mercoledì 29 aprile 2015

Dedicata ai miei amici lettori italiani:una ricetta veneziana.






 Le patate consumate.

Tagliare in piccoli cubetti le patate nella quantità desiderata e raccoglierle in
un wok antiaderente; aggiungere dell'aglio in camicia o sminuzzato- secondo
 i gusti personali sia la modalità che la quantità;infine condire con olio e sale.
Mettere al fuoco con la fiamma molto contenuta e coprire perché il vapore
prodotto dalla cottura consenta di "consumarle".Quando cominciano a
sfarinarsi cospargerle abbondantemente di polvere di cannella e rimestarle.
Il piatto è pronto e molto gustoso!
Buon appetito!
Patate tagliate in cubetti
Patate da chef

martedì 21 aprile 2015

Ed ecco la copertina dell'e.book appena uscito!


                                                   

                                Leggimi subito, leggimi forte 
                                  Dimmi ogni nome che apre le porte
                                    Leggimi tutto,leggimi bene                                                         
                                      Dimmi la rosa, dammi la rima 
                                         Leggimi in prosa, leggimi prima.






Maria Gabriella Bruni, Isabella Nicchiarelli
326 poesie dal mondo per una storia d’amore


Un esperimento riuscito il percorso intrapreso da Maria Gabriella Bruni e Isabella Nicchiarelli, che con arte hanno saputo coniugare prosa e poesia, dando vita a una storia coinvolgente. L’idea innovativa di inserire un’antologia della poesia mondiale nella cornice di una storia d’amore ha in realtà radici lontane. Un tale affondo nella tradizione nulla toglie all’originalità dell’operazione, che assume, ovviamente, tutt’altro carattere.
Due appassionati professionisti delle humanae litterae, Zoé e Gordon, ci guidano nel ricchissimo viaggio e ci aiutano ad attraversare il vasto campo della poesia mondiale. Il cammino del lettore, accompagnato dai suoi anomali Virgili, si fa piacevole, alleggerito dal vivace parapiglia amoroso dei due personaggi, ma allo stesso tempo non rinuncia a soste di riflessione, analisi, affinamento degli strumenti critici. […]
Le due autrici mostrano, sia nella scelta dei testi che nella caratterizzazione di Gordon e Zoé, capacità di mimesi e conoscenza delle dialettiche umane. Il racconto è tenuto vivo da numerosi cambi di ritmo e da un fantasioso susseguirsi di situazioni in cui la poesia, che permea la vita dei personaggi, affiora e diviene protagonista […]poetesse e poeti che è un piacere leggere e conoscere, rileggere e riconoscere, perché meticolosa e instancabile è stata l’opera di ricerca e di scrittura di Maria Gabriella Bruni e Isabella Nicchiarelli, lascio però ai lettori la curiosità e il desiderio di immergersi in queste acque imprevedibili e avvolgenti, nelle innumerevoli declinazioni dell’amore.

                                                                                                  

                                                                                   Dalla Prefazione di Dacia Maraini


[...] ho letto "Gordon & Zoé" e l'ho trovato inclassificabile. Ma lo dico in positivo, cioè felicemente inclassificabile. E' insieme un saggio critico ad ampio raggio, un periplo antologico di e sulla poesia amorosa esteso in tutte le latitudini geoculturali e, infine, anche una storia d'amore, peraltro smodatamente iperletteraria, nel senso che ingloba in sé la parte sia saggistica che antologica. Certo, è un libro sovrabbondante, ma con l'ebook non abbiamo problemi di lunghezza, fortunatamente. Sarei propenso a pubblicarlo (dopo l'estate), l'unico dubbio è dove collocarlo: se nella collana narrativa o in quella saggistica. Riflettiamoci, abbiamo il tempo.[...] 

Un cordiale saluto, marco palladini,  ONYX edizioni-26 aprile 2013.

