Cap 4.
Intanto è esplosa l’estate. In città il
clima si è fatto caldo e appiccicoso. E quelle finestre chiuse non rendono
certo,anche con il condizionatore che va a tutta birra,l’atmosfera meno
afosa,anzi meglio, opprimente .Via via che si avvicina il tempo delle ferie per
Viola,Olga è sempre più preoccupata
perché
non riesce a immaginare che
tipo di progetti Viola le riservi per le vacanze.
Invece,inaspettatamente,una sera Viola si mette come al solito al suo
computer e naviga a lungo. Olga è
curiosa e si avvicina per cercare di capire. Viola comincia allora a parlarle
di un mare meraviglioso,di spiagge
bianche e solitarie,di gente
isolana sobria e severa che lei ama molto. Finalmente comincia ad ammettere
un’ipotesi di vacanza appassionante.
- Che ne
diresti se passassimo un paio di settimane ad Alghero?C’è un piccolo albergo
sul porto,dove molti anni fa sono stata bene. E’ tranquillo,ha un bel giardino
interno Si possono fare belle passeggiate fino alla
Torre Sulis e raggiungere
facilmente immense spiagge di sabbie bianche,tra pinete profumate
e mare cristallino,dove potremo facilmente
evocare il vecchio Robinson, completamente immerse in una
natura incontaminata,tra gabbiani e,con un
po’ di fortuna,anche qualche delfino.
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| Torre Sulis |
Olga si lascia coinvolgere subito felice
e comincia con confusi preparativi mentali a immaginare questa vacanza da
sogno.
Per
abbreviare al massimo l’inevitabile segmento di promiscuità col suo
prossimo,Viola decide per il passaggio aereo e subito prenota.
... già la vista dall’alto è
suggestiva .Il sole gioca sull’acqua incrociando magie di riflessi dorati e si tuffa a riscaldare i
colori ocra delle antiche architetture per riuscire ad aprire squarci luminosi
nel labirinto delle stradine medievali.
L’arrivo all’albergo è rassicurante.
Malgrado la sua posizione centrale,sul porto,è molto tranquillo,a conduzione
familiare,con quel giardino interno,che è un gioiello con la sua fontana
zampillante e il prato inglese,una preziosa fonte di frescura,soprattutto nelle
giornate più riarse e implacabili.
Subito il secondo giorno Viola decide di
mostrare ad Olga la splendida spiaggia di Mugoni. Partono di buon mattino con
un ricco cesto da picnic con l’idea di rifugiarsi in pineta quando il sole sarà
allo zenit e di rientrare in albergo
soltanto in serata.
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| Spiaggia di Mugoni |
Passano una giornata splendida,tante ore
finalmente all’aperto,baciate da una
luce limpida e abbagliante protette dagli ombrelli ombrosi dei pini nelle ore
più soffocanti ,al rientro in albergo sono un po’ stordite da una prova tanto
inconsueta. Salgono in camera in fretta per rinfrescarsi prima di scendere per
la cena da cui si aspettano sapori
invitanti e inconsueti. Tutto sembra scorrere in maniera tranquilla,gradevole,gratificante
per entrambe.
Olga osserva con trepidazione la
metamorfosi di quella che ormai considera un’amica,che si prepara con cura a scendere per la cena. E’ merito del potere
di conforto di una vacanza ben riuscita,quello terapeutico se non addirittura
salvifico di una natura magica o il sostegno caldo di un’amicizia?
Prima di sedersi a tavola
Viola vuol fare le cose per bene e
invita Olga al bar per un aperitivo. Qualche altro avventore indugia in chiacchiere al bancone del bar.
Tutto è molto tranquillo e sembra preludere ad una serata molto
gradevole,quando Olga si accorge che
Viola mostra segni inequivocabili di nervosismo,di tensione:lo sguardo un po’
fisso ed assente,le mani in continua agitazione e infine la sollecitazione a
sedersi a tavola .La cena si svolge con
un’accelerazione innaturale,in silenzio,come un dovere da adempiere in gran
fretta.
