Poiché sono rimasta molto male quando ho offerto ai miei amici lettori di proporre loro diverse e personali conclusioni al mio racconto "Le due finestre",proposta che ,a quanto pare ,non ha suscitato interesse alcuno,non mi do per vinta e torno a proporre un invito alla scrittura con due varianti rispetto ad allora.Intanto cambiando autore e prendendomi così la responsabilità del primo fallimento.Inoltre invitando a scrivere un racconto prendendosi per intero la responsabilità ,ma anche il piacere di narrare fino dall'incipit .
E' una scoperta relativamente recente la mia,della grande narratrice canadese Alice Munro,che ho subito amato moltissimo.In particolare nella sua raccolta "TROPPA FELICITA'"-Einaudi 2011-c'è un racconto che ha un excipit a mio avviso molto originale e stimolante.Voglio proporlo anche a voi.
"...Il venerdì pomeriggio torna in libreria .Si porta la copia del libro da firmare,e una piccola scatola di cioccolatini presi da Le Bon Chocolatier.si mette in coda:e' un po' sorpresa dalla quantità di persone presenti.donne della sua età,ma anche più vecchie e più giovani.Qualche uomo,immancabilmente più giovane;qualcuno venuto ad accompagnare la sua ragazza.
La donna che le ha venduto il libro la riconosce.
- Mi fa piacere rivederla, - dice -. Ha letto la recensione sul "Globe"? Accidenti!
Joyce è disorientata,trema persino un po'.fatica a parlare.
La donna informa le persone in fila che potranno essere autografati soltanto i volumi acquistati in quel negozio e che,purtroppo,non sarà presa in considerazione una certa antologia nella quale compare un racconto di Christie O'Dell.
Davanti a Joyce c'è una signora alta e massiccia che vede Christie fino al momento in cui si china per appoggiare sul tavolo il libro da firmare. E quella che Joyce si trova di fronte è una giovane completamente diversa dalla ragazza del poster e da quella della festa. Sparito il vestitino nero,e il cappello. Christie O'Dell indossa una giacchetta in broccato di seta rose le impedisce di se le impedisce di o fragola,con minuscole perline dorate cucite sui revers. Sotto,si intravede una delicata camiciola rosa.I capelli sono stati rinfrescati di recente con un riflessante biondo miele,alle orecchie ha cerchi d'oro e,intorno al collo,una catenina sottile come un filo. Ha le labbra lucide come petali di fiori e,sugli occhi ,un velo di ombretto color terra bruciata.
E' una scoperta relativamente recente la mia,della grande narratrice canadese Alice Munro,che ho subito amato moltissimo.In particolare nella sua raccolta "TROPPA FELICITA'"-Einaudi 2011-c'è un racconto che ha un excipit a mio avviso molto originale e stimolante.Voglio proporlo anche a voi.
"...Il venerdì pomeriggio torna in libreria .Si porta la copia del libro da firmare,e una piccola scatola di cioccolatini presi da Le Bon Chocolatier.si mette in coda:e' un po' sorpresa dalla quantità di persone presenti.donne della sua età,ma anche più vecchie e più giovani.Qualche uomo,immancabilmente più giovane;qualcuno venuto ad accompagnare la sua ragazza.
La donna che le ha venduto il libro la riconosce.
- Mi fa piacere rivederla, - dice -. Ha letto la recensione sul "Globe"? Accidenti!
Joyce è disorientata,trema persino un po'.fatica a parlare.
La donna informa le persone in fila che potranno essere autografati soltanto i volumi acquistati in quel negozio e che,purtroppo,non sarà presa in considerazione una certa antologia nella quale compare un racconto di Christie O'Dell.