Se ti ha incuriosito la lettura degli stralci dei  dialoghi  di Gordon e Zoé che hai trovato sul blog <mariellaemporio.blogspot.com > e ti interessa conoscere l’intera storia ricomposta dei due personaggi e il confronto delle loro opinioni,spesso diverse, sulla poesia  contemporanea  del  mondo,puoi  soddisfare la tua curiosità e il tuo interesse scaricando l’antologia  di Maria Gabriella Bruni e Isabella Nicchiarelli  dal titolo”326 poesie dal mondo per una storia d’amore”

Questo il  link:

 http://www.onyxebook.com/prodotto/326-poesie-dal-mondo-per-una-storia-damore/


Si può scaricare il testo  (in vetrina tra altri) seguendo le istruzioni,poche e molto chiare.
Naturalmente per leggere poi l’e.book serve un lettore apposito (e-reader o tavoletta) o  un
programma da scaricare sul  pc (Calibre ,per es. si può scaricare gratuitamente).Oppure,ancora
una volta  il procedimento è molto semplice, basta scaricare sul pc il programma gratuito KINDLE PREVIEWER, aprire l'ebook la prima volta con questo programma, che automaticamente creerà un file mobi, che è il formato che gira sui kindle( anzi dovrebbe creare una cartella con dentro il file convertito!)

L'obiettivo del nostro lavoro è il tentativo di contribuire ad arricchire la proposta di poesia,allargando l'orizzonte di lettura al mondo,offrendo allo stesso tempo,con i dialoghi dei personaggi,gli strumenti per un'analisi puntuale.
Se il nostro mantra è diversità=ricchezza,se la meta che permette di cancellare paure,pregiudizi e intolleranze è costituita dalla conoscenza globalizzata che può rendere consapevoli i cittadini delle
potenzialità insite nell'incontro e nel onfronto delle diverse culture,le tappe intermedie del percorso
dovranno favorire alcune scoperte che,infine,consentiranno la conquista di grandi verità che,all'inizio della ricerca,erano ancora - come Maya -velate.












































Dedica di primavera a tutti i miei amici lettori.










Fiori rosa/Fiori di pesco...

                                                                                                       In memoriam di Lucio Battisti

domenica 19 aprile 2015

Lo Specchio.2



 LO SPECCHIO.
    
