venerdì 29 aprile 2016

LE DUE FINESTRE.Cap. 5




Cap.5

UN RITORNO ENIGMATICO.


                                       Alghero dal cielo.




Olga ,mentre l’aereo sorvola Alghero,vorrebbe tanto lasciarsi andare alla nostalgia struggente per quei luoghi magici che ha dovuto abbandonare all’improvviso senza neanche capire perché.
 E invece per tutta la durata del volo,fino nel tratto in treno che le ha riportate a casa, la discussione fitta  tra loro è stata un  contrappunto di diversi punti di vista,senza mai sfiorare però le ragioni della decisione compulsiva che le ha riportate in città nel pieno dell’estate. Punti di vista più che contrapposti  come radicalmente diversi sono i loro modi di concepire la vita.
   Viola è stata tutta impegnata a sostenere con foga la grande funzione di cui i social network sono portatori . E per dimostrarlo  ampiamente ha citato tutte le rivoluzioni nordafricane ,a partire dalla rivolta dei gelsomini. Quando,dopo il sacrificio  di Mohamed Bonazizi ,gli echi della feroce repressione hanno  potuto rapidamente varcare i confini tunisini,mentre la protesta invadeva le piazze delle principali città del paese e conquistava la prima pagina dei media internazionali. Non era stato però il sostegno della comunità internazionale a fermare la sanguinosa repressione della protesta,ma il web,che aveva  fatto capitolare un dittatore che pure godeva dell’appoggio della polizia e dell’esercito. Era già accaduto in Iran con la rivoluzione verde. In Tunisia aveva messo in moto un tam-tam che aveva diffuso nell’etere la voce della verità e della libertà. Aveva dimostrato di essere  più forte dei cannoni e della polizia... E altrettanto determinante era stato il suo ruolo in Egitto  e poi in Libia: la voce diretta del popolo!
E Olga era stata assai più prudente,per non dire perplessa, nella sua di analisi. Aveva concordato, evidentemente, sul grande vantaggio   fornito dalla rete nel consentire  informazione veloce e libera a una grande platea,soprattutto di giovani,che avrebbero dovuto altrimenti alimentarsi delle notizie bugiarde dei regimi. Il suo ruolo era stato dunque davvero  determinante  nella fase in cui la sua denuncia  alimenta la rabbia,scatena la rivolta,dà il coraggio che la consapevolezza del disastro produce...Ma dopo? Che ne è stato del sacrificio di tante vite? Che ha prodotto la fase successiva all’eliminazione dei despoti? E’ lì che si rivela  tutta la fragilità del mezzo che informa velocemente;la sua voce però è frammentata , non ha la vocazione all’approfondimento,non ha la capacità di tessere una tela spessa,solida,che possa garantire durata,non ha la forza di progettare il futuro. Dopo servono le elaborazioni delle reti vere .Quelle reti fatte di rapporti solidi,di lungo termine, capaci di costruire  un nuovo modello di società, basate sulla pratica abituale di discussioni accese fra i membri di una comunità che direttamente si affrontano e si scontrano. Si può allora arrivare a mettere a punto strategie ponderate per analizzare ,ad esempio, il fatto che  quello del Nord Africa, a differenza di altre aree emergenti, è un boom economico senza diffusione del benessere, che perciò impone la creazione di un modello di sistema che favorisca conquiste in materia di giustizia sociale e libertà. Come quello che accade,del resto,nella sfera dei rapporti privati,tra individui.
E’ a questo punto che Viola era stata ben contenta di occupare Olga nella ricerca di un taxi,mentre lei era rimasta a sorvegliare i bagagli. Le è stato subito ben chiaro di essere riuscita ad evitare così che Olga si fosse avventurata in un territorio minato sul quale è ancora davvero troppo pericoloso per lei  entrare.
      Una volta di nuovo a casa i rapporti tra le due amiche faticano a tornare fluidi e naturali. Viola non vuole affrontare la discussione sulla fragilità dei rapporti virtuali e Olga è avvilita dalla modestia dei  miglioramenti che tutto il suo impegno ha prodotto nell’atteggiamento dell’amica.
    Ha però inserito una bella abitudine nelle sue giornate. Si incontra con Fulvio abbastanza spesso per passare insieme il tempo libero. Le fa conoscere la città,vanno al cinema,visitano luoghi di interesse naturalistico,di  cui prima non sospettava neanche l’esistenza.  L’ultima scoperta  è stata l’oasi di Ninfa,un gioiello d’oro verde. Ha provato talvolta a trascinare fuori anche Viola,ma non c’è stato verso. Sta purtroppo rientrando nel guscio come una chiocciola che la semplice carezza d’un filo d’erba fa ritrarre. Anche con Riccardo  ha ripreso i contatti virtuali d’un tempo,se non altro per spiegare in qualche modo la sua fuga improvvisa. E’ difficile per Olga ammetterlo,ma la sua sconfitta sembra irreversibile. E’ forse perché si sente così inutile,perché le fa male il solo pensiero che la sua amicizia sincera non abbia prodotto nessuna rassicurazione,che comincia a prendere in considerazione l’invito seducente che nel loro ultimo incontro Fulvio le ha fatto per il prossimo autunno. Dovrà fare un soggiorno di studio sul delta del Danubio a fine settembre e sarebbe felice se Olga lo accompagnasse...


                                  Airone cinerino in volo sul delta del Danubio

    ‘Fulvio oggi ha avuto un pensiero  che mi ha commosso. Si deve essere accorto che il suo invito a seguirlo nel soggiorno danubiano mi ha molto intrigato,ma anche lacerato. Da un lato,infatti,vorrei in qualche modo cercare di scuotere Viola,lasciandola sola con se stessa e godermi un ritorno a casa tante volte sognato,che mi aiuterebbe  anche a conoscere Fulvio più profondamente. Dall’altro ho molta paura  del peggioramento  che si  potrebbe verificare  nella sua condizione e che al ritorno mi getterebbe nello sconforto  più cupo per l’inutilità allora troppo evidente di qualsiasi mio intervento. Ed ecco come  allora è riuscito a riportare il sereno,parlandomi di primavera e di sorrisi con i versi del primo poeta ceco ad aver guadagnato il  Nobel  nel 1984:

Rondò di primavera

Tu  devi credermi,io sarei  felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi
quando stasera dovrai ricucire
ciò che le mie mani ti hanno strappato.

Quelle mani che finora io sentivo
esser vuote senza i tuoi seni.
Tu devi credermi sarei  felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi.

Quando poi starai per addormentarti,
il tuo sonno sia come quello di un re
che ha riconquistato il proprio castello

svettante sulla cima di una rupe.
Tu devi credermi,io sarei  felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi.             Jarošlav Seifert              ( continua “Le due finestre”)



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