sabato 30 aprile 2016

LE DUE FINESTRE.Cap.6


Henri Matisse:Finestra aperta

   Ed ora che il racconto sta per chiudersi desidero aprire alla partecipazione la continuazione della scrittura de “Le Due Finestre”,
perché il  testo somigli a un gatto con molte code. Voglio dire che sarebbe bello  che chi vuole ,tra i lettori, potesse  continuare la
narrazione avviandola alla conclusione,ciascuno potendo cucirgli una coda dal diverso  colore , sintomatico  di un differente valore condiviso.
·         Chi scommette sull’amicizia che tutto può vincere. Anche il fascino ambiguo della vita virtuale.
·         Chi invece crede fortemente nella solidarietà ,anche nelle condizioni  più difficili,come spinta potente a condividere situazioni e ostacoli in cui si è incappati per caso,anche quando non si intravede la soluzione possibile.
·         Chi infine pratica un sano realismo e ,nel momento in cui ogni slancio generoso,ogni iniziativa  non hanno fatto avanzare di un passo vero la soluzione del problema,ne prende atto e rinuncia per dedicare le proprie energie a situazioni e persone più ricettive.


Posta  la tua scrittura nello spazio del commento oppure inviala by mail a:. marielbru.lafenice@gmail.com
Sarà pubblicato qui di seguito,come uno  dei possibili  excipit ,naturalmente con la tua firma. Arricchirà per sempre questo racconto e ti ricorderà la piacevole esperienza di scrittura a più mani. Grazie per la collaborazione!!!


                                                              continua

venerdì 29 aprile 2016

LE DUE FINESTRE.Cap. 5




Cap.5

UN RITORNO ENIGMATICO.


                                       Alghero dal cielo.