 Una cavalcata,i capelli al vento,lungo la battigia incontro al sole che muore. L’immagine stessa della libertà. Anzi,piuttosto di due libertà complementari e perfettamente integrate.
      Tutt’altro doppio di quello del mito di Narciso,intrappolato nella fascinazione  esaltante della propria immagine riflessa cui corrisponde ,in una simmetria rovesciata e perversa, la disperazione fatale  che provoca  la scoperta dell’impossibile amore. Altro che integrazione! Piuttosto reciproco annullamento.
      Ma sto divagando...Non è questo che mi interessa. Questo ,semmai, riguarda proprio me. Il mio narcisismo che,quando  ho scoperto il web mi spingeva a pubblicare in modo addirittura compulsivo. L’urgenza frenetica  a specchiarmi  in quello schermo lattiginoso da cui ho fatto molta fatica a liberarmi.. una vera ubriacatura....
        Clelia fissa pensosa la sua immagine riflessa  nel magnifico specchio liberty che ha di fronte, incorniciato da morbide linee sinuose. Si sente in profondo stato di colpa,lei che fino ad ora è stata madre,sentendosi però soprattutto  architetto,appassionata della sua professione,orgogliosa del suo palese successo. Un’affermazione tenacemente ricercata che le è costata sacrifici,soprattutto nei rapporti familiari.  Ora sta dedicando una  particolare attenzione al tema del doppio. Quello che in particolare la interessa è un’altra simmetria,un altro rovesciamento in tema di libertà tra la figura  che si riflette e l’immagine riflessa. Cerca di estremizzare la struttura positivo/negativo per chiarirla meglio a se stessa. E’ certa che ,mentre può attribuire libertà totale ai tratti,ai gesti,alle espressioni di se stessa davanti allo specchio,quegli stessi  elementi sono totalmente da lei condizionati e a lei subordinati quando sono riferiti all’immagine riflessa. Ecco ora comincia a capire il legame di Caterina e Costanza,le sue deliziose gemelle monozigote,da sempre piene di problemi,la maggior parte per lei  ,figlia unica,insospettati,alle quali  fino ad ora non è stata capace  di dare il minimo aiuto.
         Come quando,ancora bambina, Costanza,che sapeva bene  quanto sua sorella soffrisse di vertigini,si ostinava a salire sugli alberi ,appena se ne presentava uno a portata di mani e di piedi,sicura che la provocazione sarebbe scattata immediata e Caterina avrebbe cercato di seguirla,arrancando con grande fatica e superando con coraggio e grande determinazione le sue difficoltà,mentre lei ,seduta sul ramo più alto troneggiava compiaciuta della facilità della sua impresa. E così in tante occasioni,senza che Clelia si rendesse conto della necessità di un suo intervento. Anzi,convinta che  la baldanza di Costanza fosse positivamente impegnata a fortificare il carattere della gemella. Con  un’influenza   molto positiva insomma ,piuttosto che essere consapevole che  il comportamento di quella terribile e vivacissima ragazzina tendeva soprattutto  a nutrire il proprio spirito di accanita competitrice ,soggiogando in ogni occasione lo spirito di iniziativa e di indipendenza della sorella.
        Ora ,però,è arrivato il momento in cui Clelia vuole essere una madre , affrontando  la loro realtà  e cercare di capire per dar loro  una mano. L’adolescenza è un’età  già di suo logorante ,difficile,ingrata. Sta a lei dunque riuscire a proteggerle dalle insidie supplementari che certamente  le attendono. Non permetterà  più  che i comportamenti di Caterina siano la copia condizionata di quelli di sua sorella.
   Certo sa  che  non è un compito facile quello che la aspetta. Ha messo ben a fuoco l’obiettivo da raggiungere. Aiutare le sue ragazze ad individuare e accettare ciascuna le proprie diversità,valorizzando così la personalità di ognuna e conquistando  con la consapevolezza  rispetto,stima ed affetto reciproci. Ma quale  il percorso da compiere?Con quali strumenti intervenire? Tutto è ancora nebuloso e fluido perché tutto sarà  da costruire volta per volta,con attenzione e pazienza. Quello che ora per lei è certo è che la scoperta della necessità e dell’importanza  del suo impegno  le ha fatto ritrovare una volontà,anzi  di più,  un’abnegazione di cui non sapeva di poter disporre .                                                                                                           
       Intanto devo rompere lo specchio perchè ognuna ritrovi la sua unicità e recuperi dunque se stessa.