Davanti a Joyce c'è una signora alta e massiccia che vede Christie fino al momento in cui si china per appoggiare sul tavolo il libro da firmare. E quella che Joyce si trova di fronte è una giovane completamente diversa dalla ragazza del poster e da quella della festa. Sparito il vestitino nero,e il cappello. Christie O'Dell indossa una giacchetta in broccato di seta rose le impedisce di se le impedisce di o fragola,con minuscole perline dorate cucite sui revers. Sotto,si intravede una delicata camiciola rosa.I capelli sono stati rinfrescati di recente con un riflessante biondo miele,alle orecchie ha cerchi d'oro e,intorno al collo,una catenina sottile come un filo. Ha le labbra lucide come petali di fiori e,sugli occhi ,un velo di ombretto color terra bruciata.
D'altra parte chi ha voglia di come le impedisce di comprare un libro da una persona scorbutica ,o frustrata?
Joyce non ha preparato quello che dirà.Pensa che le verrà in mente qualcosa..
Ora la commessa sta parlando di nuovo.
-Ha già aperto il libro alla pagina dove desidera l'autografo?
Per poterlo fare Joyce deve mettere giù la scatola. Si sente le farfalle in gola,le sente davvero.
Christie O'Dell la guarda e le sorride:il sorriso di un'allenata cordialità mista a distacco professionale.
-Il suo nome?
-Joyce è sufficiente.
Ha pochissimo tempo a disposizione.
- Lei è nata a Rough River?
-No,dice Christie O'Dell con una nota di vago dispetto,o perlomeno di minore allegria nella voce. -Però ci ho abitato per qualche tempo.Vuole che le metta la data?
Joyce prende in mano la scatola. Da Le Bon Chocolatier vendevano in effetti dei fiori di cioccolato,ma non lilium. Soltanto rose e tulipani. Perciò ha preso i tulipani per analogia con i lilium. Bulbacee tutti e due.
-Volevo ringraziarla per "Kindertotenlieder" ,- dice talmente in fretta da mangiarsi quasi quella parola interminabile.- Significa moltissimo per me.Le ho portato un regalo.
-Che racconto meraviglioso,quello,no? - La signora del negozio si impadronisce della scatola. - Questa per ora la conservo io.
-Non è una bomba,- dice Joyce ridendo. - sono lilium di cioccolato.Anzi tulipani.I lilium non li avevano,così ho preso i tulipani,mi sembravano il ripiego migliore.
Nota che la commessa non ricambia il sorriso e le lancia invece un'occhiata severa. Christie O'Dell dice:-La ringrazio.
Non un cenno di agnizione,sul viso della giovane. Non riconosce né la Joyce di anni fa,a Rough River,né quella di due settimane orsono,alla festa. Non è nemmeno detto che abbia riconosciuto il titolo del suo racconto.Si direbbe che la faccenda non la riguardi affatto.Come se fosse un impedimento dal quale è riuscita a divincolarsi e che ha lasciato a terra fra l'erba.
Christie O'Dell è lì seduta e scrive proprio come se fosse l'unico atto di scrittura al mondo di cui la si possa ritenere responsabile.
- E' stato un piacere parlare con lei, - dice la libraia,senza staccare gli occhi dalla scatola che la ragazza di Le Bon Chocolatier ha confezionato con un ricciuto nastro giallo.
Christie O'Dell ha già alzato lo sguardo sulla successiva persona in coda e Joyce finalmente ha il buonsenso di farsi da parte ,prima di poter diventare lo zimbello di tutti i presenti e di vedere ,chi lo sa,la scatola trasformarsi in un oggetto di eventuale interesse per le forze dell'ordine.
Mentre percorre a piedi Lonsdale Avenue,in salita,si sente a terra,ma recupera a poco a poco la padronanza di sé.Questo potrebbe perfino diventare un aneddoto divertente da raccontare a qualcuno un giorno o l'altro.Non si stupirebbe.
°*°*°*°
Ed ora non mi resta che aspettare quale dei miei amici lettori mi farà leggere con gusto il racconto
di cui ci parla Alice Munro,riscritto come un aneddoto da raccontare un giorno o l'altro sul mio blog!Anche se,per farlo, dovesse prima leggersi per intero il secondo racconto della raccolta del premio Nobel per la letteratura del 2013 dal titolo "Racconti". Io aspetterò con ansia ,ma convinta
che quest'attesa vale ben la pena di patirla!