Olga ,mentre l’aereo sorvola Alghero,vorrebbe tanto lasciarsi andare alla nostalgia struggente per quei luoghi magici che ha dovuto abbandonare all’improvviso senza neanche capire perché.
 E invece per tutta la durata del volo,fino nel tratto in treno che le ha riportate a casa, la discussione fitta  tra loro è stata un  contrappunto di diversi punti di vista,senza mai sfiorare però le ragioni della decisione compulsiva che le ha riportate in città nel pieno dell’estate. Punti di vista più che contrapposti  come radicalmente diversi sono i loro modi di concepire la vita.
   Viola è stata tutta impegnata a sostenere con foga la grande funzione di cui i social network sono portatori . E per dimostrarlo  ampiamente ha citato tutte le rivoluzioni nordafricane ,a partire dalla rivolta dei gelsomini. Quando,dopo il sacrificio  di Mohamed Bonazizi ,gli echi della feroce repressione hanno  potuto rapidamente varcare i confini tunisini,mentre la protesta invadeva le piazze delle principali città del paese e conquistava la prima pagina dei media internazionali. Non era stato però il sostegno della comunità internazionale a fermare la sanguinosa repressione della protesta,ma il web,che aveva  fatto capitolare un dittatore che pure godeva dell’appoggio della polizia e dell’esercito. Era già accaduto in Iran con la rivoluzione verde. In Tunisia aveva messo in moto un tam-tam che aveva diffuso nell’etere la voce della verità e della libertà. Aveva dimostrato di essere  più forte dei cannoni e della polizia... E altrettanto determinante era stato il suo ruolo in Egitto  e poi in Libia: la voce diretta del popolo!
E Olga era stata assai più prudente,per non dire perplessa, nella sua di analisi. Aveva concordato, evidentemente, sul grande vantaggio   fornito dalla rete nel consentire  informazione veloce e libera a una grande platea,soprattutto di giovani,che avrebbero dovuto altrimenti alimentarsi delle notizie bugiarde dei regimi. Il suo ruolo era stato dunque davvero  determinante  nella fase in cui la sua denuncia  alimenta la rabbia,scatena la rivolta,dà il coraggio che la consapevolezza del disastro produce...Ma dopo? Che ne è stato del sacrificio di tante vite? Che ha prodotto la fase successiva all’eliminazione dei despoti? E’ lì che si rivela  tutta la fragilità del mezzo che informa velocemente;la sua voce però è frammentata , non ha la vocazione all’approfondimento,non ha la capacità di tessere una tela spessa,solida,che possa garantire durata,non ha la forza di progettare il futuro. Dopo servono le elaborazioni delle reti vere .Quelle reti fatte di rapporti solidi,di lungo termine, capaci di costruire  un nuovo modello di società, basate sulla pratica abituale di discussioni accese fra i membri di una comunità che direttamente si affrontano e si scontrano. Si può allora arrivare a mettere a punto strategie ponderate per analizzare ,ad esempio, il fatto che  quello del Nord Africa, a differenza di altre aree emergenti, è un boom economico senza diffusione del benessere, che perciò impone la creazione di un modello di sistema che favorisca conquiste in materia di giustizia sociale e libertà. Come quello che accade,del resto,nella sfera dei rapporti privati,tra individui.
E’ a questo punto che Viola era stata ben contenta di occupare Olga nella ricerca di un taxi,mentre lei era rimasta a sorvegliare i bagagli. Le è stato subito ben chiaro di essere riuscita ad evitare così che Olga si fosse avventurata in un territorio minato sul quale è ancora davvero troppo pericoloso per lei  entrare.
      Una volta di nuovo a casa i rapporti tra le due amiche faticano a tornare fluidi e naturali. Viola non vuole affrontare la discussione sulla fragilità dei rapporti virtuali e Olga è avvilita dalla modestia dei  miglioramenti che tutto il suo impegno ha prodotto nell’atteggiamento dell’amica.
    Ha però inserito una bella abitudine nelle sue giornate. Si incontra con Fulvio abbastanza spesso per passare insieme il tempo libero. Le fa conoscere la città,vanno al cinema,visitano luoghi di interesse naturalistico,di  cui prima non sospettava neanche l’esistenza.  L’ultima scoperta  è stata l’oasi di Ninfa,un gioiello d’oro verde. Ha provato talvolta a trascinare fuori anche Viola,ma non c’è stato verso. Sta purtroppo rientrando nel guscio come una chiocciola che la semplice carezza d’un filo d’erba fa ritrarre. Anche con Riccardo  ha ripreso i contatti virtuali d’un tempo,se non altro per spiegare in qualche modo la sua fuga improvvisa. E’ difficile per Olga ammetterlo,ma la sua sconfitta sembra irreversibile. E’ forse perché si sente così inutile,perché le fa male il solo pensiero che la sua amicizia sincera non abbia prodotto nessuna rassicurazione,che comincia a prendere in considerazione l’invito seducente che nel loro ultimo incontro Fulvio le ha fatto per il prossimo autunno. Dovrà fare un soggiorno di studio sul delta del Danubio a fine settembre e sarebbe felice se Olga lo accompagnasse...


                                  Airone cinerino in volo sul delta del Danubio

    ‘Fulvio oggi ha avuto un pensiero  che mi ha commosso. Si deve essere accorto che il suo invito a seguirlo nel soggiorno danubiano mi ha molto intrigato,ma anche lacerato. Da un lato,infatti,vorrei in qualche modo cercare di scuotere Viola,lasciandola sola con se stessa e godermi un ritorno a casa tante volte sognato,che mi aiuterebbe  anche a conoscere Fulvio più profondamente. Dall’altro ho molta paura  del peggioramento  che si  potrebbe verificare  nella sua condizione e che al ritorno mi getterebbe nello sconforto  più cupo per l’inutilità allora troppo evidente di qualsiasi mio intervento. Ed ecco come  allora è riuscito a riportare il sereno,parlandomi di primavera e di sorrisi con i versi del primo poeta ceco ad aver guadagnato il  Nobel  nel 1984:

Rondò di primavera

Tu  devi credermi,io sarei  felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi
quando stasera dovrai ricucire
ciò che le mie mani ti hanno strappato.