Perché,per esempio,Caterina deve continuare a sfinirsi con gli allenamenti in piscina ,solo perché a Costanza fa bene bruciarci un po’ della sua esuberante energia e placare il suo ego troppo esigente con i successi che così facilmente raggiunge nelle numerose gare e che certo non esaltano  quello di sua sorella?
Caterina ha invece una evidente sensibilità musicale,inespressa;in particolare ho notato che possiede un non comune senso del ritmo . Perfino il suo modo di camminare ne è elegantemente influenzato. Devo assolutamente coinvolgerla in qualche modo.
             Ecco. Forse ho trovato. Allo studio è arrivata da poco  una giovanissima praticante. Ha un suo fascino,tutti , da noi ,l’ammirano. E,l’altro ieri,quando abbiamo fatto colazione insieme,anche per conoscerci meglio,mi ha parlato con grande entusiasmo della scuola di tango che frequenta nel suo quartiere. Forse è il più multietnico della capitale il Pigneto.Mi ha detto che le è servito anche per stringere buone amicizie,è più facile tra chi ha analoghi problemi  perché viene da fuori. Virginia mi è sembrata una ragazza equilibrata e gentile e,sul lavoro, mi sembra anche aperta alla collaborazione. Voglio farla conoscere a Caterina. Se si piacciono, la cosa potrebbe funzionare. Ha più esperienza,è più matura  di mia figlia e ,all’inizio,potrebbe essere un modello affascinante per lei da seguire e che metterebbe ,forse,in ombra quello ossessivo della sorella. Devo assolutamente provare.”
Clelia ha avuto fortuna con la sua idea. Caterina ha seguito alla scuola di ballo la nuova amica ed ha trovato accogliente il gruppo variegato ,per età e provenienza,degli allievi. Virginia si è data molto da fare e l’ha convinta ad iscriversi. Ha preso molto sul serio il suo ruolo. Poiché le lezioni si svolgono di sera,con grande naturalezza ha perfino offerto a Caterina di riaccompagnarla col suo motorino. Insomma ha l’atteggiamento affettuoso e protettivo fatto apposta per rassicurare Clelia.
  La prima lezione è stata un successo.
-Sai,mamma,la prima volta ci è permesso di cambiare ad ogni ballo il cavaliere,per sperimentare l’affiatamento possibile e poter formare la coppia meglio assortita .
-E,alla fine,chi ti è stato assegnato come compagno?
-Io mi preparerò alla gara con Hernan.E’ nato a Roma,ma i suoi genitori sono di Buenos Aires.Hanno sofferto troppo laggiù- desaparecidos in famiglia,persecuzioni,terrore,disoccupazione-e hanno deciso di emigrare. Ma il tango resta il legame con la loro terra. E’ molto bravo ed è orgoglioso di essere stato scelto per aiutare me che sono assolutamente digiuna di tecnica.
-E che cosa ti ha detto ,dopo le prime prove?
-E’ stato gentile: Mi ha incoraggiato a continuare: ha detto che “ho una naturale inclinazione”!
_Virginia mi ha detto che è un po’ più grande di te e che è  proprio un bel ragazzo ,ammirato da tutti laggiù.
-Sì,è un perfetto cavaliere,appassionato alla danza e alla musica di quello che per lui è il suo paese,orgoglioso e attento. E’ già al primo anno di università e studia antropologia. Per me è davvero un buon maestro. Sono molto contenta di prepararmi alla gara con lui. Però,mamma,devo chiederti un favore. Per impegnarmi seriamente,devo lasciare gli allenamenti in piscina. Mi dispiace deluderti-avevi anche speso un sacco di soldi per l’iscrizione -ma proprio non ce la faccio a tener testa a entrambi. Dillo tu a Costanza. Ci resterà malissimo e mi tratterà da cane. E io non ho voglia di litigare con lei.
Caterina non può immaginare quanto Clelia sia soddisfatta della piega che stanno prendendo le cose con  la figliola .La mamma  pensa di invitare Hernan alla festa di compleanno delle ragazze. E’ molto interessata a conoscerlo meglio e il pretesto dell’invito alla festa le sembra,dopotutto,il meno invasivo,anche se è una scelta che la obbliga all’attesa. dovrà mettere a freno per un bel po’ la sua impazienza,fino alla data canonica...
...La festa scorre piacevole. Ma Clelia non aveva pensato all’esuberanza di Costanza. Per fortuna la gara è vicina e non si accettano ulteriori iscrizioni. Costanza sarà costretta ad impegnarsi a vincere la sua solita medaglia di nuotatrice-delfino.
Caterina è molto emozionata .Come sempre si è molto impegnata ,ma, per la prima volta in vita sua,può ambire al successo. Hernan le ha confermato che possono farcela. Che tutti alla scuola li danno per i favoriti. Sono considerati i più sicuri,i più eleganti,i più virtuosi.  Caterina non vuole farsi fregare dall’ansia e dall’emozione. Comincia ad assaporare il gusto dell’affermazione di sé attraverso il successo. Clelia ha in tasca la prima vittoria. La scelta oculata della madre e la naturale dedizione della figlia hanno fatto conquistare a Caterina quell’autostima che le era sempre mancata per la costante sudditanza alla sorella e che,invece,è necessaria per vivere.