Il titolo potrebbe essere:"In tante occasioni d'incontro, a distanza di anni, non mi ha mai riconosciuta/o.Almeno apparentemente ...Perché ?"
Joyce non ha preparato quello che dirà.Pensa che le verrà in mente qualcosa..
Ora la commessa sta parlando di nuovo.
-Ha già aperto il libro alla pagina dove desidera l'autografo?
Per poterlo fare Joyce deve mettere giù la scatola. Si sente le farfalle in gola,le sente davvero.
Christie O'Dell la guarda e le sorride:il sorriso di un'allenata cordialità mista a distacco professionale.
-Il suo nome?
-Joyce è sufficiente.
Ha pochissimo tempo a disposizione.
- Lei è nata a Rough River?
-No,dice Christie O'Dell con una nota di vago dispetto,o perlomeno di minore allegria nella voce. -Però ci ho abitato per qualche tempo.Vuole che le metta la data?
Joyce prende in mano la scatola. Da Le Bon Chocolatier vendevano in effetti dei fiori di cioccolato,ma non lilium. Soltanto rose e tulipani. Perciò ha preso i tulipani per analogia con i lilium. Bulbacee tutti e due.
-Volevo ringraziarla per "Kindertotenlieder" ,- dice talmente in fretta da mangiarsi quasi quella parola interminabile.- Significa moltissimo per me.Le ho portato un regalo.
-Che racconto meraviglioso,quello,no? - La signora del negozio si impadronisce della scatola. - Questa per ora la conservo io.
-Non è una bomba,- dice Joyce ridendo. - sono lilium di cioccolato.Anzi tulipani.I lilium non li avevano,così ho preso i tulipani,mi sembravano il ripiego migliore.
Nota che la commessa non ricambia il sorriso e le lancia invece un'occhiata severa. Christie O'Dell dice:-La ringrazio.
Non un cenno di agnizione,sul viso della giovane. Non riconosce né la Joyce di anni fa,a Rough River,né quella di due settimane orsono,alla festa. Non è nemmeno detto che abbia riconosciuto il titolo del suo racconto.Si direbbe che la faccenda non la riguardi affatto.Come se fosse un impedimento dal quale è riuscita a divincolarsi e che ha lasciato a terra fra l'erba.
Christie O'Dell è lì seduta e scrive proprio come se fosse l'unico atto di scrittura al mondo di cui la si possa ritenere responsabile.
- E' stato un piacere parlare con lei, - dice la libraia,senza staccare gli occhi dalla scatola che la ragazza di Le Bon Chocolatier ha confezionato con un ricciuto nastro giallo.
Christie O'Dell ha già alzato lo sguardo sulla successiva persona in coda e Joyce finalmente ha il buonsenso di farsi da parte ,prima di poter diventare lo zimbello di tutti i presenti e di vedere ,chi lo sa,la scatola trasformarsi in un oggetto di eventuale interesse per le forze dell'ordine.
Mentre percorre a piedi Lonsdale Avenue,in salita,si sente a terra,ma recupera a poco a poco la padronanza di sé.Questo potrebbe perfino diventare un aneddoto divertente da raccontare a qualcuno un giorno o l'altro.Non si stupirebbe.
°*°*°*°
Ed ora non mi resta che aspettare quale dei miei amici lettori mi farà leggere con gusto il racconto
di cui ci parla Alice Munro,riscritto come un aneddoto da raccontare un giorno o l'altro sul mio blog!Anche se,per farlo, dovesse prima leggersi per intero il secondo racconto della raccolta del premio Nobel per la letteratura del 2013 dal titolo "Racconti". Io aspetterò con ansia ,ma convinta
che quest'attesa vale ben la pena di patirla!
Il titolo potrebbe essere:"In tante occasioni d'incontro, a distanza di anni, non mi ha mai riconosciuta/o.Almeno apparentemente ...Perché ?"