Epilogo.
Che esperienza,la mia! Tragica senza alcun dubbio, ma anche con aspetti
paradossali e in forte contrasto.
Come il terrore del primo impatto dei Praghesi con i mig appena atterrati
che vomitano tanki carichi di soldati mongoli che si rivelano presto un parto
assurdo della paura. In contrasto netto con il comportamento che quegli stessi
cittadini imposteranno durante il giorno come se una voce sotterranea rapidamente
diffusa li avesse concordemente spinti a un generalizzato, freddo tentativo di
fraternizzazione con i biondi giovanotti in divisa sui carri armati. Iniziativa
a quanto pare efficace, riuscita e giudicata molto rischiosa se i dirigenti sovietici
decidono che il giorno dopo tutte le truppe devono essere sostituite e deve essere
vietato in modo assoluto qualsiasi contatto dei nuovi soldati con i cittadini di Praha.
Coraggio ragionato – il popolo ceco trae il suo approccio cartesiano alla vita dal
fatto di essere stato il protagonista, all’est dell’Europa , della prima rivoluzione
industriale - estremo, dettato dalla condizione altrettanto estrema in cui si sono
venuti a trovare inaspettatamente gli abitanti della città, in contrasto stridente con
l’ingenuità totale dei soldati di leva,convinti di partecipare semplicemente alle
manovre abituali del Patto di Varsavia, assolutamente inconsapevoli di costituire
un esercito invasore. Razionali e iperattivi i giovani praghesi che in un baleno
bendano le statue dei loro eroi e pensatori perché non debbano osservare tanto
scempio e, ai loro piedi, si affannano a confezionare senza sosta manifesti con
cui ricoprire ogni muro della città perché tutti siano informati di quel che sta
accadendo insieme con le iniziative per opporsi all’affronto assurdo patito; senza
tuttavia dimenticare di rendere pubblicamente esplicito, sempre tappezzando i
muri della città, il forte legame di stima e di identità di intenti tra il popolo e i
suoi rappresentanti eletti.
Efficaci e tempestivi i diplomatici francesi che organizzano l’esodo dei
loro concittadini e anche altri stranieri che il turismo congressuale o culturale
ha intempestivamente portato in città, in opposizione, purtroppo, netta e chiara
con la totale inefficienza della parallela struttura organizzativa italiana che
altrettanto prontamente si svuota proprio nel momento in cui sarebbero
indispensabili i suoi servizi.
E ancora un contrasto significativo: i capannelli di semplici cittadini
che avvicinano gli stranieri in uscita per porgere malinconicamente lettere
da impostare una volta varcata la frontiera, come condannati rassegnati a una
sorte ineluttabile e, come sarà reso esplicito qualche giorno dopo, dalla stampa
internazionale, il contributo capillare di quegli stessi instancabili cittadini anonimi
che provvederanno a modificare la direzione di ogni segnale stradale per offrire
il proprio contributo al disorientamento dell’occupante.
E per concludere la ben strana cernita di esempi contrastati quello finale
che oppone l’atmosfera plumbea di Praga, con quella rilassata e molto confortevole
della hall del lussuoso albergo viennese dove passano il tempo della comoda attesa
i giornalisti per scrivere i loro
servizi di prima linea, nutriti dai racconti di alcuni fortunati fuoriusciti, scampati
all’inferno di Praga.
E infine il contrasto più difficile da accettare, quello storico-politico di un
popolo, quello cecoslovacco , che in modo più diffusamente convinto e costruttivo
tra quelli che facevano parte del Patto di Varsavia, aveva aderito fin dall’inizio ai
principi dell’etica e dell’organizzazione post –rivoluzionaria, che per assurdo non
aveva partecipato poi alla destalinizzazione, a cui invece si erano dedicati i Polacchi
o gli Ungheresi e che, infine, una volta trovata la via di una soluzione fertile di serenità
e sicurezza economica, incappi in una contro-iniziativa talmente estrema, grave e
ntollerabile, di cui neppure l’età staliniana era stata capace. Evidentemente il livello
di gravità di un tal gesto non può appartenere che a politici autoritari certamente, ma
anche ottusamente inadeguati.
FINE
Nessun commento:
Posta un commento