
muretto fanno bella mostra di sé le
caraffe del caffè e della cioccolata caldi insieme con ,incredibile a
dirsi,vassoi di cornetti e brioches ancora caldi,capaci di commuovere Marie Antoinette!
Con calma tutti facciamo colazione chiacchierando piacevolmente.
concerti del “ Castello di Suoni”
Excipit
I tre adolescenti con mamma al seguito,che sono ormai miei amici,prima
di incamminarsi sulla via di casa,trovano il modo di invitarmi al concerto di
musica antica della settimana ventura,nel quadro del programma un “Castello di suoni”per ascoltare il duo di Nicola Bimbi all’oboe e Anna Livia
Walker all’arpa in collaborazione con la corale di San Genesio.
Ci ritroveremo con immenso piacere al Chiostro Conservatorio di Santa
Chiara.
Se ti incuriosisce osservare anche le illustrazioni indicate dalle didascalie puoi andare al post " Diario di una turista per caso.
RispondiEliminaUna maratona davvero speciale.1".Devi poi cliccare sulla didascalia per aprire una finestra che ti darà le indicazioni
utili ad aprire tutto il post e poter così ammirare le immagini.