  E’ sorprendente la forza di autocontrollo di cui Caterina si mostra capace durante la gara. Tutta la famiglia è ammirata del suo talento. La vittoria è un successo strepitoso e,se Caterina è raggiante,Hernan è giustamente fiero,sa di esserne l’artefice neanche tanto nascosto. Ma   sembra anche ,in qualche modo,imbarazzato,contrariato. Clelia è tutta in apprensione;non riesce a capire perché quel ragazzo non riesca a godersi fino in fondo il piacere del meritato successo. Da che possano derivare quelle ombre che sembrano velare la luce dei suoi grandi occhi scuri .Ma non è certo quello il momento né il luogo che favorisca la scoperta della causa. E  la madre  si vede costretta a rinviare ad  altro momento più opportuno un’indagine approfondita. Forse Virginia potrà aiutarla.
       Ed è infatti durante una nuova colazione di lavoro che Virginia squarcia il velo  di mistero. Hernan è suo amico ed ha l’abitudine di confidarsi con lei,soprattutto da quando ha introdotto Caterina nell’ambiente della scuola di ballo. Il ragazzo è da subito rimasto molto colpito dalla giovanissima partner,dalla sua bellezza discreta,ma soprattutto dalla sua indole riservata e mite,dalla sua determinazione tetragona e dalla serietà entusiastica del suo impegno. Ma Caterina non è parsa accorgersi della natura delle attenzioni di lui. Gli è molto legata,il suo ,però,è un vincolo fatto di stima,di ammirazione e di gratitudine. Guarda a lui come a . un grande amico da cui aspettarsi appoggio e protezione. Lontana è per lei  qualsiasi idea di innamoramento. Tuttavia la familiarità che la pratica della danza aveva subito fatto nascere tra loro,faceva sperare al giovanotto che potesse col tempo trasformarsi in un sentimento più intimo e caldo.
Quando la festa di compleanno aveva creato un problema introducendo il personaggio inquietante di Costanza. Così uguale,così diversa. Subito molto interessata a lui,con spavalda insistenza. E lì si è insinuato il disagio. In quel frangente è stato chiaro per lui che se era stato intrigante,se si era sentito coinvolto dalle attenzioni  esplicite e dirette del doppio apparente di Caterina,quello che era importante per lui,quello che lo affascinava nella sua partner di tango non era soltanto l’aspetto fisico che aveva ritrovato in Costanza ,ma il suo spirito tenace ,la sua straordinaria capacità di imprimere il sigillo del la forma delle figure più fantasiose del tango sul flusso costante dell’ entusiasmo,la sua capacità di condividere emozioni e scoperte,la sua personalità  tuttavia riservata e gentile,tanto più attraente per lui  dell’irruenza imperiosa della sua gemella e della sua intelligenza  guizzante,disordinata  ed egocentrica ,che bene esprimono le sue figure che arruffano con impeto l’acqua.
   Dopo la premiazione  per la gara di tango c’era dunque stato un chiarimento tra loro definitivo. Non una rottura  di qualcosa che non era mai veramente iniziato,ma la precisazione di Hernan  che il rapporto ricercato da Costanza non aveva nessun possibile futuro. Per  la prima volta tra le due sorelle si era rovesciato il destino. Beffardamente per Costanza,assolutamente  non avvezza a perdere. Il tutto nell’ignoranza  più totale di Caterina ,tutta presa dall’assaporare , per la prima volta anche lei ,il sapore dolce della più modesta vittoria nella gara di tango.
           Ecco perché l’imbarazzo del ragazzo e un  accenno di contrarietà malinconica nello sguardo e nei gesti,malgrado la soddisfazione sicura nelle parole per la vittoria nella gara. Perché con Caterina tutto resta ancora inespresso. Il rapporto da lui tanto desiderato è tutto in divenire e occorre ancora molta pazienza e del tempo perché nasca e cresca la felicità consapevole e condivisa,cui continua a dedicare tutte le sue cure e che è certo di poter  costruire. Ed ha regalato a Virginia una bella poesia di Léopold,Sédar,Nyilane Senghor che con orgoglio la ragazza ha mostrato alla madre,quasi a suggerirle che la sua Caterina ha trovato un nuovo doppio,che tuttavia non vuole essere competitivo con lei;anzi:ha tutta la pazienza dell’innamorato e aspetta:
E  il sole. [1]

