
Poesia moderna indiana
Entra nei miei respiri!
Mahadevi Varma
Domanda
L'infinito dolore, cupo come le nuvole nere,
non ha legato le
lacrime alle loro piccole gocce?
In questo mondo fuori dalle stelle
non è mai esistito il suono della melodia?
Non è nascosta nelle piccole gocce di pioggia
la solenne serietà delle nuvole?
Il mare che bacia l'orizzonte
non è fatto di piccole ombre?
Chi è quell'Illimitato nel mondo
che non è stato ritrovato nel limite?
Tu, proprio tu sei tanto grande
che non potrai vivere nel mio piccolo essere?
Suryakant Tripathi "Nirala"
Entra nei miei respiri...
Entra nei miei respiri!
Vieni ad accordare i cento e cento
flebili desideri del mio cuore!
Lasciami cantare, Amore, dimenticandomi;
Questo mondo sconfinato è bello.
Nella conchiglia aperta del mio cuore addolorato
fa piovere gocce di suati!
Le mie mukta alla luce
brillino nel loro semplice sorriso,
dona alla loro morbida forma
il gusto succoso del rosso colore!
Col fuoco di fiamma della mia voce
Brucia l’intero, logoro mondo.
Oh! Incorporeo ,
prendi questa nuova forma di luce,
che è
forma eterna
suati : nome di una
stella; se una goccia di pioggia
penetra nella conchiglia quando la terra è sotto la sua influenza nasce la
perla.
mukta : specie pregiata di perla.
Incorporeo: Uno dei tanti nomi del dio della
Bellezza, Kama. È il nome collegato al mito, secondo cui egli, inviato da Indra
a disturbare la meditazione di Shiva, fu da questi punito, per intercessione
della moglie dello sventurato, a vivere, ma senza più il suo corpo.
La gemma di gelsomino
Su un
rampicante della giungla solitaria
dormiva la
sposa,immersa in un sogno d’amore,
giovinetta
dal dolce corpo delicato,la gemma di gelsomino;
gli occhi
chiusi,languida in braccio alle foglie,
era una
notte di primavera.
abbandonata
la compagnia dell’amata,dolente per la separazione,
in un
lontano paese era il vento,
che chiamano
Malayanil (1).
Nel distacco
è affiorato il ricordo dell’unione dolcissima,
il ricordo
della mezzanotte,lavata nei raggi di luna,
il ricordo
del bel corpo tremante dell’amata.
che cosa ancora?Il vento,
che cosa ancora?Il vento,
traversando
boschi e laghi e fiumi e i folti giardini delle montagne
ha raggiunto
la pergola rampante
dove si è
abbandonato all’amore-
la gemma ha
fiorito.
Dormiva,
come poteva
sapere dell’arrivo dell’amato?
Egli ha
baciato le sue guance,
il corpo
della pianta rampante ha preso a
dondolare come una culla,
ma neanche
adesso si è svegliata;
non ha
chiesto scusa per l’errore,
ha
continuato a tenere chiusi i begli occhi a mandorla,pigri di sonno,
ebbra del
vino della giovinezza,chi sa?
Quell’amante
impietoso
le avrà
fatto male.
Il vento con
palpiti e fremiti
ha scosso
tutto il bel corpo delicato,
ha pizzicato
le bianche gote rotonde.
La
giovinetta ha sussultato,
ha volto
intorno uno sguardo carico di meraviglia,
ha
scorto vicino al letto l’amante ,
ha sorriso tenera– fiori,
colori
d’amore - -col suo innamorato .
[1] Il leggero vento profumato che proviene dai monti
Malaya,catena di monti coperta da boschi di sandalo.
Tu ed io
Tu sei la cima dell’Himalaya
ed io
l’agile,mobile Gange.
Tu alito di puro cuore
ed io la
poesia da lui prediletta.
Tu amore ed
io pace,
tu buio
cupo d’ebbrezza
io ebbro
errore.
Tu rete dei forti raggi del sole,
io sorriso
di fior di loto.
Tu la separazione degli anni passati
io l’ultimo
stadio della reciproca conoscenza.
tu yoga [1]ed
io compimento,
tu
pura,amorevole penitenza
ed io semplice,sacra ricchezza.
