giovedì 28 aprile 2016

LE DUE FINESTRE:Cap.4

Cap 4.

LE VACANZE AD ALGHERO.
                                   
                                                                                                        
        Intanto è esplosa l’estate. In città il clima si è fatto caldo e appiccicoso. E quelle finestre chiuse non rendono certo,anche con il condizionatore che va a tutta birra,l’atmosfera meno afosa,anzi meglio, opprimente .Via via che si avvicina il tempo delle ferie per Viola,Olga è sempre più  preoccupata perché
non riesce a immaginare che tipo di progetti Viola le riservi per le vacanze.
   Invece,inaspettatamente,una sera  Viola si mette come al solito al suo computer   e naviga a lungo. Olga è curiosa e si avvicina per cercare di capire. Viola comincia allora a parlarle di un mare meraviglioso,di spiagge
bianche e solitarie,di gente isolana sobria e severa che lei ama molto. Finalmente comincia ad ammettere un’ipotesi di vacanza appassionante.
- Che ne diresti se passassimo un paio di settimane ad Alghero?C’è un piccolo albergo sul porto,dove molti anni fa sono stata bene. E’ tranquillo,ha un bel giardino interno Si possono fare belle passeggiate fino alla  
Torre Sulis e raggiungere facilmente immense spiagge di sabbie bianche,tra pinete profumate  e mare cristallino,dove potremo facilmente evocare il vecchio Robinson, completamente immerse in una  natura incontaminata,tra gabbiani e,con un po’ di fortuna,anche qualche delfino.

Torre Sulis


       Olga si lascia coinvolgere subito felice e comincia con confusi preparativi mentali a immaginare questa vacanza da sogno.
       Per  abbreviare al massimo l’inevitabile segmento di promiscuità col suo prossimo,Viola decide per il passaggio aereo e subito prenota.
... già la vista dall’alto è suggestiva .Il sole gioca sull’acqua incrociando magie  di riflessi dorati e si tuffa a riscaldare i colori ocra delle antiche architetture per riuscire ad aprire squarci luminosi nel labirinto delle stradine medievali.
     L’arrivo all’albergo è rassicurante. Malgrado la sua posizione centrale,sul porto,è molto tranquillo,a conduzione familiare,con quel giardino interno,che è un gioiello con la sua fontana zampillante e il prato inglese,una preziosa fonte di frescura,soprattutto nelle giornate più riarse  e implacabili.
   Subito il secondo giorno Viola decide di mostrare ad Olga la splendida spiaggia di Mugoni. Partono di buon mattino con un ricco cesto da picnic con l’idea di rifugiarsi in pineta quando il sole sarà allo zenit e di rientrare in albergo  soltanto in serata.   