Quelle mani che finora io sentivo
esser vuote senza i tuoi seni.
Tu devi credermi sarei  felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi.

Quando poi starai per addormentarti,
il tuo sonno sia come quello di un re
che ha riconquistato il proprio castello

svettante sulla cima di una rupe.
Tu devi credermi,io sarei  felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi.             Jarošlav Seifert              ( continua “Le due finestre”)



giovedì 28 aprile 2016

LE DUE FINESTRE:Cap.4

Cap 4.

LE VACANZE AD ALGHERO.
                                   
                                                                                                        
        Intanto è esplosa l’estate. In città il clima si è fatto caldo e appiccicoso. E quelle finestre chiuse non rendono certo,anche con il condizionatore che va a tutta birra,l’atmosfera meno afosa,anzi meglio, opprimente .Via via che si avvicina il tempo delle ferie per Viola,Olga è sempre più  preoccupata perché
non riesce a immaginare che tipo di progetti Viola le riservi per le vacanze.
   Invece,inaspettatamente,una sera  Viola si mette come al solito al suo computer   e naviga a lungo. Olga è curiosa e si avvicina per cercare di capire. Viola comincia allora a parlarle di un mare meraviglioso,di spiagge
bianche e solitarie,di gente isolana sobria e severa che lei ama molto. Finalmente comincia ad ammettere un’ipotesi di vacanza appassionante.
- Che ne diresti se passassimo un paio di settimane ad Alghero?C’è un piccolo albergo sul porto,dove molti anni fa sono stata bene. E’ tranquillo,ha un bel giardino interno Si possono fare belle passeggiate fino alla  
Torre Sulis e raggiungere facilmente immense spiagge di sabbie bianche,tra pinete profumate  e mare cristallino,dove potremo facilmente evocare il vecchio Robinson, completamente immerse in una  natura incontaminata,tra gabbiani e,con un po’ di fortuna,anche qualche delfino.

Torre Sulis


       Olga si lascia coinvolgere subito felice e comincia con confusi preparativi mentali a immaginare questa vacanza da sogno.
       Per  abbreviare al massimo l’inevitabile segmento di promiscuità col suo prossimo,Viola decide per il passaggio aereo e subito prenota.
... già la vista dall’alto è suggestiva .Il sole gioca sull’acqua incrociando magie  di riflessi dorati e si tuffa a riscaldare i colori ocra delle antiche architetture per riuscire ad aprire squarci luminosi nel labirinto delle stradine medievali.
     L’arrivo all’albergo è rassicurante. Malgrado la sua posizione centrale,sul porto,è molto tranquillo,a conduzione familiare,con quel giardino interno,che è un gioiello con la sua fontana zampillante e il prato inglese,una preziosa fonte di frescura,soprattutto nelle giornate più riarse  e implacabili.
   Subito il secondo giorno Viola decide di mostrare ad Olga la splendida spiaggia di Mugoni. Partono di buon mattino con un ricco cesto da picnic con l’idea di rifugiarsi in pineta quando il sole sarà allo zenit e di rientrare in albergo  soltanto in serata.   