Tu tenera idea della mente
ed io
divertente linguaggio;
tu frondoso albero del giardino del Paradiso
ed io
ramo gioioso che dona frescura.
tu vita
ed io corpo,
tu il candido saccidanand[2]
Brahma[3],
io
l’affascinante maya[4].
Tu la collana dell’amata,
io la
nera treccia serpentina,
tu sitar[5] carezzato da tenera
mano,
io
inquieta raghini[6]della separazione.
Tu sei la via,io son
la rena,
tu sei
l’affascinante Krishna,[1]
io il
flauto delle sue labbra.
Tu uno stanco
viandante,che arriva di lontano
ed io la
speranza che ti aspetta.
Tu l’inaccessibile oceano,
io il
desiderio di traversarlo.
tu sei
il cielo,io l’azzurro;
tu la
falce di luna d’autunno,
io i tuoi
raggi.
tu profumato polline di tenero fiore,
io lieve
brezza dei Malaya[2]
tu
indipendente,libero Purush,[3]
io
Natura,catena d’amore.
tu sei
Shiva,[4]io sono Shakti,[5]
Tu
Ramchandr[6],vanto della dinastia dei Raghu[7],
io
l’immutabile devozione di Sita.[8]
Tu sei la primavera della speranza
ed io il
melodioso gorgheggiare del cucù.[9]
Tu sei Cupido dalle cinque frecce[10]
ed io una
graziosa giovinetta.
Tu il
cielo,io la dighvasna;[11]
tu il pittore
dalla tavolozza nera di nuvole,
io il
quadro del pennello di fulmine.
Tu la danza appassionata del tandav[12]
io il
garrulo,melodioso tintinnio dei nupur.[13]
Tu sei la sillaba sacra,essenza dei Veda[14]
ed io il
più grande poeta.
tu sei la
fama ed io la tua acquisizione,
tu il loto
argenteo come la luna
ed io la
pura diffusione del suo profumo.
[1]Unione con l’assoluto,liberazione
dell’animo dalle cose del mondo;s. est.:esercizio spirituale volto al
raggiungimento dello stato d’animo di cui sopra.
[2] Epiteto che racchiude in sé tutti
gli attributi del Dio.Brahma ha queste tre qualità:è Sat (il Vero),è Cit (la Coscienza),
Anand (la Gioia).
[3] L’Ente Supremo degli Indù e la
personificazione di esso.
[4] L’antica saggezza dei Veda indiani,
datati intorno ai 5000 anni a.C., tramanda che la dea Maya, dopo aver
creato la Terra, la ricoprì con un velo con la funzione di impedire agli uomini
la conoscenza della vera natura della realtà. “Maya è il velo
dell’illusione; il mondo, infatti, è simile al sogno” Un atto di pietà,
perché altrimenti non sarebbe stata possibile la vita. Il velo non si limita a
nascondere la realtà, ma le rende più vivibile e coerente alle esigenze e alle
necessità del soggetto.Māyā racchiude in sé diversi concetti
metafisici e gnoseologici della religione e della cultura induista.
[5]Il sitar è uno strumento musicale a
corde dell'India
settentrionale; è lo strumento della musica classica
indiana più conosciuto in Occidente.Ravi Shankar è stato il più grande
suonatore di questo strumento del novecento.
[6] Tema musicale.
[1] Incarnazione di Vishnu,dio
dell’amore.
[2] Catena di monti coperta di boschi
di sandali.
[3] Dio (Brahma) divinità maschile post-vedica erede diretta della
divinità pre-aria,
successivamente ripresa anche nei Veda,
fondamento, a partire dall'epoca
Gupta, di sette mistiche a lui dedicate
Śiva è divenuto, in età moderna, uno dei culti principali dell'Induismo.
[5] La compagna di Purush
[6] Incarnazione di Vishnu,protagonista
del “Ramayana”,il più antico poema epico sanscrito,di Valmiki.
[7] Antenato di Rama.
[8] moglie di Rama.
[9] uccellino ,tipico dell’india,il
canto
[4] Shiva è il nome di una del quale
annuncia la primavera. In Hindi il suo nome è femminile.
[10]Le
Cinque Frecce,le armi fatte di fiori con cui Kamadev colpisce le sue
vittime .Ogni fiore simboleggia uno dei sensi.
[11] Le direzioni (anche esse
corrispondono a personaggi mitici femminili).
[12]Danza sacra attribuita
originariamente a un santone,Tandi;è
particolarmente cara a Shiva.