E il sole palla di fuoco, in declivio sul mare vermiglio.
Sul limitare della brousse[2] e dell’abisso, mi perdo nel dedalo del sentiero.
Mi segue quell’odore alto altero che irrita le mie narici
Deliziosamente. Mi segue e tu mi segui, il mio doppio

Il sole si tuffa nell’angoscia
In un trionfo di luci, in un trasalimento di colori di grida di collere.
Una piroga, affilata come un ago in un immenso mare calmo
Un rematore e il suo doppio.
Sanguinano le arenarie del capo di Nase quando si accende il faro delle Mamelles
In lontananza. Il dispiacere così mi punge  pensiero di te.
Penso a te quando cammino, nuoto
seduto o in piedi, penso a te mattina e sera
La notte quando piango, eh sì quando rido
quando parlo  mi parlo e quando taccio
Nelle mie gioie e nelle mie pene. Quando penso e non penso
Cara, io penso a te.


[1] Della raccolta tarda,”Lettres d’hivernage”, ’ Argument’ . 1972. Léopold Senghor:”Poèmes”,Op. Cit. La traduzione dal francese è di M. Gabriella Bruni.

[2] Savana, sterpaglia.

Le ali ai piedi.2.



       
                                                      R U D O L F   N U R E Y E V  


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                                          LE  ALI   AI   PIEDI
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LE ALI AI PIEDI