Spiaggia di Mugoni
                                                                                   
        Passano una giornata splendida,tante ore finalmente all’aperto,baciate da  una luce limpida e abbagliante protette dagli ombrelli ombrosi dei pini nelle ore più soffocanti ,al rientro in albergo sono un po’ stordite da una prova tanto inconsueta. Salgono in camera in fretta per rinfrescarsi prima di scendere per la  cena da cui si aspettano sapori invitanti e inconsueti. Tutto sembra scorrere in maniera tranquilla,gradevole,gratificante per entrambe.
      Olga osserva con trepidazione la metamorfosi di quella che ormai considera un’amica,che si prepara con cura  a scendere per la cena. E’ merito del potere di conforto di una vacanza ben riuscita,quello terapeutico se non addirittura salvifico di una natura magica o il sostegno caldo di un’amicizia?
Prima di sedersi a tavola Viola vuol fare le cose per bene e  invita Olga al bar per un aperitivo. Qualche altro avventore  indugia in chiacchiere al bancone del bar. Tutto è molto tranquillo e sembra preludere ad una serata molto gradevole,quando Olga si accorge  che Viola mostra segni inequivocabili di nervosismo,di tensione:lo sguardo un po’ fisso ed assente,le mani in continua agitazione e infine la sollecitazione a sedersi a tavola .La cena  si svolge con un’accelerazione innaturale,in silenzio,come un dovere da adempiere in gran fretta.
Una volta di nuovo in camera,Olga non può fare a meno di chiedere spiegazioni. Sa che ,ormai,i rapporti tra loro consentono un approccio diretto ai problemi senza bisogno di esitazioni o di inutili infingimenti. Ed ecco l’incredibile rivelazione.- Uno dei clienti che poco prima chiacchierava al bar è senza alcun dubbio Riccardo,l’innamorato dell’adolescenza,in tempi più recenti da me recuperato tramite Facebook.Un po’ appesantito, i capelli un tempo fiammeggianti,ormai brizzolati e molto spenti,ma la stessa voce,la stessa gestualità...Per fortuna io invece sono tanto invecchiata  da essere irriconoscibile,infatti non mi ha proprio riconosciuta...anche se... non è detto che qualche segno non sia sopravvissuto:Sarebbe terribile,tremo all’idea che possa in qualche modo riconoscermi...Ma guarda che sfortuna...doveva capitare proprio qui,con tutte le scelte che aveva!Non posso proprio permettere che questo accada. E ora che fare?-confessa Viola  come svuotata dallo sconforto.
      Olga  crede di avere finalmente afferrato il bandolo della matassa per cominciare a capire. Una vita solitaria ,la sua,isolamento e insoddisfazione anche nell’ambiente di lavoro ,un forte amor proprio unito ad un’autostima poco nutrita dagli eventi della vita,hanno prodotto la situazione attuale,paradossale quanto assurda. E l’incontro ravvicinato di oggi porta a uno snodo molto delicato da gestire. Dipende molto dalla sensibilità e generosità di lui. Potrebbe risolversi in un ritrovato rapporto solido e rassicurante,ma potrebbe anche essere la spinta distruttiva  di quell’equilibrio tanto fragile e precario che sembrava finalmente raggiunto. Meglio consigliarle di prendere il  tempo  necessario a metabolizzare lo choc e ad elaborare una strategia di difesa con qualche probabilità di successo. La notte scorre agitata per entrambe,quasi insonne.
L’indomani escono di nuovo di buon’ora,per visitare un’altra spiaggia suggestiva,quasi deserta.
Questa volta ,però,l’ora insolita è stata decisa per essere sicure di potere evitare l’incontro.
L’intera giornata è stata riempita da una rete fitta di domande e risposte che le due amiche si sono scambiate per approfondire la questione e cercare una soluzione convincente ,che però non è arrivata.
Tuttavia Viola sembra un pochino rinfrancata e non sembra più disposta necessariamente alla fuga.
Al  tramonto si avviano di nuovo verso l’albergo.