[13] Piccoli braccialetti tintinnanti
che le danzatrici sono solite portare alle caviglie.
[14] I quattro libri sacri più antichi
del subcontinente indiano:Rig,Sama,Yajur,Atharva.
Jayashankar Prasad
Apri la porta!
Coperti di granelli di ghiaccio, tutti i fili sono bagnati
da una coltre leggera;
cresce il vento d’occidente,che porta il peso del freddo;
nella notte è umido, piacevole, delicato, pieno di sale.
Tocca con la tua mano i raggi dell’alba;apri ,diletta,apri
la porta!
Il mio corpo è ricoperto di polvere,il piede trafitto da
spine,il dolore è sconfinato.
In qualche modo dimentico,son giunto alla tua porta.
Non temere così,la tua porta non sarà coperta di polvere!
Di nettarli hai temuto,dolcissima,da questi occhi una
lacrima è scesa.
Sono ignorato come i granelli di polvere,naturalmente tu non
hai tempo per me!
Dopo aver abbracciato i tuoi piedi,la mia vita ha un senso,
ed ora che l’ho resa accessibile,non posso abbandonare la
tua porta!
Lieto sia il giorno anche per me,il dolore di questa notte
scompare se ti vedo.
Apri,diletta,apri la porta!
Sumitranandan Pant
Ombra
Lei è sdraiata sotto ,l’ombra dell’albero,
io son venuto per la passeggiata della sera.
fa del suo braccio un morbido cuscino
e sembra ebbra di desiderio d’amore.
il giovane seno,i capelli sciolti...
è sola:come rivolgersi a lei?
E’ assai bella,anche scura,
è un’adolescente che sta per sbocciare,
nuda,sottile come un rampicante,
compagna d’un attimo nel deserto.
E’ sveglia o dorme?
E’ svenuta o abbandonata nel sogno
e’ donna,ninfa,illusione
o semplicemente l’ombra dell’albero?
Lasciando l’ombra fresca degli alberi,
lacerando il mio amore per la natura,
cara,come potrei impigliare i miei occhi
nella fitta
rete dei tuoi capelli,
dimenticando per sempre questo mio mondo?
Lasciando le libere
onde
e i colori dell’arcobaleno,
come potrebbe essere trafitto dalle frecce dei tuoi occhi
il mio
cuore di cervo,
dimenticando per sempre questo mio mondo?
C’è la dolce melodia del cucù
e il soave canto del flauto;
dimmi,cara,come potrei
riempire le mie orecchie
solamente
della tua voce,
dimenticando per sempre questo mio mondo?
il ciuffo di fiori,schiuso dal sorriso dell’alba,
la pioggia scesa dai raggi del sole;
no! Come potrei cullar La mia vita
solo nell’ebbrezza del nettare delle
tue labbra,
dimenticando per sempre questo mio mondo?
S. H. Vatsyayan “Agghyeya”
Catene e libertà
Venendo,tu hai detto:”Prigioniero,va’ via!”
Io ho aperto la porta .
Tu non mi hai chiesto:”Uomo,è ancora vivo il tuo orgoglio?”
Io ho detto:”Fammi passare,vado via!”
Non t’ho lasciato capire che quell’io dell’anima mia s’è
perso ai tuoi piedi.
E quando mi sono mosso le catene
ai miei piedi hanno cigolato sordamente.
Sussultando ci siamo guardati.
Tu hai detto:”Prigioniero,non ti posso lasciare!”
E hai teso le braccia.
avvinto a loro mi sono accorto
che ero libero da sempre.
POESIA HINDI
Con Jay Śaṅkar Prasād, Sumitrānandan Pant e Sūryakant Tripāṭhī
“Nirāla” Mahadevi Varma partecipa al movimento chayavad. Il termine deriva
dall’unione di due vocaboli: chāyā, “ombra, parvenza” e vād, suffisso
corrispondente all’italiano “-ismo” che in hindī può indicare anche “teoria,
discussione o movimento”. Nell’accezione più positiva, venne tradotto come
Movimento delle Ombre, intendendo le ombre come parvenze di significato
trapelate dai simbolismi tipici. Nell’accezione più negativa, invece, il
movimento venne additato come crepuscolare Essi apportarono una rivoluzione
nella sensibilità e nella concezione della letteratura, con riverberi ancora
ravvisabili nella poesia hindī attuale. Lo stile è tipico per la pluralità di
significati, ogni immagine è tratta dall’ambiente naturale, la natura è una
risorsa di visione, fonte di meraviglia, di nuove sensazioni.
