domenica 17 marzo 2013

Un gran dolce della tradizione pastorale sarda

Dedicata alla città di Alghero,citata nel racconto "Le due finestre".




  SA SEBADA.
                                                                       LA SEBADA.



Breve storia di un piatto proveniente dalla tradizione sarda,

le cui radici affondano nell’ancestrale mondo pastorale dell'isola.



                           La sebada o seada,secondo i  diversi territori  linguistici della terra sarda.

                              Il magnifico "ormai dolce" della tradizione pastorale dell’isola.

 SAS SEBADAS .
                                                               LE    SEBADAS.

In principio semplici pietanze di origine rurale,

le sebadas o seadas  sono state poi reinterpretate,

ed oggi vengono ormai costantemente servite come dolce.

È uno dei prodotti sardi più conosciuti oltre i confini isolani.

In principio fu una pietanza “principale”, poi divenne un più moderno dolce.

Le seadas o sebadas,  secondo le varianti dialettali,

sono un piatto semplice e agreste, come la terra da cui provengono.

Pasta, formaggio fresco, rigorosamente pecorino, strutto, e poi dubbio finale:

miele o zucchero?

Infatti, la sebada viene fritta in abbondante olio d’oliva,

poi viene servita ancora calda, ricoperta di uno strato di miele,

ovviamente sardo, o di zucchero, quest’ultimo di dubbia provenienza.

Insomma coesistono  diverse scuole di pensiero,come diverse varianti del nome.

Quella che segue è la ricetta della variante di Nuoro, un prodotto a base di formaggio,

perché la sua origine è tipicamente pastorale.

Proviene infatti dalla Barbagia (centro-Sardegna) e dal Logudoro (Sardegna nord-occidentale), due zone tradizionalmente legate alla pastorizia.

Le sebadas venivano preparate in occasione della Pasqua o del Natale, periodo in

cui anche i pastori facevano rientro a casa dagli ovili e preparavano il formaggio

pecorino fresco che veniva utilizzato appena raggiunto il giusto grado di acidità,

dopo circa due giorni.



Ingredienti:



per la pasta:



500 gr farina

5 uova

un cucchiaio di strutto

acqua salata



per il ripieno:



500 gr formaggio acido filante

scorza grattugiata di un limone

olio per friggere

zucchero

miele



Procedimento:

avvolgere in un telo il formaggio fresco, e lasciar riposare al caldo per alcuni giorni, il tempo di acidificare.

Prendere un tegame per  far fondere il formaggio aggiungendo pochissima acqua, col  fuoco lento,.

Mescolare più volte, fino a che l'acqua venga assorbita, del tutto, e il formaggio formi una crema densa.

Togliere dal fuoco, lasciar intiepidire, e con le mani appena bagnate, confezionare tanti dischetti di circa 8 cm di diametro e dello spessore di 1 cm.

A fine lavoro, spolverarli di scorza grattugiata di limone e farli asciugare.

A parte, preparare la pasta.

Impastare la farina con lo strutto e l'acqua tiepida salata.

Appena l'impasto risulta uniforme e sodo, con un mattarello ridurre l'impasto in sottili sfoglie; al centro dei quali si devono sistemare i dischi di formaggio precedentemente preparati ,da ricoprire con un'altra sfoglia. Bisogna ora saldare bene i bordi e ritagliare con una rotella dentata, tutto intorno,per evitare la dispersione del ripieno.

Friggere sas sebadas(le sebadas) in abbondante olio bollente, ricoprirle di zucchero o miele e servire calde.



(CONTINUA)

2 commenti:

  1. Cari amici lettori,se vi interessano le ricette dolci e salate della tradizione italiana e delle regioni del mondo,potrete trovarne anche negli altri miei blog come
    Mariellaemporio e gabysouk,dove ,ad esempio,suggerisco quella del TIRAMISU'
    di giovedì 21 marzo 2013,Una leccornia facile da preparare! E...buon appetito!

    RispondiElimina
  2. Chiude il locale dove sembra sia nato il TIRAMISU':puoi trovare i particolari
    sul blog mariellaemporio di domenica 27 aprile 2014,con il titolo
    "Chiude LE BECCHERIE di Treviso"!

    RispondiElimina