Cap.2
La vivace ragazza moldava però non si rassegna certo al fatto che Viola possa rinunciare persempre al piacere dei veri incontri,al calore di un abbraccio o anche ad una semplice stretta di mano e di una chiacchierata,guardando dritto negli occhi il proprio interlocutore,gustando ogni sfumatura della sua intonazione di voce,ogni minimo movimento della sua mimica.
E comincia ad elaborare una
strategia. Crede infatti di poter fare leva sulla generosità e sul forte senso di solidarietà che ha
scoperto in questi mesi caratterizzare Viola verso il prossimo in difficoltà.
Pensa allora di cominciare dal
livello presumibilmente più semplice e di cercare qualche complicità in
Arianna.Forse è lei che può affidarle il filo che la aiuti ad orientarsi ,
cominciare a cercare l’uscita dal labirinto
e trovare così la forza di proseguire .Arianna è infatti l’amica
conservata con cura affettuosa dai tempi del liceo,che ha cinque figli che la occupano a tempo pieno,in modo
assoluto. Il piano potrebbe dunque consistere nel chiedere a Viola di uscire una sera a cena con Arianna per regalarle una pausa,uno svago
di cui ha perso in questi anni anche il ricordo con quell’impegnativa famiglia
che si è costruita. Un modo come una
altro di riandare col ricordo alle abitudini belle del liceo,quando mangiare
insieme la pizza era un rito settimanale irrinunciabile .Sì,potrebbe funzionare
e Arianna sarà d’accordo,l e piacerà di sicuro questa piccola complicità ,
perché ha già avuto modo di confidarle
le sue preoccupazioni.
Dopo un laborioso periodo di
approcci timidi,di tentativi goffi e laterali,l’evento riesce a realizzarsi.
Una bella serata un po’ nostalgica,costellata di languidi ricordi,in cui
Arianna aveva inserito anche
Agnese,un’altra compagna di scuola. Tutto si era alla fine risolto con grande soddisfazione
di tutti.
Henri Matisse:Finestra a Collioure.
continua
Henri Matisse:Finestra a Collioure.
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