domenica 17 dicembre 2017

Squarci di ieri.6.Epilogo.



Epilogo

Ma  che senso hanno questi tuffi nel passato? Che sia
semplicemente  una sterile  operazione nostalgia?
No, di certo. Almeno nelle intenzioni,si tratta, ancora
una  volta, di  un’iniziativa ,forse banale, ingenua, ma
nell’intento  di costruire  attraverso il confronto – questa
volta temporale – un’analisi  critica  sull’oggi.
Infatti il confronto tra gli elementi fondanti delle atmosfere
abituali  di ieri e quelli di oggi fa emergere con grande,
sconfortante evidenza le caratteristiche molto negative
dei nostri tempi.
    Ed è a questo punto che mi viene in mente
una massima che ripeteva mia madre durante la
ricostruzione, che io, ancora  bambina, credevo
una noiosa considerazione da adulti: ”Abbiamo
proprio dovuto essere sommersi dall' orrore per
ritrovare la nostra natura di umani.”Ora temo che
quella affermazione sia ridivenuta attuale e,da
adulta,mi angoscia il pensiero che una nuova
tragedia si avvicini e che solo dopo, forse,
riaffiorerà quella umanità che è in noi, ma che è
attualmente nascosta con cura. In realtà, al di là di
qualche  fragile,solitaria obiezione, che vita ha
saputo costruire la mia generazione? A che è
servito l’impegno dei pochi che ne hanno sentito
la responsabilità?
       Siamo sicuri che è proprio per questo che
avevano combattuto, spesso fino al sacrificio
estremo della propria esistenza, le passate
 generazioni?
       E’ infatti innegabile che le caratteristiche
fondanti della società globale, specialmente se
occidentale, siano la spinta sempre più ossessiva
a un consumismo sfrenato a cui si lega un
individualismo estremo che lo sostiene e lo
incrementa, che  esaspera il problema identitario,
trasformandolo in nazionalismo sfrenato che si
 nutre di pura esaltazione e di ignoranza. 
     Come fare emergere una sana e costruttiva
disponibilità alla collaborazione, che crea atmosfere
calde di amicizia, come far scaturire pratiche di
valori fertili, di energie positive - che dovrebbero
caratterizzarci e che renderebbero la nostra vita
davvero meritevole di essere  vissuta - da una
società che non si occupa che dei consumi, dove
tutto è sottoposto  alla pratica odiosa  dell’usa-
e- getta, nell’incuranza più assoluta di ridurre
il pianeta a un’enorme  discarica, dove la ricerca
della conoscenza dell’altro è ormai sostituita dalla
paura e dall’odio per tutto ciò che proprio
 l’ignoranza trasforma in pericolosa  diversità  da
 eliminare tout court ?
   E poi c’è la tecnologia idolatrata, come se a lei
potessimo affidare la soluzione sicura di tutti i
nostri problemi, facilitata da sistemi d’istruzione
in cui gli stessi operatori culturali pressati  anche
dalle famiglie degli studenti, sembrano confidare
anch’essi più nelle soluzioni offerte senza fatica
dalle macchine, che nelle loro capacità professionale
d’intervento formativo.
   Fino a che punto ci sapremo  spingere quando,  
tra qualche anno appena,  saremo immersi nella
realtà robotica e dell’intelligenza artificiale per
la quale nessuno pensa sia necessario prepararci?
      A che è servito ottenere l’obbligo scolastico  
 generalizzato, sia pure solo a quattordici anni ,
 se non è capace di produrre vera, utile formazione
che preferiamo delegare alle TV commerciali e a
una  RAI pubblica che si crede costretta a
inseguirle?
    Anche a questo proposito c’è da dire che le
limitate personalità e le ridotte capacità diventano
un problema ancor più grave quando spostiamo
l’osservazione dalla vasta base della collettività,
ai suoi vertici relativi ad ogni settore:che si tratti
di vertici politici o della amministrazione,
dell’imprenditoria  o  delle professioni  fino  agli
operatori  culturali della scienza e dell’arte non
sembra esserci spazio per i padri nobili, i capitani
 coraggiosi che nel dopoguerra avevano sostenuto
 la ricostruzione del paese,a prescindere dai
 valori ideologici diversi praticati da ognuno.
 Poiché non mi sembra ragionevole né realistico
 che non esistano personalità di rilievo in ogni
settore della società anche oggi, devo arrivare
alla conclusione  che il sistema è ormai talmente
malato che non si lascia penetrare che dalla marcia
violenta degli ambiziosi , ricchi di collegamenti
e di formule furbe che favoriscano il personale e
immediato tornaconto, incapaci di guardare non
solo al paese nel suo complesso, ma addirittura
al proprio domani.



                                               Fine.





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