In camera dedica infatti un’attenzione tutta  nuova alla cura di sé. Mentre si prepara per la cena,  indugia volentieri davanti al grande specchio della sala da bagno come non le accadeva da tanto tempo. Nel ristorante ci sono solo pochi tavoli occupati e ad uno è seduto Riccardo con una bionda dagli occhi di ghiaccio.
Ed eccola la sorpresa a cui Olga non avrebbe mai sperato di assistere. Appena sedute,vedono inebetitedallo stupore che Riccardo si alza e con un sorriso che sprizza gioia , incredulità e entusiasmo,si dirige verso di loro,porgendo affettuosamente le braccia.
-Non è possibile! Perché  non mi hai detto che saresti venuta qui? In vacanza ,vero? Che splendido,eccezionale concorso di coincidenze! Per fortuna c’é il caso  a rimediare al nostro difetto di comunicazione! Incredibile! Dopo tanto tempo,ti trovo in gran forma. Come sono contento! Quanto pensi di trattenerti?  Perché io sono impegnato  per lavoro ancora qualche giorno . Lì al tavolo è la mia cliente ,ma dopo potremo farci compagnia almeno qualche giorno. Dopo la serie torrenziale di domande sgranate con foga senza prendere il fiato, Riccardo  finalmente si ferma con aria interrogativa,  in attesa di risposte. E,incredibilmente, Viola ,incurante del rossore che sente salirle al viso,lo invita a sedersi al loro tavolo con un sorriso.
-Hai ragione,la circostanza è proprio incredibile,ma anche fortunata. Anch’io sono contenta di quest’incontro imprevisto. Con Olga abbiamo deciso all’improvviso questa vacanza tranquilla. Ci tratterremo ancora un po’. I prossimi giorni avremo dunque l’opportunità di vederci ancora e potremo ,semmai,decidere il dà farsi insieme.  Ora ti prego di scusarci,ma abbiamo avuto una giornata piena e faticosa .  Tu sei impegnato,in compagnia;va’ pure al tuo tavolo che noi saliamo in camera. Ciao,
Riccardo,ti auguro una buona serata e arrivederci domani.
   Appena rientrate in camera,Viola getta le braccia al collo di Olga e,saltellando di gioia,grida :-Mi ha riconosciuta!  Ti rendi conto? Mi ha proprio riconosciuta!  E la squinzia dallo sguardo che uccide è una cliente. Vorrà farsi rifare la villa al mare o ristrutturare il palazzotto di famiglia. Sai,lui è architetto. Ha perfino chiesto di passare insieme qualche giorno...Non è possibile!  Non ci posso credere....Scusami,amica mia,se ti ho fatto saltare anche la cena,dopo non averti neanche presentato. Il fatto è che ho avuto paura di perdere il controllo per l’emozione,se fossi rimasta al ristorante. Ma ora rimedio subito:telefono e faccio portare la cena in camera,così posso anche ordinare il cesto per il picnic di domani. Tanto per  non perdere del tutto l’abitudine di pianoter  su una tastiera!  Ti rendi conto che da quando siamo partite da Roma non ho più appoggiato il dito su un tasto?
-Per me è una liberazione vederti così piena di entusiasmo,felice di un incontro vero.  Ti servirà a renderticonto di quanto sia bello riappropriarsi  dei rapporti con le persone e quanta differenza  passi tra queste esperienze e quelle virtuali. Io non sopporto la presunzione,ma la scarsa fiducia che hai mostrato fino ad ora in te stessa,mi ha disorientato e indignato ad un tempo. Era ora che tu riuscissi a reagire,che una scossa salutare ti facesse riemergere da quella palude di depressione in cui ti eri confinata,chiudendoti in quei rapporti  irreali,liquidi che ti sottraevano energia,entusiasmo e capacità d’iniziativa,che,insomma, ti stavano cancellando la voglia di vivere.
- Hai ragione,senza nemmeno rendermene conto,per slittamenti successivi impercettibili,rischiavo di cadere nella più totale apatia. E’ il tuo arrivo che mi ha salvato.  Il sostegno della tua amicizia premurosa mi ha dato iniezioni di vitalità nuova e la forza di reagire con questa pazza iniziativa di vacanza. Adesso  ho voglia  di ritrovare tutta me stessa e  con te al mio fianco,spero proprio di farcela.                                  
        L’indomani  si avventurano alla scoperta di una nuova spiaggia. Ancora una  volta trovano  sabbia bianchissima,acqua cristallina e  pinete profumate alle spalle.