Una volta di nuovo in
camera,Olga non può fare a meno di chiedere spiegazioni. Sa che ,ormai,i
rapporti tra loro consentono un approccio diretto ai problemi senza bisogno di
esitazioni o di inutili infingimenti. Ed ecco l’incredibile rivelazione.- Uno
dei clienti che poco prima chiacchierava al bar è senza alcun dubbio
Riccardo,l’innamorato dell’adolescenza,in tempi più recenti da me recuperato
tramite Facebook.Un po’ appesantito, i capelli un tempo fiammeggianti,ormai
brizzolati e molto spenti,ma la stessa voce,la stessa gestualità...Per fortuna
io invece sono tanto invecchiata da
essere irriconoscibile,infatti non mi ha proprio riconosciuta...anche se... non
è detto che qualche segno non sia sopravvissuto:Sarebbe terribile,tremo
all’idea che possa in qualche modo riconoscermi...Ma guarda che
sfortuna...doveva capitare proprio qui,con tutte le scelte che aveva!Non posso
proprio permettere che questo accada. E ora che fare?-confessa Viola come svuotata dallo sconforto.
Olga
crede di avere finalmente afferrato il bandolo della matassa per
cominciare a capire. Una vita solitaria ,la sua,isolamento e insoddisfazione
anche nell’ambiente di lavoro ,un forte amor proprio unito ad un’autostima poco
nutrita dagli eventi della vita,hanno prodotto la situazione
attuale,paradossale quanto assurda. E l’incontro ravvicinato di oggi porta a
uno snodo molto delicato da gestire. Dipende molto dalla sensibilità e
generosità di lui. Potrebbe risolversi in un ritrovato rapporto solido e
rassicurante,ma potrebbe anche essere la spinta distruttiva di quell’equilibrio tanto fragile e precario
che sembrava finalmente raggiunto. Meglio consigliarle di prendere il tempo
necessario a metabolizzare lo choc e ad elaborare una strategia di
difesa con qualche probabilità di successo. La notte scorre agitata per
entrambe,quasi insonne.
L’indomani escono di nuovo di
buon’ora,per visitare un’altra spiaggia suggestiva,quasi deserta.
Questa volta ,però,l’ora
insolita è stata decisa per essere sicure di potere evitare l’incontro.
L’intera
giornata è stata riempita da una rete fitta di domande e risposte che le due amiche
si sono scambiate per approfondire la questione e cercare una soluzione
convincente ,che però non è arrivata.
Tuttavia
Viola sembra un pochino rinfrancata e non sembra più disposta necessariamente
alla fuga.
Al tramonto si avviano di nuovo verso l’albergo.
In camera
dedica infatti un’attenzione tutta nuova
alla cura di sé. Mentre si prepara per la cena,
indugia volentieri davanti al grande specchio della sala da bagno come
non le accadeva da tanto tempo. Nel ristorante ci sono solo pochi tavoli occupati
e ad uno è seduto Riccardo con una bionda dagli occhi di ghiaccio.
Ed eccola la
sorpresa a cui Olga non avrebbe mai sperato di assistere. Appena sedute,vedono
inebetitedallo
stupore che Riccardo si alza e con un sorriso che sprizza gioia , incredulità e
entusiasmo,si dirige verso di loro,porgendo affettuosamente le braccia.
-Non è
possibile! Perché non mi hai detto che
saresti venuta qui? In vacanza ,vero? Che splendido,eccezionale concorso di
coincidenze! Per fortuna c’é il caso a
rimediare al nostro difetto di comunicazione! Incredibile! Dopo tanto tempo,ti
trovo in gran forma. Come sono contento! Quanto pensi di trattenerti? Perché io sono impegnato per lavoro ancora qualche giorno . Lì al
tavolo è la mia cliente ,ma dopo potremo farci compagnia almeno qualche giorno.
Dopo la serie torrenziale di domande sgranate con foga senza prendere il fiato,
Riccardo finalmente si ferma con aria
interrogativa, in attesa di risposte.
E,incredibilmente, Viola ,incurante del rossore che sente salirle al viso,lo
invita a sedersi al loro tavolo con un sorriso.
-Hai
ragione,la circostanza è proprio incredibile,ma anche fortunata. Anch’io sono
contenta di quest’incontro imprevisto. Con Olga abbiamo deciso all’improvviso
questa vacanza tranquilla. Ci tratterremo ancora un po’. I prossimi giorni
avremo dunque l’opportunità di vederci ancora e potremo ,semmai,decidere il dà
farsi insieme. Ora ti prego di
scusarci,ma abbiamo avuto una giornata piena e faticosa . Tu sei impegnato,in compagnia;va’ pure al tuo
tavolo che noi saliamo in camera. Ciao,
Riccardo,ti
auguro una buona serata e arrivederci domani.
