Cap.5
UN RITORNO
ENIGMATICO.
E invece per tutta la durata del volo,fino nel
tratto in treno che le ha riportate a casa, la discussione fitta tra loro è stata un contrappunto di diversi
punti di vista,senza mai sfiorare però le ragioni della decisione compulsiva
che le ha riportate in città nel pieno dell’estate. Punti di vista più che
contrapposti come radicalmente diversi
sono i loro modi di concepire la vita.
Viola è stata tutta impegnata a sostenere
con foga la grande funzione di cui i social network sono portatori . E per
dimostrarlo ampiamente ha citato tutte
le rivoluzioni nordafricane ,a partire dalla rivolta dei gelsomini. Quando,dopo
il sacrificio di Mohamed Bonazizi ,gli
echi della feroce repressione hanno
potuto rapidamente varcare i confini tunisini,mentre la protesta
invadeva le piazze delle principali città del paese e conquistava la prima
pagina dei media internazionali. Non era stato però il sostegno della comunità
internazionale a fermare la sanguinosa repressione della protesta,ma il web,che
aveva fatto capitolare un dittatore che
pure godeva dell’appoggio della polizia e dell’esercito. Era già accaduto in
Iran con la rivoluzione verde. In Tunisia aveva messo in moto un tam-tam che
aveva diffuso nell’etere la voce della verità e della libertà. Aveva dimostrato
di essere più forte dei cannoni e della
polizia... E altrettanto determinante era stato il suo ruolo in Egitto e poi in Libia: la voce diretta del popolo!
E Olga era
stata assai più prudente,per non dire perplessa, nella sua di analisi. Aveva
concordato, evidentemente, sul grande vantaggio fornito dalla rete nel consentire informazione veloce e libera a una grande
platea,soprattutto di giovani,che avrebbero dovuto altrimenti alimentarsi delle
notizie bugiarde dei regimi. Il suo ruolo era stato dunque davvero determinante
nella fase in cui la sua denuncia
alimenta la rabbia,scatena la rivolta,dà il coraggio che la
consapevolezza del disastro produce...Ma dopo? Che ne è stato del sacrificio di
tante vite? Che ha prodotto la fase successiva all’eliminazione dei despoti? E’
lì che si rivela tutta la fragilità del
mezzo che informa velocemente;la sua voce però è frammentata , non ha la
vocazione all’approfondimento,non ha la capacità di tessere una tela
spessa,solida,che possa garantire durata,non ha la forza di progettare il
futuro. Dopo servono le elaborazioni delle reti vere .Quelle reti fatte di
rapporti solidi,di lungo termine, capaci di costruire un nuovo modello di società, basate sulla
pratica abituale di discussioni accese fra i membri di una comunità che
direttamente si affrontano e si scontrano. Si può allora arrivare a mettere a
punto strategie ponderate per analizzare ,ad esempio, il fatto che quello del Nord Africa, a differenza di altre
aree emergenti, è un boom economico senza diffusione del benessere, che perciò
impone la creazione di un modello di sistema che favorisca conquiste in materia
di giustizia sociale e libertà. Come quello che accade,del resto,nella sfera
dei rapporti privati,tra individui.
E’ a questo
punto che Viola era stata ben contenta di occupare Olga nella ricerca di un
taxi,mentre lei era rimasta a sorvegliare i bagagli. Le è stato subito ben
chiaro di essere riuscita ad evitare così che Olga si fosse avventurata in un
territorio minato sul quale è ancora davvero troppo pericoloso per lei entrare.
Una volta di nuovo a casa i rapporti tra
le due amiche faticano a tornare fluidi e naturali. Viola non vuole affrontare
la discussione sulla fragilità dei rapporti virtuali e Olga è avvilita dalla
modestia dei miglioramenti che tutto il
suo impegno ha prodotto nell’atteggiamento dell’amica.
Ha però inserito
una bella abitudine nelle sue giornate. Si incontra con Fulvio abbastanza
spesso per passare insieme il tempo libero. Le fa conoscere la città,vanno al
cinema,visitano luoghi di interesse naturalistico,di cui prima non sospettava neanche
l’esistenza. L’ultima scoperta è stata l’oasi di Ninfa,un gioiello d’oro
verde. Ha provato talvolta a trascinare fuori anche Viola,ma non c’è stato
verso. Sta purtroppo rientrando nel guscio come una chiocciola che la semplice
carezza d’un filo d’erba fa ritrarre. Anche con Riccardo ha ripreso i contatti virtuali d’un tempo,se
non altro per spiegare in qualche modo la sua fuga improvvisa. E’ difficile per
Olga ammetterlo,ma la sua sconfitta sembra irreversibile. E’ forse perché si
sente così inutile,perché le fa male il solo pensiero che la sua amicizia
sincera non abbia prodotto nessuna rassicurazione,che comincia a prendere in
considerazione l’invito seducente che nel loro ultimo incontro Fulvio le ha fatto
per il prossimo autunno. Dovrà fare un soggiorno di studio sul delta del
Danubio a fine settembre e sarebbe felice se Olga lo accompagnasse...
‘Fulvio oggi ha avuto un pensiero che mi ha commosso. Si deve essere accorto che il suo invito a seguirlo nel soggiorno danubiano mi ha molto intrigato,ma anche lacerato. Da un lato,infatti,vorrei in qualche modo cercare di scuotere Viola,lasciandola sola con se stessa e godermi un ritorno a casa tante volte sognato,che mi aiuterebbe anche a conoscere Fulvio più profondamente. Dall’altro ho molta paura del peggioramento che si potrebbe verificare nella sua condizione e che al ritorno mi getterebbe nello sconforto più cupo per l’inutilità allora troppo evidente di qualsiasi mio intervento. Ed ecco come allora è riuscito a riportare il sereno,parlandomi di primavera e di sorrisi con i versi del primo poeta ceco ad aver guadagnato il Nobel nel 1984:
Rondò di
primavera
Tu devi credermi,io sarei felice
se sorrisi
mandassero i tuoi occhi
quando
stasera dovrai ricucire
ciò che le
mie mani ti hanno strappato.
Quelle mani
che finora io sentivo
esser vuote
senza i tuoi seni.
Tu devi
credermi sarei felice
se sorrisi
mandassero i tuoi occhi.
Quando poi
starai per addormentarti,
il tuo sonno
sia come quello di un re
che ha
riconquistato il proprio castello
svettante
sulla cima di una rupe.
Tu devi
credermi,io sarei felice
se sorrisi
mandassero i tuoi occhi. Jarošlav
Seifert ( continua “Le due finestre”)


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