.   ...e dopo esser stata spesso ad ascoltare il punto di vista delle mani,
così ostinatamente fiducioso e tattile,così fanatico del fare,pragmatico 
e grossolano,col suo tipico effetto di schiacciamento sulla realtà più
 ovvia,capace di soffocare  ogni sguardo prospettico,è tempo di
 confrontarmi col punto di vista dei piedi.
   Sono proprio intelligenti i piedi,sanno portarti lontano ed hanno 
la vista lunga,loro. Sono abituati a orizzonti vasti come il mare,ed
 hanno slancio gotico al cielo.Anzi spesso sono vertigini metafisiche.
Il loro sguardo volto costantemente verso il cielo li può rendere un 
tantino poco realistici,ma che respiro!
Prendi ,per esempio,quando disegnano quei loro precisi quanto
 complessi  arabeschi sul parquet di una milonga per sussurrarle  
 il loro bruciante desiderio. Non sembra si rendano conto di come
stanno realmente le cose...Anzi credo vogliano proprio  ignorare 
con tutta l’anima che il loro criollo sta,in quel momento,lavorando,
 proprio in quel locale. Ma, vuoi mettere? Quanta passione lo 
stesso,quanto piacere a seguire quella musica,bella sì,anzi straordinaria...
Però  che farebbero i  tangheros senza la complicità di quei piedi?
Senza la musica loro invece ce la fanno benissimo. Niente di più
ello, nella vita, dei piedi appoggiati sulla sabbia tiepida a guardare 
il mare che culla le onde al tramonto.
  Giocherellano e sbirciano un po’ in tralice,dal basso in su,quei corpi
allacciati. Come sono slanciati e com’è tenero  quel loro avvilupparsi
 in  un groviglio! E’ un privilegio poter loro tenere compagnia.
E anche quando  percuotono,col tallone nudo ,il suolo della terra,
lanciati in una folle corsa,la loro percezione è forte e sottile ad un
 tempo. Non devono temere mai la solitudine, possono vivere in 
stato di simbiosi costante con lei e con i geni che la abitano. Nulla
 come la danza li predispone a intrecciare il dialogo. La danza è il 
loro linguaggio, con cui sanno farsi capire benissimo ad ogni
 latitudine e in ogni tempo.
       Ma i piedi non sono solo capaci di comunicare con la musica 
la loro lingua,o con la corsa;sanno farlo anche giocando,ed 
esprimono allora abilità ed energia. Comunicano entusiasmo
e partecipazione.
   Perché i piedi sono intelligenti. I piedi pensano. I piedi sono 
filosofi.  Sono perfino orgogliosi del loro punto di vista soggettivo.
A che serve guardare la realtà  nuda e cruda ,di questi  tempi, anzi,
involgarita e disperata,come fanno le mani,quando sappiamo
 trasformarla in accettabile,di  più,piena di suggestioni,eleganze e
 fascino ? Basta volerlo. Certo , non è da tutti guardare dal basso. 
E infatti molti dicono con disprezzo “pensare con i piedi”...Non 
utti conoscono  le enormi potenzialità di cui è capace quella
prospettiva. Non tutti   sanno sperimentare quegli scorci stupendi
 che ci può regalare quel punto di vista,rigenerando la speranza.
Come quando  i piedi di Morgana hanno guardato estatici dal 
balcone  quella luce d’oro danzare tra le foglie degli alberi in 
giardino e un gregge lanoso di nuvole solcare il cielo  e una
 luce scende improvvisa ad abbagliarle la vista,quasi un messaggio 
senza parole al cuore di lui,che è sdraiato al suo fianco , il cuore di
lui che risponde, toccando sublime i suoi piedi .
 O quando Cedric,che ha deciso di porre termine all’estenuante attesa
 e prepara la sua casa per accogliere lei. Ogni oggetto scelto con amore
 e disposto con cura . E lei è arrivata,improvvisa regina ed ha posto i
 suoi piedi  fin dentro l’anima sua. 
I grandi poeti,come Tagore o Prévert, sanno essere i fedeli interpreti
capaci di capire punti di vista così sottili .
Nazim Hikmet arriva a sentirli camminare nell’anima sua, i piedi 
dell’amata, che gli sono tanto cari, e che sanno portare la luce nei 
momenti più cupi della sua vita .

 Che sta facendo adesso

Che sta facendo adesso
adesso,in questo momento
E’ a casa?Per la strada?
Al lavoro? In piedi? Sdraiata’?
Forse sta alzando il braccio?
Amor mio
Come appare in quel movimento
il polso bianco e rotondo!
Che sta facendo adesso
adesso,in questo momento?
Un gattino sulle ginocchia
lei lo accarezza.
O forse sta camminando
ecco il piede che avanza.
Oh i tuoi piedi che mi sono cari
che mi camminano sull’anima
che illuminano i miei giorni bui!
A che pensa?
A me?o forse...chi sa
ai fagioli che non si cuociono.
O forse si domanda
perché tanti sono infelici
sulla terra.
Che sta facendo adesso
Adesso,in questo momento?
                         NAZIM HIKMET
      Ma le posizioni filosofiche dei piedi  sono sorprendentemente
 numerose,talora distanti .A quelle  estatiche e sublimi possono 
perfino opporsi quelle dei piedi ben piantati  per terra,che ,però,
non nascondono mai i pericoli che incombono, invece, col punto 
di vista delle mani. Infatti quello loro,dei piedi,  è  indice di solidità 
e cresce e si  stabilizza solo dopo aver  scrutato orizzonti più vasti
ed essere stati costretti  a quell’ancoraggio  solo per aver dovuto

scartare altre prospettive,più gradevoli,forse,ma troppo evidentemente
volatili e instabili come la brezza fresca di marzo che  sembra
annunciare la primavera  e ,invece, finisce poi per portare la 
pioggia rigeneratrice.
                       
©Maria Gabriella Bruni


Rudolf Nureyev