Appena rientrate in camera,Viola getta le
braccia al collo di Olga e,saltellando di gioia,grida :-Mi ha
riconosciuta! Ti rendi conto? Mi ha
proprio riconosciuta! E la squinzia
dallo sguardo che uccide è una cliente. Vorrà farsi rifare la villa al mare o
ristrutturare il palazzotto di famiglia. Sai,lui è architetto. Ha perfino
chiesto di passare insieme qualche giorno...Non è possibile! Non ci posso credere....Scusami,amica mia,se
ti ho fatto saltare anche la cena,dopo non averti neanche presentato. Il fatto
è che ho avuto paura di perdere il controllo per l’emozione,se fossi rimasta al
ristorante. Ma ora rimedio subito:telefono e faccio portare la cena in camera,così
posso anche ordinare il cesto per il picnic di domani. Tanto per non perdere del tutto l’abitudine di pianoter su una tastiera! Ti rendi conto che da quando siamo partite da
Roma non ho più appoggiato il dito su un tasto?
-Per me è
una liberazione vederti così piena di entusiasmo,felice di un incontro
vero. Ti servirà a renderticonto di
quanto sia bello riappropriarsi dei
rapporti con le persone e quanta differenza
passi tra queste esperienze e quelle virtuali. Io non sopporto la
presunzione,ma la scarsa fiducia che hai mostrato fino ad ora in te stessa,mi
ha disorientato e indignato ad un tempo. Era ora che tu riuscissi a reagire,che
una scossa salutare ti facesse riemergere da quella palude di depressione in
cui ti eri confinata,chiudendoti in quei rapporti irreali,liquidi che ti sottraevano
energia,entusiasmo e capacità d’iniziativa,che,insomma, ti stavano cancellando
la voglia di vivere.
- Hai
ragione,senza nemmeno rendermene conto,per slittamenti successivi impercettibili,rischiavo
di cadere nella più totale apatia. E’ il tuo arrivo che mi ha salvato. Il sostegno della tua amicizia premurosa mi
ha dato iniezioni di vitalità nuova e la forza di reagire con questa pazza
iniziativa di vacanza. Adesso ho
voglia di ritrovare tutta me stessa
e con te al mio fianco,spero proprio di
farcela.
L’indomani
si avventurano alla
scoperta di una nuova spiaggia. Ancora una
volta trovano
sabbia
bianchissima,acqua cristallina e
pinete profumate
alle spalle.
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| La bella spiaggia quasi deserta |
Questa volta,però,con qualche bagnante e un bar ombroso che offre
tante bibite assortite,fresche e ristoratrici.
La giornata
scorre tranquilla; riescono perfino a scambiare due chiacchiere con i vicini,in
particolare con Fulvio,un ragazzo romano gentile e riservato che
volentieri
si unisce a loro. E’ un
ornitologo ed è qui in vacanza, soprattutto interessato al bird-watching,anche
in spiaggia col
fedele binocolo al
collo. Racconta con entusiasmo e dovizia di particolari il suo progetto di
scendere,sulla via del ritorno,fino a Cagliari per ammirare
fenicotteri
rosa, aironi cinerini
e
falchi,per risalire poi
ad est fino a
San Teodoro,altro sito felice per le osservazioni e ripartire infine per Roma
,in nave da Olbia
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| Fenicotteri a San Teodoro |
.
La sera a
cena il tavolo di Riccardo è affollato e l’impegno di lavoro gli consente
appena un saluto a distanza.
Il giorno
dopo Olga riesce ad ottenere di tornare all’ultima spiaggia che hanno scoperto
e Viola non sospetta ancora l’interesse dell’amica per il giovane romano. Se ne
rende conto tuttavia durante la giornata,quando assiste alle premure reciproche
che si scambiano i due ragazzi,che culminano in un eloquente scambio di
indirizzi.
Viola sembra come incupirsi,forse per
paura di perdere l’attenzione esclusiva
e il sostegno di Olgaoppure per l’avvicinarsi
ansiogeno dei giorni liberi che Riccardo si aspetta di passare piacevolmente
insieme a lei.
Qualunque sia la ragione prevalente,la sera,
in camera ,Viola comunica in modo brusco
e improvviso all’amica la loro partenza dell’indomani per il ritorno a
casa. Olga non ha tempo né modo per farle cambiare idea né ha intenzione di
interferire,anche perché non le è chiaro che cosa possa essere successo.
continua