La bella spiaggia quasi deserta
         
 Questa volta,però,con qualche bagnante e un bar ombroso che offre tante bibite assortite,fresche e ristoratrici. 
       La giornata scorre tranquilla; riescono perfino a scambiare due chiacchiere con i vicini,in particolare con Fulvio,un ragazzo romano gentile e riservato che volentieri  si unisce a loro. E’ un ornitologo ed è qui in vacanza, soprattutto interessato al bird-watching,anche in spiaggia col  fedele binocolo al collo. Racconta con entusiasmo e dovizia di particolari il suo progetto di scendere,sulla via del ritorno,fino a Cagliari per ammirare   fenicotteri  rosa, aironi cinerini  e falchi,per risalire poi  ad est fino a San Teodoro,altro sito felice per le osservazioni e ripartire infine per Roma ,in nave da Olbia                                                    
Fenicotteri a San Teodoro    

                                                         .
       La sera a cena il tavolo di Riccardo è affollato e l’impegno di lavoro gli consente appena un saluto a distanza.
       Il giorno dopo Olga riesce ad ottenere di tornare all’ultima spiaggia che hanno scoperto e Viola non sospetta ancora l’interesse dell’amica per il giovane romano. Se ne rende conto tuttavia durante la giornata,quando assiste alle premure reciproche che si scambiano i due ragazzi,che culminano in un eloquente scambio di indirizzi.
        Viola sembra come incupirsi,forse per paura di perdere l’attenzione esclusiva   e il sostegno di Olgaoppure per l’avvicinarsi ansiogeno dei giorni liberi che Riccardo si aspetta di passare piacevolmente insieme a lei.
   Qualunque sia la ragione prevalente,la sera, in camera ,Viola comunica  in modo brusco e improvviso all’amica la loro partenza dell’indomani per il ritorno a casa.  Olga non ha tempo né modo per  farle cambiare idea né ha intenzione di interferire,anche perché non le è chiaro che cosa possa essere successo.

                                                         continua

martedì 26 aprile 2016

LE DUE FINESTRE.Cap.3

             Henri Matisse.Donna rivolta di schiena alla finestra aperta



CAP.3 .
WILMA.
Ed Olga aveva preso allora coraggio,aveva creduto che una tappa
ulteriore potesse essere affrontata. Un’occasione propizia si era 
presentata quando Wilma,una delle proff. del famoso liceo,con cui 

Viola è sempre rimasta  legata,aveva invitato i suoi antichi allievi
ad un dibattito letterario in città. Olga scopre che una frase,quasi
un mantra,Viola ha l’abitudine di ripetere a proposito della sua
vecchia insegnante:”Perché lei capisce”.Infatti l’ha spesso cercata 
ed ha preso contatto con lei più d’una volta,naturalmente per telefono,
col pretesto di interviste su problemi culturali o su specifiche tematiche
scolastiche. Olga sa bene come possano essere forti e profondi i legami
con  un insegnante. Anche lei  ha la sua. Una donna straordinaria,la
fluente chioma fulva a incorniciare il volto affilato e pallido,
gli occhi scuri,mobilissimi,attenti e penetranti,il cappotto rosa shocking 
a coprire quasi per intero i lunghi stivali neri,che ha impresso su  di lei
segni indelebili. Quell’amore  per l’universo delle forme e del colore
che caratterizzano la sua sensibilità non sono che un retaggio per cui
 deve a lei immensa gratitudine.
Olga spera adesso  che anche l’iniziativa di portare Viola al dibattito in
compagnia di Arianna ed Agnese,a  rivedere tutti gli amici di un tempo
possa andare a buon fine.
E invece...All’ultimo momento,a sorpresa ,Viola riesce a sfilarsi.
Devono passare alcuni mesi prima che Olga provi a reagire alla
delusione cocente che l’ostinazione  inaspettata nel rifiuto
dell’incontro le ha procurato.  A primavera le sembra che il
momento sia giusto per  compiere un nuovo piccolo passo.
 E ,quasi a scongiurare una nuova sconfitta,riparte dall’evento
 positivo della serata al ristorante che in autunno era così ben
riuscita. Le due amiche dell’adolescenza torneranno a proporre
l’uscita a cena. Il ristorante sarà sempre quello del centro
 che si trova vicino all’abitazione di Wilma.Viola,in inverno si
 è rivolta lei con numerose e. mails ,insistendo parecchio perché
entrasse anche lei a far parte della favolosa community di
 FACEBOOK. Ma l’anziana prof. non è sembrata
particolarmente interessata,anzi,non ha proprio aderito all’invito.
Tuttavia hanno continuato a scambiarsi by mail notizie e letture,
segno evidente che c’è ancora un buon rapporto tra loro,basato
 sull’affetto,la stima,ma anche su interessi comuni e questo potrebbe
 costituire una buona molla,che ,inoltre,Wilma vive sola e manifesta
 sempre un piacere speciale quando riceve visite.  Arianna ha accettato
di rischiare e, secondo gli accordi,sfalsa gli orari degli appuntamenti.
Dopo aver aspettato inutilmente Agnese per un po’ davanti al ristorante,
per un’idea apparentemente improvvisa ,propone con decisione all’amica
di provare a suonare alla prof. ,che abita lì vicino, tanto non sarà  in casa,
e, eventualmente, di avvisare poi Agnese che le raggiunga da Lei.
 C’è un vento umidiccio che rende pesante l’attesa lì fuori e Viola non
 ha scuse per evitare l’incontro che spera ancora che possa non
realizzarsi. Al contrario Wilma è in casa e le invita a salire. E’ molto
 contenta di rivederle ,pensa che il dibattito letterario sia servito anche
 a riprendere le frequentazioni  un tempo abituali e a rinnovare il piacere
 di stare insieme. Anzi  si augura che,come in questo caso,i vecchi ragazzi
che ha recentemente rivisto, allarghino la cerchia e coinvolgano anche
quelli che non erano potuti venire. La serata si rivela piacevole: si parla
un po’ di tutto con brio ed ironia. Olga può andare proprio orgogliosa,
dietro le quinte,del suo nuovo successo.
                                                                                                           