Mahadevi Varma ( Hindi
: महादेवी वर्मा,
26 MARZO 1906 - 11 settembre 1987) eccellente poeta hindi,
è stata una combattente per la libertà,
attivista delle lotte per la liberazione della donna e una pedagogista. Membro
del Chhayavaad,la
sua poesia è pervasa da profondo misticismo.
Suryakant Tripathi 'Nirala' (Hindi:सूर्यकांत त्रिपाठी
'निराला') (21 Febbraio 1896 in Bengala
- 15 ottobre 1962) è stato uno dei personaggi più famosi della moderna letteratura
hindi . Poeta, romanziere, saggista e scrittore di storia.Il nome
d’arte,Nirala,(fuori dal comune,raro) è forse la più vera definizione della sua
personalità.E’ stato infatti un ribelle contro ogni tradizione letteraria
,religiosa e politica.
Jaishankar Prasad ( Hindi
: जय शंकर प्रसाद) (30 gennaio 1889 a Benares - 14 gennaio 1937),
una delle figure più famose nella moderna letteratura
hindi . Poliglotta e dotto cultore del sanscrito,è l’innovatore della
poesia hindi con gli altri membri della scuola dell’ombra. Tema fondamentale
della sua poetica è l’amore che si eleva a coscienza universale immergendosi
nel sentimento della natura e nel misticismo delle Upanishad.
Sumitranandan Pant ( Hindi
: सुमित्रा नंदन पंत)
(20 maggio 1900 - 28 dicembre 1977) è stato uno dei più famosi poeti
moderni in Hindi.
Anche lui membro importane della scuola dell’ ombra(Chhayavaad)
.Da un’iniziale professione di fede nella non violenza,passa ad esprimere la
convinzione che una rivoluzione è necessaria ai fini di un progresso autentico
dell’India. E’ essenzialmente poeta della natura,che osserva e percepisce con
estrema delicatezza di immagini e di parole.
.S.H.Vatsyayan “Agghyeya”ovvero Sachchidananda
Hirananda Vatsyayana “Ajneya„ o Agyeya (Hindi:(सच्चिदानन्दहीरानन्दवात्स्यायन “अज्ञेय„)
(7 marzo,
1911–4 aprile, 1987), Nome
d’arte e di battaglia(colui del quale non si può sapere) di Saccidanand
Hiranand Vatsyayan è uno degli iniziatori della corrente letteraria (Prayogavāda
), basata sul principio della ricerca attraverso la sperimentazione e uno
degli esponenti più rappresentativi della Nayi
Kavita (Nuova poesia) nella moderna letteratura hindi.
E’,inoltre,fondatore di un suo proprio
settimanale in lingua Hindi, Dinman.
Attivista ,durante il dominio inglese,dovette darsi alla
clandestinità ,a cui si deve la scelta dello pseudonimo che poi ha conservato.
Incarcerato per motivi politici,compone in prigione una raccolta di poesie in
inglese. La perfetta padronanza di numerose lingue conferisce alle sue
composizioni una concisione tipica e gli ha permesso di stringere vincoli saldi
e fecondi con la letteratura occidentale.
POESIA URDU
Zigar (Jigar)Moradabadi
Ghazal
Quando ho raggiunto il mio amore in forma di commiato
La gioia è stata troppa intensa per realizzarsi.
Una visione, ieri notte, mi ha fatto scoppiare il cuore.
Più erano impazienti le onde, più la riva restava con labbra
assetate.
Mentre camminavo lungo la spiaggia, una visione mi si è
spalancata:
il cuore è soltanto una piccola barca che solca il mare del
dolore.
Ghazal
E’ una forma poetica molto usata soprattutto in persiano e
in urdu. Appartiene a una tradizione letteraria che risale al VI
sec. per diffondersi attraverso
l’influenza dei sultanati arabi all’Asia meridionale a partire dal XII sec.
La struttura
Il ghazal si distingue per alcune caratteristiche:
Si compone di cinque o più distici;
Il secondo verso di ogni distico finisce con una sorta di
ritornello composto di poche parole e noto come radif che viene preceduto da una rima nota come qaafiyaa.