Spiaggia di Mugoni
                                                                                   
        Passano una giornata splendida,tante ore finalmente all’aperto,baciate da  una luce limpida e abbagliante protette dagli ombrelli ombrosi dei pini nelle ore più soffocanti ,al rientro in albergo sono un po’ stordite da una prova tanto inconsueta. Salgono in camera in fretta per rinfrescarsi prima di scendere per la  cena da cui si aspettano sapori invitanti e inconsueti. Tutto sembra scorrere in maniera tranquilla,gradevole,gratificante per entrambe.
      Olga osserva con trepidazione la metamorfosi di quella che ormai considera un’amica,che si prepara con cura  a scendere per la cena. E’ merito del potere di conforto di una vacanza ben riuscita,quello terapeutico se non addirittura salvifico di una natura magica o il sostegno caldo di un’amicizia?
Prima di sedersi a tavola Viola vuol fare le cose per bene e  invita Olga al bar per un aperitivo. Qualche altro avventore  indugia in chiacchiere al bancone del bar. Tutto è molto tranquillo e sembra preludere ad una serata molto gradevole,quando Olga si accorge  che Viola mostra segni inequivocabili di nervosismo,di tensione:lo sguardo un po’ fisso ed assente,le mani in continua agitazione e infine la sollecitazione a sedersi a tavola .La cena  si svolge con un’accelerazione innaturale,in silenzio,come un dovere da adempiere in gran fretta.
Una volta di nuovo in camera,Olga non può fare a meno di chiedere spiegazioni. Sa che ,ormai,i rapporti tra loro consentono un approccio diretto ai problemi senza bisogno di esitazioni o di inutili infingimenti. Ed ecco l’incredibile rivelazione.- Uno dei clienti che poco prima chiacchierava al bar è senza alcun dubbio Riccardo,l’innamorato dell’adolescenza,in tempi più recenti da me recuperato tramite Facebook.Un po’ appesantito, i capelli un tempo fiammeggianti,ormai brizzolati e molto spenti,ma la stessa voce,la stessa gestualità...Per fortuna io invece sono tanto invecchiata  da essere irriconoscibile,infatti non mi ha proprio riconosciuta...anche se... non è detto che qualche segno non sia sopravvissuto:Sarebbe terribile,tremo all’idea che possa in qualche modo riconoscermi...Ma guarda che sfortuna...doveva capitare proprio qui,con tutte le scelte che aveva!Non posso proprio permettere che questo accada. E ora che fare?-confessa Viola  come svuotata dallo sconforto.
      Olga  crede di avere finalmente afferrato il bandolo della matassa per cominciare a capire. Una vita solitaria ,la sua,isolamento e insoddisfazione anche nell’ambiente di lavoro ,un forte amor proprio unito ad un’autostima poco nutrita dagli eventi della vita,hanno prodotto la situazione attuale,paradossale quanto assurda. E l’incontro ravvicinato di oggi porta a uno snodo molto delicato da gestire. Dipende molto dalla sensibilità e generosità di lui. Potrebbe risolversi in un ritrovato rapporto solido e rassicurante,ma potrebbe anche essere la spinta distruttiva  di quell’equilibrio tanto fragile e precario che sembrava finalmente raggiunto. Meglio consigliarle di prendere il  tempo  necessario a metabolizzare lo choc e ad elaborare una strategia di difesa con qualche probabilità di successo. La notte scorre agitata per entrambe,quasi insonne.
L’indomani escono di nuovo di buon’ora,per visitare un’altra spiaggia suggestiva,quasi deserta.
Questa volta ,però,l’ora insolita è stata decisa per essere sicure di potere evitare l’incontro.
L’intera giornata è stata riempita da una rete fitta di domande e risposte che le due amiche si sono scambiate per approfondire la questione e cercare una soluzione convincente ,che però non è arrivata.
Tuttavia Viola sembra un pochino rinfrancata e non sembra più disposta necessariamente alla fuga.
Al  tramonto si avviano di nuovo verso l’albergo.
In camera dedica infatti un’attenzione tutta  nuova alla cura di sé. Mentre si prepara per la cena,  indugia volentieri davanti al grande specchio della sala da bagno come non le accadeva da tanto tempo. Nel ristorante ci sono solo pochi tavoli occupati e ad uno è seduto Riccardo con una bionda dagli occhi di ghiaccio.
Ed eccola la sorpresa a cui Olga non avrebbe mai sperato di assistere. Appena sedute,vedono inebetitedallo stupore che Riccardo si alza e con un sorriso che sprizza gioia , incredulità e entusiasmo,si dirige verso di loro,porgendo affettuosamente le braccia.
-Non è possibile! Perché  non mi hai detto che saresti venuta qui? In vacanza ,vero? Che splendido,eccezionale concorso di coincidenze! Per fortuna c’é il caso  a rimediare al nostro difetto di comunicazione! Incredibile! Dopo tanto tempo,ti trovo in gran forma. Come sono contento! Quanto pensi di trattenerti?  Perché io sono impegnato  per lavoro ancora qualche giorno . Lì al tavolo è la mia cliente ,ma dopo potremo farci compagnia almeno qualche giorno. Dopo la serie torrenziale di domande sgranate con foga senza prendere il fiato, Riccardo  finalmente si ferma con aria interrogativa,  in attesa di risposte. E,incredibilmente, Viola ,incurante del rossore che sente salirle al viso,lo invita a sedersi al loro tavolo con un sorriso.
-Hai ragione,la circostanza è proprio incredibile,ma anche fortunata. Anch’io sono contenta di quest’incontro imprevisto. Con Olga abbiamo deciso all’improvviso questa vacanza tranquilla. Ci tratterremo ancora un po’. I prossimi giorni avremo dunque l’opportunità di vederci ancora e potremo ,semmai,decidere il dà farsi insieme.  Ora ti prego di scusarci,ma abbiamo avuto una giornata piena e faticosa .  Tu sei impegnato,in compagnia;va’ pure al tuo tavolo che noi saliamo in camera. Ciao,
Riccardo,ti auguro una buona serata e arrivederci domani.
   Appena rientrate in camera,Viola getta le braccia al collo di Olga e,saltellando di gioia,grida :-Mi ha riconosciuta!  Ti rendi conto? Mi ha proprio riconosciuta!  E la squinzia dallo sguardo che uccide è una cliente. Vorrà farsi rifare la villa al mare o ristrutturare il palazzotto di famiglia. Sai,lui è architetto. Ha perfino chiesto di passare insieme qualche giorno...Non è possibile!  Non ci posso credere....Scusami,amica mia,se ti ho fatto saltare anche la cena,dopo non averti neanche presentato. Il fatto è che ho avuto paura di perdere il controllo per l’emozione,se fossi rimasta al ristorante. Ma ora rimedio subito:telefono e faccio portare la cena in camera,così posso anche ordinare il cesto per il picnic di domani. Tanto per  non perdere del tutto l’abitudine di pianoter  su una tastiera!  Ti rendi conto che da quando siamo partite da Roma non ho più appoggiato il dito su un tasto?
-Per me è una liberazione vederti così piena di entusiasmo,felice di un incontro vero.  Ti servirà a renderticonto di quanto sia bello riappropriarsi  dei rapporti con le persone e quanta differenza  passi tra queste esperienze e quelle virtuali. Io non sopporto la presunzione,ma la scarsa fiducia che hai mostrato fino ad ora in te stessa,mi ha disorientato e indignato ad un tempo. Era ora che tu riuscissi a reagire,che una scossa salutare ti facesse riemergere da quella palude di depressione in cui ti eri confinata,chiudendoti in quei rapporti  irreali,liquidi che ti sottraevano energia,entusiasmo e capacità d’iniziativa,che,insomma, ti stavano cancellando la voglia di vivere.
- Hai ragione,senza nemmeno rendermene conto,per slittamenti successivi impercettibili,rischiavo di cadere nella più totale apatia. E’ il tuo arrivo che mi ha salvato.  Il sostegno della tua amicizia premurosa mi ha dato iniezioni di vitalità nuova e la forza di reagire con questa pazza iniziativa di vacanza. Adesso  ho voglia  di ritrovare tutta me stessa e  con te al mio fianco,spero proprio di farcela.                                  
        L’indomani  si avventurano alla scoperta di una nuova spiaggia. Ancora una  volta trovano  sabbia bianchissima,acqua cristallina e  pinete profumate alle spalle.