lunedì 25 aprile 2016

LE DUE FINESTRE.Cap.2



Cap.2

IL FILO DI ARIANNA.                                                                                
                                                                                                                    
                                                              
               Henri Matisse:Finestra aperta.



 La vivace ragazza moldava però non si rassegna certo al fatto che Viola  possa rinunciare persempre al piacere dei veri incontri,al calore di un abbraccio o anche ad una semplice stretta di mano e di una chiacchierata,guardando dritto negli occhi il proprio interlocutore,gustando ogni sfumatura della sua intonazione di  voce,ogni minimo movimento della sua mimica.
E comincia ad elaborare una strategia. Crede infatti di poter fare leva sulla generosità  e sul forte senso di solidarietà che ha scoperto in questi mesi caratterizzare Viola verso il prossimo in difficoltà.
Pensa allora di cominciare dal livello presumibilmente più semplice e di cercare qualche complicità in Arianna.Forse è lei che può affidarle il filo che la aiuti ad orientarsi , cominciare a cercare l’uscita dal labirinto  e trovare così la forza di proseguire .Arianna è infatti l’amica conservata con cura affettuosa dai tempi del liceo,che ha cinque figli  che la occupano a tempo pieno,in modo assoluto. Il piano potrebbe dunque consistere nel chiedere a Viola  di uscire una sera a cena  con Arianna per regalarle una pausa,uno svago di cui ha perso in questi anni anche il ricordo con quell’impegnativa famiglia che si è costruita.  Un modo come una altro di riandare col ricordo alle abitudini belle del liceo,quando mangiare insieme la pizza era un rito settimanale irrinunciabile .Sì,potrebbe funzionare e Arianna sarà d’accordo,l e piacerà di sicuro questa piccola complicità , perché  ha già avuto modo di confidarle le sue preoccupazioni.
Dopo un laborioso periodo di approcci timidi,di tentativi goffi e laterali,l’evento riesce a realizzarsi. Una bella serata un po’ nostalgica,costellata di languidi ricordi,in cui Arianna  aveva inserito anche Agnese,un’altra compagna di scuola. Tutto si era alla fine risolto con grande soddisfazione di tutti.

                 Henri Matisse:Finestra a Collioure.   
                                                                


                                                             continua