Nel primo distico, che introduce il tema, entrambi i versi hanno la stessa rima
e il radif, cosicché lo schema delle rime nel ghazal si può rappresentare in questo
modo: AA BA CA DA eccetera.
Non possono esserci enjambement tra i distici,
di modo che ogni distico deve contenere una frase (o più frasi) di senso
compiuto.
Ogni verso deve avere lo stesso metro
Nell’ultimo verso,solitamente il poeta inserisce la sua firma(takhallus),reale o
metaforica.
Nella moderna poesia sono stati composti alcuni ghazal che
non seguono tutte le restrizioni della forma classica, anche se mantengono
l'uso della qaafiyaa e, normalmente, del radif. Nelle lingue asiatiche
meridionali esistono anche ghazal senza radif, noti come
"ġair-muraddaf".
I temi
La radice araba gh z l indica discussione, amore. Gli
argomenti affrontati sono infatti quelli amorosi, specialmente legati al tema
dell'amore proibito, ma anche quelli erotici, anacreontici, naturalistici
(amore, vino, feste, natura).
Zigar Moradabadi ( Urdu
: جگر مراد آبادی)
era il nom
de plume
di Ali Sikandar (1890-1960), un celebre scrittore urdu di ghazal
.E’ nato nel 1890 in Uttar
Pradesh
, India
. E’ morto in una cittadina dell’Uttar Pradesh, dove ha passato la gran parte
della sua vita. Ha avuto un’infanzia non facile e non ha mai ricevuto alcuna
istruzione scolastica superiore. Frequenta però la madrasa (scuola
coranica) dove impara l’arabo e il persiano. Ancora adolescente,
Jigar,era già molto conosciuto.La passione per il vino e sua smemoratezza
proverbiale ne fanno in età adulta un vero personaggio.
Appartiene alla scuola classica di scrittura di Ghazal
. Ha ricevuto nel 1958 il Sahitya
Akademi,premio
urdu per la sua raccolta di poesie "Atish-i-Gul". E’
tuttavia estremamente popolare
tra le masse, che lo considerano poeta popolare,probabilmente anche
grazie alla collaborazione con Majrooh Sultanpuri,
famoso lyricist dell’ industria cinematografica indiana.
E’ diventato ancora più popolare dopo la sua morte, e la sua
poesia continua a guadagnare sempre più estimatori, soprattutto tra i
frequentatori di cinema, che attraverso le colonne sonore hanno familiarità con
i testi delle sue canzoni . Ora è
considerato come uno dei grandi poeti urdu del XX s. Secondo solo a Iqbal,il
padre nobile del Pakistan,gli è stata conferita l’onorificenza dell’ Università
Aligarh ,che, nella sua storia ,era stata
attribuita soltanto ad Iqbal,appunto.
Uno dei suoi più memorabili couplets è:
L'amore è come un oceano di fuoco e l'amante deve
annegarvisi per attraversarlo.
complimenti! e rileggere la tua incursione involontaria nella Storia corredata dalle foto è ancora più emozionante.
RispondiEliminaSto preparando "Un'escursione fortemente voluta nel Sahara",speculare all'"Incursione involontaria nella Storia".Anche questa volta documenterò con molte fotod'epoca-fine anni '60.Spero ti piacerà.
RispondiEliminaSe vuoi continuare a sfogliare le pagine perché ti interessa la lettura e sei curioso di vedere altre immagini storiche clicca sulla didascalia sotto la foto e aspetta l'apertura della finestra in basso a destra dello schermo, che ti offre opzioni per proseguire.
RispondiEliminaPuoi ora leggere con Google translate il diario integrale di
RispondiElimina"Un'incursione nella Storia"nella lingua preferita se vai sul blog gabysouk.blogspot.com
To translate stories inside,if you want,you can copy and paste and after you can use Google translator.
RispondiEliminaSe tu volessi leggere in traduzione questo racconto e sei in difficoltà ,ora puoi usare Google translate sul post "Un'Incursione nella Storia"nel nuovo blog gabysouk.blogspot.com
RispondiEliminaIl post "Universo cialtrone".2.in questo stesso blog è stato arricchito
RispondiEliminadi un nuovo aspetto dell'indecente paradosso che è il mondo della nostra burocrazia..Buona informazione!