La bella spiaggia quasi deserta
         
 Questa volta,però,con qualche bagnante e un bar ombroso che offre tante bibite assortite,fresche e ristoratrici. 
       La giornata scorre tranquilla; riescono perfino a scambiare due chiacchiere con i vicini,in particolare con Fulvio,un ragazzo romano gentile e riservato che volentieri  si unisce a loro. E’ un ornitologo ed è qui in vacanza, soprattutto interessato al bird-watching,anche in spiaggia col  fedele binocolo al collo. Racconta con entusiasmo e dovizia di particolari il suo progetto di scendere,sulla via del ritorno,fino a Cagliari per ammirare   fenicotteri  rosa, aironi cinerini  e falchi,per risalire poi  ad est fino a San Teodoro,altro sito felice per le osservazioni e ripartire infine per Roma ,in nave da Olbia                                                    
Fenicotteri a San Teodoro    

                                                         .
       La sera a cena il tavolo di Riccardo è affollato e l’impegno di lavoro gli consente appena un saluto a distanza.
       Il giorno dopo Olga riesce ad ottenere di tornare all’ultima spiaggia che hanno scoperto e Viola non sospetta ancora l’interesse dell’amica per il giovane romano. Se ne rende conto tuttavia durante la giornata,quando assiste alle premure reciproche che si scambiano i due ragazzi,che culminano in un eloquente scambio di indirizzi.
        Viola sembra come incupirsi,forse per paura di perdere l’attenzione esclusiva   e il sostegno di Olgaoppure per l’avvicinarsi ansiogeno dei giorni liberi che Riccardo si aspetta di passare piacevolmente insieme a lei.
   Qualunque sia la ragione prevalente,la sera, in camera ,Viola comunica  in modo brusco e improvviso all’amica la loro partenza dell’indomani per il ritorno a casa.  Olga non ha tempo né modo per  farle cambiare idea né ha intenzione di interferire,anche perché non le è chiaro che cosa possa essere successo.

                                                         continua

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